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COME A PARMA, COME A BOLOGNA: DOPO UBALDI, DOPO GUAZZALOCA
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CHI HA PAURA DI URIS? (Del bene e del male, o dei due pesi e misure)
Ammesso che Cantarelli voglia davvero diventare sindaco, significa, almeno 'logicamente', che qualcuno (che sindaco è già...) non vuole lasciargli il posto. Se Uris vuole l'ambita poltrona, è perché questa poltrona è occupata da un altro, che ovviamente vuole mantenerla ben salda sotto le proprie terga. Perché il potere non logora solo chi non ce l'ha, ma anche (e soprattutto) chi già ce l'ha e non vuole cederlo. O no?

-->AH... SI CHIAMA "CITTA' ATTIVA", NON "CITTA' CATTIVA"!
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IL DADO E' TRATTO (L'ALLEANZA E' ROTTA)
Zarathustra sosterrà Cantarelli, leader del neo-movimento Città Attiva?
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U.R.I.S. = Unione Reggiana Incazzati a Sinistra

L'AGAC KHAN: "ADESSO LE REGOLE DEL GIOCO LE DECIDO IO"

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-->Toh, un negozio di Bruxelles si chiama come noi (photo by Valeria)
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ULTIM'ORA! Sfumata la designazione (in extremis) dell'ultimo papabile sindaco, in pectore, in grado di tenere unite le diverse anime della coalizione di centrodestra e impensierire seriamente Delrio. Febbrili trattavive per proporre Belen...

REGGIO DECADENCE / RIPRENDE QUOTA L'IPOTESI-CANTARELLI...
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Babbo Natale se la dà a gambe a bordo del 'vespino' di Pietro Negroni
"Mi hanno chiamato per 'regalare' l'ennesima vittoria al centrosinistra"
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(Satira pre-elettorale)
ESCLUSIVO! Ecco la "hit" natalizia per ricompattare il centrodestra!
In distribuzione da Tosi Dischi (by Ubaldi Records) dall'8 dicembre...

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"NOVEMBRE"
(di Giusy-Uris-Spaggiari. Canta Cantarelli, dirige il maestro Abbado)
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Ho difeso le mie scelte / io ho
creduto nelle attese / io ho
saputo dire spesso di sì
con lui poi ricucivo.

Ho indossato le catene / io ho
i segni dell'Enìa / lo so
che non volendo io ricorderò
quel pugno nello stomaco.

A Novembre
la città si spegne in un istante
tu dicevi basta e io eseguivo
il tuo ego è stato sempre così forte
di ogni convinzione mia.

A Novembre
le urne prendon quota in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
Delrio non sembra neanche così forte
come io credevo un anno fa,
novembre...

Ho detto no al Pd e ora sto
in piena luce e in bilico tra estranei
che mi contendono la voglia di rinascere
che intanto se mi brucio brucio io.

A Novembre
il Pdl poi si spegne in un istante
ho dato tutto all'Agac e ora il Bonfo
mi vuole nella squadra anti-Dossetti
e io a dire sì a quell'Alessandri.

A Novembre
l'ho fatto per l'amore mio per l'Anto
per questo me la suono e me la canto
Castagnetti poi non sembra così forte
ma Strozzi aveva sì le gambe corte,
novembre...

E voi parlate senza dire niente
cercando di addolcire il gusto amaro
dell'annunciata fine di un sistema
e invece mi ritrovo ancora Baldi,
novembre...

(Ad libitum...)...

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"... Questa è un'epoca di fascismo televisivo che la sinistra non ha nemmeno provato a fermare. Persino le previsioni del tempo sono diventate edonistiche: più che le nuvole uno guarda il seno della presentatrice». Non risparmia nessuno, Andrea Rivera, il "citofonista" di Serena Dandini. Rivendica il «diritto alla satira» e attacca anche i suoi colleghi. «La vera satira è quella che fa male allo stomaco. Quando vedo Zelig mi fa male la pancia, ma per un altro motivo. Le Iene sono jene con il pubblico e pecore con il padrone. La Guzzanti? Non fa satira... s'a tira». Tradotto dal romanesco: se la tira. Salva Daniele Luttazzi, buttato fuori dalla Rai dopo l'«editto bulgaro» di Berlusconi. Ha già pronte nuove canzoni per un altro cd. Una si intitola «Walter Veltroni Beach»: «Lo so, chi non conosce l'inglese potrebbe fraintendere: spiaggia o prostituta?». Ma non è tenero nemmeno con il sindaco Alemanno. «A Roma abbiamo un Papa tedesco e un sindaco alemanno. Cos'è, un’invasione?». Scusi, è ancora di sinistra? «Preferisco definirmi un anarchico. Sono preoccupato perché vivo al quinto piano e ogni riferimento a Pinelli è casuale — ironizza —. La sinistra non c'è più... anzi è come i mobili Ikea: te la devi montare da sola ma non ci sono le istruzioni». Non ha mai smesso però di solidarizzare con gli operai. «Mi piacerebbe un ministero con portafoglio contro le morti sul lavoro, gestito da persone che hanno subito incidenti». Poi lancia una proposta al ministro Brunetta che metterebbe tornelli ovunque: «Io li piazzerei all'ingresso dei cantieri: così si vede quanti operai entrano la mattina e quanti ne escono la sera». (Corriere.it)
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Mai esasperare la contrapposizione, mai prendersi troppo sul serio...
...ma soprattutto: mai sostituire il dibattito con le forze di polizia...

Crediamo che sarebbe meglio e più utile sdrammatizzare, abbassare i toni dello scontro e dialogare, come ha suggerito e provato a fare il buon Zarathustra, che attraverso "Sexpolitik 2009" l'ha buttata in ridere, optando per i registri della goliardia, della satira, della parodia... proprio come l'hanno scorso, quando il calendario fu dedicato al Premier Prodi.
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Scontri anche a Roma e a Torino (foto da "Lastampa.it")

"Niente corteo, meglio l'occupazione. Un gruppo di studenti ha fatto irruzione all'interno dell'aula magna della Sapienza a Roma, dove il rettore Luigi Frati aveva appena terminato il suo intervento per l'apertura dell'anno accademico. La cerimonia è stata così interrotta. Sul palco è stato steso uno striscione ("Che di tagli non si muoia più: vergogna!"), mentre Frati, che aveva appena terminato il suo intervento, ha abbandonato la cerimonia da una porta laterale, apostrofato dagli studenti al grido di "buffone". "Non c'e' niente da inaugurare" è il coro che scandiscono gli universitari. Che annunciano: "I cancelli all'esterno della città universitaria sono stati chiusi per non fare entrare altri manifestanti che cercano di sfondarli dall'esterno".
Dura la replica di Frati: "Fascisti sono quelli che non fanno parlare la gente".
"Io lo so bene perchè sono figlio di partigiano. Io sono quello di sinistra, non il pariolino che si veste da rivoluzionario". Nel frattempo si è sciolta la manifestazione degli studenti delle scuole superiori romane in piazza della Repubblica.
Pochi i partecipanti al corteo che da piazza Barberini hanno raggiunto la piazza ed hanno poi rinunciato a proseguire la protesta senza quindi raggiungere il ministero dell'Istruzione così come era stato programmato. "Oggi la manifestazione è andata male - dice Tito Russo, uno degli organizzatori rappresentante dell'Unione degli studenti - 'colpa' della pioggia e del poco tempo che hanno avuto alcune parti del movimento per organizzarsi". ("Repubblica.it")
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Studenti irrompono in un convegno con Chiamparino
Stamattina tensione fra forze dell'ordine e ragazzi

Un gruppo di studenti aderenti all’assemblea «No Gelmini» ha fatto irruzione questa mattina al centro congressi «Torino incontra» dove era in corso un convegno con il sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Momenti di forte tensione con le forze dell’ordine che hanno cercato di bloccare l’ingresso dei giovani entrati al grido di «noi la crisi non la paghiamo». All’opposizione delle forze dell’ordine i ragazzi hanno risposto con slogan come «chiediamo diritti e ci danno la polizia, questa è la democrazia». I ragazzi sono poi entrati in sala e hanno letto, come avevano richiesto, un documento. In precedenza gli studenti avevo fatto un presidio davanti alla sede di Intesa Sanpaolo definita da loro «la banca padronale del territorio» ed esponendo un grande assegno di 1 miliardo e 500 milioni intestato a «Onda anomala Torino» con la causale «risarcimento danni».
Entrati nella sala dove era in corso il convegno «Città nord-ovest: il triangolo settentrionale» con il sindaco Sergio Chiamparino, gli studenti hanno spiegato i motivi della loro protesta «che abbiamo voluto portare fino a qui sfidando anche le forze dell’ordine che volevano fermare quest’Onda anomala. Chi si illude di privatizzare solo i profitti - hanno aggiunto - ma di socializzare i costi di questa crisi si sbaglia di grosso. Non vogliamo spendere il nostro futuro per i nostri denari».
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MINISTRE. Da sin.: Meloni, Gelmini, Carfagna e Prestigiacomo

Il Senato ha approvato il decreto Gelmini sull'Università. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. L'assemblea del Senato ha approvato il provvedimento per alzata di mano. A favore hanno votato Pdl e Lega Nord, contrari Pd e Idv. L'Udc, come aveva preannunciato il senatore Gianpiero D'Alia, non ha partecipato al voto.
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I PUNTI DELLA RIFORMA. Blocco del turn-over nelle università con i bilanci in rosso, ma parziale deroga per gli atenei virtuosi.
Nuove regole per l’assunzione di docenti e ricercatori e ripartizione delle risorse tenendo conto del merito. Ancora, norme «anti-baroni» e strumenti per richiamare in Italia i «cervelli» fuggiti all’estero. L’obiettivo del provvedimento, hanno spiegato il ministro e il relatore del provvedimento, Giuseppe Valditara, può tradursi in due parole: «trasparenza» e «merito».
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TURN OVER. Blocco delle assunzioni per le università che chiudono i bilanci annuali in rosso. Per gli atenei poco virtuosi, inoltre, esclusione dalla ripartizione dei fondi relativi agli anni 2008-2009. Non solo: le università che spendono più del 90% dei finanziamenti statali (Fondo di Finanziamento Ordinario) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. Spiraglio, e parziale deroga al blocco, per gli atenei che chiudono in pareggio o risparmiano: «possono procedere ad assunzioni di personale nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al cinquanta per cento di quella relativa al personale a tempo indeterminato complessivamente cessato dal servizio nell’anno precedente». Inoltre, tale somma «per una quota non inferiore al 60%» va destinata all’assunzione di nuovi ricercatori. I bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal turn over (si tratta di 2.300 ricercatori). Esclusi anche gli enti di ricerca (secondo il ministero, in totale verranno assunti 4.000 ricercatori).
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CONCORSI. Cambia anche la prassi concorsuale. Le commissioni che dovranno reclutare docenti sono composte da un ordinario nominato dalla facoltà e da quattro professori sorteggiati sulla base di una lista di 12 docenti, eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando. Un sistema «che ha dei limiti», ha ammesso il ministro Gelmini, ma che serve a «dare >un netto segnale di discontinuità rispetto ad una prassi ormai insostenibile». I ricercatori saranno reclutati da commissioni composte da un professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale. La «nuova» commissione sarà operativa anche se, grazie a un emendamento bipartisan approvato in commissione, i termini per la presentazione delle domande ai concorsi già banditi sono stati riaperti.
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STRETTA SUI «BARONI». Giro di vite per i «baronati» negli atenei. E’ quanto prevede un pacchetto di emendamenti presentati dal relatore Valditara e approvati in commissione. Per fare carriera e aver diritto a scatti di anzianità, infatti, bisognerà dimostrare di aver effettuato ricerca scientifica (con tanto di pubblicazioni certificate da un’apposita Anagrafe nazionale aggiornata con periodicità annuale del ministero): gli scatti biennali destinati a maturare dal 1 gennaio 2011 «sono disposti previo accertamento da parte della autorità accademica della effettuazione nel biennio precedente di pubblicazioni scientifiche». La mancata effettuazione di pubblicazioni, si legge, «comporta la diminuzione della metà dello scatto biennale» e l’esclusione «dalla ripartizione dei fondi Prin».
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TRASPARENZA. Ovvero: Bilanci trasparenti e on line per gli atenei. Annualmente, prevede un emendamento approvato in commissione, il rettore presenta al cda e al Senato accademico «una relazione concernente i risultati dell’attività di ricerca» nonchè «i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati». La relazione sarà poi pubblicata sul sito dell’Ateneo. Se il rettore non ottempera ai suoi obblighi, rischia delle penalità nella ripartizione delle risorse.
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RIENTRO DEI CERVELLI. I «cervelli» italiani fuggiti all’estero dovranno tornare in Italia. Ma non solo: il Bel Paese dovrà tornare a essere «a pieno titolo una delle capitali del sapere nel mondo, aperta ai migliori talenti». Con questo obiettivo nasce una norma introdotta in commissione che permette alle università di procedere alla copertura di posti di pòrofessore ordinario e associato o di ricercatore tramite la «chiamata diretta» di studiosi «stabilmente impegnati all’estero» o di «chiara fama».
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RISORSE. Più soldi per gli atenei virtuosi e per gli studenti meritevoli. Nella ripartizione delle risorse, infatti, sarà considerata la qualità dell’offerta formativa dell’ateneo, così come quella della ricerca scientifica e l’efficienza delle sedi didattica. Con questi criteri, sarà distribuita una quota non inferiore al 7% delle risorse complessive (ma l’obiettivo, ha annunciato il ministro, è arrivare presto al 30%). Le università più virtuose saranno individuate in tempi molto brevi attraverso i parametri di valutazione Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca) e Cnvsu (Comitato nazionale valutazione del sistema universitario). Più soldi anche per il diritto allo studio: 65 milioni di euro, per il 2009, per la realizzazione e la manutenzione delle residenza universitarie (1700 posti letto in più), mentre il Fondo per le borse di studio verrà incrementato con 135 milioni di euro. «E’ l’incremento di risorse più forte di sempre», ha commentato il ministro. ("Corriere.it")

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NEVICA! Le strade di Reggio questa mattina (foto di Mirko Bondioli)
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Compagni contro. La vittoria di Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi fa ancora discutere. E proprio mentre l'ex parlamentare di Rifondazione dichiara che «la sinistra unita può battere la destra», i giornali comunisti litigano sul reality show.
"Liberazione", organo del Prc, dopo aver paragonato due giorni fa il successo della trans al trionfo di Obama, ieri ha dedicato a Luxuria due pagine e un «grazie perché hai reso un grande servigio non solo a lesbiche, gay, bisex e trans di questo Paese, ma in generale a chi pensa che libertà e civiltà siano valori connessi, imprescindibili, per cambiare l'Italia». Il quotidiano diretto da Piero Sansonetti ha comunque ospitato anche una lettera di Paola Nardi, la militante che per prima mesi fa aveva criticato la partecipazione di Luxuria all'Isola: «Questo è vero pietismo», ha scritto ieri.
"Il Manifesto" ha invece affidato il racconto del «naufragio di Vladimir » a Norma Rangeri, critica tv: «La sua è la classica vittoria di Pirro, il successo di chi alza la coppa del trionfo come fosse la bandiera rossa del transgender mentre in realtà sventola le mutande di Valeria Marini». E, ancora, «la povera Luxuria è entrata nell'Isola come un volantino stampato ("parlerò di problemi sociali e politici") e ne è uscita come una donnetta da ballatoio. Il massimo della popolarità lo ha raggiunto con la spiata di un flirt fra una bella argentina (Belen Rodriguez) e un rubacuori (Rossano Rubicondi), marito di Ivana Trump. Altro che rottura del tabù dell'eterosessualità, come scrive Liberazione.
Semmai l'incoronazione della reginetta del pettegolezzo». Luxuria ieri ha ribadito che non si candiderà per le europee e ha raccontato: «Sono stata fuori due mesi e mezzo ma i punti fermi non sono cambiati: la Carrà fa tv, Berlusconi fa il cabarettista, nel Pd ci sono scontri tra Veltroni e D'Alema, così come in Rifondazione tra Vendola e Ferrero». Secondo Bertinotti, Vladimir «ha vinto perché è autentica come il Movimento degli Studenti». Infine Maurizio Ronconi, Udc: «In questo momento l'unico leader della sinistra radicale è Luxuria». ("Corriere della Sera")
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IL COLPACCIO! / Un accordo elettorale in vista delle comunali del 2009
Lo storico patto politico è stato siglato ieri in una nota pizzeria algerina
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Il sindaco-beduino del deserto Andrea "Mu(ma-che)sta(a)fà" Rossi e gli assessori all’associazionismo e alle politiche sociali del Mar Morto Alberto Mohamed Lodi e Caterina Mammi Allam, hanno ricevuto nella serata di ieri, presso la pizzeria Circus di Casalgrande (presente lo stesso Zarathustra) una delegazione composta da Cinzia Terzi (presidente della associazione Jaima Sahrawi e coordinatrice regionale delle associazioni che operano in favore questo popolo), Omar Mih (rappresentante in Italia del Fronte Polisario) e Jatri Aduh, governatore della Provincia di Smara in territorio algerino, dove sono ubicati i campi dei rifugiati Sahrawi.
Gli ospiti, in visita a molte amministrazioni pubbliche della nostra Regione, hanno illustrato la difficile situazione di questo martoriato popolo al quale da decenni è negata l’autodeterminazione.
Il sindaco Rossi, da parte sua, reduce da una vacanza a Charme el Sheik, ha assicurato l’impegno del comune di Casalgrande, al pari di tanti altri della Provincia di Reggio Emilia, nel sostegno di ogni azione diplomatica e politica che possa favorire una soluzione negoziata del grave problema della sabbia (troppo fine e bianca, diversa da quella di Milano Marittima, dove Rossi è solito tenere i vertici politico-mondani dell'alleanza) e delle temperature infernali ("Cinquanta gradi sono troppi... tanto vale andare alle Lampados, dietro casa mia").

***
"Visto che non lo fa nessuno, mi dichiaro tiepidamente lieto che la figura di Enzo Biagi non abbia ricevuto l’ennesimo Ambrogino d’oro milanese, e ho la scusa pronta: l’Ambrogino deve unire, e Biagi invece divide. Dunque egli non è «meritevole di un tributo capace di spezzare la rigidità degli schieramenti ideologici», come ha scritto un annoiato Pierluigi Battista sul Corriere della Sera, ma proprio il contrario: non essendo egli capace di spezzare la rigidità degli schieramenti ideologici, non è meritevole.
Ma queste sono scuse: Biagi non m’è mai piaciuto, punto, e io non conto nulla. E poi, in questo Paese, dividere è assolutamente un merito. Si potrebbe notare, a parte questo, che Biagi ha già preso un Ambrogino nel 1979, che avrà diritto all’illustrissimo Famedio, che avrà una via a lui titolata e che in definitiva non ha preso il secondo Ambrogino solo perché non ha raggiunto i quattro quinti dei voti: non pare una crociata. La crociata la fa, ancor oggi, chi lo strumentalizza per gettarlo ai piedi del nemico politico. Si rileggano, costoro, quanto Biagi scrisse nel suo ultimo libro del 2006 (pagina 221) dopo aver compreso che neppure la sinistra gli avrebbe restituito il suo programma, Il Fatto: «Se il mio nome, la mia faccia e i miei appelli funzionano per le campagne elettorali, non capisco come mai non vadano bene per un programma televisivo». Perché la campagna, ormai, l’avevano vinta".
(Filippo Facci)
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Riceviamo e pubblichiamo...
Un consiglio: statene alla larga. Ecco i 5 buoni motivi per non iscriversi:
1) Calo della produttività al lavoro (le aziende sono furibonde);
2) Rischio di complotti (Cia motore immobile? Si vocifera...);
3) Occhio indiscreto del marketing (gusti, passioni, preferenze... si stanano tutte le informazioni);
4) Morte della privacy (altro che avatar, il profilo non tralascia niente!) e infine...
5) Dipendenza, ovvio.

Ebbene sì. Ecco 5 valide ragioni per non entrare nel mondo di Facebook.
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Trenta musicisti, in gran parte reggiani, uniti nel cd natalizio Falling Snow che da sabato 6 dicembre sarà in vendita nei migliori negozi di dischi di Reggio Emilia per dare voce ai giovani talenti del territorio e sostenere l'Associazione Augusto per la Vita, da quindici in prima linea nella ricerca sul cancro.
Special guest, Graziano Romani, una delle più belle voci del panorama rock italiano, che canterà insieme ai solisti di Falling Snow e duetterà con Baldelli sulle note di Bob Dylan. Prodotto da Giacomo Baldelli per RainKing Records, con il patrocinio della Provincia di Reggio Emilia e il sostegno di Reggio Iniziative Culturali, il cd è stato realizzato presso lo studio di registrazione Oasi Musicale Demira di Bagno (RE).
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Verrà presentato domani, giovedì 27 (ore 18), presso l'Hotel Astoria, “Morte allo stadio”, il nuovo libro di Paolo Bonacini (Miraviglia Editore). Oltre all'autore saranno presenti Piergiorgio Paterlini e l'editore Benedetta Reverberi.
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Chi lo ricorda il Subbuteo? Il "calcio da tavolo" che nel corso degli ultimi decenni ha fatto breccia nel cuore di molti ragazzi. Un gioco che sembrava essere caduto nel dimenticatoio e che attualmente è fuori produzione. Ma la passione per il calcio da tavolo non si è arresa alle dure regole del mercato, né alla diffusione dei videogames che hanno soppiantato i giochi di una volta.
La nostra città però ha un gruppo di appassionati di Subbuteo che partecipa ai tornei ufficiali, guadagnando molti riconoscimenti sul campo. Il team si chiama “Reggio Emilia” e ogni settimana si allena in vista dei tornei nazionali. In particolare domenica 23 novembre è stata la Corte Ospitale di Rubiera ad accogliere squadre di appassionati provenienti da tutta Italia per sfidarsi nel “Terzo torneo di Old Subbuteo”. Nel corso della giornata le squadre di Subbuteo si sono affrontate per decretare il campione italiano e, per l’occasione, i partecipanti hanno scelto di dedicare il torneo all’Africa, scendendo in campo con le squadre del continente africano.
Nel corso di tutta la giornata appassionati e fans sono stati protagonisti di una giornata che giunge al terzo anno. Infatti il primo torneo di Old Subbuteo si è svolto a Reggio Emilia nel novembre 2006, con ben 32 squadre partecipanti di cui anche un team svizzero. Nel novembre 2007 il numero dei team che scesero in campo arrivò alla cifra di 62, con un gruppo che arrivò a Reggio direttamente da Londra. La terza edizione ha visto il record assoluto di iscritti con 64 team e 10 di riserva: il successo di questo torneo non sta soltanto nell’idea di giocare a Subbuteo ma dal regolamento, che prevede alcune prescrizioni “non competitive”, cercando di far prevalere gli aspetti ricreativi e di socialità.
Il gioco nacque in Gran Bretagna nel 1947 da un'idea dell'ornitologo Peter Adolph, che riprendeva, però, quella di un gioco già esistente dagli anni trenta, il New Footy, creato da W.L. Keelings. Originariamente Adolph avrebbe voluto chiamare il gioco The Hobby; il termine in inglese significa "passatempo", ma designa anche una specie di falco diffuso – tra l'altro – in Toscana, l'Hobby appunto. Dal momento che però tale nome, secondo l'Ufficio Brevetti inglese, non era registrabile, l'inventore del gioco prese in prestito parte del nome scientifico: quello di Falco subbuteo.
Il gioco ha avuto grande diffusione anche in Italia soprattutto durante gli anni settanta e ottanta. Nel corso degli anni novanta l'azienda produttrice del gioco (la Subbuteo Sports Games Ltd, compagnia della Waddingtons Games), fu acquisita dall'azienda statunitense produttrice di giocattoli Hasbro la quale, però, nel 2000 interruppe la produzione del gioco considerandolo non più competitivo nei confronti dei nuovi videogiochi di argomento calcistico. La produzione del gioco è continuata, in Italia, fino al 2003.
Il sito internet della federazione degli amanti di Subbuteo è www.oldsubbuteo.it, per maggiori informazioni è possibile contattare ottikored@libero.it.
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Stasera siamo in onda dalle ore 21.15 su TRC (nel Modenese) e dalle 22.40 - in diretta - su Telereggio (nel Reggiano) Seguici!

Ospiti delle trasmissioni sportive "Barba e capelli" (MO) e "91° minuto". Mentre venerdì saremo a "Con-Fronti" (Teletricolore)
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E C'E' ANCHE CHI CI HA COPIATI...


E GHIGGINI ('PARMAOK') ATTACCA GIUSTAMENTE IL PORTFOLIO PIRELLI
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Foto di gruppo delle protagoniste, attorniate da fans un po' alticci

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Alice (a sinistra) e Azzurra scherzano con il dee-jay di Radio Bruno

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Giovanna (a sinistra) e Katia sfilano divertite in passerella

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Dopo il buffet, tutto è pronto per la proiezione del video del backstage

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Azzurra e Alessia scambiano qualche battuta col presentatore

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Andrea esaudisce le tante richieste e firma il 'suo' mese, ottobre

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Anche Alessia, come tutte le "colleghe", ha autografato copie del lunario

Grande e attenta partecipazione di giovani, ieri sera, alla discoteca Ugly di Scandiano (RE), alla festa di presentazione del sexy-calendario delle studentesse emiliane, realizzato per sostenere “anima e corpo” il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e la sua criticata riforma della scuola. Insomma: tutti pazzi per “Sexpolitik 2009”, il primo (e unico) lunario di governo in Italia, in distribuzione da ieri in tutte le edicole di Reggio Emilia, Parma, Modena, Mantova e Bologna.
Una pubblicazione senza veli che, negli ultimi giorni, anche grazie all’inusuale e “coraggiosa” dedica, ha destato un vivace dibattito ovunque, attirando l’attenzione della stampa nazionale e scatenando migliaia di accessi e centinaia di commenti sui principali siti web.
Presenti alla ‘vernice’, oltre ai mariti, ai fidanzati, ai parenti e agli amici delle 12 ragazze della porta accanto, anche curiosi e ammiratori giunti da tutta l’Emilia per farsi autografare (in diretta, dalle protagoniste del momento) una copia dell’opera, entrata a pieno titolo, nonché a gamba tesa (o meglio, a glutei leggermente scoperti), nel dibattito più attuale e caldo dell’agenda politica, oltrepassando a suon di sorrisi e pose osé i confini regionali. Ieri sera, tra un cocktail e un’intervista, un sms e un ballo, le “berluschine” (come sono state scherzosamente ribattezzate) hanno sfilato una ad una in platea, regalando una fugace passerella ai loro fans. Dopodiché, accompagnate dalla voce del dee-jay e dall’incitamento del pubblico, hanno assistito alla proiezione (in anteprima) del mini-video del backstage, interamente girato sul set fotografico, vale a dire nella vecchia e polverosa officina di un ex fabbro.

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Il direttore Ghiggini sfotte giustamente "le tettine al vento di un manipolo di modelle anoressiche" e chiede: "Calendario Pirelli: cosa centra il clima con sette paia di tette al vento?"
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E' stata appena presentata a Berlino l'edizione 2009 del calendario Pirelli. Un prodotto "altamente culturale e con un messaggio profondo".
Recitano, i comunicati stampa, che "l'edizione di quest'anno è centrata sul tema dei cambiamenti climatici, dei limiti della crescita e della conservazione della natura di fronte ai mutamenti introdotti dall'uomo".
Ma, ci si chiede, che cosa centra un argomento serissimo come quello della Natura distrutta dall'uomo o delle stragi di animali per farne colli di pelliccia, con le tettine al vento di un manipolo di modelle anoressiche?
Davvero i pubblicitari pensano che si sensibilizza così l'opinione pubblica? Ma allora, già che di corpi nudi di modelle si tratta, è meglio tornare alle edizioni precendenti del Pirelli, quelle 'classiche' da appendere in officina. Almeno lì non dovevamo anche assistere alle frustate a poveri elefanti del Botswana che hanno dovuto assumere pose da 'modelli' per la gioia dei Pirelli.
Il fotografo statunitense Peter Beard ha scelto di essere strapagato per realizzare un'ambientazione incontaminata (delta dell'Okavango e deserto del Kalahari). Ma poi ha detto: "Abbiamo bisogno di un cambiamento, di un'educazione, anzi di una rieducazione per imparare a rispettare le risorse naturali"... (MAVAFFAN... - ndr) "E' il miglior calendario che abbia mai visto", ha sottolineato il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera. "La sua forza è richiamarci a quali sono le priorità a quanto la natura vada rispettata".
Priorità del calendario, voleva forse dire Tronchetti Provera, che alla faccia di chi non ha nemmeno un tozzo di pane al giorno per mangiare è costata 2 milioni di dollari. "Meno, comunque, delle edizioni precedenti". (Pierluigi Ghiggini)
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A Scandiano un'interessante esposizione di quadri (ore 17.30)
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LA BOMBA E' SCOPPIATA! / "SEXPOLITIK 2009?" YES, WE CAN!
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***
IL SEXY-CALENDARIO PRO-GELMINI SPOPOLA OVUNQUE
UNA SITUAZIONE MEDIATICA FRANCAMENTE IMPREVISTA E INGESTIBILE
400 COMMENTI IN TRE ORE SULLA PRIMA PAGINA DEL PORTALE "LIBERO"
E decine di richieste d'amicizia per Giovanna F. su Facebook...
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TANTO PER CITARNE QUALCUNO...
IL CORRIERE DELLA SERA
LA STAMPA
STUDIO APERTO
RETE 4
IL RESTO DEL CARLINO
IL GIORNALE
LIBERO
IL RIFORMISTA
LEGGO
L'UNITA'
LA REPUBBLICA
SKY
TGCOM
RADIO BRUNO
CRONACA VERA
LA GAZZETTA DI PARMA
LA GAZZETTA DI MANTOVA
AFFARI ITALIANI
... FINO ALLE PRIME PAGINE DEI QUOTIDIANI LOCALI REGGIANI...
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E DOMANI SERA ARRIVA IL VIDEO ESCLUSIVO DEL BACKSTAGE!
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La cover del primo e unico sexy-calendario di governo in Italia
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Un originale lunario per dire “no” alle proteste di piazza
“DESNUDE” PER DIFENDERE LA GELMINI
E SOSTENERE LA SUA RIFORMA DELLA SCUOLA

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DODICI BELLISSIME E BRILLANTI GIOVANI, PERLOPIU' STUDENTESSE UNIVERSITARIE EMILIANE (RIBATTEZZATE “LE BERLUSCHINE”), POSANO SENZA VELI PER DARE MAN FORTE ALLA QUASI COETANEA MINISTRO DELL'ISTRUZIONE: “MARIASTELLA, VA’ AVANTI COSI', SIAMO CON TE!”
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"Desnude" sì, “ma per una giusta causa”, ripetono tra il serio e il faceto.
Un sexy-calendario per appoggiare proprio lei: il ministro della Pubblica Istruzione e dell’Università Mariastella Gelmini. Ovvero: 12 ragazze emiliane, quasi tutte studentesse universitarie, tra un esame e l’altro hanno trovato il tempo e soprattutto il coraggio di scendere in campo, con la propria faccia e le proprie natiche, e col sorriso sulle labbra, a sostegno del governo in carica. E lo hanno fatto posando senza veli per un lunario che lascia poco all’immaginazione… altroché “immaginazione al potere”, come volevano i loro coetanei 40 anni fa, nel Sessantotto.

“Ci siamo spogliate per sostenere la riforma della Gelmini, dunque contro un vecchio modo di gestire le università… e, in più generale, contro le proteste di piazza che non vogliono il cambiamento nel mondo della scuola”, fanno sapere le giovani modelle della porta accanto. “Troppi sprechi, troppi nepotismi”, spiega Azzurra, 21 anni, commessa Conad e modella del mese di marzo, che il prossimo anno si iscriverà a Lingue e Letterature Straniere a Parma; “Troppi corsi inutili, troppe rendite di posizione”, le fa eco Giovanna, sua coetanea e interprete di gennaio, studentessa di Economia e Finanza all'università di Parma; “Troppa ideologia e troppe baronìe, bisognerebbe tagliare i privilegi e aggiornare i meccanismi d'ingresso e i programmi didattici”, aggiunge Elena, 33 anni, laureatasi in Chimica Industriale a Bologna; “L'Italia è un paese vecchio, giurassico, pachidermico... ben venga ogni tipo di riforma, a partire da quelle che si propongono di combattere le caste, sindacati e ordini professionali compresi”, taglia la testa al toro l'altra Elena del calendario, 23 anni portati benissimo, 'specializzanda' di Scienze della Comunicazione, sempre a Reggio Emilia.

Il sexy-calendario si chiama “Sexpolitik 2009 – Senza veli per la Gelmini” e raccoglie le immagini di 12 ragazze senza alcuna esperienza politica o fotografica alle spalle. Spontanee e naturali, hanno “messo a nudo” (è il caso di dirlo) il loro modo di pensare a proposito di un tema, quello della scuola e dell’università, che da mesi è al centro dell’agenda politica nazionale.
Le 12 “berluschine” (passateci il termine) si sono fatte ritrarre senza veli, come madre natura le ha fatte, allo scopo di sostenere anima e corpo (e che corpo!) la riforma voluta dal centrodestra, cioè dal governo del loro idolo involontario, il Silvio nazionale. Un modo originale di solidarizzare senza se e senza ma col giovane ministro Mariastella, una sorta di loro “sorella maggiore”, trovatasi al centro di polemiche senza fine e talvolta senza senso, a volte solo vivaci e a volte anche violente.

Un tripudio di curve, seni e fondoschiena sfoggiati al grido di (citiamo dalle dichiarazioni d’intenti pubblicate ben in evidenza sul sexy-calendario) “Mariastella, tieni duro! Noi ti sosterremo sempre”, oppure “Cara Gelmini, continua così”, oppure “La scuola va cambiata, la protesta va fermata”. Firmato, ovviamente, “le berluschine emiliane”, le quali, nero su bianco, e sempre in quarta di copertina, tra raffinato erotismo e sano eroismo, non fanno mistero di un loro piccolo ma grande sogno, assolutamente legittimo, custodito nel cassetto del loro impegno fotografico-militante: quello di diventare, un giorno, ministre della Repubblica, così come lo sono diventate le “colleghe” e coetanee Gelmini e Mara Carfagna, entrambe, peraltro, dimostratesi pienamente all’altezza del non facile incarico.

Gli studenti dell’Onda (meglio: della “baraonda”) scendono in piazza a fare casino, spesso buttandola in politica pur di non entrare in aula a seguire le lezioni? Bene: le ragazze di “Sexpolitik 2009”, che vivono e studiano in un’area geografica compresa tra Reggio Emilia, Parma, Modena e Bologna, non si tirano certo indietro, figurarsi, ma optano per una forma di comunicazione glamour, più soft, refrattaria agli slogan precostituiti e urlati. “Meglio essere appese a un chiodo che restare sospese nel vuoto di un sistema, quello italiano, obsoleto e bloccato”, motteggiano le agguerrite ventenni, ribattezzate (“Silvio-girls”), che fanno giungere la loro solidarietà al centrodestra proprio dall’Emilia, la regione più rossa d’Italia!

“Sexpolitik 2009”, il primo e unico calendario filo-governativo in Italia, uscirà in tutte le edicole emiliane sabato mattina e sarà presentato ufficialmente venerdì sera, 21 novembre - dalle ore 22: cena e festa a seguire - alla discoteca Ugly di Scandiano (RE), ovviamente alla presenza di tutte le interpreti femminili del lunario, realizzato dal fotografo glamour Corrado Bertozzi.

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-> UN' IMMAGINE 'CASTA' (INEDITA, NON SUL CALENDARIO) DI ELENA F.

null IL CAST null

- Katia, 29 anni, è la ragazza copertina. Sposata, vive col marito a Bologna ed è la ragazza-immagine della boxe reggiana;

- Giovanna, 21 anni, abita a Scandiano, città natale dell’ex Premier Romano Prodi, e studia Economia e Finanza all’università di Parma. Interpreta gennaio.

- Martina, 21 anni, vive a Boretto, nella Bassa: lavora in un pub e ha ancora una gran voglia di studiare. Interpreta febbraio.

- Azzurra, 21 anni, abita a Reggio E. e lavora in un supermercato Conad della sua città. Interpreta marzo.

- Alessia, 24 anni, vive a Reggio E. e non vede l’ora di iscriversi a Scienze Politiche. Interpreta aprile.

- Elena, 33 anni, abita a Reggio E. e si è laureata in Chimica Industriale a Bologna. Interpreta maggio.

- Fadua, 25 anni, vive a Modena, è store-manager in un negozio di abiti e ha studiato a Sassuolo, capitale della piastrella. Interpreta giugno.

- Irina, 22 anni, abita nella prima periferia di Reggio E., è sposata, studia Scienze della Comunicazione ed è in pari con gli esami. Interpreta luglio.

- Elena, 23 anni, vive a Moglia, Sul fiume Po, in provincia di Mantova. Giornalista nel tempo libero, frequenta l’ultimo anno (il 5°, specialistico) di Scienze della Comunicazione all’ateneo di RE e MO. Interpreta agosto.

- Alice, 19 anni, abita a Formigine (MO), lavora a Rubiera (RE) e canta dal vivo in giro per l’Emilia. Interpreta settembre.

- Andrea, 19 anni, vive a S. Ilario d’Enza, sul confine tra Reggio E. e Parma, e studia socio-psico-pedagogia. Interpreta ottobre.

- Rina, 29 anni, abita a Reggio E. e attualmente fa la gelataia, anche se medita seriamente di iscriversi a Filosofia, sua passione fin da quando era piccola. Interpreta novembre.

Dicembre, invece, è un mix di immagini delle 12 protagoniste.
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*LA PRESENTAZIONE VENERDI' SERA (21/11) ALL'UGLY DI SCANDIANO*
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null Un'efficace immagine scattata nel backstage, sul set fotografico
La 10° edizione dell'opera è stata "creata" nell'officina di un ex fabbro
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R.I.P. (08/01/2005 - 16/11/2008) DA "PANAMA" ALLA LOMBARDIA!
"L'Informazione" perde la "elle" e da oggi diventa "Informazione". La società editrice del "neonato" quotidiano non è una Spa (Rete7), ma una cooperativa di giornalisti con sede a Cremona (Servizi Editoriali Padani).

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Già: dopo l'Alfano grillina, dopo l'Ayala industriale, dopo l'Orlando dipietrista, dopo il Bini polemico, dopo le denunce sui casalesi infiltrati, dopo le pronunce sui calabresi radicati, dopo il gioco "Sicario", dopo il Saviano letto in piazza (e via discorrendo e discordando), ecco la nuova puntata del "reality-mafia" made in Reggio, imperdibile 'feuilleton' della collezione (coalizione) autunno-'inferno'... I prossimi sviluppi della soap? I Soprano al cinema Al Corso e l'uscita di "Gonorrea" (il sequel di "Gomorra") per la neonata collana edita dallo "Spazio Gerra Connection"...
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IL SEN. DEL PD GIUSEPPE LUMIA, UNO DEI MASSIMI RAPPRESENTANTI DELL’ANTIMAFIA, STASERA (LUNEDI'), ALLE ORE 21 E' OSPITE DELLA 'SCUOLA DI BIOETICA E ANTIPOLITICA' ("LA GABELLA", VIA ROMA). Lumia, già presidente della commissione Antimafia, è stato eletto a Termini Imerese, dove si è fatto strada contrastando l’intreccio tra mafia e politica. Tanto che dal 2000 pesa una condanna firmata Bernardo Provenzano che l’ha costretto a vivere sotto scorta. Presidente del gruppo consiliare del Pd all’Assemblea regionale siciliana, è da sempre impegnato nel settore cooperativo. Deputato nelle file dei Progressisti e Ds, dal 2000 al 2001 è stato il primo politico siciliano presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Il politico, che tuttora vive sotto scorta, affronterà il tema del rapporto tra “Politica e Legalità”.

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GOSSIP!!! / Pubblichiamo una mail inviataci il 31 ottobre (ore 20.16)

GOLA PROFONDA
"Gentile e simpaticissimo Zarathustra,
.....si fa il nome di una quarta candidata donna per le civiche di grillini e vari. Ha ragione forse lei che questa potrebbe essere una manovra diversiva, ma.....ho invece saputo il nome di questa candidata, insospettabile ai più disattenti. Tutto parte da alcune considerazioni giuste da lei fatte.
Non lo so, ma questa triplice alleanza credo che difenderà una parte dei poteri cittadini. In primis l'Api, che si vuole contrapporre ai grandi industriali. La donna (papabile candidata - ndr) è la presidentessa di Api signora Carbognani. Ora non sobbalzi, caro Zarathustra.
In tutto questo c'è una logica. Se guarda le foto del primo V Day c'è anche un tal Gianluca Burani, consigliere dei giovani Api e imprenditore. Fece pure un'ambulanza per i vaffa-boys. Controlli. Lo stesso ha firmato il V Day 2 insieme all'ex presidente Nello Ferraroni, facendosi pure vedere dai giornalisti, che annotarono la presenza. Manovre di avvicinamento conclusesi con questa candidata forte coperta fino all'ultimo da (*** - ndr), che invece guiderà la terza lista.
Il problema è che la signora non ha ancora del tutto sciolto la riserva, indispettita un po' dal movimentismo grillino di Bini negli ultimi tempi, ad esempio al convegno sulla mafia... Cosa che ha messo a rischio la sua candidatura. Ma anche qui potrebbe esserci un asse. Sa, la politica è strana.....Con stima....."
(Lettera firmata)
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PRIMEDONNE / "Cristina Carbognani, presidente dell'Api di Reggio, 43 anni, sposata con Maurizio Medici, mamma di un ragazzo di 11 anni, è vice-presidente della Medici di Vezzano, un'azienda che produce interni per auto, con uno stabilimento in loco e una filiale in Tunisia (con 70 dipendenti a Vezzano, proprio di fronte al Pippis Bar, e 180 in Tunisia), per un fatturato di 10 milioni di euro". (Telereggio)
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"Di fatto è un autentico colpo di scena: da circa un mese, Azio Sezzi non è più il segretario generale dell’A ssociazione piccole e medie imprese. La decisione di esautorare Sezzi dalle sue competenze porta la firma della presidente dell’Api Cristina Carbognani, deus ex machina di questa riorganizzazione che è destinata a far discutere e non solo per gli equilibri interni all’Api. Da sempre, infatti, l’associazione di via Che Guevara è una sorta di sismografo della politica locale. E la figura di Azio Sezzi non è esattamente quella del burocrate la cui sostituzione possa passare in qualche modo sotto silenzio. L’altra stranezza di questa notizia è che nulla di ufficiale è stato comunicato finora in merito". (Gazzetta di Reggio)
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"Le liste civiche la faranno da padrone negli schieramenti"
"Il panorama politico cittadino, dopo i sommovimenti estivi, sembra al momento essersi assestato su una rosa ben precisa di liste civiche e di coalizioni partitiche. Spinta la frammentazione, con lo scopo dichiarato di indebolire Delrio e portarlo quantomeno al ballottaggio...
Accanto alla lista pro Delrio (appoggiato, oltre che dal Pd e dall’Italia dei Valori, dal nuovo movimento “Per la sinistra”, dal Pdci e da Rifondazione), nell’area troverà spazio la lista civica di Luigi Piscopo, l’ispettore di polizia entrato nella pletora dei consulenti del Pd sul tema sicurezza. E proprio sul tema si proporrà anche una lista capeggiata da Emiliano Malato (ex Fi). Carlo Baldi, deciso a rilanciare il ReggioLab, starebbe addirittura corteggiando (pare con poco successo) Uris Cantarelli, ex amministratore delegato Agac e poi Enìa, compagno da una vita dell’ex sindaco Spaggiari.
Mario Monducci di “Gente di Reggio” si presenterà con un proprio candidato sostenuto anche dai “grillini” e (pare) da una lista civica forse capitanata da Roberto Rabacchi (designer ed ex commerciante): un trittico di “duri e puri” che guardano ai giovani, agli ambientalisti e ai laici. Dalla parte opposta, sempre sul fronte civico, in campo scenderà Nadia Borghi: nata come leader del Comitato di Santa Croce anti porta a porta, ormai è “capopopolo” di molto dello scontento popolare in alcuni quartieri". (L'Informazione, oggi)
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Uno scoop? Boh, chi vivrà vedrà. Sicuramente una ghiotta indiscrezione: siamo in campagna elettorale, tutti hanno le antenne dritte, le palle storte, le schiene così così. Certo: l'abbiamo tenuta nel cassetto per più di due settimane. Pur di tener fede alla nostra promessa, fatta da questo 'space' i primi di novembre: quella di non occuparci più (almeno finché il clima politico non sarà più sereno e sportivo) di liste e candidati... e fino all'indomani del voto (tradotto: primavera 2009). Un annuncio che voleva e vuole essere un esplicito, provocatorio (ma nemmeno poi tanto) invito all'abbassamento dei toni dello scontro in atto, reso incandescente (se non "indecente", almeno per certi versi) dalle pesanti affermazioni, definite da alcuni insinuazioni, uscite nel corso del noto convegno sulla mafia al Posta, il 25 ottobre scorso. Ebbene: Zarathustra ha appeso il vetriolo (ma non il cetriolo...) al chiodo: basta retroscena, basta analisi, basta notizie, basta satira, basta prestare il fianco a interessate e smisurate reazioni, a sapienti strumentalizzazioni. Si fa da parte, si astiene: un fioretto pre-natalizio, un offerta in sacrificio. Dal 4 novembre in poi un solo motto: zitto e mosca, niente chiacchiere e niente distintivo. Impegno preso, impegno mantenuto. Tranne questa storia qui. Questo petardo in piccionaia che è la ventilata candidatura, tra le papabili (occhio, nemici luciferini: non è ammesso l'inserimento di alcuna "elle", chiaro!?), della dinamica, intraprendente presidentessa dell'Api. Un'eccezione che conferma la regola. Una fregola da blogger compulsivo e consumato, poi stop, caso chiuso, si ritorna nell'esilio, alla consegna del silenzio e delle armi. Perché ieri è uscita la notizia, sui quotidiani, della (presunta) trombaura di Azio Sezzi, perché è da almeno due settimane che in altri lidi si scrive e si digita di un candidato donna alla guida del civismo, perché proprio oggi un quotidiano torna a proporre la mappa (più o meno aggiornata: leggi più su...) delle liste civiche in campo, e soprattutto perché la lettera che abbiamo deciso di rendere nota, qui sopra, ci è stata spedita ante-facto, il 31/10, cioè prima del nostro ritiro dalle scene, che risale (come ho ricordato poc'anzi) al 4 novembre, giorno in cui si celebrano le Forze Disarmate, giorno in cui Obama è stato eletto 44° presidente degli Stati Uniti d'America. Insomma: dovevamo anche noi il nostro gallo ad Esculapio... e adesso siamo 'in pari' con lui... in pace con tutti.

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PIU' TORTELLI, MENO TORNELLI! / Erbette, i 7 giurati oggi a Regustibus!
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(FOTOCRONACA IN ESCLUSIVA! By Corrado Bertozzi)
Fumata nera in casa Pdl: il candidato anti-Delrio non è stato designato
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QUELLI CHE IL PRANZO... / 1
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DI MALE IN 'PAGGIO' / Il codazzo dei 'questuanti' ieri in cattedrale...

QUELLI CHE IL PRANZO... / 2
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Venerdì 14/11, casa editrice Aliberti: si banchetta per festeggiare la 'chiusura redazionale' della ventina di titoli in uscita da qui a Natale.

QUELLI CHE IL PRANZO... / 3
Oggi Zarathustra presiederà la giuria del 1° Gran Premio del Tortello di Erbetta (Fiera "Regustibus", Scandiano): assaggi a volontà dalle ore 13.
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Azio, che strazio! (Tutta colpa di quella "carbonara" della Carbognani?)
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La notizia del suo avvicendamento-siluramento la diede questo blog...
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Il 4 novembre, infatti, pubblicammo tra i commenti al 'post' del giorno questa interessante e accorata segnalazione, inviata via mail, al blog, venerdì 31 ottobre (Halloween!) alle ore 22.02:
"Caro Ciro, un giorno mi chiedesti di segnalarti cose della reggianità, se le avessi notate. Scusa se non sono stato molto attivo in questi mesi. Ma stavolta mi sento di chiederti se sai che all'Api (...) hanno trombato il buon Azio Sezzi (ufficialmente in ferie) e si sta scatenando un bel baito... Ma nessuno ne parla???"
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CASALGRANDE / L’ultimo saluto all’assessore Antonio Grossi
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"Sono stati il sindaco Andrea Rossi, il presidente del Consiglio Comunale Marta Bigliardi, i suoi colleghi assessori, gli amici di Rifondazione Comunista e tanti cittadini a dare l’ultimo saluto ad Antonio Grossi, scomparso ieri a soli 58 anni. Tra i presenti diverse le autorità militari e politiche, tra cui gli ex sindaci di Casalgrande Fausto Montipò e Luciano Branchetti, il senatore Claudio Grassi, il sindaco di Castellarano Alberto Caprari. Dopo il breve percorso dall’ abitazione in Via Amendola al Municipio, il feretro è stato esposto nella sala consigliare per ricevere l’omaggio dei casalgrandesi, mentre gli uffici comunali osservavano due ore di chiusura in segno di lutto. Al termine della breve ma toccante cerimonia un lungo applauso a salutato Antonio Grossi che ha intrapreso l’ultimo viaggio alla volta di Ferrara, dove sarà cremato. Le ceneri saranno consegnate all’anziana mamma Maria".
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ULTIM'ORA: LUTTO A CASALGRANDE / LINEA D'OMBRA
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ANCHE C.A.P. ESPRIME CORDOGLIO ALLA FAMIGLIA, RICORDANDO LE AMABILI CHIACCHIERATE CON L'AMICO E INTELLETTUALE ANTONIO, PREMATURAMENTE CONGEDATOSI. Addio caro compagno Antonio...
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Nelle prime ore di oggi è scomparso l’assessore al bilancio e alla partecipazione del Comune di Casalgrande Antonio Grossi. Nato a Cavriago il 28 gennaio 1950 era residente nel nostro Comune dal 1995. Sposato con Maura Filippini, non aveva figli e lascia l’anziana madre Maria. Fu nominato assessore nella Giunta Comunale guidata dal sindaco Andrea Rossi a seguito delle elezioni comunali del 2004, con le deleghe al bilancio, affari generali e personale. Nell'ultimo periodo aveva mantenuto la delega al bilancio, agli affari generali e alla partecipazione. Nel quinquennio 1999/2004 fu consigliere comunale di minoranza in qualità di capogruppo di Rifondazione Comunista. Laureato in scienze politiche e filosofia fu dipendente del Comune a Casalgrande con la qualifica di vice segretario dal settembre 1982 al maggio 1999.
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La camera ardente sarà allestita in Municipio presso la sala consiliare domani dalle ore 9.30 alle ore 11 mentre, in segno di lutto, le bandiere saranno esposte a mezz’asta e gli uffici comunali, sempre dalle ore 10 alle ore 12, rimarranno chiusi al pubblico in segno di lutto. Rinviato ad altra data anche il previsto mercato contadino. L’orazione funebre sarà tenuta dal sindaco Andrea Rossi. Lo stesso sindaco ha provveduto ad inviare messaggi di cordoglio alla famiglia a nome suo personale, della Giunta, del Consiglio Comunale e dei dipendenti del Comune di Casalgrande.
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“Se ne va e ci saluta in modo inaspettato non solo l’amministratore ma anche e soprattutto l’amico, ricorda il sindaco Andrea Rossi. Dopo quattro anni di lavoro insieme i rapporti infatti non si limitano alla politica ma si stringono anche a livello personale. Per quello che mi riguarda questo rapporto con Antonio è iniziato nel 1999 quando, giovane capogruppo, mi trovavo politicamente su un fronte opposto al suo. Confesso però che per chi faceva politica con passione era facile essere attratti dalla sua cultura e dalla sua oratoria. All’inizio del 2003 il nostro cammino si è riavvicinato al punto che nel 2004 Antonio e Rifondazione Comunista saranno nella maggioranza di governo. Con questa scelta Antonio dimostrò quindi un sincero attaccamento al nostro Comune, svolgendo negli anni successivi un ottimo lavoro soprattutto sul piano della partecipazione del cittadino alla vita pubblica. In questo si è rafforzato il nostro rapporto politico e personale che ci ha portato a condividere con correttezza e onestà morale e intellettuale il governo del nostro Comune in questi ultimi quattro anni”. (Il sindaco Andrea Rossi)
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"Il circolo di Rifondazione Comunista Karl Marx di Casalgrande piange per la prematura scomparsa di Antonio Grossi. Con lui viene meno non solo la figura pubblica, l'amministratore, l'assessore fortemente impegnato a favorire la partecipazione dei suoi concittadini alla vita pubblica di Casalgrande coinvolgendoli direttamente nelle discussioni, nelle scelte e nei progetti. Antonio, infatti, univa al suo ruolo pubblico quello di politico preparato, colto, appassionato e fortemente radicato ai valori della sinistra. A lui si deve la crescita e la dinamicità di Rifondazione nel nostro Comune e nel nostro distretto e, soprattutto, l'avvicinamento di tanti giovani alla politica che in lui, come tutti noi del resto, vedevano un punto di riferimento sicuro. I compagni di Casalgrande, infine, piangono un caro amico sagace, prodigo di consigli, sempre pronto a dare il proprio contributo. Addio caro Antonio, di te ricorderemo tutto questo ringraziandoti per quanto ci hai dato e lasciato e che conserveremo gelosamente come prezioso patrimonio di idee e di valori". (I tuoi amici e compagni del circolo 'Karl Marx')
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"Stamattina è venuto a mancare l'assessore Antonio Grossi. Esponente di Rifondazione Comunista, nella giunta guidata dal sindaco Rossi aveva deleghe al Bilancio, Personale e Partecipazione. Uomo di grande cultura (due lauree) era già stato sui banchi di opposizione come capogruppo di RC durante l'ultima legislatura Branchetti. La Lega Nord di Casalgrande esprime il suo più sentito cordoglio alla famiglia, all'amministrazione comunale e al partito Rifondazione Comunista". (Paolo Filippini)
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"Il circolo Comunale del partito democratico di Casalgrande, incredulo e addolorato per la prematura scomparsa di Antonio Grossi, Assessore al Bilancio e Partecipazione, esprime cordoglio alla famiglia ed esprime la stima per l’impegno profuso all’interno dell’attuale Amministrazione Comunale. Lo vuole ricordare sottolineando il ruolo svolto in questi anni con serietà e perseveranza attraverso una preziosa e fattiva collaborazione". (Alda Iori, segretario Pd Casalgrande)
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"Ciao Antonio, ci hai lasciato prematuramente. Troppo. Abbiamo ancora tanto bisogno del tuo contributo, al quale ci hai abituato in questi anni come assessore e stimata figura politica di riferimento. Grazie per le idee, gli stimoli, le riflessioni che hai portato nel normale dibattito politico e morale in questi anni; grazie per aver aiutato tutti noi a crescere anche attraverso i tuoi punti di vista, molto alti per tanti di noi. Tutti noi consiglieri abbiamo sempre stimato in te la passione, la correttezza e l’onestà intellettuale e il Consiglio Comunale ha profondamente beneficiato della tua presenza e del tuo apporto personale. Ci mancherai Antonio, ma il tuo spirito continuerà a sostenerci ed indicare vie nuove e giuste nel nostro ruolo di consiglieri. Con questa speranza, a nome di tutto il Consiglio Comunale, ti saluto con un fraterno addio, rispettoso del tuo modo d’essere e di pensare e con la certezza che a tutti noi mancherai". (Marta Bigliardi)

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DOMANDA: SECONDO TE E' GIUSTO "INFILTRARE" (INQUINARE?) I SOCIAL NETWORK CON APPELLI POLITICI? IL DIBATTITO E' APERTO E LIBERO...
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Intervista esclusiva a Sarah, il trans più bello (anzi, più bella) della città
FOLIES! Due chiacchiere semiserie con una ragazza molto esuberante...
DALLA "MUCCA ASSASSINA" FINO A 'DELRIO DE JANEIRO', IL SINDACO
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ANTEPRIMA La copertina del settimanale Trend, in edicola da domani
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“Ho 26 anni, vengo dal Brasile e ho lavorato insieme a Luxuria
Qui a Reggio mi trovo bene: ballo, mi diverto e ho un sacco di amici...”
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Buongiorno.
Dammi pure del tu.
E tu del tè, grazie, ho una sete boia.
Non ne ho. Solo tisana alla banana...
Passo... Allora... ti chiami Sarah, vero?
Sì, ho 26 anni e faccio la ragazza-immagine, la modella, l’animatrice, l’accompagnatrice.
Ecco, mi accompagneresti a riscuotere un paio di crediti… magari a te ti pagano.
Sono nello staff de “Le Folies de Pigalle”, presente?
Sì, ho presente. E comunque anche assente, nel senso che non ho mai partecipato alle vostre serate.
Male, ti sei perso molto… Sono a Reggio da 3 (tre) anni e in Italia da 8 (otto). Vengo dal Brasile, più precisamente da Fortaleza.
Una città che è tutto un programma…. Un programma da fascia protetta.
Ho lavorato un po’ in tutta Italia… Al “Plaisir” di Desenzano (Brescia), a Roma, a Milano… poi a Riccione, a Rimini, dove ho trascorso tutta l’estate: la Villa delle Rose, il Cocoricò… adesso il sabato sera sono all’Eden di Corte Tegge. Giro dappertutto, il mondo delle discoteche mi piace molto…
E una volta al mese giochi in casa, cioè all’Adrenaline, a Reggio…
Esatto. Ma non dimentichiamo che ho anche lavorato per tanti anni a Roma, nelle celebri serate della “Mucca assassina”
Cavolo, il locale che ha lanciato Luxuria… la conosci?
Sì, certo: Vladimir è molto simpatico, una brava persona. Alla Mucca Assassina era presentatore e vocalist.
Poi lui ha fatto carriera in politica, è diventato onorevole, è entrato in Parlamento tra le fila di Rifondazione… comunque, una carriera durata pochissimo, visto che oggi passa il tempo a “L’Isola dei Famosi”, alla faccia delle battaglie della sinistra… Tu non hai mai pensato di diventare deputata?
No, mai. Ma mi piacerebbe entrare nel mondo dello spettacolo, soprattutto della televisione.
Grande Fratello, L’Isola dei Famosi…
Il Grande Fratello sì, sarebbe il massimo, ma anche La Talpa mi andrebbe bene… L’Isola invece no, è troppo dura, io non riuscirei a superare certe prove, a mangiare scarafaggi…
Le tue serate sono sempre molto trasgressive, anche un po’ trash, burlesque, mentre noi sempre qui a smanettare al desk…
Abbastanza: si balla e si fa casino, un po’ sopra le righe, rido e mi diverto… alle Folies viene gente da tutta l’Italia, Sud compreso…
C’è sempre gente molto svestita, o comunque travestita.
E’ il gusto del peccato.
E il tuo peccato più grande qual è stato negli ultimi anni?
E’ il peccato di una vita: quello di non essere nata donna, ma in fondo non è colpa mia, non è colpa di nessuno.
Una frase chiara, forte. Quindi?
Quindi lo sono diventata dopo. Con l’evoluzione del mondo… beh, devo dire che oggi è una cosa normale, molto diffusa e comune a tante persone.
Sic “trans” gloria mundi.
Sì, sono un transex, anche detto trans, c’est plus facile. Mi sono sempre sentita donna, fin da piccola. Amavo truccarmi e stare in mezzo alle bambole… i giochi da uomini non mi piacevano, perché essere maschio non era proprio la mia natura. Non è stato facile, allora… anche se i miei genitori hanno sempre cercato di capirmi, di non ostacolarmi. Finché ho mollato la famiglia e mi sono trasferita a S. Paolo… e da lì ho proseguito fino in fondo nella mia identità, nel mio essere donna. Nel 2003, per la cronaca, ho vinto il titolo di Miss Transex Brasile.
Poi? Tutto il resto, insomma, è noia o gioia?
Beh, poi sono arrivata a Roma, dove ho dei parenti. Finché mi sono spostata a Reggio, dove sto benissimo… vivo con una mia amica, anche lei trans, in centro storico, vicino a viale Montegrappa.
Hai un seno molto pronunciato.
Sì, ne parlano tutti.
Buona questa! Volevo dire: è molto prorompente…
Me lo sono rifatta qualche anno fa a Modena: adesso porto una quarta abbondante e ne vado fiera. Anche se un po’ di tette ce le avevo già... è da quando avevo 15-16 anni che faccio delle specie di cure a base di ormoni.
Alla faccia delle vitamine… io sono fermo al Polase… Sei fidanzata?
No, sono single. Con l’ultimo ragazzo che ho avuto, lui è di Bologna, è durata 7 mesi. Poi solo amori occasionali, comunque rari…
E nei “Paesi Bassi” cosa sei? Uomo, donna o Eva Robin’s?
Purtroppo nelle parti basse sono ancora un uomo… inteso come attributi maschili: ma vorrei operarmi presto, ci penso sempre… forse tra qualche anno lo farò…
Fidel Castro!
Beh, non parlerei di castrazione, non esagerare… è un’operazione come un’altra, solo che qui si cambia sesso.
Hai mai avuto storie più o meno intime con degli uomini reggiani?
Qualcuna sì, ma non tante… i reggiani sono molto tranquilli, anche sessualmente parlando… meno focosi dei romani o dei napoletani.
Le labbra sono naturali?
Quali? (Ride... - ndr)
Touché! No, le altre...
Quelle sì, assolutamente. Ho rifatto solo gli zigomi.
Il regalo più bello che hai ricevuto?
Dei gioielli. Ma anche una vacanza completamente spesata, durata un mese, tra Montecarlo, Valencia, Barcellona e Ibiza.
Mai stata con una donna?
No, mai, non ci tengo proprio…
I preliminari sono importanti?
Sì, molto. Una sorta di aperitivo...
Sex on the beach, boh... Descriviti con alcuni aggettivi.
Beh, io sono una Vergine.
Questo è uno scoop mondiale… In che senso?
Sono nata sotto il segno della Vergine, quindi sono permalosa, gelosa, molto dolce e molto sexy… e in compagnia anche mattatrice, giocosa…
Quindi?
Sono vanitosa… Amo tutti i tipi di trucchi, tutte le creme per il viso e il corpo, gli abiti firmati e ancora di più i profumi, per i quali spendo tutto una fortuna…
Guadagni bene?
Il giusto, non mi lamento, e poi, come dite voi, chi s’accontenta gode.
Yes, we Canon... No, niente, è il motto di un mio amico fotografo... A proposito: nell’intimità sei più attiva o passiva?
Sono espansiva. Assolutamente passiva, perché sono una donna… e zfont color=red>come le donne sono romantica, mi piace il cinema e mi piace viaggiare, quindi stare con le amiche e gli amici… il mercoledì sera, ad esempio, andiamo al 'Sali & Tabacchi'. E visto che in Brasile ero insegnante di ballo…
Samba do Brazil, certo. Dici che sei romantica… Potremmo farci un film: “Via(dos) col vento”… scusa la battutaccia… Sei mai stata con un politico?
Mah, può darsi, non ricordo bene… ma la politica non mi interessa.
Conosci il sindaco di Reggio?
No, ma mi piacerebbe conoscerlo
Glielo diremo e prenoteremo un appuntamento… credo che a lui Lula piaccia molto… Be-bop-a-Lula, scisma beibe... Sei molto corteggiata nella nostra città?
Sì, molto, ma sono anche timida… ad alcuni dico di no ma loro insistono, e la cosa mi rompe… sono riservata, discreta, ma se qualcuno mi piace ed è carino, gentile, un po’ di confidenza posso anche arrivare a dargliela.
La confidenza, certo. La tua amica Luxuria ha confessato che agli inizi della sua carriera, se così si può dire, faceva le ‘markette’, nel senso che si concedeva a pagamento… A te non è mai capitato?
Beh, in passato qualche incontro del 'terzo tipo' è capitato… ma oggi no, oggi non faccio più certe cose, da almeno 4 (quattro) anni… adesso, oltre a collaborare con le ‘Folies’ e con un’agenzia di Bologna, faccio solo l’accompagnatrice, senza dopo cena…
Chi accompagni?
Gente che ha bisogno di compagnia, o che deve spostarsi di qua o di là.
La tua qualità migliore?
La capacità di sedurre un uomo.
Quanti ne hai sedotti?
Non li ho contati… mi piace farli tribolare, farli correre, giocare con loro, prenderli un po’ in giro… e molto raramente arrivo a fare l’amore.
Quanto ci metti a sedurli?
Dipende dal tipo di uomo, da quanto mi piace…
La tua più grande pazzia per amore?
L’ho fatta con un mio ex. Dopo aver litigato l’ho mandato via di casa, a San Salvador di Bahia, a due ore di aereo da dove abitavo… ma poi l’ho fatto tornare subito, pagandogli un biglietto di prima classe.
La classe non è acqua… Cosa manca a Reggio?
Mancano le opportunità, le occasioni… per questo sono sempre in giro.
Internet lo usi?
Sì… ho la mia pagina su Myspace e su Badoo: è un modo semplice, efficace, a coso zero, di allargare la rete delle conoscenze e delle amicizie, e poi si riesce a comunicare gratis…
Dicono che tu sia il trans più bello e femminile di Reggio, una sorta di Miss Trans…
E’ vero, in molti credono che sia una donna a tutti gli effetti.
Anche negli “effetti collaterali”?
Sì, purtroppo capita…
Insomma: uno ti fa un gancio, scambia due parole e poi ti invita fuori a cena… tu ci vai, passate una bella serata e questo ti riaccompagna a casa… dopodiché, se ti piace, si arriva al sodo e...e...e...
Si arriva al sodo, appunto, in tutti i sensi…
E scoprono che lì sotto, almeno lì, sei un uomo, e che dunque c’è un ostacolo, anzi tre… “gli ostacoli del cuore”, come direbbero Ligabue ed Elisa…
Sì, è successo… io dico sempre che quella cosa lì, lì sotto, è il mio punto interrogativo, un dettaglio che si può sistemare…
Già: sorpresa (col punto esclamativo, altroché)! Grammatica a parte: cosa dicono, come si comportano?
Alcuni si bloccano… mi dicono che non sono pronti, che io sono molto bella, sì, ma che loro ce la fanno a farlo con un 'mezzo uomo'… io però non ci rimango male, li capisco, e poi è una libera scelta, ci mancherebbe… altri invece, anche a Reggio, hanno un po’ tentennato, perché erano imbarazzati, per loro era una cosa nuova… ma alla fine hanno ceduto, si sono convinti a fare quello che il loro istinto gli suggeriva in quel momento…
Già: presente il celebre film? Un ‘trans’ chiamato desiderio... A Reggio siete in molti?
Non tanti… pochi ma buoni.
A proposito: qual è il motto della tua vita, quello che ti piace di più, che usi sempre?
Vivi e lascia vivere.
Grazie mille: il mio è chiedi e lascia dire… Ciao!

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"Franchino Levi, del Pd, ha ri-depositato alla Commissione Cultura della Camera la famigerata Levi/Prodi. Detta anche legge "ammazzablogger". Legge che va ribattezzata in Levi/Veltroni grazie alle nuove clausole. In sostanza:
- ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale,
- ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all'Agenzia delle Entrate,
- ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro Operatori Comunicazione),
- ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa,
- ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di "stampa clandestina": due anni di carcere e sanzioni economiche.
Un blogger può scegliere se iscriversi al ROC, e correre il rischio di una delle innumerevoli denunce penali e civili sui reati a mezzo stampa che risalgono al Codice Rocco del fascismo o, in alternativa, entrare in clandestinità prima di entrare in galera. La Commissione inizierà a breve i lavori sulla "ammazzablogger". Un sostegno da parte della Rete la aiuterà a prendere le decisioni". Resistere, resistere, resistere...
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EMMANUEL? PER I VIGILI DI PARMA ERA TROPPO ABBRONZATO!

VIOLENZA E RAZZISMO? CI VORREBBE UN OBAMA ANCHE QUI IN EMILIA!
COLPEVOLE DI NIENTE, LO HANNO "FATTO NERO" DUE VOLTE!
Gli agenti della municipale di Parma lo avrebbero pestato con l'intento di costringerlo a confessare un reato mai commesso. Non solo, i vigili lo avrebbero umiliato facendolo spogliare, costringendolo a fare ripetuti piegamenti e chiamandolo scimmia e negro. La stessa parola scritta al posto del suo nome sulla busta nella quale gli sono stati riconsegnati i documenti.
Di tutto questo è convinto il sostituto procuratore Roberta Licci che ieri ha inviato dieci informazioni di garanzia agli otto agenti, all'ispettore e al commissario capo, coinvolti nel fermo dello studente. Le motivazioni che hanno portato alla loro iscrizione nel registro degli indagati sono pesanti.
Si tratta di reati gravissimi: calunnia, ingiuria, percosse aggravate, abuso di potere e falso ideologico. Secondo il pm Licci, Emmanuel non ha reagito con violenza quando è stato fermato dagli agenti in borghese che non si sarebbero neppure qualificati. Bonsu avrebbe fatto l'unica cosa che poteva fare legittimamente: scappare. Alla fuga è seguito l'inseguimento. Uno dei vigili gli avrebbe puntato la pistola. Fermato a terra, il ghanese è stato ammanettato. Secondo le accuse, uno dei vigili gli avrebbe tirato un pugno nel fianco mentre veniva condotto verso l'auto di servizio. Altre botte sarebbero arrivate durante il trasporto al comando.
Tutti fatti contenuti nella denuncia fatta da Emmanuel Bonsu il 30 settembre ai Carabinieri davanti ai quali il ragazzo si era presentato con un occhio nero, poi operato. Secondo il pm Licci, i vigili, presi dal panico per il fatto che il giovane ghanese era solo scappato senza avere fatto niente, lo avrebbero accusato di reati mai commessi. Le percosse avevano la funzione di far confessare al ragazzo di avere fatto da “palo” a un pusher palestinese. Gli agenti avrebbero cercato di farlo confessare "asserendo, peraltro falsamente, di avere le prove documentali della sua responsabilità ". Senza esito. "Mentre era rinchiuso nella cella", si legge nelle ipotesi di reato della Procura, Bonsu "veniva colpito con calci, pugni e schiaffi". Dopo essere stato portato negli uffici della polizia territoriale "con una bottiglia di plastica sulla testa", il ragazzo sarebbe stato fatto spogliare e, una volta nudo, costretto a fare ripetuti piegamenti.
Trattenuto in centrale per quattro ore, senza che nulla fosse comunicato all'autorità giudiziaria, ad un certo punto Bonsu si sarebbe trovato di fronte un agente con un modulo per l'autocertificazione in mano. Il vigile gli avrebbe detto che doveva firmare senza fare storie, "anche se si fosse trattato della sua condanna a morte".
Tra gli atti nel mirino della magistratura di Parma, oltre alla prima nota redatta dagli agenti dopo il fermo di Emmanuel, dove il ragazzo viene appunto descritto come “palo”, un'altra nota in cui i vigili formulano l'accusa di resistenza e lesioni. Una tesi sposata anche dall'assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi, ma che secondo il pubblico ministero serviva solo per mascherare gli errori (e gli orrori) commessi dai vigili. Ieri in Consiglio comunale il sindaco di Parma ha annunciato l'avvio dei procedimenti disciplinari a carico degli agenti.
“Comportamenti censurabili”, ha detto Vignali prima di leggere la relazione sull'indagine interna condotta dalla Polizia municipale. Gli agenti coinvolti sono stati assegnati a reparti dove possono nuocere meno all'immagine del Corpo della Polizia municipale di Parma. Sono stati trasferiti al Nucleo attività tecnici, con compiti più facili da svolgere. (Emilianet.it)
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"Lunedì 10 novembre, presso il ristorante pizzeria Circus di Casalgrande, è stato presentato il nuovo periodico del Partito Democratico di Casalgrande. Si chiama “Statale 467” ed è un bimestrale di dodici pagine la cui redazione – salvo il direttore responsabile Massimo Bassi - è composta prevalentemente da giovani e giovanissimi.
All’inizio della serata, alla quale hanno partecipato decine di persone, il sindaco Andrea Rossi ha salutato e ringraziato i presenti, mentre il segretario comunale del partito Alda Iori ha spiegato le ragioni per le quali il Pd ha deciso di mettere in atto questa iniziativa giornalistica. Il direttore responsabile, infine, ha illustrato la struttura della testata che contiene spazi riservati – oltre che ovviamente alla politica (locale ed extra locale) – al mondo dell’economia, del lavoro, dell’informazione, della cultura, dello sport e della satira.
“Statale 467” non sarà insomma il solito giornale di partito, quello di tipo prettamente propagandistico. Già l’individuazione di un direttore responsabile al di fuori dei partiti la dice lunga sulla volontà di non chiudersi su sé stessi e di non voler parlare con una voce sola.
Anche la ricchezza dei contenuti trattati contribuirà a rendere la testata molto simile ad un normale giornale di informazione. Gli spazi dedicati alla politica, poi, non saranno riservati esclusivamente alle personalità o ai dirigenti del partito ma a tutti coloro che vorranno contribuire al dibattito con idee, proposte, critiche. L’intento è infatti quello di istituire una tribuna di discussione e di confronto aperta alla partecipazione di quanti decideranno di fornire la loro collaborazione.
Il primo numero della testata verrà distribuito nelle case dei cittadini di Casalgrande a partire dal 10 dicembre. Il secondo è previsto per inizio febbraio. Non è però detto che nel corso del tempo le uscite possano farsi, da bimestrali, mensili".

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CITIAMO: "Sono meno di 500mila le firme depositate da Grillo in Cassazione per i tre referendum in materia di informazione. Troppo poche per farlo svolgere. Per discutere sulla questione si è riunito oggi a palazzaccio l'ufficio nazionale centrale per i referendum, che ha deciso di convocare il comitato promotore per il 25 novembre.
In quell'occasione Beppe Grillo potrà "dire la sua". La convocazione è stata disposta dal presidente della commissione per il referendum, il magistrato Corrado Carnevale. Utilizzando il diritto di replica previsto in questi casi per i promotori dei referendum, il comico potrà contestare le conclusioni alle quali è giunta la cassazione e tentare di "salvare" almeno uno dei referendum. I tre quesiti riguardavano l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, i finanziamenti pubblici all'editoria e la legge Gasparri sulle frequenze tv. Le firme erano state raccolte a partire dal 25 aprile scorso, in occasione del secondo 'vaffaday' promosso da Grillo, e depositate in Cassazione in luglio. Grillo organizzò la manifestazione in concomitanza con l'anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Una data simbolica che fece seguito al primo "vaffaday" organizzato l'8 settembre. Al centro della giornata Grillo mise sarà il sistema dell'informazione, con la proposta di abrogare l'ordine dei giornalisti, la legge Gasparri sul sistema televisivo e la legge sull'editoria che garantisce ricchi finanziamenti e agevolazioni fiscali a tutti i principali giornali italiani. La scelta cadde sullo strumento referendario. Ma la campagna del comico genovese non ha colto l'obiettivo". ("La Repubblica", oggi)
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DIRITTI CALPESTATI, LIBERTA' NEGATE /// Condannato un blogger birmano: aveva preso di mira il leader della giunta militare al potere nel paese. Venti anni di reclusione per una vignetta
YANGON - Aveva raccontato la dura repressione dei militari contro le marce pacifiche guidate dai monaci buddhisti a settembre 2007 e anche per questo è stato condannato ad oltre venti anni di reclusione. Si tratta di un popolare blogger birmano, noto con il soprannome di Nay Phone Latt, accusato, riferisce la Bbc, di aver messo in rete una vignetta che aveva per oggetto il leader della giunta militare al potere nel paese, il generale Than Shwe. Nay Phone Latt è stato condannato a venti anni e sei mesi da una Corte speciale a Yangon.
CHI È IL BLOGGER - Giovane ex esponente del partito di opposizione Lega Nazionale per la Democrazia che fa capo a Aung San Suu Kyi, il blogger è stato arrestato il 29 gennaio, tre mesi appena dopo le manifestazioni dei monaci buddisti nella ex capitale - ampiamente descritte dal 28enne esperto di informatica nei suoi blog - che si conclusero nel settembre scorso con una violenta repressione militare ed un bilancio di trenta morti, centinaia di dispersi e migliaia di persone imprigionate.
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Domani, martedì 11, sarà a Reggio Emilia Nando Dalla Chiesa. Ospite della Camera del Lavoro Reggio Sud e del sindacato scuola FLC CGIL, incontrerà cittadini e studenti per parlare di “Istruzione e legalità”. Il primo incontro è previsto per le ore 14.00 al Liceo Scientifico “A. Moro” (via XX Settembre, 5), per una “lezione” su: “L’Italia e il salto di qualità dell’offensiva mafiosa”. Alle 16.30, incontro con gli studenti alla scuola media “C. A. Dalla Chiesa” (via Rivoluzione d’Ottobre, 29). Alle 17.30, presso la Camera del Lavoro Reggio Sud (via Bismantova, 7) dibattito sul tema: “La crisi della proposta educativa e le prospettive della legalità”, al quale prenderanno parte Danilo Davoli, dirigente scolastico dell’Istituto “A. Ligabue”; Mirto Bassoli, segretario generale della CGIL di Reggio Emilia; Elvira Maglioli, della segreteria FLC CGIL e Giovanni Trisolini, responsabile CGIL Zona Reggio. Lettura di alcuni passi del libro “Gomorra” di Roberto Saviano, a cura di Antonietta Centoducati. In serata, alle 21.00, Nando Dalla Chiesa sarà alla Gabella (porta Santa Croce) per un incontro pubblico con i cittadini, sul tema: “Mafia e politica”.
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"Giovedì 13 novembre, invece, al cinema Rosebud (ore 21) siete tutti invitati per la prima del documentario "Le vie dell'acqua".
Un viaggio attraverso le vie dell'acqua. Noi del TeatrodeiQuartieri siamo partiti con Nicola Cassone seguendo una prima traccia, che poi inevitabilmente è stata violata per seguire quelle della memoria, dei luoghi, delle persone. Il documentario è inserito nelle iniziative della Biennale del Paesaggio della Provincia di Reggio Emilia. Le musiche sono del sottoscritto e di Valerio Pellegri. Chitarra elettrica suonata e arrangiata dal mitico Tommi Prodi. Al pianoforte nei suoi pezzi acquatici Valerio Pellegri, al canto pinkfloydiano Sara Gilioli. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il prezioso aiuto di Mirella Gazzotti che mi ha pazientemente assistito durante le ultime session di montaggio".
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SENSE OF HUMOUR / Il Cav., tempo fa: «Arafat mi ha chiesto di dargli una tivù per la striscia di Gaza... bene: gli manderò "Striscia la notizia"...»
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Convinto che grazie a lui l'Italia sia «il Paese più simpatico del mondo», Silvio Berlusconi si è lanciato ieri in una delle battute che lo fanno ridere assai. E nella scia dell'astuta diplomazia internazionale di due ministri come Umberto Bossi e Roberto Calderoli, che da anni chiamano i neri «bingo bongo», ha ieri salutato Barack Obama come uno «che è anche bello, giovane e abbronzato».
Come prenderà la cosa il prossimo presidente americano, al quale il nostro premier si era già offerto di «dare consigli» come usavano i barbieri col «ragazzo spazzola» non si sa. È da quando era piccolo che come tutti i neri sente spiritosaggini del genere: «cioccolato», «carboncino», «palla di neve»... Non ci avesse fatto il callo non sarebbe arrivato alla Casa Bianca. Certo, se il Cavaliere voleva «sdrammatizzare» il primo commento del «suo» capogruppo al Senato Maurizio Gasparri dopo l'elezione («Al Qaeda sarà contenta») non poteva scegliere parole più eccentriche.
Fatti i conti col contesto internazionale, è probabile che Obama farà spallucce: boh, stupidaggini all'italiana. Da prendere così, come le barzellette da rappresentanti di aspirapolvere sui lager, i malati di Aids, i froci... L'importante è non prendere troppo sul serio chi le racconta. Esattamente quello che hanno fatto, in questi anni, molti dei protagonisti della scena mondiale. Spesso spiazzati dalle sortite di un uomo che secondo Giuliano Ferrara è «un'opera pop».
Nessuno è mai stato stato così contento di se stesso e così spesso «incompreso» sulla scena mondiale...
(CONTINUA DENTRO)

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UN GRANDE VIDEO: CHE INNESCA SPONTANEE, INTENSE EMOZIONI


NOI... CHE SIAMO STATI TUTTE QUESTE COSE...
E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI"


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Che si possa parlare di intelletto generale o pubblico è a prima vista qualcosa di controintuitivo, va contro l'evidenza per cui il pensiero sembra essere alcunché di individuale, pensiero mio o tuo, sottoposto, certo, a regole logiche e a verifiche del contenuto di verità, ma radicato nella psicologia privata [...]. Lapidari, gli scolastici latini ortodossi opponevano alla dottrina averroista dell'intelletto materiale unico per tutti gli uomini la beffarda riduzione: Homo non intelligit. Quei maledetti eretici sostengono che l'uomo non pensa, che qualcos'altro pensa per lui. Come fidarci degli argomenti di chi ammette di non pensare? Come discutere con chi dice di non intendere? Questo per l'aggettivo "generale" o "comune". Figuriamoci poi per l'aggettivo "pubblico", che evoca da un lato l'incubo totalitario del pensiero unico, dall'altro sfocia nei vapori dell'intersoggettività, del dialogo fra eguali in una comunità selezionata o in uno spazio democratico ideale. Intendiamoci. L'ipotesi di intelletto (in) generale vale in senso forte, indica un meccanismo trans-personale del pensiero, non la semplice razionalità compartecipata da tutti gli uomini [...]. Ci troviamo nel campo degli enunciati anonimi foucaultiani, privi (al contrario delle proposizioni) di referente e di intenzionalità, stiamo nei pressi del neutro mormorio del «si» di Blanchot, dell'Io-nessuno di Merleau-Ponty, operatore anteriore a ogni denominazione. Strutture oggettive, la cui origine resta oscura e che quindi vengono ingenuamente imputate al luogo in cui vengono vissute: la coscienza individuale. Ci riferiamo inoltre a "discorsi" che non coincidono né con la riflessione anteriore né con gli asserti logici e scientifici, piuttosto inglobano atti performativi, regole, emozioni, schemi di comportamento e relazione. L'intelletto generale è una struttura stabile soggiacente a un gioco linguistico. Solo in alcuni casi viene in primo piano in forma conclamata e produttiva di effetti molteplici sugli stili di vita e di lavoro. Oggi, per esempio.
(Da A. Illuminati, "Del comune. Cronache del general intellect")
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IL PD PRONTO A VOLTAR PAGINA... MA NON C'E' NIENTE DA LEGGERE!
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Anche a Reggio, come in diverse altre città italiane, si moltiplicano le manifestazioni di stima e solidarietà nei confronti di Roberto Saviano, il giovane scrittore napoletano autore di 'Gomorra', il coraggioso libro-denuncia sulla camorra che ha messo in serio pericolo la vita stessa dello scrittore. Sabato 8 novembre, dalle 16.00 alle 18.00, in Piazza Casotti (alle spalle del municipio) si svolgerà la lettura pubblica del libro. Chiunque vorrà potrà leggerne qualche riga comunicando la propria adesione tramite mail all'indirizzo fahre@email.it...


ANTEPRIMA La copertina del nuovo numero di Trend, in edicola venerdì
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VENDITORE, CANTANTE, PRESENTATORE, DOPPIATORE, CALCIATORE, LATIN "OVER" E MOLTO ALTRO: “SONO UN INGUARIBILE ROMANTICO… MA LE TETTE SODE MI MANDANO ANCORA IN CONFUSIONE...”
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Fedda, contento? Sul numero scorso ti abbiamo dedicato due pagine della madonna, più la copertina.
Sì, ho visto: un bel lavoro, me lo meritavo… (ride – ndr)
E adesso siamo qui, a continuare questo “sporco” lavoro, che qualcuno deve pur fare…
Cioè?
Cioè dobbiamo buttare giù la seconda parte di quella cazzo di chiacchierata: ricordi? Erano le 2 di notte e tu eri un fiume in piena e io una montagna incantata… e anche un po’ incartata, perché avevo la lingua che non girava e le palle che mi cadevano, gli occhi che si chiudevano dalla sonno e la bocca che si apriva per sbadigliare o ruttare… Allora: abbiamo detto che hai 32 anni, che sei un rappresentante di ascensori, che 10 anni fa hai fondato gli Svulvor, che hai brevettato il “tirometro” (strumento che misura il grado di ‘legnosità’ delle tipe che se la tirano), che sei stato un ottimo calciatore, che a 16 anni eri primatista italiano nei 100 metri e nel santo in lungo, che su Facebook ti hanno dedicato una pagina che continua a fare proseliti (750 iscritti) e che continui a comunicare con penna e calamaio…
E’ vero, ma della mia attività sportiva posso dire altro…
Tipo?
Tipo che, dopo aver giocato in ‘interregionale’ (faccio calcio da quando avevo 6 anni), da un po’ di tempo milito nell’A.C. Roncolo (campionato amatori Csi)… Avevo smesso per 5 anni, a causa di un bruttissimo incidente stradale, in cui mi ruppi femore, ginocchia e bacino… e che mi ha fatto ingrassare 20 chili… era il 2001.
Sei caduto e ti sei rialzato.
Certo, e quest’anno gioco anche a calcetto, con degli amici di Albinea. Siamo gli Iwons e militiamo nel campionato Uisp… Sai com’è: la passione è una brace, sempre accesa, che alimenta il calore cerebrale, governando poi tutto il corpo…
Cosa fai, Reiki?
No, no… era solo un po’ di poesia…
Ah, mi hanno detto che hai fatto anche il doppiatore di film porno…
Ma dai… (ride – ndr), è una bufala. Di vero c’è che ho fatto un corso per diventare doppiatore di film, durato un anno. Ho prestato la voce in una qualche pubblicità locale… e una volta mi hanno pure chiamato per dare la voce all’attore di una soap opera colombiana: però poi ho deciso di non dargliela… il personaggio che interpretava era troppo cattivo e non mi ci rispecchiavo, non me la sentivo proprio…
Sei anche presentatore, vero?
Sì, come no. Ho presentato due volte il concorso “Miss Gattina Bagnata”, oltre ad altri eventi locali, tipo gare di motocross, show estivi…
Per il resto suonate poco dal vivo…
Sì, quest’anno ci siamo esibiti solo 5 volte: la prossima sarà all’Adrenaline, il 19 dicembre.
Cosa ti piacerebbe fare da grande?
Campare con le miei passioni, vivere di quelle.
Anche a me: ma di questi tempi è difficile… non ti perdonano niente, s’incazzano come delle iene… vabbé che è iniziata la campagna elettorale, ok: ma un barlume di senso della misura si dovrebbe preservare, non credi?
D’accordissimo… E aggiungo una cosa a latere: il lavoro non è vero che nobilita l’uomo; al contrario lo debilita, specie al giorno d’oggi… gli porta via molta linfa vitale.
La tua ragazza ideale è per caso gonfiabile?
No, la mia donna ideale deve essere come mia madre.
Con la sua stessa età?
No, un po’ più giovane… lei ne ha 66 ma è ancora molto femminile, brillante.
La vita è fatta a scale, chi le scende e chi le sale.
Sì, ma io vendo ascensori, e salgo su lo stesso, senza fatica e in meno tempo.
Sei più angelico, più diabolico o più etilico?
Moderatamente aulico, talvolta anche un po’ idraulico...
Ho sentito dire che ti vogliono come testimonial della Biennale del Paesaggio...
L'ho sentito dire anch'io. Adesso da te.
Sei romantico o laziontico? No, scusa, questa è una cazzata… Nel tuo immaginario erotico cosa vedi?
Guardo gli occhi, le labbra…
Quali? (Scusa l'ironia british...)
Quelle in alto, sto nel cavalleresco… poi però lo sguardo mi cade delle tette e spesso non si rialza più… lo sguardo, ovviamente (ride – ndr)…
Sembriamo in un testo degli Svulvor.
Mannò… come ti dicevo i nostri testi racchiudono profonde verità ancestrali, ma mai incestuose: e piacciono tanto perché la gente ha voglia di urlarsi in faccia la realtà…
Di iscriverti a Facebook proprio non se ne parla…
Esatto.
Nemmeno a Facebukkake?
Questa è una domanda insidiosa, non mi freghi…
Colore?
Azzurro.
Destra o sinistra?
Sinistra... ma con scappellamento a destra, come una supercazzola...
Sopra o sotto?
Sopra. O se possibile in mezzo.
Pugno chiuso o dita libere?
Mano morta.
Orale o scritto?
‘Erupta’ manent…
Sodoma o Gomorra?
Gavassa.
Emiliano Malato o Enrico Bini?
Bini guarito. Certe “influenze” sono micidiali… ci vuole molta Tachipirina... o almeno un po' di Pirina, lo storico delle foibe.
La tua prima volta?
A 17 anni.
Eri sottotitolato?
No... diciamo normodotato.
L’ultima?
Due mesi e mezzo fa.
Quasi un asceta...
No, una semplice pubalgia... "Pubalgia, pubalgia canaglia", cantavano così anche Alfano e Romina...
Cosa sogni di notte, di eroticamente interessante?
Sogno una gang bang: io e 10 donne, sospesi nel vuoto, in una camera antigravitazionale… così, almeno lì, sono sicuro che tutte hanno le tette sode…
Potrebbe essere il soggetto di un film: “Zinne spaziali”. Il posto più affollato dove l’hai fatto?
Questo, adesso: c’è una cagnetta che mi si sta strusciando da sotto il tavolo. Pussa via Lola, va’ via…
Un altro, in passato?
Il camerino di un negozio di abbigliamento, in centro a Reggio.
Per caso era la ‘Penetton’?
Buona questa…
E il posto più strano?
Strano Christian?
No, quello è un collega...
Ah, ok... Su una teleferica a San Marino. Trasparente. Ma spero che nessuno mi abbia visto… per il semplice fatto che la tipa non era una delle mie conquiste più belle…
A proposito di cessi: alla turca o alla ‘tirchia’?
No, in bagno ci vado regolarmente… anche lì sono generoso.
La parte di te che ti piace di più?
La dolcezza.
E quella che leccano meglio?
No comment.
Vabbé, ti chiameremo miele d’acacia… E poi?
La possenza fisica… anche se il mio è un discorso più “quantistico” che fisico…
Durata o consistenza?
Durata.
Mai fatto uso di pillole blu?
No, mai.
Guarda che non erano supposte, non andavano inserite, ma ingerite, deglutite…
Ah no (ride - ndr)… cavolo, l’avessi saputo prima…
C’è un mio amico che prende il Viagra per masturbarsi…
Contento lui…
Contento anch’io: l’intervista è finita.
Andiamo in pace, amen…

Sempre sia "l'ho data"...
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Z., intimidito, ha annunciato ieri la sospensione delle sue note elettorali
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(da "Corriere.it", 29 marzo 2007)
"L'anonimato in rete? E' un problema di sicurezza anche fisica.
Sul proprio sito, Kathy Sierra dichiara di essere terrorizzata"

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"Si sente parlare spesso di una nuova democrazia, quella della rete, come se internet fosse un mondo a parte, fatto solo di link e di bit, che oscilla tra l'oscurità della perversione e la luce del rinnovamento. In realtà il web è fatto di persone e, in quanto tali, si mantiene in equilibrio precario tra l'una e l'altra vetta. È stato superato un limite, ieri, ed è stata scritta una pagina nera dell'internet. Protagonista, suo malgrado, della vicenda è Kathy Sierra, brillante mente impegnata nelle tecnologie e nelle scienze cognitive, ma soprattutto blogger stimata. Nelle ultime quattro settimane sono stati rivolti pesanti insulti nei suoi confronti, fino a diventare minacce anonime che l’hanno costretta a rinunciare a una conferenza.
LA VICENDA I primi abusi sono iniziati sul blog di Kathy Sierra Create Passionate Users un mese fa, quando sono comparsi, sempre in forma anonima, attacchi personali e insulti. Per chi ha blog molto frequentati, una percentuale di spam e di critiche è fisiologica, è questione di grandi numeri e di pubblica esposizione; ma non per questo sono da sottovalutare i comportamenti criminali e gli abusi, in particolare se rivolti a una donna. Quando il limite di tollerabilità è stato superato, con la pubblicazione di minacce di morte («Spero che qualcuno ti tagli la gola») e immagini digitalmente ritoccate, Kathy Sierra ha deciso di raccontare stralci della propria vicenda sul blog, come esempio di una cultura deviante della rete che non deve essere sottovalutata.
L'ANONIMATO È UN DIRITTO? Il primo problema sollevato riguarda, ovviamente, l'anonimato che difenderebbe abusi e violenze come quanto accaduto. In alcuni casi, però, la possibilità di intervenire in forma anonima protegge le fonti e la sincerità dei pensieri. Attualmente non si è ancora giunti a una formulazione universale, in cui ogni utente è univocamente responsabile delle sue azioni anche virtuali, ma forse questa vicenda riporterà l'attenzione su argomenti importanti determinando il confine tra libertà di espressione e abusi online. L'esperto di rete Giuseppe Granieri esprime così la sua opinione in merito: «Aiuterebbe già tanto semplicemente capire che la libertà consiste nel discutere sul tema e che la violenza inizia laddove si comincia a discutere delle persone. È quello il primo bivio che porta a trascendere il rispetto».
INDIGNAZIONE INTERNAZIONALE Gli attacchi personali sono stati perpetrati in forma anonima, ma altri due siti hanno raccolto materiale testuale e fotografico contro la blogger, amplificando le minacce e moltiplicando gli insulti. Tra i collaboratori dei siti incriminati Meankinds.org e Unclebobism (attualmente chiuso), spiccano anche nomi importanti della rete, come Chris Locke, co-autore del Cluetrain Manifesto, testo fondamentale sul mercato online. Già moltissime persone hanno espresso la propria solidarietà nei confronti di Kathy Sierra, annunciando anche scioperi di blog, come nel caso di Robert Scoble, che si asterrà dalla scrittura per una settimana in segno di rispetto, e Mike Arrington che dichiara le minacce a una donna inaccettabili. La vicenda ha così preso una valenza simbolica ed è andata oltre la sfera dei blogger, interessando anche Bbc e Guardian: la battaglia in difesa di Kathy Sierra non è solo personale, ma è una lezione da impartire al web, ancora adolescente, e agli individui che pensano di poter cancellare la civiltà". (Marina Rossi)
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Nothing to add...
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null Invito tutti ad abbassare i toni e intanto chino io per primo la testa
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CHI TOCCA I FEELING MUORE!
"Credo si tratti di semplici intemperanze verbali, peraltro non convergenti: ma è meglio non rischiare, cioè non sottovalutare troppo il significato di certe frasi e di certe azioni.
"Il clima politico (specie per chi fa satira e soprattutto non è schierato con alcuna fazione) è pesantissimo, quindi da oggi (e fino al giorno del voto) mi dedicherò esclusivamente ai libri, alla musica e ai sexy-calendari"
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Oggi si festeggia il 90° anniversario (per l'Italia: vittoriosa) della fine della prima guerra mondiale. Oggi gli Stati Uniti eleggono il loro nuovo Presidente. Oggi, infine, Zarathustra riferisce di strane coincidenze che lo hanno riguardato nelle ultime ore: ammonimenti infelici ("dal sen fuggiti": ci auguriamo impulsivamente, per semplice leggerezza, senza alcun disegno...) e guasconi. Che comunque, messi in fila, suonano come sibilline intimidazioni, velate minacce, esplicite istigazioni al linciaggio del presunto "nemico".
Insomma: frasi inaccettabili, che descrivono 'avvertimenti' irricevibili. Ma che noi, che non siamo né Saviano né Travaglio, che non abbiamo il coraggio della Alfano o del buon Bini, riceviamo volentieri, senza batter ciglio, adeguandoci all'andazzo... che non si sa mai, meglio mettersi in fila, allinearsi alla sbornia "rivoluzionaria". Anzi, di più: meglio occuparsi d'altro, astenersi dall'agone, lasciarli scannare in pace. Meglio chiamarsi fuori, dedicarsi al silenzio elettorale: almeno fino a quando non si sarà votato (ammesso che ci si arrivi, qui a Reggio). In fondo si tratta di calare la saracinesca per 4-5-6 mesi, non di più...
(Z.)
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"Seguitela voi la campagna elettorale, io mi ritiro, anzi scappo"
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Due più due a volte fa quattro. Quattro segnali più uno.
Sabato sera ero in pizzeria con due colleghi (di giornali diversi)...

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1) Tra un cappelletto in brodo e un gnocchetto, tra un bla-bla e l'altro, uno dei due s'illumina e, sorridendo, dice più o meno così: "Ah... l'altro giorno ho visto X e m'ha detto che è incazzatissimo/a con te, soprattutto per una vignetta satirica... secondo me se ti vede in strada ti ruota...". Io ascolto e sdrammatizzo: "Mannò, dai, sicuramente scherzava... sono 15 anni che faccio satira, e poi in quasi 4 anni di blog-ridens ho 'bersagliato' affettuosamente un po' tutti, amici e gente che non conosco, uomini di mondo e permalosoni, politici di destra e amministratori di sinistra, uomini e donne, belli e brutti, cani e porci... sono un situazionista, un umorale, un ondivago della battuta: tutti comincia e finisce lì, basta un minimo di ispirazione da parte mia e un po' di sense of humour da parte dell'interlocutore di turno, che se è protagonista di una battuta, di una parodia, significa che un minimo di potere ce l'ha, significa che in quella fase storica è al centro dell'attenzione, significa - infine - che deve accettare, sportivamente, l'innocuo 'pungiglione' di una penna (di una testa) da sempre autonoma e controcorrente, paradossale e pepata; è un gioco, certo: qualcuno ci sta e ride di sé, qualcun altro invece ogni tanto fa finta di credere (e di far credere ai suoi sodali) che ce l'abbia con lui/lei e solo con lui/lei... Massì, probabilmente scherzava quando ti ha detto che se l'è legata al dito...". E il mio commensale, rassicurandomi: "Mah, spero che tu abbia ragione, ma secondo me era serio/a... comunque lo/la conosco anch'io, è un/una bravo/a ragazzo/a, non c'è da preoccuparsi, anche se in certi casi è un po' irruento/a...".
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2) Alché salta su l'altro collega, attovagliato alla mia sinistra: "Ah... mi ero dimenticato di dirtelo: circa due-tre settimane fa, mentre passeggiavo per il centro, Y mi si accosta di fianco, si ferma, mi guarda negli occhi, mi punta il dito e mi apostrofa più o meno così: 'Tu e il tuo amico Piccinini... vi impiccheremo all'albero della rivoluzione'... Poi s'è girato/a e ha ripreso la sua marcia". Io, dapprima divertito, mi sono fatto ripetere il cortese monito... poi, per non turbare il cazzeggio 'ristorantizio', ho minimizzato così: "Un'espressione colorita, certo, al massimo un po' bullesca... mannò, dai, sicuramente scherzava, o al massimo si sarà svegliato/a male, il tipo/la tipa aveva i cazzi suoi e così s'è sfogato/a col primo che passava...". E il mio amico: "Speriamo... perché a me sembrava serio/a, e comunque ha fatto il tuo nome". Boh, forse ha ragione...: perché sottovalutare un verbo come ‘impiccare’, o un sostantivo come 'rivoluzione'? Una semplice citazione ad effetto, presa a prestito dalla Rivoluzione Francese (là però c'era la ghigliottina, non l'impiccagione!) o dalle sanguinose rivolte dei contadini? Speriamo… intanto però comincio a fare mente locale, del tipo: cosa mai avrò mai scritto di così urticante, magari scomodo, addirittura pericoloso? Già: il mosaico stava prendendo forma, i dati arrivavano nitidi e 'brividosi'…

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3) Una manciata di ore prima, poi, dalla rete, qualcuno/a, anonimamente, ferocemente, si è scagliato/a contro il sottoscritto (ma senza nominarmi... meno male!) insultandomi, diffamandomi, minacciandomi e, visto che c’era, tanto per caricare la briscola, istigando terze e quarte persone a farmela pagare. Oh, il tutto in poche righe di ordinario linciaggio, tra fava e bava… Anche lì idem: ho pensato a un odio personale, magari in passato ho parlato o scritto di lui/lei… o forse gli/le ho ‘ciullato’ la fidanzata/il posto… Massì, mi son detto: una vendetta a freddo, condita di avvertimenti, insinuazioni e minacce verbali, ci può anche stare; sono tollerante, non sto a sottilizzare, semmai replico… e poi mica mi cita: può essere un’altra persona, posso aver frainteso (come no…).
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4) E ancora: nelle stesse ore, su questo blog, cominciano ad apparire, d’incanto, due-tre messaggi non proprio educati, che non solo dissentono dalle mie idee (ci mancherebbe: il dialogo, il dibattito, la polemica sono il mio pane quotidiano… credo fortemente nella dialettica delle opinioni, anche accese, sempre preferibile alle censure, ai veti, alle trame, ai boicottaggi, ai sabotaggi, ai negazionismi), ma che - curiosamente, ma guarda un po’ il caso… - sembrerebbero creati ad hoc, artatamente, per lavorarmi ai fianchi, per rosicare dubbi e sospetti, per erodere (elidere) una reputazione che si perde nella notte dei tempi e che ha superato ben altre e più difficili prove del nove e/o attacchi frontali… così, tanto per gettare discredito sulla mia annosa identità di battitore libero, talmente ciclotimico e antiretorico, iconoclasta e "dispettoso", per capirci, da agire spesso in modo autolesionistico, in senso "schizofrenico".
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5) E per finire, ciliegina sulla torta, come se non bastassero gli episodi testé narrati, l'altro giorno sono al telefono con un altro collega ancora: il quale, bontà sua, a un certo punto mi rivela che un suo superiore, più o meno un mesetto e mezzo fa, se l'era presa per un'altra mia parodia, al punto che (te pareva!) aveva minacciato di querelarmi... Beh, che dire: speriamo che abbia cambiato idea, che ci abbia dormito sopra un po' di notti... il sense of humour a Reggio scarseggia, è vero, lo sappiamo; anzi, è proprio una bestia rara, quasi fosse un difetto e non un pregio... Ma da qui a scattare, a impettirsi e indispettirsi per così poco, ce ne corre parecchio... Già: non è meglio, al massimo, quale 'extrema (deli)ratio', prendere in mano la cornetta e urlarmi in faccia quanto la si è presa male o presa a cuore?
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Può darsi che i miei commensali avessero bevuto e quindi mi abbiano riferito male, può darsi che io abbia capito e riportato peggio, o forse che mi senta ingiustamente nel mirino, già, forse son pure paranoico, massì e mannò, vabbé e però... Detto ciò, nel dubbio, meglio sganciarsi, ritirarsi, riposarsi... Meglio girare i tacchi e stare alla larga da certi ambienti, da certe pressioni. Almeno per un po'. Ciao a tutti, amen... Ma non andate via, che adesso torniamo a occuparci di tette e culi...


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UN ROMANZO IN 8 TRACCE, CHE SI LEGGE (ASCOLTA!) COME UN DISCO
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->"Studio Seltz" - Amore, fumo e rock'n'roll in sala prove" (Aliberti editore) sarà disponibile in tutte le librerie italiane da mercoledì 5 novembre. Lo potete acquistare anche su internet, sui canali soliti (Unilibro o Ibs). Se volete capire di cosa si tratta, potete dare un'occhiata al sito internet giampaolocorradini.it , dove ci sono estratti dal libro, alcuni reading in video e le date delle presentazioni.
La presentazione? In anteprima, domani sera (4/11), in diretta su radio K-Rock, dalle 19 alle 21. Chi non abita in Emilia può comunque seguire la diretta in streaming collegandosi al sito www.krock.it.
Notizie sull'opera prima dello scrittore (e sul musicista che nottetempo alberga nel suo doppio) potete trovarle anche su www.myspace.com (/giampaolocorradini oppure /studioseltz). Su Facebook, invece, basta cliccare Giampaolo Corradini.
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SINOSSI. "È possibile diventare adulti quando si respira musica rock in ogni secondo della propria giornata?
Come si fa a coniugare lo studio universitario, il lavoro, l’amore, i rapporti interpersonali, il tempo che passa con la passione per il suono di una chitarra, di un basso o di una batteria?
Si può essere al tempo stesso giovani adulti ed aspiranti rockstar?
“Studio Seltz – Amore, fumo e rock’n’roll in sala prove” è il ‘disco’ che racconta, attraverso otto ‘canzoni’ legate dallo stesso filo conduttore, il microcosmo di una generazione di musicisti dilettanti, presi nel mezzo tra i propri sogni musicali e le incombenze quotidiane.
Lo Studio Seltz è la sala prove comunale dove hanno mosso i primi passi celebrati rocker nazionali e dove si arrabattano tanti musicanti destinati all’anonimato.
È un universo parallelo e distorto in cui si intrecciano storie di amori difficili, concerti etilici, sesso maldestro, morti premature e droghe leggere.
È la capanna sull’albero nella quale - dietro a un mixer, una tastiera o una batteria - un gruppo di ultraventenni può coltivare i propri sogni artistici e far finta che l’incubo dei trent’anni, di un lavoro normale, di una famiglia, della calvizie incipiente non faccia poi così paura.
“Studio Seltz – Amore, fumo e rock’n’roll in sala prove” è il ‘concept album’, l’opera rock che racconta di una battaglia persa, ma combattuta a colpi di ironia. E con una colonna sonora strepitosa".

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IN CERCA D'ISPIRAZIONE / L'autore reggiano a Londra (maggio 2008)
Giornalista, spesso cede al "richiamo della foresta" della musica inglese
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Due fans di Grillo, martedì scorso al Palazzetto (foto by Fotostudio 13)

La campagna elettorale è partita col botto: segnatevi questa data, 25 ottobre. Da una settimana a questa parte, infatti, i fans locali di Grillo hanno colonizzato, per non dire monopolizzato (a suon di polemiche e iniziative, soffiando i temi dell'agenda politica al centrosinistra e al centrodestra, costretti a un'affannosa rincorsa) il dibattito cittadino e le cronache dei giornali. Bel colpo!
Sono loro la novità di questi giorni e tutti, per dovere o trasporto, ne hanno parlato e scritto ampiamente (anche noi, nel nostro piccolo, ci siamo occupati del 'fenomeno': ovviamente col nostro stile di sempre, cioè un misto di cronache, analisi, applausi, obiezioni, gossip, paradossi e satira... ricognizioni, incursioni... che però a qualcuno degli interessati non sono proprio andate giù, ma pazienza: chi si candida a gestire la cosa pubblica, come loro stanno facendo, deve saper ascoltare il dissenso e accettare le regole di ogni dibattito, quindi anche le critiche, non solo gli osanna e i peana... come da sempre fanno e per sempre faranno, in ogni democrazia non dico compiuta ma almeno evoluta, tutti coloro che si trovano, si sono trovati o si troveranno nella stessa posizione istituzionale, che è quella di testimoni e garanti dei diritti della collettività tutta, libertà di parola, stampa e opinione comprese). Editoriali, paginate, provocazioni, vittimismi, intuizioni, proposte, denunce (pubbliche) e querele (private): insomma, i nuovi "civici", molto ben organizzati, hanno combinato un gran bel 'casino' (bravi, ci voleva!), risvegliando l'attenzione di molti...
E azzeccando, in tema di marketing elettorale, un vero e proprio 'terno' al Lotto, così composto: l'incontro con la Alfano e il relativo putiferio scatenato, l'affollato show della tournée di Grillo al Palasport e il lancio della lista civica a lui ispirata e da lui battezzata.
(Z.)

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Un altro "seguace" reggiano del comico: in platea il mitico Ronnie...

"Con l’imminente crisi economica sempre più famiglie faticano ad arrivare già alla terza settimana del mese. Sono in diminuzione anche i consumi di generi alimentari e le famiglie spendono sempre meno acquistando prodotti di scarsa qualità e genuinità.
Gli Amici di Beppe Grillo di Reggio Emilia invitano tutte le catene di supermercati di Reggio Emilia e provincia, CIA e Coldiretti, a trovare un accordo che consenta la vendita di un paniere ad un prezzo unico e fisso, prendendo spunto dal progetto promosso dalla regione Lazio “Lazio spendo bene” (http://www.agricoltura.regione.lazio.it) con qualche dettaglio migliorativo. Il contenuto del paniere potrebbe essere cosi composto: 1 kg di pane, 1 kg di pasta, 1 passata di pomodoro, 1 kg di carne di pollo o suino, 2 kg di frutta e verdura o 2 kg di frutta e legumi, favorendo il più possibile i prodotti locali. I costi di questo paniere possono essere tenuti più bassi utilizzando i prodotti a marchio della stessa catena di vendita, prodotti che spesso sono sottoposti a più controlli e verifiche di quelli tradizionali, consentendo quindi alle persone un risparmio sulla spesa senza dover rinunciare alla qualità e genuinità dei prodotti. Il prezzo potrebbe aggirarsi intorno ai 10,00 Euro.
Inoltre bisognerebbe incentivare e incrementare la vendita di prodotti alla spina quali legumi, caffè, zucchero, sale, farina, pasta, riso, latte, olio, vino. In questo modo si ridurranno i costi degli imballaggi e si potranno ottenere prodotti di qualità a prezzi più che accessibili. Cercare infine di incrementare la vendita di prodotti locali della nostra provincia, riducendo maggiormente i costi dei trasporti e assicurando maggiore qualità e tracciabilità del prodotto".
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Il servizio di ieri sulla 'Gazzetta' ci è piaciuto e lo condividiamo.
Una proposta concreta e tempestiva, giustamente lanciata dalla stampa.

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"Le Norme Tecniche di Attuazione del PTCP, che saranno presto oggetto di discussione ed approvazione in Provincia, rappresentano un attentato alla libertà degli imprenditori agricoli di integrare il loro reddito con l’adozione di energie rinnovabili. Il Punto 7.4 pone limiti, e definisce procedure, alle installazioni fotovoltaiche in ambito agricolo in palese eccesso di zelo normativo e, quindi, in contrasto con le vigenti norme in materia sia ambientale che paesaggistica. Nel PTCP si vuole proporre di limitare la costruzione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli alla taglia massima di 4.000 metri quadrati.
Dopo aver recepito i dettami della Finanziaria 2008, che semplificano la vita agli agricoltori che intendono installare piccoli impianti solari, per gli impianti più grandi la Provincia si lancia in un’avventurosa barricata fatta di limiti dimensionali. Esiste già una normativa nazionale che pone limiti all’occupazione di terreno agricolo, peraltro beffardamente richiamata anch’essa.
Esiste una norma nazionale, il Decreto l.vo 387/2003, che unifica tutte le procedure di concessione ed autorizzazione per gli impianti ad energia rinnovabile in un’unica sede, compreso il parere della Sovrintendenza ai beni paesaggistici ed architettonici. Esistono un decreto legislativo (correttivo 4/2008) e una legge regionale (9/99) che regolano le valutazioni ambientali per gli impianti di grossa taglia; nel decreto è sancito il principio della non duplicazione delle valutazioni, per cui la valutazione di compatibilità introdotta sarebbe in palese violazione dello stesso. Queste norme sono sufficienti a dire NO se un impianto non è collocabile nel paesaggio con un impatto accettabile. Ma non finisce qui: l’agricoltore che installa pannelli solari di fianco a una strada deve piantumare in fasce stradali nella bozza di norme attuative del PTCP. E perché non deve farlo anche chi ha realizzato la strada ? Bisogna avere il coraggio e le capacità di applicare la normativa che già esiste, altrimenti significa che non si è capaci di svolgere le proprie funzioni.
Facciamo fatica a trattenere la rabbia di fronte a tutto ciò, e ci rimettiamo alla consapevolezza e al buon senso (al momento perduto) degli amministratori provinciali affinché venga cambiata questa norma. Altrimenti, se verrà approvato il limite al solare fotovoltaico in agricoltura proposto dalla Provincia sarà il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) a dover perdere tempo con una tale sciocchezza".
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Il servizio di ieri del 'Carlino' ci è piaciuto e lo condividiamo.
Una protesta in tema di energia, giustamente ripresa dalla stampa.
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"Che risate si fa, quando si ride...". Lo diceva Giorgio Gaber in un vecchio monologo, Il suicidio. Già, ma come si ride oggi in Italia? Non benissimo, soprattutto in televisione. Lo ha parzialmente dimostrato anche Sabina Guzzanti nel suo atteso ritorno ad Annozero. Consapevole di «non poter dire certe cose neanche da Santoro», si è accontentata di imitare Berlusconi con tonalità quasi «buone». Una Guzzanti depotenziata, diametralmente opposta a quella feroce di Piazza Navona. Come se la traduzione della rabbia in forma artistica, oggi, fosse diventato uno scoglio insormontabile. O troppo (il teatro, le piazze), o poco (la tivù). Persino per lei. E così la risata latita.
C’è poi la crisi di Parla con me, il sempiterno programma di Serena Dandini. Il suo crollo di ascolti può stupire giusto chi non ha mai abbandonato il proprio attico. Le cause sono molteplici. Il passaggio da settimanale a quotidiano. Il fatto che la Dandini conduca lo stesso programma dai tempi del ministro Scelba, e prima o poi uno si annoia. La mancanza dei comici migliori: un conto è ridere con Corrado Guzzanti, un altro con Dario Vergassola, che da vent’anni ci informa minuziosamente sulla sua difficoltà nel reperire compagnie femminili. E non migliorano il tutto Lillo e Greg, pure bravissimi in radio, Paola Minaccioni o la Banda Osiris.
La Dandini è poi fatalmente inciampata sulla congiuntura storica.
Parla con me è il classico format radical chic, a uso e consumo dell’intellighenzia «de» sinistra: da una parte ci sono la Dandini e i suoi fedeli; dall’altra, il Male.
Il Bene è il Partito Democratico, è Veltroni, è l’educatissimo Neri Marcorè. I cattivi sono gli altri, sempre gli altri.
Ma questa è una comicità che andava bene quando alla base di tutto c’era un’appartenenza, una netta contrapposizione. Una chiara militanza. Funzionava quando i comici erano in stato di grazia (il Su la testa di Paolo Rossi), in tempi di craxismo o primo berlusconismo. Non adesso, nell’era del veltrusconismo. La Dandini non sembra essersi accorta, come i suoi referenti politici, che la «massa» non è esattamente coincidente con la base del Pd. Non se n’è accorto neanche l’ecumenico Fabio Fazio, attento com’è a scomunicare i Travaglio e celebrare i De Gregori, ma Che tempo che fa non ne risente troppo, nemmeno a livello di ascolti (anzi...), forte di un format diverso e ospiti di livello assoluto.
Sono tempi in cui l’anelito alla risata è duplice e opposto. Da una parte la risata incazzata (Grillo, Luttazzi), dall’altra quella di alleggerimento. Ecco: la tivù è ormai popolata unicamente da comici «alleggeritori». Sono risate allusive, attente a non disturbare. Mai urticanti.
È il barzellettismo della nidiata Zelig, oppure di Luciana Littizzetto, che si avvicina a temi «alti» con l’approccio deliberatamente basso della massaia, una che parla di cose «che non capisco», come una simpatica parrucchiera che disquisisce con un cliente (Fazio) della riforma Gelmini.
La tivù deborda di sfottò, ma non contempla la satira. È sfottò Striscia la notizia, è sfotto l’immarcescibile Gialappa’s Band. È sfottò Parla con me, che tra la risata arrabbiata e quella rassicurante, ha (ovviamente) scelto la via di mezzo: il «ma-anchismo». Una strada, come noto, scarsamente redditizia. La comicità italiana non paga soltanto il mancato ricambio generazionale. È piuttosto vittima di una generalizzata pavidità. Inevitabile, allora, rifugiarsi in quella cosa volatile che è il gusto soggettivo.
Il surrealismo di Antonio Albanese, la «tonteria» stralunata (e disimpegnata) di Gene Gnocchi. Oppure Crozza Italia. Certo, Maurizio Crozza è bravo. Ed è l’unico, in tivù, a provarci. Solo che lavora in una rete quasi clandestina e all’interno di un programma esageratamente lungo. È di Crozza, peraltro, l’ultimo avamposto generalista (Vauro a parte) della satira, la copertina di Ballarò.
E gli altri? Non ci sono, abiurano o marcano visita. In tivù mancano i pezzi da novanta, un po’ come se Maradona portasse ai Mondiali un’Argentina senza Messi e Aguero. E anche i pezzi da novanta, in un contesto politico mai così avvilente, soffrono. Chi ride con rabbia, chi ride da solo, chi ride dal pulpito. Chi vive in baracca. Chi ha sogni di gloria. E chi non fa più ridere. (Andrea Scanzi, "La Stampa", oggi)

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Delrio e Alessandri, candidati in pectore, hanno ben altro a cui pensare...
(Maggioranza e opposizione nel caos, tra litigi a sinistra e veti a destra)
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VAFFANBANCHE!!! Conti in rosso, famiglie sul lastrico
Nella morsa della crisi. Siamo in testa alla classifica nazionale dei più esposti con gli istituti di credito. Reggiani primi in Italia per indebitamento: + 125% in sei anni!
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Con un fardello di quasi 21 mila euro le famiglie reggiane sono tra le più indebitate d'Italia, seconde solo alla romane. E’ quanto emerge da una ricerca della Cgia di Mestre che ha fatto i conti in tasca agli italiani per vedere cosa è cambiato negli ultimi sei anni. La nostra città è la secondo posto per debiti e al primo per aumento dell’indebitamento con un +125 %.
Suona così un nuovo campanello d’allarme sullo stato sociale dei reggiani tanto più preoccupante se si considera che non tiene conto degli effetti che della grande crisi che sta provocando sull’economia locale e sul portafoglio dei cittadini. I nuovi dati confermano il quadro dipinto pochi giorni fa da Caritas e Adiconsum che hanno rivelato l’aumento dei reggiani che chiedono aiuto per pagare le rate, e dalla Camera di commercio che ha lanciato l’allarme insolvenze.
Insomma i mutui per la casa, l’aumento di bollette e alimentari a fronte della perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni, stanno prosciugando le risorse delle famiglie reggiane, sempre più povere. E niente lascia pensare che le cose miglioreranno. Ammontano a 20mila 963 euro i debiti accumulati dalle famiglie reggiane secondo la Cgia di Mestre. Una cifra ben superiore alla media nazionale (15mila 582 euro) e che colloca la nostra provincia al secondo posto della classifica sulle famiglie più esposte con gli istituti di credito guidata da Roma con 21mila 348 euro. A poca distanza troviamo Modena, sesta con 19mila 978 euro mentre è lontana Parma (23esima) che con 17mila e 47 euro si rivela la più virtuosa tra le province emiliane confinanti. E le cose vanno anche peggio se si considera la classifica dell’aumento percentuale dei debiti delle famiglie negli ultimi sei anni. Secondo la Cgia di Mestre infatti l’indebitamento delle famiglie reggiane, dal 2002, è aumentato del 125% a fronte di una media nazionale del 91%. Va un pò meglio Parma,12esima con un +100,45%, e Modena 26esima con un +86,37%. (Elisa Sassi, "L'Informazione")
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La casa è la prima causa dell’indebitamento delle famiglie reggiane che sempre più numerose chiedono aiuto alla Caritas per pagare le rate del mutuo a causa dell’ondata dell’impennata dei tassi d’interesse. E’ il quadro emerso dal congresso dell’Adiconsum nel corso del quale l’associazione ha sottolineato l’aumento delle persone che si trovano nella condizione di rivolgersi a finanziarie, al monte dei pegni o anche agli usurai per pagare beni primari o per estinguere altri debiti. Conferme sugli effetti della crisi che sta colpendo anche le famiglie arrivano dalla relazione annuale dei servizi sociali del Comune che registra un boom di richieste di aiuto. Il maggior numero viene dagli anziani che non riescono a far fronte alle spese mediche o alle bollette. Per quanto riguarda le famiglie che si rivolgono al Comune, invece, il principale problema è quello di pagare l’affitto.