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SCANDALO T-RED/DAL COMUNE ANCORA SILENZIO (3° giorno)
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SORPRESA. Il titolone d'apertura (prima pagina) de "L'Informazione", IERI
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CITIAMO... "Il Comune (si legge, ndr) prende tempo: "Prima di fare commenti aspettiamo comunicati ufficiali e, nel caso, di capire quali accuse vengono mosse e a chi" (...) Bocche cucite in municipio a Scandiano, dove, assicurano, non è stato recapitato alcun avviso di garanzia (...) I reati contestati alle 109 persone indagate (tra cui 63 comandanti di polizia municipale e 39 amministratori pubblici, ndr) sono abuso d'ufficio e turbativa d'asta, poiché (dice l'accusa, ndr) alcune amministrazioni indicavano sul capitolato specifiche caratteristiche tecniche esclusive dei T-Red"..." (Gazzetta di Reggio, pag. 32, OGGI)
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null Il Resto del Carlino (edizione nazionale), ieri, ha dedicato al caso ampio risalto, riservando alla "truffa da T-Red" il photobox centrale in prima pagina, con relative paginate interne.
Oggi, ancora, Il Resto del Carlino (sempre edizione nazionale), torna sulla vicenda... ancora in prima pagina! Il Carlino Reggio (edizione locale), invece, oggi dedica alla vicenda solo un colonnino, addirittura nelle pagine provinciali, mentre ieri, legittimamente, ha dato ampio risalto alle parole del sindaco, quindi alla (auto)difesa.
Senza dilungarci oltre in (sterili?) esercizi comparativi (di contenuti concessi e di spazi garantiti), ricordiamo, infine, che nel giugno scorso fu proprio il Carlino Reggio, anticipando tutti, a dare la notizia (cui dedicò ben due pagine... e nel 'primo piano' della cronaca, non nei colonnini della pagina provinciale) dell'indagine sul Comune di Scandiano, con fotona a colori del malcapitato sindaco e ampio servizio sull'acquisizione, in municipio, di tutta la documentazione (da parte dei carabinieri di S. Bonificio) relativa al funzionamento dei 4 T-Red locali e all'appalto dello stessi.
Il Carlino Reggio, poi, qualche ora dopo, sempre in giugno, ospitò anche un intervento di chi, per primo, a Scandiano, attraverso questo blog e altri articoli di giornale, aveva sollevato il caso (sotto il profilo etico, politico e aministrativo) dei T-Red scandianesi... cioè il sottoscritto.
Un intervento in cui c'era molto, e ben spiegato, di ciò di cui adesso, in queste ore, si ritorna giustamente (e col senno di poi) a parlare. Tuttavia, lo stesso intervento, venne "tagliato"... per ragioni di spazio, ne sono più che convinto.
Di più: se vogliamo dirla tutta, politicamente parlando, faccio presente a chi di dovere, qualora se ne fosse dimenticato, che lo scrivente (alias Zarathustra), oltre che giornalista di provata fama e mestiere, è malgrado tutto una figura a suo modo anche e tecnicamente politica, visto che meno di cinque anni fa ci candidammo (io e Zarathustra) alla carica di sindaco del comune boiardesco... e da quel che ne so, che lo si voglia o no, la legislatura è ancora in corso, così come è valida la mia quota di rappresentanza (extra-consigliare) dei cittadini scandianesi.
Detto ciò, e messi un po' di puntini sulle "i", invito lo stesso direttore di allora, a quanto pare sempre attentissimo e disponibilissimo coi blog altrui (e, mi permetta e mi perdoni, anche di fronte a pettegolezzi politici più o meno interessati, poi smentiti nel giro di un baleno - do you remember?), a ricominciare a dare, ogni tanto, a titolo giornalisticamente "risacitorio", a Cesare quel che è di Cesare.
Vale a dire a riconoscere pubblicamente (lui e i suoi colleghi, che quotidianamente visitano questo sito) il fatto che, a torto o a ragione, sono mesi e mesi (addirittura dal marzo scorso!) che qui si scrive, tra il serio e il faceto, testimonianze e documenti di sintesi alla mano, dei "famigerati" T-Red di Scandiano, chiedendone da tempo, e a più riprese, nell'indifferenza generale e, forse, anche per via di un "nitrosico" e mai superato pregiudizio personale nei confronti di un ex collega (mah, chissà...), la loro abolizione.
Grazie mille... e come direbbe Stefano Benni, "tranquilli, prima o poi l'amore arriva...", sperando che il corteggiamento duri poco. Ah, a proposito: dal momento che tra due settimane è S. Valentino (S. Valentino, non S. Bonificio), mando con affetto, al capo-servizio di Carlino Reggio, i miei migliori e sinceri baci.
(c.a.p.)
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P.S. Per non parlare del fatto che il Carlino Reggio è stato il primo, qualche giorno fa, ad accorgersi della "scomparsa" dei due T-Red piazzati al semaforo di Arceto... sennonché, già in quell'occasione (e da lì in poi, basti leggere l'articolo di venerdì 30) si è per così dire "appiattito" sulla versione fornita dal Comune, giustamente rassicurante, secondo la quale le 'macchinette' sarebbero state tolte perché il contratto di appalto era scaduto... Benissimo, nessuno ne dubita, tutto fila: tuttavia, come risposta-pezza, a molti è sembrata (e sembra) un po' stentata, sbrigativa, parziale, specie se letta nell'ottica del "casino" che gli è (al Comune) letteralmente scoppiato in mano... Come se con un ombrello si cercasse di fermare un maremoto.... Detto ciò, alcune date sono importantissime. Domanda: in quale giorno, precisamente, hanno tolto i T-Red? e ancora: in quale giorno, invece, hanno magari smesso di funzionare (pur restando montati)? in quale giorno è scaduto il contratto? quando è stato firmato il decreto di sequestro da parte della Procura di Verona? e quando è stata notificato in terra scandianese o direttamente al Comune stesso? e poi, scusate: il Comune non le poteva togliere, o anche solo sospendere, le macchinette, in via preventiva ma soprattutto cautelativa, nel giugno scorso, quando si è saputo dell'indagine? o al massimo, cribbio, non le poteva levare nel settembre scorso, quando addirittura è stato arrestato il titolare della ditta che li commercializzava? E invece no: guarda caso lo smantellamento delle apparecchiature, a Scandiano, è avvenuto negli stessi giorni (ora più, ora meno) in cui è partito l'ordine di sequestro... E comunque: se sbagliare è umano, perseverare (specie in politica) è perlomeno da principianti.
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SCANDIANO AL VOTO! / RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
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<<“Scandiano Democratica”, lista civica in lizza per le consultazioni amministrative in programma a giugno 2009, nasce da un’iniziativa proposta da cittadini scandianesi, tra i quali spiccano i nomi di Adelmo Bassi, Claudio Algeri, Corrado Ligabue, Enrico Carini, Livio Belli, Morena Angela Cavallini, Pierpaolo Tagliavini, Marisa Assabesi, Antonella Eugenia Margini in Menozzi e Gerardina Salese.
"Scandiano Democratica" germoglia dall’esigenza di offrire ai cittadini l’opportunità di alternanza amministrativa per una nuova stagione democratica. Le recenti problematiche socio-economiche scandianesi costringeranno la nuova amministrazione ad attuare la politica del risparmio ed uno spostamento delle risorse che sarà indispensabile investire per promuovere nuove opportunità di lavoro. Da questa esigenza primaria diversi rappresentanti della società civile e cittadini di Scandiano hanno danno vita a questa esperienza con l’intento di essere attori/protagonisti del proprio destino.
Per la candidatura al ruolo di Sindaco la scelta è caduta su Angelo Santoro, che ha accettato la proposta. Nella sua figura “Scandiano Democratica” ha individuato la personalità più adatta a rappresentare con il dovuto prestigio la garanzia della realizzazione di un progetto di rilancio della città>>.

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Intanto l'ex primario di Chirugia del Magati Corrado Zanni ha smentito categoricamente l'indiscrezione pubblicata un paio di giorni fa da un quotidiano locale circa un suo possibile coinvolgimento nella lista civica di cui si sta parlando.
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IL CURRICULUM DEL CANDIDATO SINDACO
In collaborazione con l’assessore alla Cultura e con il Comune di Scandiano collabora alle “Celebrazioni Boiardesche”. Dona alla Biblioteca di Scandiano un incunabolo del Boiardo. Con il suo impegno Margherita Hack diventa presidente onorario dell’osservatorio di Scandiano. Prove tecniche di Lista Sociale: oltre tremila cittadini gli danno fiducia e partecipano economicamente per dotare l’ospedale Magati di un reparto più attrezzato. Fonda “Gli Amici del Cuore” e dota il reparto di cardiologia di un eco cardiografo di ultima generazione. Scrive “Per Sola Andata”, 500 persone sono presenti nell’Aula Magna dell’Accademia Militare di Modena per la presentazione. Valerio Massimo Manfredi tesse le lodi del libro. Con il plauso del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi fonda a Scandiano “Missione Possibile” e raccoglie centomila firme contro la barbarie del traffico degli organi umani. Angelo Santoro è un imprenditore in ambito della comunicazione d’impresa e delle relazioni istituzionali ed è certificato SA 8000 Certificazione Etica Professionale.
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"Che succede a questo punto? Difficile dirlo con esattezza.
Ma se si accerterà che davvero mancava l’omologazione, quelle multe sarebbero nulle. Cioè da rimborsare. Anzi, a questo proposito la procura di Verona fa un appello, a chi non ha pagato, di rivolgersi al giudice di pace e di allegare la perizia che dimostra che l’omologazione non è regolare. Chi invece ha già pagato può sempre rivolgersi al gdp e chiedere un atto di risarcimento".
(La Nazione, oggi)

(***)

PERUGIA: L'OPPOSIZIONE CHIEDE LE DIMISSIONI DELLA GIUNTA
"Stamane i consigliere comunali del PdL, in una conferenza stampa nella Sala ex Giunta di Palazzo dei Priori nel capoluogo, hanno fatto il punto della situazione, preannunciando iniziative. I consiglieri Carmine Camicia, Gianluigi Rosi (G.R. per Perugia), Massimo Monni, Piero Sorcini, Andrea Romizi ed Armando Fronduti (F.I.), Giorgio Corrado e Rocco Valentino (A.N.), hanno concordato sulla richiesta di dimissione della Giunta comunale di centrosinistra, con l'assessore Antonello Chianella. L'opposizione, durante l'incontro con la stampa, ha condiviso il contenuto di una proposta di delibera del Consiglio Comunale (verra' discussa nella seduta di lunedì 2 febbraio), che riassume la posizione del centrodestra perugino sulla vicenda T-Red.
Alla Giunta e al Sindaco le opposizioni chiedono di ''predisporre il rimborso a tutti gli automobilisti che hanno pagato sanzioni derivanti dal sistema T-Red e un'inchiesta amministrativa al fine di accertare le responsabilita' dei Dirigenti del Comune di Perugia, che hanno gestito l'affare T-RED con grande superficialita'''. Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo dell'Udc Francesco Calabrese: ha chiesto l'annullamento di tutti i verbali, ''nessuno escluso, elevati tramite il sistema T-Red dalla sua installazione ad oggi, con contestuale restituzione ai cittadini di quanto pagato''. (Asca)

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"Mi chiesi: ma è mai possibile che gli automobilisti, di colpo, fossero impazziti tutti insieme?" MA PURTROPPO NESSUNO L'HA SEGUITO NELLA SUA CONDOTTA (LOGICA E MORALE) ESEMPLARE...
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"Un vigile scopre il 'trucco'. E' di Lerici l'unico comandante della polizia municipale in Italia che, già nel 2007, aveva fiutato l'anomalia dei dispositivi elettronici T-Red...
Il comandante Roberto Franzini spiega come già due anni fa si fosse reso conto che i dispositivi erano "taroccati": "L'autovelox era tarato in modo da multare anche chi transitava a soli 50 km orari... il semaforo si fermava in 3 secondi, invece dei 5 stabiliti dalla legge". Per questo Franzini si era rifiutato di avallare 8.500 sanzioni emesse sulla base degli autovelox e 1.600 sulla base del semaforo, entrambi installati sulla provinciale 332.
"Le sanzioni erano lievitate vertiginosamente", spiega. Mi sono chiesto perché. Possibile che gli automobilisti fossero impazziti tutti insieme? Ho fatto verificare i dispositivi. Ho scoperto il 'trucco'. Era un tiro al piccione, moralmente insostenibile, e ho detto no".
"Fui oggetto di intimidazioni", racconta ancora il comandante della polizia municipale. "Mi dissero che sarei stato denunciato per danno erariale, perché impedivo un bel guadagno. Non mi sono spaventato. Sentivo di essere nel giusto e mi sono rivolto alla Procura. La ditta incassava 30 euro su ogni multa da 138".

(RaiNews24 + QN + altri siti web)

((***))

QUI PERUGIA "... Ma l'inchiesta contiene altre accuse: come quella su chi realmente analizzava le foto di chi passava con il rosso. "Tutte le infrazioni - scrive l’accusa - sono state accertate dal personale della Citiesse srl. Questa società ha percepito una percentuale per ogni infrazione rilevata. Solo in un secondo tempo la polizia locale esaminava le immagini già depurate dal privato". Il Comune di Perugia aveva affidato la partita del T-Red all’impresa comasca, tramite trattativa privata e in una fase che è sempre stata definita di sperimentazione.
E in questo caso, comunque, parti offese potrebbero essere le amministrazioni comunali poiché le fotografie degli automobilisti 'indisciplinati' venivano esaminate dal personale della Citiesse e non da un pubblico ufficiale. Da qui la seconda ipotesi, concatenata, che ricade invece sulle amministrazioni comunali ritenute passibili di falso in atto pubblico: non c’era un agente di polizia municipale a verificare i dati degli automobilisti sanzionabili e sono stati comunque rilevati errori di dati e date sui verbali delle contravvenzioni. Questa accusa, però, il Comando perugino l’ha sempre respinta: "Eravamo noi a analizzare ogni passaggio con il rosso", ripetono. ("La Nazione")
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Nei primi 8 mesi di T-Red accertate multe per quasi 275mila euro
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In una nota di risposta a una richiesta di accesso agli atti, il sindaco scriveva che (citiamo) "nel periodo 1/06/07-31/01/08 sono state accertate (ATTENZIONE: IL DATO VALE SOLO PER I DUE T-RED DELLA STAZIONE, SENZA CONSIDERARE CIOE' I DUE INSTALLATI AD ARCETO - ndr) 1.078 violazioni rilevate da T-Red", per un ammontare complessivo di ben 273.392 euro.
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Ma da un anno esatto (dal 31/01/2008!) non si sa più niente...

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E ADESSO UNA "CLASS ACTION" PER RIAVERE IL MALTOLTO...
Si è chiusa una delle più brutte pagine politiche della storia locale...
E' ufficiale: a Scandiano non si sentirà mai (mai!) più parlare di T-Red
Annullare i verbali in corso e ottenere indietro i soldi pagati

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SCANDIANO DECADENCE Un quotidiano, addirittura, prende un colossale granchio, titolando, contro le evidenze emerse, che a Reggio è tutto ok, che il caso dei T-Red non esiste. "L'Informazione", invece, nell'apertura di prima pagina di oggi, scrive che a Scandiano non solo ci sarebbe un'indagine in corso (si sapeva dal giugno scorso), non solo sono stati sequestrati tutti gli impianti sul territorio (si sapeva già da alcune ore), ma che, addirittura, ci sarebbe un funzionario iscritto nel registro degli indagati (un atto dovuto, come si dice in gergo). Boh, sarà vero? In municipio, intanto, da quel che se ne sa, vige la consegna del silenzio. La politica tace, gli uffici stampa idem. Scelta non condivisibile ma comprensibile, per carità. Fatto sta che la Procura di Verona, il 12 gennaio, ha emesso un decreto di sequestro su tutti gli impianti T-Red in Italia. E magari, come ha giustamente ricordato il Polo per Scandiano, svegliatosi solo nel tardo pomeriggio di ieri, non sarebbe male se qualcuno, prima o poi, facesse un po' di chiarezza; e, con grande umiltà e onestà, sarebbe altrettanto doveroso che il sindaco (o chi per lui) porgesse sincere e incondizionate scuse a tutti i cittadini, automobilisti in testa, che si sono visti recapitare, di punto in bianco, senza alcun preavviso, sfilze di multe a quanto pare illegittime (irregolari? illegali?), in quanto stabilite da una strumentazione risultata non a norma, cioè priva, almeno in parte, come i riscontri degli organi inquirenti hanno appurato, della omologazione.
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* LA "LISTA DEGLI EX" VERRA' PRESENTATA ALLA STAMPA DOMATTINA
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Si chiama "Scandiano Democratica" e, secondo i rumors raccolti in paese, sarebbe guidata da Angelo Santoro (già leader dell'Asinello in occasione delle amministrative del '99: respinta, allora, dalla coalizione ulivista, la sua candidatura a sindaco, il manager scandianese potrebbe riprovarci oggi, dopo 10 anni di esilio volontario dallo scacchiere locale della politica cosiddetta attiva).
Con lui, a tirare la volata della neo-formazione, e nel ruolo di co-ideologo, si dice ci sia una vecchia conoscenza della politica locale, vale a dire Adelmo Bassi, già factotum del circolo tennis del comune ceramico e, prima ancora, alla fine degli anni '80, assessore indipendente in quota al Pci. Bassi, quindi, nel '99 si ricandidò alle elezioni tra le fila della lista civica guidata da Roberto Caroli e Silvano Vinceti, i quali, una volta eletti, scelsero di dimettersi dopo una breve e non memorabile esperienza tra i banchi (Bassi, allora, passato a simpatie riconducibili all'area verde e radicale, subentrò al loro posto, in qualità di consigliere comunale, verso la fine della legislatura '99-2004; mentre Marco Ferri, l'altro consigliere subentrato grazie al meccanismo della surroga, passò tra le fila della maggioranza).
Con loro, stando ai boatos locali, in questo progetto di "nuova", ennesima lista civica, ci sarebbero l'ex primario di Chirurgia al Magati Corrado Zanni, oggi in pensione, che vanta significativi e lunghi trascorsi prima nella Dc e quindi nel Ppi (anche in consiglio comunale), e l'ex assessore al Commercio della giunta Fradici Luciano Ferrari, anima dell'associazione "Il Ghetto" di Fellegara nonché, 5 anni fa, candidato consigliere nella lista dello Sdi in appoggio al candidato sindaco Angelo Giovannetti.
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Non sono conosciuti ancora a molti sotto questo nome, Elizabeth, ma i componenti della Band, Marco Montanari (chitarra e voce), Matteo Montanari (tastiere), Francesco Micalizzi (batteria) e Michele Smiraglio (basso), vantano diverse collaborazioni con artisti affermati. Con l’aiuto in studio di Daniele Bagni, produttore artistico e bassista già di Piero Pelù e Litfiba, hanno da poco realizzato il loro primo album dal titolo “Ruggine”. “Un mondo per me”, primo singolo estratto dall’album, sarà solo uno dei brani che porteranno sabato 18 Febbraio, a partire dalle ore 21, sul palco del Transilvania club di Bologna per il concorso indetto da Radio Città Fujiko. E’ possibile ascoltare la loro musica anche on line visitando il sito www.myspace.com/elizabethdisinfettante.
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MO.RE: SOLIDARIETA' AL RETTORE, OGGETTO D'ATTACCHI SCOMPOSTI!
null E ADESSO SI ABOLISCA "SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE"!
"Ragazzi, non vi iscrivete a Scienze della Comunicazione: non fate questo tragico errore, che paghereste per il resto della vita" (Bruno Vespa, finale di un "Porta a Porta" della settimana scorsa)

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CARO T-RED, NON TI RIVEDREMO MAI PIU'. L'INCUBO E' FINITO
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E' UFFICIALE: SCANDIANO E' L'UNICO COMUNE DELLA PROVINCIA DI REGGIO AD ESSERSI AVVALSO DELL'IMPIANTO T-RED INCRIMINATO. ORA INTERVENGA LA POLITICA, TUTTA, PER CHIARIRE LA NATURA DEL "PASSO FALSO" EMERSO... ED EVENTUALMENTE, BOH, PER CHIEDERE SCUSA A CENTINAIA DI CITTADINI, CHE HANNO SUBITO FIOR DI MULTE E RITIRI DI PATENTE SULLA BASE DI APPARECCHIATURE ILLEGITTIME O ILLEGALI...
COSI', OGGI, SUL SITO DE "L'INFORMAZIONE"null
"Sotto sequestro i "semafori intelligenti" nel modenese e nel reggiano.
Reggio Emilia, 29/01: indagati 63 funzionari della Polizia Municipale"

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(LEGGERE ATTENTAMENTE, PLEASE, CHE E' MOLTO INTERESSANTE...)
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(RIPORTIAMO PARI-PARI L'ARTICOLO...) "Semafori-truffa anche nel reggiano e nel modenese, dove i carabinieri due giorni fa hanno messo sotto sequestro, a Scandiano, i cosiddetti "semafori intelligenti". Sigilli anche nel modenese: a Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Castelfranco Emilia, Spilamberto e Vignola.
La misura nell’ambito della vasta inchiesta della procura di Verona, che vede indagate 108 persone tra loro anche 63 funzionari di polizia locale. Secondo gli inquirenti i semafori erano programmati con un giallo troppo breve. In questo modo molti automobilisti erano costretti a passare e prendevano pesanti multe. Indagati anche 39 amministratori pubblici e sette amministratori di società private. Arrestato ieri il progettista dei T Red, S.A., amministratore unico della "Kria" di Desio nel milanese. Per lui l’accusa è di frode nelle pubbliche forniture. Per gli indagati nei vari comuni l’accusa va dalla truffa aggravata all’abuso d’ufficio.
In alcuni casi i Comuni non procedevano alla regolare gara d’appalto, affidando alla trattativa privata il servizio di noleggio e gestione delle apparecchiature. In altri casi, il Ministero, già dal 2005, aveva diffidato le amministrazioni ad utilizzare gli strumenti che non sono mai stati approvati né omologati. L’inchiesta è partita dalla denuncia dal funzionario della municipale di Lerici, nello spezzino, l’unico ad accorgersi che effettivamente ciò che gli automobilisti e tanti associazioni dei consumatori denunciavano era attendibile. I carabinieri di Verona confermano che l’indagine è solo agli inizi e che è stato inflitto un pesante colpo a quelle amministrazioni che pensano di fare cassa facile con le contravvenzioni".

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->Ecco il comunicato-stampa diramato oggi dai Carabinieri del Veneto

Il 12 gennaio è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari della procura di Verona, Sperandio, un decreto che prescrive la dismissione delle apparecchiature. Il 9 giugno del 2008 l'indagine, partita nel dicembre 2007, arrivò anche a Scandiano, con la acquisizione, da parte dei carabinieri, di tutta la documentazione sulla gestione tecnica delle multe e sull'appalto. Il 17 settembre scorso, quindi, l'arresto di 4 persone, implicate nella commercializzazione del T-Red.

->LA NOTIZIA DELL'INDAGINE E' RIMBALZATA SUI SITI GRANDI E PICCOLI
Tra norme, pareri e sentenze, qualche "scheggia" sul sistema dei T-Red

1) "RESTITUZIONE DEI SOLDI E RISARCIMENTO DEL DANNO"
"In pratica gli automobilisti sono stati multati per un prodotto non conforme, in quanto non omologato, alle leggi vigenti. Si stima che siano circa centomila gli automobilisti ingiustamente multati e tutti si aspettano, oltre alla restituzione di quanto pagato per la multa, anche un risarcimento danni, per lo meno morali". (Italia-news.it)
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2) "T-RED NON OMOLOGATO E FACILMENTE MANIPOLABILE"
"La sua colpa principale (dell'arrestato - ndr)? Quella di aver omologato l'apparecchiatura ma non il software che la gestisce, rendendo così possibile mille manomissioni da parte di chi montava e gestiva poi il T-Red... Sono stati così eseguiti decreti di sequestro presso 64 comuni di 24 provincie di mezza Italia, che è stata così 'ripulita' da tantissimi semafori truccati". (La Repubblica)
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3) "TRUFFA E FALSO IN CONCORSO I REATI CONTESTATI"
"L'accusa sollevata dalla Procura di Verona (pm Valeria Ardito) contro la Kria di Desio, la societa' che ha fornito i T-Red a decine di Comuni, è quella di truffa e falso in concorso. Sotto accusa è il tempo di durata del giallo. Secondo le direttive del ministero dei Trasporti, il giallo non può durare meno di tre secondi su strade con limite di 50 km/h, si passa a 4 secondi con strade con limite a 60 km/h e 5 secondi per strade con limite a 70 km/h... La pm Ardito ipotizza anche il falso nella verbalizzazione delle multe, operazione che può fare solo un pubblico ufficiale e non un'azienda privata, come avveniva fino ad oggi. Nel mirino anche l'appalto dalle ditte che gestiscono i semafori nei vari comuni: alla base, infatti, c'e' un accordo che prevede un compenso per le ditte stesse". (Agi)
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4) "IL GIALLO TROPPO CORTO CREA PERICOLO DI SCONTRO"
"La stessa nota del Ministero afferma che questi limiti minimi non valgono per le strade principali (provinciali e regionali), dove la «durata minima dei tempi di giallo è di 4 secondi anche per la velocità di 50 Km/h»...". (Il Gazzettino)
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5) "UN MECCANISMO 'IMMORALE', SPESSO PER FARE CASSA"
"In molti comuni d'Italia i T-Red, anziché svolgere un'opera di prevenzione degli incidenti, spesso sono stati utilizzati esclusivamente per fare cassa. Infatti, dalle infrazioni accertate, la società Ci.ti.esse percepiva il 30-35% per ogni multa rilevata: 150 euro più iva al 20%. Solo in un secondo tempo la polizia locale vedeva le immagini, violando così l'articolo 12 del codice della strada. Nella maggior parte dei casi i verbali di contestazione sono stati redatti da società private (e non da pubblici ufficiali) che svolgevano anche il servizio di notificazione (consegna alle poste delle raccomandate), percependo un importo in media di 5 euro per ogni verbale sul quale, inoltre, veniva apposta dalla società privata una firma scannerizzata del pubblico ufficiale. Del caso si era occupata mesi fa anche la trasmissione "Striscia la Notizia" di Canale 5 (e "Le Iene" su Italia Uno - ndr)". (Pupia.tv)

6) L'UDC: "QUELLA PERCENTUALE SEMBRA UN 'PIZZO'..."
''Quello dei semafori intelligenti o T-Red, è ormai un vero e proprio scandalo che rinveste per responsabilità oggettiva anche gli amministratori dei comuni interessati. Decine di migliaia di cittadini derubati da un meccanismo che, nella migliore delle ipotesi, non era stato controllato dalle amministrazioni comunali interessate chiamano in causa amministratori almeno distratti". Lo ha detto l'ex parlamentare e dirigente dell'Udc di Perugia Maurizio Ronconi. E poi: 'La concessione di una percentuale sulle multe, una sorta di pizzo a una società privata, rappresenta un precedente di inaudita gravità e procedimento che richiama la necessità di un chiarimento per escludere altre e ancora più gravi responsabilità politiche. Appare necessario ora - ha concluso - fare piena luce sulla vicenda non ricorrendo ad inutili indulgenze, soprattutto in vista delle elezioni amministrative'...". (Asca)
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7) "UN CENSURABILE ACCORDO TRA PUBBLICO E PRIVATO"
"Il Giudice di Pace ha più volte sottolineato l'irregolarità "del principio in base al quale una ditta privata potesse ricavare utili dal pagamento delle ammende da parte dei cittadini ad una amministrazione pubblica". (Tuttoperugia.net)
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8) "T-RED, C'E' IL SOSPETTO DI APPALTI NON REGOLARI"
"C'è il sospetto che gli appalti venissero truccati e manipolati, come spiega la GdF: "In alcuni casi, in accordo con gli amministratori pubblici, venivano invitate alla trattativa privata soltanto le imprese affiliate al cartello gestito dagli arrestati; in altri casi, invece, venivano inseriti nei bandi di gara requisiti tali da escludere di fatto le aziende estranee al cartello... I comuni non acquistavano direttamente i dispositivi elettronici e li noleggiavano, remunerando le imprese fornitrici con una percentuale sulle contravvenzioni elevate grazie ai dispositivi opportunamente tarati dalle aziende vincitrici degli appalti". (Milano 2.0, 17/09/2008)
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9) "ALMENO 100.000 AUTISTI MULTATI INGIUSTAMENTE"
"Secondo una stima, sono circa centomila gli automobilisti multati ingiustamente, vittime del cosiddetto giallo-sprint, il giallo che scatta improvvisamente al passaggio dell'auto, dura pochi attimi e non permette di fermarsi al rosso". (RaiNews24)
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10) "SUSSISTE ANCHE UN PROFILO DI INCOSTITUZIONALITA'..."
"Un intreccio di interessi tra amministrazioni e ditte costruttrici, che si consuma alle spalle dei cittadini... Le multe elettroniche per i comuni sono un affare. Per Aldo Bardusco, ordinario di Diritto Costituzionale all'Università di Milano Bicocca, «molti enti locali ormai programmano di ottenere un determinato gettito dalle contravvenzioni, per usare gli incassi come vòlano di manovra finanziaria, come riserva monetaria liquida per far fronte alle più svariate necessità, insomma per fare cassa»...". (Gestcredit.wordpress.com)
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((Riceviamo e rigiriamo questa agenzia Ansa, battuta proprio stamattina))
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L'ITALIA S'INDIGNA E REAGISCE: OVUNQUE PROTESTE E SEQUESTRI!
->Tra piccole inchieste giornalistiche e scelte politiche sbagliate...
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Noi, che ci siamo visti respingere due ricorsi, siamo stati i primi, in provincia, nella primavera scorsa (prima dell'indagine di Verona) a segnalare le tante anomalie e diverse incongruenze di quelle macchinette "infernali", scrivendone su blog e giornali, in perfetta solitudine...
null "UNO SCANDALO NAZIONALE"
"Nei guai anche 63 comandanti di polizia municipale di tutta Italia
"ARRESTATO L'INVENTORE DEI «T-RED"
"L'uomo aveva progettato e distribuito i «semafori intelligenti» (gli stessi usati nel comune reggiano -ndr): altri 109 gli indagati". Già: e adesso?
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ZARATHUSTRA PLAUDE ALLA VERITA' EMERSA FINO AD ORA: "MAH, ERA DA DIRE: ANCHE STAVOLTA PARE ABBIAMO VISTO PRIMA, INTUITO GIUSTO... LO SCORSO SETTEMBRE INCONTRAMMO IL PROCURATORE DI VERONA, CHE FU CORDIALISSIMO NONOSTANTE L'OVVIO RISERBO..."
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LEGGETE ATTENTAMENTE L'ARTICOLO DEL "CORRIERE", GRAZIE...
"MILANO - S. A. (mettiamo solo le iniziali, com'è nel nostro costume di garantisti - ndr), il progettista dei «T-Red», i sistemi di rilevazione automatica delle infrazioni commesse dagli automobilisti agli incroci semaforici, è stato arrestato dai carabinieri di San Bonifacio (Verona) in collaborazione con i militari della compagnia di Seregno (Milano) nell'ambito dell'inchiesta della procura di Verona sui cosiddetti «semafori intelligenti» che vede indagate altre 108 persone.
L'ACCUSA - L'uomo, 45 anni, di Seregno, amministratore unico della società Kria di Desio (Milano), è accusato di frode nelle pubbliche forniture. Secondo quanto si è appreso, S. A. avrebbe omologato solo la telecamera e non avrebbe chiesto e quindi mai ottenuto dal Ministero dei trasporti l'omologazione dell'hardware dell'apparecchiatura che fa funzionare l'intero sistema.
GLI INDAGATI - Tra i 109 indagati figurano 63 comandanti di polizia municipale, 39 amministratori pubblici e sette amministratori di società private. Sono invece 80 i comuni del centro-nord Italia al centro dell'indagine nei quali sono state comminate decine di migliaia di contravvenzioni. Il provvedimento restrittivo che ha raggiunto S.A. è stato emesso dal gip scaligero Sandro Sperandio su richiesta del pm Valeria Ardito.
IL SEQUESTRO - I carabinieri di San Bonifacio hanno provveduto al sequestro preventivo dei T-red in 64 comuni di 24 province, ma il numero crescerà nei prossimi giorni. Le indagini, iniziate nel dicembre 2007, erano state avviate per accertare la conformità alla normativa vigente del sistema automatico di rilevamento delle infrazioni alla luce semaforica rossa, il T-red appunto. A gennaio 2008, i carabinieri di Tregnago, Illasi e Colognola ai Colli, incaricati delle indagini, denunciarono un amministratore comunale, due comandanti di polizia locale e gli amministratori unici di Ci.ti.esse di Rovellasca, Maggioli di Santarcangelo di Romagna, Traffic Tecnology di Marostica e Open Software di Mirano per truffa aggravata e falsità materiale. A giugno le indagini furono estese anche ad altri 64 comuni (tra cui Scandiano - ndr) dopo aver accertato che il T-red era difforme da quello omologato dal Ministero dei Trasporti di Roma dove il titolare aveva chiesto ed ottenuto l'omologazione solo per le telecamere dei T-red e non per le apparecchiature (come i relè, le spire ed altro, chiamato tecnicamente hardware) contenute in un armadio di vetroresina posto nelle vicinanze delle telecamere". (Ansa + Corriere.it + La Stampa.it)

ANCHE A SCANDIANO LI HANNO DOVUTI "PENSIONARE"...
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Ecco come abbiamo dato la notizia, qualche giorno fa, della sparizione

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Nel comune ceramico i T-Red ERANO 4: 2 alla stazione e 2 ad Arceto
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null "LA POLITICA NON MI INTERESSA: MEGLIO L'AMORE..."
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Intervista semiseria con la splendida Marija, da Rubiera, la “miss nerazzurra” che tifa Milan. "Sono felice... vero Topy...?"
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“Ho 23 anni e adoro fare la casalinga. Convivo con il mio Topy da 10 mesi. Ha 4 anni in meno di me. Stiamo da dio, anche se per due giovani le spese sono tante. Ho fatto sfilate e casting, ma la mia più grande passione, oggi, è tenere pulita e in ordine la casa. Un sogno nel cassetto? Mettere la gatta in lavatrice, comprarmi una Y10 e andare in Polinesia”
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Ciao Marija di Medjugorje… il fatto che tu sia qui davanti a me è davvero un miracolo: ci abbiamo messo settimane per organizzare questo appuntamento. E poi qui fuori fa un freddo della madonna, appunto… è sabato, nevica e io ho appena preso un Efferalgan da 1000…
Lo so, ma ultimamente sono molto impegnata: il lavoro, la casa, lo shopping, Facebook…
Ok, poi ci spiegherai meglio. Ecco, entriamo in questo bar… Wow! E tu chi sei?
Sono Giuseppe, il fidanzato di Marija.
Ottimo… Ciao. Cominciamo: da dove vieni, donna?
Ho 23 anni e sono originaria del Montenegro.
Negro o solo abbronzato, come direbbe il Silvio nazionale?
Proprio negro, non è colpa mia se si chiama così… Ma sono in Italia da 18 anni. Adesso abito a Rubiera, prima invece vivevo tra Canali e Fogliano.
Di Pietro, l’ex Pm, è invece originario di Montenero… di Bisaccia, nel Molise.
Non parliamo di politica, in casa mia la detestano… mio padre dice che sono tutti uguali, tutti dei demagoghi… io salvo solo Obama.
Ok, capitolo chiuso… Vivi con lui…!?
Sì, è il mio fidanzato, il mio “topy”: stiamo insieme da meno di un anno e mezzo e conviviamo da 10 mesi, in affitto… stiamo bene, lavoriamo in due… ma i costi sono tanti e per arrivare alla fine del mese bisogna essere bravi, attenti… Detto ciò, a volte esageriamo e ci lasciamo andare: pensa che per l’albero di Natale abbiamo speso 350 euro… oppure, ti dico questa, per il mio compleanno (sono del segno dei Gemelli!), siamo andati in un ristorante di lusso, dove abbiamo speso più di 50 euro a testa…
E poi?
E poi altri soldi che vanno, oh, non bastano mai… L’ultima bolletta della luce è di 325 euro: tutta colpa della lavatrice, che a casa nostra è sempre al lavoro…
A proposito: piacere, signor Topy… Siete coetanei?
Non proprio: io ho 23 anni e lui 19, vero Topy?
Vabbè, ne parliamo dopo. Cosa fai nella vita, oltre a sussurrare frasi dolci al tuo moroso?
Da tre anni lavoro in un centro estetico a Rubiera, il Beauty Angel… faccio la receptionista e un po’ la factotum.
E lui cosa fa?
Il mio Topy lavora in un’autocarrozzeria, sempre qui a Rubiera.
Hai molta fame o la “erre” la mangi anche quando sei a digiuno o a dieta?
Ah-ah-ah… La mangio sempre, come fanno quelli di Parma e di Parigi.
Mangi solo la erre?
Beh, no, mangio anche tanta pizza, ne vado matta.
Non dirmelo, sono quasi le 8 di sera e il mio stomaco, tra analgesici e Fi.ga (che non è una parolaccia, ma un Energy drink che va di moda adesso), borbotta e parlotta come il consigliere Colosimo in Sala del Tricolore… Mi hanno detto che fai anche la modella…
Sì, è vero, anche se adesso il hobby preferito è tenere pulita la casa.
Scopi?
Non solo: do lo straccio, faccio il bucato, spolvero i mobili… anche più volte al giorno, sono un po’ una maniaca dell’ordine e del pulito.
Un uccellino (non il mio, sia chiaro) mi ha detto che sei stata eletta Miss Nerazzurra dell’Emilia...
Sì, è successo qualche mese fa. Ero lì per caso, a cena in un ristorante di Salvaterra, e mi hanno arruolato per una specie di passerella… qualche ragazza, niente di più… e alla fine mi sono ritrovata con una fascia al collo… vero Topy?
Ancora con ‘sto Topy? C’era anche lui?
Sì, certo, è sempre con me.
Te pareva… ma almeno qui, per la durata dell’intervista, la mano gliela puoi anche lasciare… tanto non scappa. Sei interista?
Non proprio, infatti è un titolo un po’ immeritato, vero Topy? Anni fa tifavo invece per il Milan… quando ci giocava Savichevich… no, non si scrive così, ma fa lo stesso… sì, perché è un amico di mio padre; mia madre invece tifa Inter, lei sì… ricordo che quando ero piccola sono andata anche 4-5- volte allo stadio, a S. Siro, coi miei genitori: il calcio mi piace solo dal vivo, sui campi, perché c’è passione e partecipazione, mentre in televisione non lo guardo mai, non mi interessa.
Se il tuo corpo fosse una porta vuota, da chi ti faresti battere un calcio di rigore?
Da Beckham… ma anche Kakà non è affascinante…
Beh, diciamo che non fa certo “cacà”, visto quanto prende… Ok: a Reggio ti sei sempre trovata bene?
Sì, molto… e ho molti fans che non conosco, nel senso che per strada loro mi salutano, che sanno anche come mi chiamo e quanti anni ho… ma il bello è che io non li conosco, non so mai chi sono…
Un altro uccellino, cioè quello del fotografo, che ultimamente cinguetta pochissimo e anzi pare sia precipitato in un profondo letargo, dice che hai fatto anche sfilate e casting…
E’ vero, confermo: ho sfilato a Roma, fatto servizi fotografici, partecipato al concorso di bellezza Miss Grand Prix… Volevo partecipare anche a Miss Italia, ma mi hanno detto che non potevo, perché per loro sono ancora una straniera…
Che stronzi…
Comunque ho studiato per 5 anni abbigliamento e moda, al “Galvani”, precisamente da ‘tecnico e modellista’… sono abbastanza brava, tanto che una mia amica stilista mi ha chiesto di disegnarle una collezione, che però devo ancora farle… vero Topy?
Vero, vero, ma se lo guardi così questo qui mi sviene sulla sedia… hai due occhi che sono potentissimi, addirittura più di un comunicato di Uris Cantarelli, e certamente più magnetici e intriganti… Ecco, dicevo: tu e il tuo convivente dove vi siete conosciuti?
Per caso, su un marciapiede. Mi spiego: io stavo passeggiando con una mia amica, quando a un certo punto, nella direzione opposta, passa uno scooter con a bordo due ragazzi. Lui era seduto dietro, e quando mi ha visto ha detto al suo amico: “Guarda che f***a, dai, gira subito e torna indietro…”. E’ stato un colpo di fulmine. La nostra prima uscita, invece, è avvenuta qualche giorno dopo, quando ci siamo trovati al concerto di Radio Bruno Estate in centro a Reggio… Quel giorno lì ricordo che ero arrabbiata con lui, perché faceva un po’ lo sbruffone, tipo…. Stavo mangiando un Tronky e lui mi ha detto così: “Chi non mangia Tronky non tronka”…
E lui ti ha poi “tronkata”?
Sì, aveva ragione… vero Topy?
Bene, tombola. Cos’altro fai nella vita, oltre a “tronkare” con Giuseppe?
Il venerdì sera e il sabato faccio spesso la ragazza-immagine alla discoteca “Joia”… ma fino a qualche anno ero molto attiva anche nello sport: facevo nuoto, calcetto, pallavolo, e poi andavo a teatro e a lezione di canto. Per il resto sono una ragazza tranquilla, semplice, senza grilli per la testa… molto razionale e con un certo controllo della situazione.
Il tuo obiettivo più urgente?
Finire questa intervista… Ma anche riuscire a cambiare macchina entro un paio di mesi: vogliamo comprare una Lancia Y10 Platinum, la più costosa e accessoriata della serie.
Due cuori e una ‘caparra’…
Proprio, dici bene… stiamo mettendo da parte un po’ di soldi, perché la vita oggi costa parecchio.
Il tuo passatempo preferito?
Come ti dicevo, è pulire, curare, arredare, tener dietro al nostro appartamento. Ci tengo molto.
Dai la cera, togli la cera, dai la cera, togli la cera, come Karate Kid…
Per le altre cose sono pigra, ma in questa no.
Una casalinga disperata, una “desperate housewife”.
E’ vero, ultimamente sono molto casalinga e un po’ pantofolaia… esco il giusto, non di più… ma sono pur sempre una casalinga sexy, vero Topy?
Fai anche da mangiare?
Sì, certo: la mia specialità sono le cotolette con il puré: faccio tutto io, pelo anche le patate…
Driiin-driin… Ah, c’è il fotografo al telefono, che mi suggerisce una battutona un po’ volgarotta… ma non la faccio, non la dico, non la scrivo…
Ah sì? Quale battuta… dai, ormai ci hai messo la pulce nell’orecchio, dilla, dilla, dilla…
E’ una stronzata… ve la dico sottovoce, ma dovete promettermi di non farmela scriverla…
Ok, ci entra di qui e ci esce di là, giuriamo…
Insomma, parlavi di puré e di pelare le patate… La battutona del fotografo è questa: “A proposito di patate, anche la tua...?”… Già, non ho parole… bene, subito cancellata… bip-bip, stop, nuova scena, ciak ‘gli’ tira!… Tornando a noi: sembri davvero una mogliettina perfetta...
Se lui fa il bravo sì, a me piace fare la donna di casa e la moglie, altrimenti…
Sei fedele?
Certo, al 100%. Per me è il valore più forte, la prima forma di rispetto verso un’altra persona, specie se è un fidanzato o un marito. L’infedeltà non la concepisco, mi fa schifo, su questo non transigo.
Brava. Altre cose?
L’hanno scorso ho fatto un casting per il ‘Grande Fratello’, insieme a Raffaella Fico, che poi è stata presa…
Presa da dietro? Scherzo… anche se la Fico è proprio una gran… una gran... concorrente.
Massì, e adesso conduce pure “Real Tv” su Italia Uno… Insomma: quello dei concorsi e dei casting è un ambiente che non mi piace… ti fanno sempre delle domande che io giudico ambigue, un po’ viscidette, del tipo: “Cosa saresti disposta a fare per avere questa parte, o per arrivare prima?”. Ho l’impressione che ci provino tutti, più o meno con tutte… e a me non va di cedere a compromessi: sono più che convinta, meglio tenermi il mio Topy e stare a Rubiera…
Quindi?
Ho la casa piena di fasce, di titoli… compresa quella di “Miss Bellezza & Salute”, una specie di concorso che metteva in palio delle vacanze-premio o delle borse di studio, non ricordo… io sono arrivata seconda, l’anno scorso: se vincevo avevo diritto a trascorrere due settimane a Hollywood.
Slip o perizoma?
Il perizoma lo odio.
Sopra o sotto?
Da sotto si vede meglio la scena… vero Topy?
Hai un sogno custodito nel cestino della lavanderia?
Sì: visitare la Polinesia.
Il tuo miglior pregio?
Sono molto buona.
Il peggior difetto?
Sono una rompipalle. Vero Topy?
Hai molti amici, molte amiche?
No, pochissimi: ma ne saluto una, Valentina.
Occhi?
D’estate sono azzurri, quando c’è la neve invece verdi.
La parte di te che ti piace di più?
Dico subito che sono molto, molto, molto autocritica… Gli amici e i ragazzi in genere mi dicono che di me apprezzano soprattutto le gambe e il sedere, anche se in tanti si sono complimentati per il bel sorriso e per la bocca.
“In culo veritas”, dicevano i latini… Quante volte lo fate, te e Topy, in una settimana?
All’inizio spesso, adesso invece solo nel fine settimana… e solo nel letto, che è il posto più caldo e più comodo, specie per due che convivono. Il mio Topy (ride – ndr) adesso è più mansueto, ma prima aveva uno sguardo furbetto, molto penetrante… era un “cavallo pazzo” e io l’ho domato…
Hai fratelli, delle sorelle?
Sì, due maschietti, più piccoli. Mio padre fa il giardiniere, mia madre l’assistente domestica.
Shopping? O magari spanking, o snorkelling?
Sì, ma solo shopping, finanze permettendo… e a volte uso il suo bancomat, vero Topy?
Ok, però adesso smettetela di pomiciare, che c’è altra gente in sala…
Ah, poi abbiamo anche una gatta, Maki, che è un persiano a pelo lungo, che pettino tutti i giorni. Anzi, se potessi la metterei anche in lavatrice…
La vostra posizione preferita?
Il missionario, cioè la più classica: lui sopra, io sotto e la gatta sul comodino…
E io in mezzo a prendere appunti e il fotografo nell’armadio che sbircia… si scherza, ovviamente… io invece vado matto per quella del prete, che comporta ancora meno rischi: io a casa parocchia e lei in discoteca… Insomma: sesso sicuro: sicuro di non farlo... In un uomo cosa guardi subito?
Gli occhi.
E se ha gli occhiali come me?
Ma tu sei bello dentro… e carino fuori…
Sarà… Nell’intimità cosa ti sussurra Topy?
Mi dice che lo sto facendo impazzire… e questo perché a volte giochiamo un po’ con la malizia, nel senso che gliela faccio sudare, creo in lui una certa attesa…
Uhm, non male questa… (Interviene il fidanzato – ndr)
“Ah-ah-ah-ah-ah… Mi sa che venerdì girerò per la provincia a fare incetta di tutte le copie di Trend… le sequestrerò tutte… ah-ah-ah… spero che i miei genitori non lo leggano, al massimo i miei amici… sembra il gioco della verità, che si fa alle feste… bella storia…".
Dire, fare, baciare, lettera o testamento?
Non saprei, ma tra 5 anni mi vedrei bene così, realizzata in famiglia, nel lavoro e nell’amore… vero Topy?

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INTANTO IL "GIORNALISMO" GRILLINO "MASSAGGIA" FERRIGNO E RIVA!
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E ora un giorno della memoria anche per i crimini contro il comunismo
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NUOVI NEGAZIONISMI / E la Rcs dimenticò Marx: "Al momento non è in programma una nuova collana, analoga ai "Classici del pensiero occidentale", o un'ulteriore pubblicazione da allegare al Corsera che includa le opere di Karl Marx".
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"La decisione di non inserire Karl Marx in una collana dedicata ai grandi autori classici del pensiero ha veramente dell'assurdo. Soprattutto in un momento storico in cui le straordinarie intuizioni di Marx rispetto al funzionamento del capitalismo ritornano di stretta attualità. E, giusto per rimanere sull'attualità, basti prendere l'ultimo numero di Time che in copertina titola: Che cosa pensa Marx della crisi".
Così il politologo Massimiliano Panarari, curatore del libro di Jacques Attali "Marx, ovvero lo spirito del mondo" (ed. Fazi) commenta le ragioni che hanno portato ad escludere le opere di Karl Marx dai "Classici del pensiero occidentale", proposti in allegato con il Corriere della Sera.
E quindi, sulla risposta data da uno dei curatori, Giovanni Reale: "Una questione di lunghezza? Potevano pubblicare il Manifesto del Partito Comunista". Poi continua: "Era un filosofo 'marziano' (per citare il gioco linguistico Giulietto Chiesa, autore appunto di Cronache Marziane) ovvero alieno alla vulgata corrente e all'ortodossia, ma preveggente e profetico, ben lontano dalle ingessature ideologiche costruitegli attorno dai partiti comunisti. Una figura che proprio oggi, nel ventunesimo secolo, diventa fondamentale per l'interpretazione delle dinamiche sociali, politiche ed economiche".

Perchè Marx è così d'attualità?
"Marx è il migliore dei pensatori postmoderni. Innanzi tutto è portatore di un pensiero critico: contesta la realtà in cui vive. Lui rappresenta la giustizia sociale, l'idea che si debbano ridurre le diseguaglianze sociali. A maggior ragione se sono violente. Marx aveva teorizzato la rivoluzione tecnologica, anticipando in un certo senso internet e l'era informatica. Lui pensa il mondo come villaggio globale e tiene alta l'idea di una governance unica perchè a suo giudizio le cose non si possono risolvere all'interno di ogni singola realtà. E oggi, non a caso, si parla molto di governance mondiale. E' stato un genio nel leggere e prevedere i movimenti e le trasformazioni della società".

Cosa gli ha permesso di essere tanto anticipatore?
"Aveva una straordinaria capacità di cogliere le trasformazioni economiche. Il capitalismo stava unificando il mondo nella lotta tra liberismo e protezionismo, un liberismo che in quella fase era vincente. Marx scrive delle cose splendide su questo, in gran parte articoli di giornale. Marx era un gran giornalista".

Ed è questo il Marx descritto nel libro di Attali?
"Marx come teorico della globalizzazione, il primo intellettuale che sul finire dell'Ottocento, in un mondo che cominciava già ad essere globale, conosce perfettamente le dinamiche della globalizzazione".

Filosofo, economista, ma come giornalista lo conoscono in pochi...
"Il giornalismo è l'unico lavoro che lui ha svolto davvero nella sua vita. Faceva il corrispondente da Londra per il New York Daily Express, l'antenato del New York Times, che era un quotidiano da 200 mila copie. Una cifra da quotidiano globale. Si parla degli anni 50 e 60 dell'Ottocento...".

Come era arrivato lì?
"Il caporedattore, Charles Dana, aveva conosciuto Karl quando era esule a Londra, gli era piaciuto e l'ha contattato. Da lì Marx descrive nel dettaglio un mondo che è poi quello attuale, un mondo dal punto di vista demografico dominato dall'Asia, in particolare da Cina e India e culturalmente dall'impero britannico".

Su cosa formava le sue conoscenze?
"Lui leggeva di tutto. Dai rapporti degli ufficiali delle colonie britanniche alla Cabala ebraica. Era un grandissimo onnivoro. Passava la giornata alla British Library e scriveva una marea di articoli e pamphlet, tanto che non riusciva mai a finire il Capitale. Il famoso 18 brumaio di Luigi Bonaparte è stato una specie di instant book".

In che senso una lettura di Marx originale e postmoderna? Che abbatte i luoghi comuni?
"Fa un ritratto completo di Marx. Lui è l'inventore e il più grande sostenitore dell'internazionalismo. Una delle sue idee principali è che il proletariato attraverso un'unione globale possa liberarsi dalle catene. Crede nella contaminazione e nella società internazionale, gli stati nazionali per lui sono l'oppressione. In questo è modernissimo. E' un grande estimatore della borghesia come forza sociale e non provinciale capace di unificare il mondo, attraverso i commerci e la rivoluzione industriale. Marx ammira la forza cosmopolita dell'ordine borghese. C'è anche una componente biografica a motivare questo: lui è figlio di un ebraismo tedesco che non è mai riuscito ad integrarsi nella Prussia di Bismark. Da qui il suo odio per le nazioni".

E riguardo al socialismo reale?
"Lui non ha mai teorizzato la dittatura del proletariato. L'idea del socialismo in Russia non l'aveva mai sfiorato, anzi era inorridito da quella possibilità. Era un grande estimatore dei principi borghesi e credeva che si dovesse andare al potere con voti e guadagnandosi i consensi". (Affaritaliani.it)

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E l'azzurro Filippi oggi ha fatto il cascamorto con la Carfagna
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(Satira!!!) Delrio giura: "Investiremo i soldi incassati in più per comunicare i grandi risultati raggiunti dalla nostra giunta".

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MAI DIRE FACEBOOK!
"Ciao, ho conosciuto la tua esistenza in un modo strano (scusa l'ignoranza). Mi sono davvero incuriosita e mi piacerebbe essere aggiornata. Nel tuo sito c'è tutto o c'è qualcos'altro che posso sapere? (...) Nel tempo libero mi piace indagare sull'animo umano individuale e collettivo... e cercare la bussola".
(Confessione di un'aspirante amica a Zarathustra)
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"W la figa e in culo alla crisi ... da non dimenticare: con la crisi si tromba di più, perché anche le maiale piu snob adesso sono costrette ad abbassare il tiro ... c'e ne per tuttiiiii!!!!! Ieri sera su Telepeggio sei stato er meiooo, vai sindacoooo e in bocca al lupo!!!
(Messaggio "licenzioso" lasciato poche ore fa sulla bacheca del sindaco di Casalgrande)
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"Grande Ciro, ho letto l'intervista e sono entusiasta"
(Giulia, sulla sua pagina)


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null Tre incontri con la Scuola di Politica promossa da Telecitofono. Una settimana in cui ci si confronterà dei pregiudizi e delle diversità con Guido Barbujani (genetista dell'università di Ferrara: martedì 27 in Gabella), di lotta alla mafia con don Marcello Cozzi (mercoledì 28 in Gabella) e di etica e politica con il filosofo Gianni Vattimo (giovedì 29 al cinema Cristallo).

CIPANGO E CORRADINI STASERA AL 'CALAMITA'. Sono stati citati dagli Offlaga Disco Pax, e poi nel romanzo "Studio Seltz" di Giampaolo Corradini: sono i Cipango, rock band della Reggio Emilia degli Anni '90, che si riformerà per un solo, unico concerto sabato 24 gennaio al Calamita di Cavriago, serata con ingresso gratuito. L'occasione è proprio data dalla presentazione del libro di Giampaolo Corradini, che prima del concerto narrerà un po' delle avventure dei gestori della sala prove comunale reggiana così come immaginate nei racconti di "Studio Seltz" con una moderatrice d'eccezione, la dj radiofonica (Radio Stella, già a K-Rock) e giornalista Gloria Annovi.
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Negroni (An-Pdl) attacca: "E' una tassa mascherata da contravvenzioni!"
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Nel capoluogo di provincia si parla di un aumento-record delle multe
Già: a Reggio gli automobilisti sono diventati di colpo indisciplinati?
"Vigile elettronico scatenato, è pioggia di contravvenzioni..."
Nel 2007 i verbali sono stati 53.675, l'anno scorso 179.874!


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E A SCANDIANO SEMBRA CHE IL VENTO STIA CAMBIANDO...
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ANTEPRIMA / LA COPERTINA DI "TREND" IN EDICOLA DOMANI...
nullAuguri ad Alle Gandino: anche lui, oggi, compie 45 anni!
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Zarathustra studia i primi 10 minuti del solo di K. Jarrett a Kyoto (1976)
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DIECI PEZZI FACILI
1) Marco Montanari, appena rientrato dal Bangladesh, sta per diventare consigliere politico delle ambasciate Ue: prima missione probabilmente a Tbilisi.
2) Su Facebook è nato il gruppo dei fans del Pippis Bar.
3) Toh: il decano della "dolce vita" Ivano Davoli è il "nuovo" direttore responsabile dell'Informazione di Parma.
4) Il video del backstage di Sexpolitik 2009, caricato su Youtube, ha superato le 2.000 visite.
5) L'assessore Uberto Spadoni ha spedito le letterine di auguri di Natale, personalizzate e autografe, il 10 gennaio. Per la prima volta l'abbiamo ricevuta anche noi... Questo il testo rivoltoci: "Caro Ciro, auguri di uno splendido 2009. Noi siamo ottimisti e tu?". Zarathustra ringrazia e ricambia oggi, 21 gennaio, gli auguri di buon anno (anche se forse il suo ottimismo è di segno opposto...).
6) Max Panarari è partito ieri per una missione in Portogallo.
7) L'avv. Marco Scarpati è appena rientrato da una missione in Oriente.
8) L'inaugurazione del restyling (grafica + contenuti) di questo sito-blog, annunciata per il 19, è stata rinviata di un mese.
9) Hanno finalmente tolto gli odiosi T-Red al semaforo di Scandiano.
10) La lista civica "Casalgrande Amica" (anche detta lista "pecora") si è spaccata. Il consigliere comunale da una parte, il fondatore e portavoce dall'altra.


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"Dopo la recente polemica sulla puntata di "Annozero" dedicata ai conflitti israelo-palestinesi... Visto lo sdegno espresso da tutti i media (a reti unificate) nei confronti di un giornalista che ha eseguito il proprio lavoro. Vista anche la confusione e la disinformazione che pervade il nostro Paese, abbiamo chiesto un parere a Loris Mazzetti, giornalista con anni di esperienza al fianco di Enzo Biagi e sempre in prima linea per la lotta a favore della libertà di informazione. Ecco il suo editoriale".
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Quello che è accaduto per tre settimane nella striscia di Gaza >non è stata guerra, questa esiste quando uno dei belligeranti attacca e l’altro ha le armi per difendersi. Abbiamo assistito ad un assalto contro abitazioni civili, scuole dell’Onu, ospedali, che si traduce in una sola parola: genocidio. I numeri varranno pure qualche cosa: 1.340 i palestinesi morti, di cui 418 bambini, 125 donne, contro 13 israeliani fra questi 10 soldati e 3 civili. Sono contro le bandiere israeliane bruciate o imbrattate da svastiche. Sono contro l’uso della preghiera come simbolo in una manifestazione. Sono contro le religioni che chiedono martiri e santificano la guerra.
Il mestiere del cronista ci impone di mettere da parte le opinioni per raccontare i fatti, e mai come in questo caso le ragioni degli uni e degli altri. In questi ventuno giorni così non è stato. L’informazione dei telegiornali (Mediaset, TgUno, TgDue, in particolare) su ciò che è accaduto a Gaza e in Israele è stata scandalosamente parziale e filo governativa. Solo chi ha avuto la fortuna di possedere il satellite e ha seguito i network arabi e americani è stato informato su ciò che stava accadendo in Medio Oriente.
Credo che giovedì sera Santoro con la puntata di "Annozero" ha dato dignità all’informazione della Rai. La stessa Lucia Annunziata lo ha sottolineato in due momenti della trasmissione, quando ha detto: “…qui dobbiamo orientare il pensiero degli italiani…” e quando ha abbandonato lo studio. Chi se ne va invece di difendere le proprie idee anche di fronte ad un’offesa ha sempre torto.
Il giorno dopo i media hanno parlato prevalentemente dello scontro tra i due giornalisti e il resto è stato liquidato con “Santoro, il solito tribuno”, mentre la politica urlava alla mancanza di par condicio. Quale è la par condicio di un medico che a Gaza, mentre è in collegamento con una radio, vede morire le tre figlie?
Quale è la par condicio di 418 bambini morti?
Gli italiani avevano il diritto di vedere quelle tragiche immagini e l’informazione il dovere di farle vedere.
Altre trasmissioni di approfondimento hanno preferito parlare del ritorno di Bonolis a Sanremo o della crisi del Partito democratico, invece di raccontare cosa stava accadendo tra israeliani e palestinesi. Santoro ha informato a modo suo, ha alzato la voce, ha urlando contro la politica, ma rispetto a quei colleghi ha avuto il coraggio di farlo dichiarando da che parte sarebbe andato il suo sguardo, quella alla quale altri hanno preferito volgere le spalle. Il concetto più importante che è stato sottolineato ad "Annozero" (ignorato nei commenti del giorno dopo, volutamente?) è che Israele, come era accaduto con la guerra contro gli hezbollah, che per la prima volta si apprestano a governare il Libano, ha fatto diventare, agli occhi dei palestinesi, eroi i terroristi di Hamas. Tutti contro Santoro, dal presidente della Camera al presidente della Rai.
Si può non essere d’accordo col conduttore, lo si può criticare, ma gli si deve dare atto che è stato l’unico che ha avuto il coraggio di raccontare la fine di tanti bambini le cui vite non potranno più essere l’alibi di una parte e dell’altra. (Loris Mazzetti)
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E anche Raback Obama sembra che (alla fine) si sia ritirato...
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Nella foto, da sin.: R. Rabacchi, M. Bortolani, S. Alfano e M. Incerti...
Oh, manca solo il "convitato di pietra"... cioè il consigliere Marione!

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SQUILLI DI TROMBE... E DI "TROMBATURE"!?
Domanda: la luna di miele è finita come doveva finire?
O magari continuerà da 'separati in casa' fino a giugno?

TANTO RUMORE PER NULLA!?
(Da qui al voto la strada è lunga... e può succedere di tutto!)
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INCASSATA LA RINUNCIA DI UN PAIO DI NOMI DI CARATURA NAZIONALE (NON SI E' ANCORA SAPUTO QUALI, MA CI FIDIAMO SULLA PAROLA), E PRESO ATTO DEL CLAMOROSO "TSUNAMI" ABBATTUTOSI SUL TANTO ANNUNCIATO E DECANTATO PATTO REGGIANO (CON SPACCATURA INTERNA E RELATIVO STRASCICO POLITICO), LA MONTAGNA DEI BUONI PROPOSITI HA PARTORITO IL TOPOLINO ELETTORALE. LA LISTA 'REGGIO A 5 STELLE', AD OGGI, SEMBRA PROPRIO CHE SI PRESENTERA' DA SOLA (OLIVIERI CANDIDATO: UN GIOVANE CAPACE E IMPEGNATO, SERIO E SIMPATICO, CHE AVRA' IL NOSTRO APPOGGIO MORALE). COERENTE, QUINDI, A NOSTRO PARERE, IL "VETO" GRILLINO A MONDUCCI, CHE DA QUANTO ABBIAMO LETTO STAMATTINA SUI GIORNALI NON AVREBBE FATTO MISTERO DELLA SUA DISPONIBILITA' (UN'AUTOCANDIDATURA?) A CORRERE NEL RUOLO DI SINDACO (COSI' CHE, METTIAMO, SE IL GOSSIP SI FOSSE RIVELATO CONCRETO E LA CANDIDATURA FOSSE QUINDI STATA ACCETTATA, CE LO SAREMMO RITROVATO NUOVAMENTE SUI BANCHI, IN SALA TRICOLORE). L'EX PARLAMENTARE, DAL CANTO SUO, SECONDO ALTRI RUMORS, SOSPESA 'SINE DIE' LA LUNA DI MIELE CON GRILLO E LA ALFANO, STAREBBE VALUTANDO ALTRE ALLEANZE STRATEGICHE CUI ADERIRE, O MAGARI ALTRI CARRI D'ASSALTO (NON A CASO TRA UN PO' E' CARNEVALE...) SU CUI SALIRE IN CORSA. PERCHE' SI SA: LE VIE DEL VOTO SONO INFINITE, E LA STRADA PER ARRIVARE AL 6 GIUGNO E' LUNGA, MOLTO LUNGA, NONCHE' LASTRICATA DI BIVII IMPERSCRUTABILI E DI SINUOSE SIRENE... DEL RESTO LA RECENTE STORIA AMMINISTRATIVA REGGIANA INSEGNA...
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->La legge è astratta, formale, fallace... la vita è unica, reale, mutevole...
"Vogliono convincerci che chi non serve alla società è meglio che muoia"

"Il “caso” Eluana arriva in Emilia.
Dalla nostre parti vi è un detto: “Al meravii fan 7 smeinti” (“le meraviglie generano sette sementi”). Tradotto significa che non è bene giudicare gli altri perché è molto probabile che ognuno di noi possa fare la stessa cosa o addirittura peggio. Premettiamo quindi che il dramma dei genitori ed il loro pensiero profondo non è l’oggetto di una discussione e tantomeno di un sommario giudizio.
Detto tutto questo però entriamo nel merito della vicenda e, come il metodo scientifico ci insegna, per capire le leggi della natura è importante ragionare anche per paradossi. Poniamo quindi per un attimo che il progresso scientifico o, molto più probabilmente, un miracolo consenta ad Eluana di risvegliarsi, di riprendere la vita normale. Immaginiamola quindi seduta in poltrona intenta a leggere i quotidiani di questi ultimi tempi. Che cosa direbbe? Non lo sappiamo e non possiamo nemmeno immaginarlo. Di certo come non lo sappiamo noi lo sa nessuno, genitori compresi. La conclusione di questo ragionamento per paradossi implica una sola conclusione logica e cioè che quanto eventualmente enunciato, anche dalla stessa Eluana, potrebbe non essere quanto Eluana direbbe seduta su quella poltrona. Quindi ci sia consentito lo stupore nel leggere le frasi riportate dal Corriere: «Addio Carnia. Ma ci ha sperato. Fino all’ultimo. Prima che la telefonata di Riccobon gli togliesse il respiro. Per un istante. Non lo dice papà Beppino, ma si sente. Dalla voce che trema al telefono. Dalle parole che arrivano in ritardo: “Sono passati 17 anni e sono a questo punto”».
Leggendo queste frasi ci siamo stupiti dall’inversione del soggetto: chi soffre non è più Eluana ma il padre. Ci siamo stupiti dal fatto che una telefonata toglie il respiro mentre lasciar morire chi respira che fa? Cerchiamo di rimettere le cose a posto. Il soggetto che oggi soffre dovrebbe essere Eluana, ma siamo certi che soffra? La scienza, che tante sentenze sputa, dice che il coma vegetativo non è in se elemento di sofferenza. Non si addice per nulla quindi il concetto di “accanimento terapeutico” che è essenzialmente legato al tentativo di protrarre, attraverso le cure mediche, una vita di sofferenza per brevi periodi.
Ecco allora forse spiegate le parole del Corriere che tradotte sarebbero: “Se non soffre Eluana soffre il padre”. In questo caso però al giudizio non ci sottrarremmo e non poteremmo che essere molto negativi perché sarebbe evidentemente un atto altamente egoistico. Poniamo l’ultima questione. Se non è una questione di sofferenza del soggetto e se non possiamo considerare accettabile la sofferenza del padre per giustificare la morte di Eluana allora a chi giova tanta pervicace volontà di porre fine alla vita della ragazza? Purtroppo la riposta ci porta a fare pensieri molto negativi e cioè che Eluana non sia altro che la “testa di ariete” per portare avanti il concetto della dolce morte equiparato alla dolce vita. Cioè insegnare che chi non serve alla società è meglio che muoia senza soffrire piuttosto che creare problemi a chi vive. Grimaldello strumentale per battaglie di tipo politico.
Noi non siamo d’accordo perché sappiamo che l’uomo non ha potere di creare o distruggere nulla, tantomeno la vita. Siamo certi che Eluana, per un miracolo nella sua vita terrena o dopo la sua morte nella sua vita eterna, su quella poltrona siederà e quindi sarà comunque la vita a vincere. Il paradosso da cui siamo partiti ora è divenuta una certezza, per fede o per logica non importa, e insegna inequivocabilmente a tutti gli uomini che non hanno il diritto di giudicare e sentenziare sulla vita". (GIOVANNI MAZZONI, direttore del gruppo E'tv)
((***))
"Oh, ho proposto che sindaco, presidente della Provincia, presidente della Regione, ma sarebbe opportuno anche i segretari dei partiti reggiani, prendessero posizione sul caso Englaro e sulla proposta che ho avanzato. Ancora silenzio. Capisco che stare in un partito come il Pd dove la componente ex democristiana è così forte impedisce di assumere posizioni chiare. Ma questa afasia è troppo significativa… Un pò di coraggio, compagni ex diessini! Dal divorzio all’aborto non abbiamo combattuto tante battaglie insieme? E questa non è in fondo la più importante?
L’avvocato Marco Scarpati, storica figura del radicalismo reggiano e presidente dell'associazione internazionale contro le violenze ai bambini, prende posizione sulla proposta che ho avanzato, e cioè di farci carico come Reggio Emilia (col suo ospedale) della soluzione del caso Englaro. Scarpati attacca la classe politica reggiana e sostiene che ormai non c’è più differenza tra Delrio e Filippi, Cantarelli e Alessandri. Se nessuno parla sui probemi fondamentali della vita e della morte, se nessuno difende valori essenziali, allora la differenza dove sta?".
(Mauro Del Bue)
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-> I GIORNALI PERDONO COPIE E TAGLIANO DEL 20% COMPENSI
EMORRAGIA! Sempre meno lettori: i quotidiani costretti a licenziare o a pre-pensionare. Cala anche la raccolta pubblicitaria: molti supplementi o sedi distaccate cesseranno d'esistere. Ma a Reggio il web non decolla...
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I grandi gruppi cercano di razionalizzare dove possono e tagliano i compensi ai collaboratori esterni. Firme di punta e pubblicisti di belle speranze, insomma, dovranno accontentarsi di qualche euro in meno pur di continuare a scrivere per le testate della Rcs quotidiani, di Repubblica, della Mondadori o del Sole-24Ore. In genere, il sacrificio richiesto è attorno al 20%. "La Repubblica", ad esempio, va giù del 15%, per un totale di 90.260 copie; mentre "Il Corriere della Sera" scende dell'8%, perdendo 52.657 copie. ("Italia Oggi")
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MUSICA CLASSICA. Circolo del Casino (via Gabbi, centro storico di Reggio), mercoledì 21 gennaio (ore 21). Concerto con musiche per 2 pianoforti, pianoforte a 4 mani, 2 pianoforti a 4 mani. Musiche di Shostakovic, Ravel, Fauré, Smetana, Stravinskij. Con Alberto Salsi, Matteo Cavicchini, Patrizia Soprani e Gabriele Pini.

TOTEM E TABU'/Per l'icona dei radical-chic comincia la prova del nove
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null Tradizionalista e imborghesito: Barack vorrà davvero voltare pagina?
DOMANI S'INSEDIA IL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI!
Discontinuità disattesa: il "democrat-liberal", osannato e mitizzato con dosi da elefante di (elegante) retorica progressista, ha tessuto le lodi di Bush e (non) assunto posizioni pilatesche sull'invasione della Palestina...

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nullE intanto Ferrara pubblica una nuova poesia di Lindo Ferretti
"...CHI PISCIA PAURA PROFUMA IL SUO TANFO
CHI CAGA TORNACONTO DEPLORA
DI PROPORZIONATA EQUIVICINANZA"

(Prima pagina de "Il Foglio", edizione dell'8 gennaio)

(SATIRA pre-elettorale) / Un'altra "strisciolona" di Gaza...
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STRATEGIE / CATELLANI: "PER VINCERE CI SERVE DELLA F**A..."
L'assessore al centro storico non ha avuto alcun problema a spiegarci la sua peraltro condivisibile strategia politica e culturale: "A parte il fatto che da sempre mi occupo di arte e design fotografico, io e Graziano (il sindaco Delrio, ndr) siamo convinti che per far definitivamente decollare il festival europeo della fotografia e soprattutto vincere le elezioni di inizio giugno, lì a ridosso, il Comune non deve lasciarsi scappare l'occasione di acquisire, acquistandoli, due storici scatti della rockstar Madonna, incrementando così, festival o non festival, il già dignitoso patrimonio culturale della nostra città; per non parlare del positivo ritorno mediatico, dunque d'immagine, che una tale iniziativa avrà...".

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Eccola, la foto di Madonna scattata da Lee Friedlander nel 1979. Sarà venduta all'asta a New York il 12 febbraio. Spadoni sarà in missione all'estero per conto del collega Catellani...
(Foto da corriere.it e repubblica.it)
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Madonna a 20 anni. Nuda. Fa già scalpore la foto della cantante che sarà messa all'asta da Christie's a New York il 12 febbraio, a un prezzo (previsto) di almeno 10mila dollari, circa 7.550 euro. Scattata da Lee Friedlander nel 1979, è stata pubblicata su un numero di Playboy sei anni dopo, nel 1985; Madonna, all'epoca ballerina sconosciuta e che cercava di sbarcare il lunario, fu pagata 25 dollari. Matthieu Humery, direttore del reparto fotografico di Christie's, ha rivelato che nel 1979 Madonna rispose a un annuncio di una rivista che cercava modelle disposte a posare nude. Sei fotografie furono poi vendute a Playboy: quella che verrà messa all'asta è la più "esplicita". Durante la stessa sessione sarà venduta un'altra foto della cantante, scattata da Helmut Newton negli anni '80: in questo caso indossa biancheria intima.

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Il perdurare del conflitto sta "disboscando" un intero e inerme popolo...
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Nella foto sopra, una desolante immagine della "strisciolina" di Gaza...

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IL VERO SCANDALO PIENA SOLIDARIETA' A PAPA RATZINGER, MASSIMO D'ALEMA E MICHELE SANTORO, ATTACCATI PER AVER AVUTO IL CORAGGIO DI RACCONTARE O MOSTRARE LA CRUDA, CRUENTA, SPROPORZIONATA, SPROPOSITATA, ERGO INDELEBILE E INDECENTE VERITA' DELLA GUERRA IN CORSO, CHE TUTTI FAN FINTA DI NON VEDERE E CHE NESSUNO FA CESSARE.
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Il segretario del Pd la pensa come noi: «E' giunto il momento di ritrovare la sobrietà e la solidarietà: le trasmissioni in cui si guadagnano milioni trasmettono un messaggio sbagliato»
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Non si sa se pensasse ad «Affari tuoi» o magari al «Grande Fratello» o a «Chi vuol esser milionario». Ciò che è certo è che il segretario del Pd Walter Veltroni ha attaccato le trasmissioni televisive in cui «si guadagnano milioni senza saper fare nulla», perchè trasmettono alla società un «messaggio sbagliato».
La critica è stata mossa dal segretario del Pd intervenendo all'incontro del suo Partito con il Terzo settore. «Alcune trasmissioni - ha detto Veltroni - mi sembrano marziane. L'idea di guadagnare milioni senza saper fare nulla, mentre ci sono persone che non possono comprarsi un maglione è sbagliata, è un messaggio sbagliato». Dopo anni, ha detto ancora Veltroni, in cui si è costruita «una società solipsistica e individualistica» è giunto il momento «di ritrovare la sobrietà e la solidarietà, uscendo dalla sbornia da carta di credito, la sbornia di un Paese che ha consumato senza poter pagare». Una critica quella del segretario del Pd che trova originale anche in un'affermazione del premier Silvio Berlusconi di qualche giorno fa: «Ho visto in tv l'apertura del Grande Fratello: è sempre interessante e magnetico». Veltroni ha voluto far capire che la pensa in modo opposto.
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NON SE NE PUO' PIU' DI CERTA SUPPONENZA...
Momenti di grande imbarazzo, sabato scorso, all'aeroporto di Mombasa (Kenya) per Giovanna Melandri. In attesa di imbarcarsi su un volo Eurofly con destinazione Roma, Melandri ha sollevato, suo malgrado, un polverone. Un signore alto che l'accompagnava ha cercato, scortandola, di scavalcare una fila di 300 persone per fare il check-in prima degli altri. Peccato che le 300 persone in attesa abbiano iniziato a inveire contro l'uomo e la povera Melandri. Coro unanime: «Siamo tutti uguali, mettetevi in fila anche voi». ("Panorama")

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ATTESE DELUSE/RINVIATO PER FEBBRE LO SHOW DI TINTI IN GABELLA

NUOVA COPPIA! Il leader civico Raback Obama e l'industriale Mirco S. sono appena rientrati da una lunga e meritata vacanza alle Canarie...
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(Satira elettoral-mondan-culinaria)
Nella foto, i nuovi manifesti elettorali della lista civica Grillo-Monducci!

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Anteprima/La copertina del nuovo numero di Trend, in edicola domani

(Satira tersicorea)
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INSIDING / CORRERANNO 6,7,8 LISTE CIVICHE? DAI, CHI OFFRE DI PIU'?
Perché proprio quel giornale ha usato proprio Del Bue per bruciare Paolo?
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"La MAGISTRATURA è il potere dei senza potere": è con questa frase di Vaclav Havel, drammaturgo e leader praghese della Rivoluzione di Velluto, che si aprirà la lezione della Scuola di Etica e Politica "Giacomo Ulivi", che si terrà domani sera (venerdì 16) alla "Gabella" di via Roma.
L'associazione Telecitofono, infatti, ha invitato Bruno Tinti, procuratore aggiunto presso la Procura di Torino, per confrontarsi sul tema "Toghe rotte: la giustizia raccontata da chi la fa". Tinti è uno di quei professionisti che ha speso la propria vita professionale a inseguire truffatori, evasori, bancarottieri, insomma i reati finanziari.
Nel corso degli ultimi mesi ha raccolto, in un libro edito da Chiarelettere con prefazione di Marco Travaglio, la sua testimonianza e quella di altri colleghi, per dare voce al disagio di molta parte della magistratura.
Dopo aver letto queste testimonianze, la domanda naturale è: «Non ci posso credere, ma veramente la magistratura è ridotta così?». Il cittadino che abbia voglia di capire perché molte persone condannate per reati finanziari le ritroviamo coinvolte in scandali successivi; perché perfino i reati più comuni (rapine, estorsioni, sequestri di persona, omicidi, ecc.) spesso sono commessi da gente che è già stata condannata per altri reati; perché il processo termina, nel 95% dei casi, con una sentenza di non doversi procedere per prescrizione. Per capire perché accade tutto questo, è necessario sapere che cosa succede nelle aule dei tribunali e come si lavora nelle Procure.
"E' accaduto nella magistratura qualcosa di molto simile a ciò che è accaduto all'esterno, nei palazzi della politica. Gruppi legittimi ma di natura privata, cioè le correnti, decidono su un bene pubblico, la giustizia, proprio come i partiti fanno nelle istituzioni".
Dopo il best-seller di Gian Antonio Stella, la nuova 'casta', questa volta, sembra quella identificata dal libro di un serissimo magistrato, Bruno Tinti, procuratore aggiunto a Torino. Sotto la lente di Tinti i meccanismi di autogoverno della categoria, a cominciare dai sistemi di elezione dei membri del Consiglio superiore della magistratura: concepiti dal Costituente per preservarne l'autonomia dai poteri forti e, invece, strumento per fare dei giudici appunto una casta, con i propri rituali, i propri compromessi e le proprie spartizioni.
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"Anche il SOLE24ORE conferma che le previsioni di entrata
della Provincia per il 2009 sono assolutamente inattendibili"

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"Durante la discussione sul bilancio di esercizio, in Provincia, nella mia relazione e nella replica denunciai con forza la inattendibilità delle entrate previste e relative all’imposta provinciale di trascrizione. Su questa entrata è fondato il bilancio, che prevede per il 2009 una sostanziale tenuta delle compravendite e dei relativi interscambi di mezzi nuovi ed usati.
La presidente Masini, con supponenza, ha affermato che le previsioni di entrata erano pienamente credibili. E’ bastato un intervento autorevole del SOLE 24 Ore, inserto CENTRONORD, per smentire clamorosamente i "sogni" della presidente Masini e della sua Giunta.
La previsione realistica è che vi sarà una diminuzione del 10,05% delle nuove immatricolazioni in provincia di Reggio Emilia e del 6,8% delle entrate derivanti dall’IPT (imposta provinciale di trascrizione).
Si conferma pienamente la denuncia che ho fatto durante la relazione di bilancio, e cioè che la previsione delle entrate della provincia è “IL LIBRO DEI SOGNI” di una presidente e di una giunta che non si sono mai dimostrate, in cinque anni, all’altezza del ruolo che ricoprono. I cittadini reggiani dopo meno di un mese dall’approvazione in consiglio del bilancio provinciale possono già rendersi conto delle irreali attese sulle quali l’ente provinciale inaugura questo nuovo anno".
(Giuseppe Pagliani, consigliere Pdl-An)
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(Satira pre-elettorale)
Beppe Pagani: "Non voterò né Mammi (Mammut) né Frignani (Fregnani)!"
Il segretario provinciale Cisl, che era in lizza per succedere a Giovannetti, reputerebbe il primo troppo vecchio e il secondo troppo debole!
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Ieri è stato inviato il seguente messaggio tramite Facebook:
"PROPAGANDA! Ai membri del gruppo PER ALESSIO ALLE PRIMARIE! Cari supporters del buon Mammi! Mi raccomando: fate tanta propaganda e soprattutto invitate tutti gli amici scandianesi dei vostri contatti ad aggiungersi al gruppo! Ciaooooo!".
((***))
STAMPATI, NON LETTI E BUTTATI! REGIONI, PROVINCE, COMUNI, PERSINO SINGOLI QUARTIERI. SONO OLTRE SEIMILA I GIORNALI INUTILI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE. OVVERO: POCA INFORMAZIONE, TANTA PROPAGANDA. E OGNI PUBBLICAZIONE COSTA OLTRE 25 MILA EURO L’ANNO (E IO PAGO!)
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Gianni del Vecchio e Stefano Pitrelli per "L'espresso"
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Se sfogli il giornalino del tuo comune, ci troverai il sindaco che ti sorride benevolo in tutte le pose. Mentre taglia il nastro, stringe la mano a qualcuno, o premia qualcun altro. Fa un discorso, o bacia dei bambini. Montagne di carta patinata e fiumi di inchiostro a colori consacrati ad osannare il pantheon dell'amministrazione pubblica. Sindaci, presidenti di provincia o regione, torme di assessori, ministri e pure militari.
Quella degli enti pubblici è, insomma, un'editoria sprecona, con una sterminata scuderia di almeno 6.000 testate cartacee. Distribuite 'gratis' al cittadino, il quale però alla fine la propria copia se la paga comunque. Che gli piaccia o meno.
COME DA NOI! Al lettore 'forzato' non resta che prenderne in mano un numero, e sorbirsi le prime due pagine standard di predicozzo del sindaco/presidente di turno, che si autoincensa per questa o quell'opera pubblica. O per il suo successo alle urne... dove 'l'editoriale' tracima in copertina (con l'icona del sindaco fasciato tricolore).
Poi tocca agli assessori o alle liste civiche, ciascuno con il proprio santino e la propria paginetta-spot. Tanta la propaganda, e la carta sprecata, poca l'informazione vera e propria.
E al cittadino-lettore tutto questo non costa neppure poco. "Le realtà di cui stiamo parlando sono fra le più disparate, dalle tremila alle 15 mila copie stampate, dal foglio al tabloid ai patinati mallopponi brossurati stile-Postalmarket da 60-100 pagine", spiega Alberto Tura, del Premio Cento alla stampa locale, "ma quello che più si avvicina a un profilo tipico è il formato A4, dodici-ventiquattro pagine, colori in prima e due colori all'interno, con periodicità dal quindicinale al più diffuso trimestrale".
"Per un costo annuo fra i 25 e i 30 mila euro (e oltre! - ndr)". Che, con la recessione, non sono spiccioli. Detto ciò, è difficile formarsi un quadro preciso di quanti fondi finiscano in questi progetti editoriali. I costi effettivi, spesso, rimangono sepolti nei bilanci, mentre gli effettivi lettori restano, per così dire, ipotetici. "L'universo della comunicazione istituzionale, soprattutto a livello locale, è vasto, frammentato, difficile da conoscere; e da controllare", nota Fernando Venturini, funzionario della biblioteca della Camera ed esperto di comunicazione pubblica sul Web... (CONTINUA DENTRO...)...

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Riceviamo da E. e pubblichiamo / Murales nella "spadoniana" Berlino

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SCOOP! Il nuovo tastierista della PFM è il reggiano Gianluca Tagliavini!
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Serata celebrativa del cantautore genovese nel 10° della scomparsa
PFM in concerto: alle ore 21.13 il collegamento in diretta con RaiTre
UNA PRESA PER I FONDELLI: LA TV HA INQUADRATO SOLO LA BAND
Roba di appena due minuti: "Chetempochefa" si è rivelato un bluff...
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GIUNTA COMUNALE INUTILMENTE ECCITATA... Il teatro De Andrè non è che una delle 88 (ottantotto!) strutture in Italia dedicate al fancazzista-figliodipapà-poeta-musicista. Ieri, poi, dal Nord al Sud alle isole, le iniziative celebrative-commemorative sono state quasi 2.000 (duemila!). Chiarito ciò, nessuno ha mai inquadrato né il teatro né il pubblico né il paese né l'amministrazione. Insomma: tanta attesa e tanto rumore per nulla... Cosicché lo stesso sindaco Rossi, che si era messo in ghingheri per l'evento (annunciato nel corso di un nervoso pranzo di natale coi giornalisti locali), e a cui va tutta la nostra comprensione e solidarietà per la presa per il tiro mancino giocatogli dalla troupe Rai, avrebbe manifestato al suo entourage una certa amarezza e una profonda delusione, anche nei confronti del melenso conduttore del programma più "paracul...tura" e retorico della tv italiana.
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Macchioni: "Le ceramiche chiudono e loro pensano a 'Bocca di rosa'...!"
Il consigliere di Città dell'Omo raffredda gli entusiasmi per Fabio Fazio

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Riceviamo e pubblichiamo // Satira ai latticini e questione orale-morale!
MARCOLINO "IL CASARO" SPUTA NEL PIATTO DELL'ALLEATO PD?
Il politico reggiano, convinto che a Reggio esista il malaffare, in una lunga lettera-manifesto (elettorale, of course) invita la politica locale ad aprire i cassetti. "Gli armadi no, sarebbe chiedere troppo... e poi a me gli scheletri fanno paura, brrr..., e la festa di Halloween è già passata". Domanda: che si tratti di un messaggio in codice, vagamente sibillino, lanciato ai colleghi di maggioranza? Boh, chissà...
A stretto giro di posta, e di provolone, va registrata la piccata (e piccante, come un pecorino) replica del mondo politico, che notoriamente, dal Manzanarre al Reno, è un grande, indistinto sepolcro imbiancato: "Ma quale formaggio, negli ultimi 13 anni noi del centrosinistra abbiamo regalato solo mortadelle!". Ironico, invece, il commento del centrodestra, che la butta in vacca: "Fantini ha ragione, apriamoli 'sti benedetti bauli... ma non si illuda, il 'dipietrino': nei cassetti dei partiti di maggioranza, al massimo, ci troveremmo qualche vibratore o giornaletto hard..., oh, mica sono scemi..."

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"Questa città qualche settimana fa si è interrogata in modo un po' troppo demagogico e quindi alla fine inutilmente sterile sul tema delle infiltrazioni mafiose. Personalmente credo sia opportuno mettere a fuoco anche un altro tema: la corruzione.
Da quando sono consigliere dell'Italia dei Valori ho ricevuto numerose segnalazioni, illazioni e mail anonime, spesso in relazione al tema della corruzione. Conosco già la replica, se ci sono episodi avrei dovuto denunciarli, ma i confidenti o delatori non sono mai voluti uscire dall'accusa generica. Un ragionamento politico è comunque possibile.
Chi, come me, vive da sempre in questa città ricorda l'abitudine abbastanza frequente della punta di parmigiano reggiano, omaggio che veniva dispensato per ingraziare interlocutori di vario genere o per mostrare riconoscenza a piccoli favori. Era una forma di regalia di tradizione contadina o se vogliamo aggiornarla con i parametri moderni una forma di promozione di un prodotto tipico.
Nella mia esperienza di vita professionale mi sono capitati episodi di regalia eccessiva ed anche qualche accenno di tentata corruzione. Ovviamente tutti rispediti al mittente.
Tutto avvenne con frasi, accenni, allusioni, niente da giustificare la denuncia, sarebbe stato il solito pantano "della mia parola contro la sua".
Ora come cittadino e politico mi chiedo: è possibile che questa città sia rimasta immune dalla corruzione? In sostanza siamo ancora fermi alle punte di formaggio e soltanto io ho incontrato qualcuno che ha tentato di andare leggermente oltre? Io, ovviamente, ho rispedito al mittente le offerte allusive, ma possibile che non ci sia stato nessuno che ha accettato nell'ambito della pubblica amministrazione?
Come ho già detto, molti senza esporsi mi segnalano un malcostume piuttosto diffuso.
Rivendico con forza il merito di aver per primo sollevato il tema della lievitazione dei costi delle opere pubbliche. Come politico ho solo potuto denunciare lo sperpero di denaro pubblico, non avendo prove di fatti specifici che potessero configurare dei reati. Ho sollevato il tema delle consulenze, il cui tetto di assegnazione in modo più o meno discrezionale è stato innalzato a 100.000 euro. Anche qui ho potuto solo fare una denuncia politica, non ho prove specifiche che qualcuno si sia intascato denaro pubblico e quindi mi fermo.
Come ho detto in premessa, da quando sono consigliere dell'Italia dei Valori molti mi segnalano ed alludono, ma nessuno ha poi il coraggio di darmi elementi probanti ed andare fino in fondo.
Questo clima non serve a nessuno. Dobbiamo mantenere alto il livello di legalità che ci ha contraddistinto negli anni. Per farlo c'è bisogno di tutti: di politici onesti, di cittadini che votino politici onesti, ma anche di cittadini che facciano la loro parte dicendo che quello sanno. Altrimenti si spargono solo veleni inutili. Personalmente io credo di aver fatto la mia parte, sia come cittadino che come politico.
Credo anche che in questa città non ci si sia fermati alle punte di formaggio, penso che qualcuno sia andato oltre, mi stupirei del contrario. Però agli onori delle cronache vanno solo casi come il furto di buoni pasto da parte di un impiegato pubblico che diceva di faticare a far quadrare il bilancio.
Sinceramente a me non pare credibile che questa città e questo territorio siano rimasti immuni da episodi di corruzione, ma non credo nemmeno che siamo in presenza di un sistema di corruzione generalizzata. Che fare? Dal punto di vista politico il primo punto programmatico deve essere la trasparenza, le amministrazioni pubbliche devono essere veramente una casa di vetro.
Ma non basta solo scriverlo in un programma elettorale, bisogna anche aprire certi cassetti.
Questa è la mia promessa personale e l'impegno dell'Italia dei Valori per la prossima campagna elettorale. Come sempre ai cittadini spetta l'ultima parola. Ma i cittadini devono anche sapere che la democrazia impone la delega della rappresentanza politica. Non possono delegare ad altri il coraggio che essi stessi non hanno".
(Marco Fantini, consigliere comunale "Italia dei Valori" a Reggio)

((***))

BAGNO DI SANGUE PER I GIORNALI CARTACEI
Un biennio di fuoco. La crisi strutturale dell'editoria dovrà attraversare un periodo di recessione: il 2009 promette di essere un anno orribile e i primi segni di ripresa si avvisteranno solo alla fine del 2010. Che succederà nel mondo dei media? I giornali tradizionali riusciranno a sopravvivere a una crisi prolungata e senza precedenti? Di sicuro:
1. Le imprese editoriali che hanno rinnovato, digitalizzato ed integrato reggeranno il colpo;
2. Alcuni giornali non sopravviveranno, chiuderanno o saranno assorbiti da gruppi più grandi;
3. Sopravviverà chi manterrà una qualità giornalistica alta;
4. Integrare i diversi media sarà un fattore decisivo;
5. Ridurre la quantità sarà utile per aumentare la qualità dei giornali.


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ULTIM'ORA! E' parzialmente crollata, in seguito a un'esplosione dovuta probabilmente a una fuga di gas, un'abitazione a due piani in una frazione tra Casalgrande e Scandiano, sulla strada pedecollinare Statutaria (parallela alla Statale 467).
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BREAKING NEWS! "...c’è anche un gruppo di reggiani, con Paolo Ferraboschi (Confcommercio - ndr) in testa, ma anche il giornalista Pier Paolo Cattozzi e l’architetto Gianni Boeri, che da tempo si incontrano per mettere insieme una lista di professionisti... E non è esclusa... un’altra civica (di sinistra) aggregata al candidato sindaco della Lega Nord Angelo Alessandri". (on. Mauro Del Bue, oggi sul suo blog)
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Corrado Bertozzi: "Abbiamo detto no: il trash televisivo non ci interessa"
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Domani sera inizia la nuova edizione del Grande Fratello...
Ebbene: un responsabile della Endemol, nota casa di produzione di format televisivi, ci ha contattati 3 (tre) volte: voleva assolutamente venire a Reggio, appositamente, da Roma, per valutare l'inserimento di una ragazza di 'Sexpolitik 2009' ("Il vostro è uno dei calendari più famosi d'Italia", ci hanno detto) nel casting del celebre reality-show...
Beh, noi abbiamo ringraziato per l'invito, certo: ma anche rinunciato a organizzare un casting locale, cioè ad accettare la proposta di un provino con buone possibilità di ingresso nella "casa", facendo capire - cortesemente ma chiaramente - che il Grande Fratello al momento non ci interessa...
Così, per la cronaca... Domanda: abbiamo fatto bene o fatto male a dire di no al reality (il dibattito è aperto, grazie)?

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Telecinismo
Siamo al limite estremo del voyeurismo.
Nel tentativo di valicare nuovi orizzonti dello sguardo, il Grande Fratello lancia una sfida paradossale: ha chiamato fra i concorrenti un non vedente. Nel gioco televisivo che più di ogni altro esalta la funzione del guardare, fino al limite estremo del voyeurismo, Gerry sarà sotto gli occhi di tutti ma i suoi non potranno vedere. Al provino ha detto: «Accetto questa sfida, ma non voglio sconti». E nessuno gliene farà, sicuro. Anche se la tv è abbastanza reticente nel mostrare disabili, quasi avesse paura di rovinare la rappresentazione del migliore dei mondi possibili.
È vero, ci sono trasmissioni dedicate alla disabilità, e magari sono anche ben fatte, ma costituiscono un'eccezione. O ci sono i tg, quando qualche mascalzone infierisce su di loro. Per il resto, la tv generalista cerca di affrontare il problema con soluzioni eufemistiche. Come se esistesse un modo giusto di interpretare la realtà, e di fare le cose, consistente anzitutto nel modificare il parlato dei più. Se si rappresenta un cieco basta chiamarlo non vedente e il più è fatto. Ragazzo di etnia rom è più rassicurante di zingaro. È incredibile, ma spesso si vive, si governa, si esercita un potere, si dettano regole di convivenza civile soltanto grazie ad alibi semantici. Il Gf, mettendo in mostra un non vedente, sembra rompere questo velo di ipocrisia e tramuta la cecità in spettacolo; non in «uno stile di vita», come diceva Borges, ma in uno show, in una esibizione. Da una parte c'è chi fa della differenza una discriminazione, dall'altra, c'è chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza. Almeno formalmente. Non c'è nulla, come vedere la tv, che decreti il senso profondo dell'esistenza: vedere, per illudersi di non essere visti, guardare per non essere guardati.
La tv finge di stupirci nel mostrarci «cose mai viste», nel regalarci il dono dell'ubiquità, nell'offrirci la sensazione di avere tutto sotto controllo ma in realtà ci presenta sempre il lato traumatico delle cose, fingendo una seduta d'analisi popolare. La parabola traumatica del non vedente, così come sta per presentarcela il Gf, sembrerebbe ribaltare la letteratura dell'occhio inquisitore, dell'anti-utopia (Zamjàtin, Orwell, Huxley), così carica di angosce, ripulse, ma anche di amara retorica del martirio. La sua immagine più celebre è certo lo schermo tv che appare per la prima volta in Tempi moderni di Chaplin (1936): un povero operaio si nasconde nel gabinetto della fabbrica per fumarsi una sigaretta e viene raggiunto dall'occhio del padrone che lo controlla con una telecamera. Quel mondo alla rovescia dovrebbe ora riprendere il verso giusto, nel momento in cui un non vedente entrerà in un non luogo, di ostentazione. Nel giro di pochi anni, e grazie a trasmissioni di cui il Gf è solo l'espressione ultima, televisione non significa più «guardare lontano » (che è comunque un atto di conquista, di scoperta) ma «essere visti da lontano » (un gesto narcisistico e insieme una richiesta di attenzione, di comunicazione). Insomma, non sempre è necessario credere ai propri occhi. (Aldo Grasso, "Corriere della Sera")
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Un viaggio nell'Italia che premia la mediocrità e non valorizza il merito è al centro del nuovo libro di Antonello Caporale ("I mediocri. I potenti dell'Italia immobile"), giornalista di "Repubblica". Ne discutono con lui (martedì 13 gennaio, ore 17.30, libreria All'Arco, via Emilia S. Stefano, Reggio E.) Mauro Bonaretti, direttore generale del Comune di Reggio Emilia, e Nicola Fangareggi, direttore di "Reggio24ore".
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PREMIO CULITZER! "Sono fidanzato da otto anni e il prossimo mi sposo: anche i chiavatori impenitenti prima o poi si fermano...".
(Lorenzo Chierici, giornalista: dichiarazione letta oggi, nero su bianco)
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IL 2009 SI APRE CON DUE NOTIZIE, UNA BRUTTA E UNA BELLA
Il colosso ceramico saluta tutti. Ma per fortuna c'è Cantarelli

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QUINDICI PEZZI FACILI
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L'Informazione, dopo un mese e mezzo di "interregno", ha portato a casa tre risultati, ovvero: ha ritrovato la "elle" e l'apostrofo, ha ottenuto il colore arancione e la dicitura "Il Domani" e, soprattutto, ha abbandonato la cooperativa (di liutai?) di Cremona, meglio "sconosciuta" come Servizi Editoriali Padani.

Ieri sera il giornalista e comico (nonché imprenditore briatorino e volto televisivo) Paolo Brosio si è scatenato in pista (e ai microfoni) della discoteca Ugly Café (Scandiano Marittima). Con lui alcuni vip locali, tra cui l'imprenditore edile Ri., il telegiornalista Gi. e l'avvocato Ca.

Il sindaco di Casalgrande Andrea Rossi, detto Azouz, rientrato da una vacanza a Marsa Alam con fidanzata e amici, ieri sera ha fatto il bis: prima al Corallo, ad ascoltare gli Sdroncocobus e a brindare all'investitura a sindaco del quasi coetaneo Alessio Mammi (candidato a Scandiano, che ha rivelato: "Il candidato del centrodestra a Reggio è Filippi, a Scandiano è Filippini, di An, e a Casalgrande - della serie: viva la fantasia! - un altro Filippini, stavolta della Lega"), quindi all'ex Pig Bull, a raccogliere sostegno morale (se seguisse le orme del fu Clinton si darebbe invece da fare per raccogliere 'sollievo orale' nella sala ovale...) e promesse di finanziamento, girando di tavolo in tavolo (alla Obama), in vista dell'imminente campagna elettorale.

La casa editrice Aliberti, rientrata dalle ferie sulla neve in Trentino, ha ufficializzato la sostituzione del partner commerciale: da questo mese, infatti, i suoi libri non sono più distribuiti da Rcs (Rizzoli-Corriere della Sera), ma dalla De Agostini. A proposito (o meglio, "Ost" scriptum): oggi Sandro Di Nuzzo compie 42 anni (auguri!).

L'assessore verde Pinuccia Montanari (giunta comunale di Reggio) si è rotta una gamba a sciare.

Il sindaco Delrio e il suo 'toilette-in-chief' Battini hanno recentemente assistito, in incognito (con barba finta e baffi posticci), a un convegno reggiano (all'università di viale Allegri, in aula "magna-magna") sui social network e la comunicazione on-line.

Mancano solo loro all'appello. I grillini giurano che il sanpietrino 'Raback' Obama (oh, non si fa sentire da 126 giorni) NON sarà il loro candidato sindaco. "Stiamo trattando un nome grosso, non possiamo dire di più...". Dal 5 settembre al 5 gennaio (ben 4 mesi) i fans di Grillo hanno lanciato, indirettamente o direttamente, a mo' di rosa di pa(l)pabili, almeno 5 candidati, tra cui una donna impegnata nel sociale. Indecisione sul nome o 'depistaggio' politico?

Gianpar, che ci segue dall'India, ha fatto un provino a Bollywood.

L'osservatore Marco Montanari è ancora in missione in Bangladesh.

Max Panarari, mercoledì 14 gennaio (ore 18, Palazzo del Capitano del Popolo, Hotel Posta), presenterà il volume "Partiti politici in Italia: da Forza Italia al Pd" (il Mulino), opera del politologo Piero Ignazi. All'incontro, organizzato dal comune di Reggio, Sarà presente l'autore.

Sonia Masini, ovviamente scherzando, davanti a un basito Giulio Fantuzzi (l'altro giorno al teatro Ariosto), ha invitato un giovane giornalista di una testata un tantinello "dispettosa" - a mo' di sibillino augurio di buon anno - a essere "meno fetente e meno stronzo" (come ha riferito lo stesso cronista su Facebook).

Autorevoli amministratori comunali sostengono che la candidatura di Fabio Filippi (Pdl) a sindaco sia un favore a Delrio... e soprattutto a Cantarelli. Gli stessi, poi, azzardando pronostici, dicono che il leader di Città Attiva non andrà oltre il 6-7% dei consensi. Dopodiché, gli analisti-strateghi del municipio, sono più che convinti che, nella remota ipotesi di un ballottaggio (che loro comunque escludono, prevedendo un 52-53% di Delrio al primo turno), il 'terzo polo' (quello cosiddetto civico, composto da monducciani, grillini ed ecologisti) sosterrà senz'ombra di dubbio il sindaco uscente.

Giovedì sera, in centro, pissi-pissi serrato (e forse anche efferato...) tra le inedite coppie Bonaretti (Mauro, direttore del Comune) + Incerti (Matteo, giornalista) e Fantini (Marco, Idv) + Malato (Emiliano, ex Udc). Un doppio caso di intelligence col "nemico"?

NUMERI 1 - Su Facebook abbiamo superato quota 630 amici virtuali.

NUMERI 2 - Su Google Italia il nostro nome produce 22.200 risultati.


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Facebook, ovvero l'indignazione a casaccio...
Qualcuno può cortesemente avvisare i 2.489 membri del (sedicente - ndr) gruppo "SCANDALOSO QUESTO PAESE" che, come è stato scritto da me e da una cinquantina di altre persone sulla bachecha, la mail che ha generato il loro gruppo è una BUFALA nota da diversi anni?
Quando vi iscrivete a un gruppo che si scandalizza per qualcosa non vi capita di informarvi un minimo su quanto state facendo? Prima o poi creerò un gruppo intitolato "SCANDALOSO, OGNI GIORNO LA MARINA MILITARE ITALIANA SPARA CRICETI CON L'ARCHIBUGIO VERSO LE COSTE TURCHE", voglio vedere quanti si iscriveranno indignati!

(Carlo Baja Guarienti)
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SOLIDARIETA' AL MINISTERO: CERTI CORSI NON SERVONO A NESSUNO...!
Caro Rettore Aldo Tomasi, Lei ha mille ragioni: La preghiamo, vada avanti e oh, non si lasci intimidire né dalla politica né dai baroni né da qualche studentello fannullone o male informato!
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Bingo! Il decreto Gelmini è passato anche alla Camera, diventando legge
UNIVERSITA' DI REGGIO: SAGGIO TAGLIARE E SFRONDARE RAMI SECCHI!

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Il rettore dell'università di Modena e Reggio Aldo Tomasi sembra deciso a smantellare il corso di laurea in scienze dell'amministrazione. A suonare l'allarme è stato, per primo, il portavoce di «Città Attiva», Uris Cantarelli. Subito dopo, il rettore aveva dovuto tranquillizzare un po' tutti a Reggio: dal sindaco alla presidente della Provincia, entrambi colti di sorpresa da queste voci. «La commissione (scrive il rettore) dovrà motivare la scelta di un corso di laurea triennale o biennale, fermo restando che il Senato accademico ha raccomandato che la proposta verta su un corso di laurea magistrale, coordinato con le facoltà giuridiche ed economiche». Tradotto: il corso intero (ovvero laurea triennale più biennio) potete scordarvelo, al massimo potete scegliere, tenendo conto però che il Senato opta per una laurea magistrale. Equivale a dire: a Reggio resta solo il biennio. Ma tenere il biennio senza il triennio equivarrebbe alla morte lenta del corso di laurea. Una sorta di eutanasia, insomma. E la ratio di questa operazione? Da un lato, l'intento di Tomasi è quello di garantire la sopravvivenza di alcuni corsi di laurea che oggi non avrebbero i docenti sufficienti (HA RAGIONE, CONTINUI COSI' CHE FA BENE... - ndr).
Dall'altra c'è chi individua nelle mosse del nuovo rettore la logica conseguenza della campagna elettorale che ha portato Tomasi a succedere a Pellacani: gran parte dei voti andati all'ex preside di Medicina sono arrivati in blocco dalle facoltà di giurisprudenza e di economia. Che assieme alla facoltà di scienze della comunicazione (a detta di molti «il grande malato» della sede reggiana) gestiranno quel che resta del corso di laurea in scienze della amministrazione".
(Gazzetta di Reggio)
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"Una città al tappeto per qualche centimetro di neve: boh, è normale...?"
LA TRAGICOMICA (VERA!) TESTIMONIANZA DI UN TITOLARE D'AZIENDA: UNA LETTERA APERTA CHE BOCCIA SENZA APPELLO (MA COL SORRISO SULLE LABBRA) IL 'CERVELLOTICO' E ZOPPICANTE SISTEMA-REGGIO.
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Riceviamo e pubblichiamo
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"Oggi verso le 15 sono partito da Canali in direzione Reggio, zona stazione FF.SS. credendo che dieci centimetri di neve, più volte annunciata, non avrebbero dovuto creare problemi alla circolazione.
Sbagliato: per coprire i 4 (quattro) chilometri o poco più ho impiegato esattamente 42 minuti. Quarantadue.
Non pretendo la pulizia delle strade interne di Canali, quelle (si sa) sono zone "da privilegiati", come ha recentemente sentenziato l'assessore Carla Colzi: dunque, cari abitanti di Canali, spalate la neve e state zitti.
Parlo invece della strada per comuni mortali che unisce Canali a Reggio, quella che dovrebbero percorrere in sicurezza anche le persone "non privilegiate".
Per tutto il tragitto ho potuto osservare, come in un tragico film di fantozzi:
- Auto dentro al fosso presso rotondina con "bimbi dell'asilo in legno", con madre urlante al telefono e bimbo in braccio piangente...
- Signora sulla cinquantina per terra (e con lei la sua bici) imprecante contro la malasorte...
- Ragazza inesperta con avantreno pivottante che quasi centra in pieno la pala che uno spazzaneve impazzito agitava davanti a se come la proboscide di un elefante...
- Povero pensionato sulla settantina avvolto in n. 2 (due) sciarpe e con vetri appannati che non riesce a muoversi causa pattinamento planetario di tutti e quattro i pneumatici, con disappunto degli automobilisti che seguono (le frasi udite non sono riportabili in questo civile consesso).
Intorno a me sembrava di rivedere la scena finale di The Day After: tutti fermi, immobili e rassegnati come dopo un'esplosione nucleare, ormai nessuno impreca più, la gente china la testa e basta.
Le rotonde invece sono il clou dello spettacolo.
A furia di stringere le strade e ridurle ad una sola striminzita corsia, chi per il traffico trova davanti a sé un'auto ferma perché non riesce a proseguire oltre o perché deve semplicemente voltare a sinistra, non può più aggirarla da destra, non c'è più lo spazio e rimane bloccato bloccando a sua volta tutta la colonna che le sta dietro.
Oggi ho visto questa scena ripetersi almeno una decina di volte perciò mi posso immaginare quante altre decine o centinaia di volte sia accaduta.
Anche gli autobus, quei mezzi che il Comune ci chiama ad utilizzare in questi momenti di difficoltà e che dovrebbero garantire gli spostamenti essenziali della popolazione, erano inesorabilmente in colonna anche loro, impossibilitati ad aggirare il traffico.
Già, gli autobus, quelli che non hanno neanche diritto ad una corsia preferenziale... forse abiteranno a Canali anche loro!
Vedendo tutta quella gente immobilizzata ho pensato a quanti appuntamenti saltati, occasioni perdute, lavori non realizzati, ore di lavoro non lavorate, ore di scuola perdute, fidanzamenti in pericolo... ed era solo una spanna di neve!
Ma se ne fossero caduti cinquanta centimetri come a Milano cosa sarebbe accaduto? Avremmo chiuso tutte le fabbriche e i negozi per una settimana e ce ne saremmo andati a vedere la Biennale del Paesaggio?
O non riuscendo a raggiungere le nostre abitazioni avremmo passato la notte all'addiaccio dentro le costruende campine dei nomadi?
Oppure per tentare di arrivare al lavoro in orario avremmo preso, anziché il tram, il razzo di Goldrake parcheggiato a Porta Santo Stefano?
Ma questa "cervellotica" amministrazione comunale si sta rendendo conto che in questo paesone di provincia con ambizioni da metropoli si stanno (è il mio modesto parere) buttando soldi in fontane, campine, mostre e rassegne semideserte e monumenti che sembrano prese in giro... quando invece siamo in totale assenza di un piano adeguato di opere pubbliche primarie?
Ma a che servono i ponti dell'illustre Architetto, stravoluti e strapagati se ad esempio, una mia collaboratrice per andare a casa sua a Sant'Ilario deve prendere l'autostrada perchè la via Emilia alla sera è impraticabile?
Forse quando siamo in colonna (cioè tutti i giorni) dobbiamo consolarci pensando profondamente a quanto sono belli i ponti nel deserto?
Ma a proposito di viabilità, vuoi vedere che dopo anni questa benedetta tangenziale di Canali-Baragalla una settimana prima delle elezioni me la finiranno, se Dio vorrà? Lo dico perché, si sappia, chi abita a sud di Reggio e deve andare al casello autostradale (che è verso Parma) è costretto da sempre a prendere l'unica tangenziale possibile, fino a Masone (che è verso Modena) o 'imbutirsi' nel calvario del Buco del Signore, con buona pace delle Pm10 e delle polveri sottili...
E allora viene naturale chiedersi: ma se in tutto il mondo la tendenza è quella di allargare le strade e togliere ogni ostacolo alla circolazione per rendere più scorrevole il traffico e fare in modo che gli automezzi sostino il meno possibile col motore in moto, perché a Reggio si stringono le strade, si allargano i marciapiedi a dismisura, si costruiscono dossi che sembrano trincee del Vallo Atlantico col risultato di avere tutti fermi con il motore acceso?
Prendiamo ad esempio Berlino: le auto vanno per strada ma i dossi non esistono, le biciclette stanno solo sulle piste ciclabili e i pedoni sono padroni dei marciapiedi.
I mezzi pubblici (udite! udite!) sono così sfacciati e borghesi che hanno avuto diritto ad una corsia preferenziale.
Risultato? Sono sempre in orario, la gente li usa in massa e così costano la metà (post scriptum: tutti pagano il biglietto...).
A Reggio invece si costruiscono piste ciclabili su cui molti parcheggiano la macchina, i ciclisti vanno sui marciapiedi e i pedoni in mezzo alla strada, tra il totale disinteresse dei Vigili Urbani occupati a massacrare di multe qualche reazionario che osa fare ancora shopping in centro storico.
Ma questo, scusate, con la neve non c'entra".

(ENRICO DALPASSO)

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(Satira politico-epifanica)
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Nella foto sopra, il 'pino umano' (animato e addobbatissimo) fatto rimuovere da piazza Prampolini in occasione della manifestazione per la pace voluta dalle organizzazioni filo-palestinesi reggiane sabato scorso.
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Il sindaco, che spesso si richiama alla carità dell'ascolto e del dialogo (della solidarietà di stampo catto-dossettiano, spesso giudicata troppo "buonista"), continua a non rispondere (almeno così pare: e comunque, si sa, chi tace NON acconsente...) alle richieste di un incontro, anche informale, avanzate a mezzo stampa, con l'educatore reggiano ancora ai domiliari per via di un'inchiesta su (presunti) episodi, e relative denunce, di abuso su minori.
Un appello lanciato dai familiari e amici del giovane ex collaboratore comunale e rivolto al primo cittadino, che però ha dichiarato: "Basta polemiche sugli alberi... basta 'pini' e basta abeti... basta 'la moniche' e basta 'la mecche', basta manomorte e basta musulmani, non ne posso più... Qui rischio di andare seriamente al ballottaggio, per cui, da qui a giugno, per me è molto meglio starne fuori, cioè evitare di pestare strane cosette in giro, e quindi stare molto attento a non prestare il fianco, men che meno le terga, a critiche o polemiche più o meno inutili e dannose per la mia immagine pubblica, almeno laddove io riesca ad evitarle. Come dire: l'obbedienza non è più una virtù, insegnava saggiamente don Milani? Può darsi... di sicuro l'assenza non è sempre una viltà, diceva altrettanto autorevolmente don Lurio...".


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A sinistra, la copertina dell'ultima edizione del livornese 'Il Vernacoliere', che verrà allegato al prossimo numero dell'autorevole periodico 'Reggio Comune', il giornalino satirico (spedito gratis) della giunta di Reggio.
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MUSICA & BUSINESS / SONO GIA' 5 (CINQUE) I GRUPPI FACEBOOK CHE DICHIARANO PUBBLICA ANTIPATIA (ANZI, "ODIO"!) VERSO IL CANTANTE REGGIANO LIGABUE, PER UN TOTALE DI OLTRE 3.500 ISCRITTI. MENTRE IL SUO FAN CLUB UFFICIALE, SEMPRE SUL WEB, HA SUPERATO QUOTA 277.000 ADESIONI (SENZA CONTARE ALTRE TRE 'COMMUNITY' DI FEDELISSIMI, DA 27.000, 15.000 E 9.000 PRESENZE). Che dire: ben venga il diritto di critica...
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Il multiforme popolo di Facebook si ribella ai luoghi comuni e alle multinazionali del disco (e del marketing mediatico) e si riorganizza on-line allo scopo di testimoniare un certo disappunto (rivolto ad esempio all'industria-Ligabue, che fattura milioni di euro) e una certa, decisa avversione (ragionata o 'a pelle') alla sua produzione musicale, giudicata (o percepita) come ripetitiva, troppo uguale a se stessa.
Il gruppo più numeroso (2.343 iscritti) è "Vasco Rossi meglio del Liga". Quindi seguono "Io odio Ligabue" (1.133), "Io odio Luciano Ligabue" (41), "Io odio Ligabue!!!" (con i punti esclamativi: 13) e infine l'ennesimo "Io odio Ligabue", l'ultimo nato, che di iscritti ne conta 10.


((***))

Ieri pomeriggio il dipietrista Marco Fantini, consigliere comunale dell'Idv a Reggio, ha salutato i suoi 'amici virtuali' con un messaggio laconico ma definitivo: "Mi ritiro, Facebook non fa per me". Proprio mentre altri navigatori, urlando dal web il loro appello, hanno fatto partire una petizione on-line che ha il nobile obiettivo di far 'approdare' sul social network del momento nientemeno che il presidente del consiglio comunale di Reggio Rinaldi. Titolo del gruppo di pressione: "Quelli che vogliono Nando Rinaldi su Facebook!".
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Siamo tutti palestinesi! (La nostra pepata analisi-provocazione)
LE BALLE E IL SANGUE DI UN'AZIONE DA CONDANNARE SUBITO
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CECITA' E SPROPORZIONE / REALTA' NEGATA, VERITA' ROVESCIATE
I collateralismi, le complicità e i "razzismi" di una stampa bara e faziosa
Chi ha paura di una legittima e innocua protesta in piazza?
LO SCANDALO DEI MORTI CIVILI, TRA DUE PESI E DUE MISURE
Fermiamo la propaganda criminogena che giustifica l'invasione di Gaza!
(CARO PD, BASTA PILATISMI: FUORI LE PALLE E DISSOCIATI...)
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La becera, insolente, faziosa propaganda (anche reggiana, purtroppo) non fa distinzione tra una peraltro improbabile "minaccia" in potenza e un vero e proprio massacro in atto (più di 500 le vittime accertate), programmato, annunciato e consumato nell'indifferenza di tutti, organizzazioni mondiali in testa. Una pulizia politica in piena regola, ma senza regole che non siamo quelle dettate dal più forte, cioè dal più protetto e coperto dall'Occidente militare e coloniale.
Uno spettacolo indecente, una pantomima che ha del "delittuoso", se è vero che anche la complicità e/o l'ignavia dei governi e dei potenti, probabilmente ricattati dalle solite e potenti lobbies etnico-religiose che nessuno osa toccare o fermare o anche solo criticare, non sono colpe meno gravi e meno offensive in democrazia, in quanto lesive sia del senso comune (anche detto comune senso del pudore) che del senso della realtà e della misura.
Non solo. La storiella dei razzi (cioè dei fantomatici 'petardi' palestinesi, che sembrano mortaretti di Capodanno se confrontati ai potenti mezzi bellici dei belligeranti israeliani: senza contare che - i razzi - non hanno ancora ucciso nessuno, mentre i signori dell'invasione a tutti i costi, a mo' di 'soluzione finale', hanno provocato la morte di centinaia di civili, tra cui si contano decine e decine di anziani e bambini)... dicevamo: la storiella dei razzi si configura sempre più, ora dopo ora, visti gli sviluppi odierni della pretestuosa, inutile e comunque insistita invasione di Gaza, alla stregua della favoletta sulle fantomatiche armi di distruzione di massa irachene (mai trovate perché, appunto, inesistenti: ricordate?), usate come alibi (foglia di fico, pezza giustificativa) per deliberare l'abominio di un bombardamento improvviso e quindi l'annientamento di una buona fetta di popolo inerme... altroché quei cattivoni di Hamas! Che comunque, ahinoi, fino a prova contraria, come ha fatto notare puntualmente e giustamente D'Alema, hanno pur sempre vinto delle libere elezioni, e quindi sono legittimati a governare.
Detto ciò: presente il concetto satanico di "guerra preventiva" (ovvero: ti stermino io, subito, a prescindere, così evito l'ipotesi, anche remota, che tu possa darmi un 'buffetto' in futuro...).
Alla faccia del concetto giuridico della legittima difesa, o del principio della giusta proporzione tra offesa e difesa (se uno mi dà del cretino, ad esempio, mica posso sparargli col bazooka...).

((***))
Lo scandalo e lo sdegno (per i morti, non per le bandierine)
"Io non sono né musulmano né integralista, e tanto meno sono terrorista. Ma l’orrore che provo oggi non è per una bandiera bruciata. Bruciare una bandiera è un gesto simbolico: sgradevole finché si vuole, ma che non uccide nessuno. L’orrore che provo è per quella gente là che muore; per quei bambini, come racconta il parroco cattolico di Gaza Manuel Musallam, che urlano di terrore e non dormono la notte; che i genitori portano in chiesa sperando che lì le bombe non arrivino".
(Paolo Bonacini, direttore di Telereggio)

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"Le 'Donne in nero' di Reggio, con una lettera, esprimono sentimenti che mi auguro condivisi dalla maggioranza dei reggiani e che io personalmente sottoscrivo al 100%. In particolare: non si può gridare allo scandalo e allo sdegno perché due persone hanno bruciacchiato una bandana israeliana nella manifestazione di sabato, e intanto dimenticare che nei 9 (nove) giorni dell’offensiva a Gaza sono stati uccisi 512 palestinesi, la maggioranza dei quali civili, donne e bambini.
Io non sono né musulmano né integralista, e tanto meno sono terrorista. Ma l’orrore che provo oggi non è per una bandiera bruciata. Bruciare una bandiera è un gesto simbolico: sgradevole finchè si vuole, ma che non uccide nessuno. L’orrore che provo è per quella gente là che muore; per quei bambini, come racconta il parroco cattolico di Gaza Manuel Musallam, che urlano di terrore e non dormono la notte; che i genitori portano in chiesa sperando che lì le bombe non arrivino.
Lo sgomento che provo è per l’aridità dei sentimenti, per la bassezza degli obbiettivi, di chi se ne strafrega di ciò che accade a Gaza ed alza la voce a Reggio etichettando come islamica, con il più becero degli integralismi e la più violenta delle semplificazioni/falsificazioni, la manifestazione di sabato contro la guerra e la morte. Lo sgomento è per il silenzio che accompagna gli strilli degli opportunisti, come se nessuno avesse qualcos’altro da dire o provasse sentimenti diversi dall’odio in questa nostra città.
A Gaza vive un milione e mezzo di palestinesi; metà sono profughi ammassati lì a causa delle guerre arabo-israeliane. C’è la più alta densità di popolazione del mondo. Ma a Gaza, più e peggio che negli altri territori palestinesi, c’è soprattutto la quotidiana pressione di condizioni di vita infernali, che rendono difficile bere e mangiare, e spostarsi, e lavorare, e curarsi. E’ un grande carcere a cielo aperto, come la metropoli del film “1997: fuga da New York”. A Gaza la maggioranza vive con meno di due dollari al giorno, e fuori non va meglio. A Hebron c’è poca acqua e spesso avvelenata. In Cisgiordania il muro israeliano definisce nuovi confini e separa le terre gettando da un giorno all’altro nel panico e sul lastrico famiglie e attività lavorative.
La conta dei morti dice chi è più forte: 512 vittime palestinesi da una parte, un soldato israeliano dall’altra in questi giorni. Ma la conta dei morti, così come il balletto di responsabilità su chi ha cominciato, non dice nulla delle condizioni quotidiane di vita, anche nei periodi di pace, che il popolo palestinese è costretto a sopportare.
Io ci sono andato, là, e le ho toccate con mano. E da quando sono tornato non riesco più a scandalizzarmi o ad emozionarmi se qualcuno brucia una bandiera israeliana. Accade ogni giorno purtroppo ben di peggio in Palestina".

((***))
Bruciare la bandiera cinese si può, basta essere un monaco tibetano.
Bruciare la bandiera tibetana forse si può, perché tanto è “made in China”, ma è davvero un insulto alla miseria
Bruciare la bandiera pakistana si può se sei un indiano, dopo gli attentati di Bombay.
Bruciare la bandiera indiana si può, se sei un pakistano che vive nel Kashmir indiano.
Bruciare la bandiera australiana si può, soprattutto se sei un aborigeno che protesta contro la politica coloniale.
Bruciare la bandiera belga si può, se sei uno studente fiammingo.
Bruciare la bandiera tedesca si può, ma solo la sera della finale della coppa del mondo di calcio, se ha perso l’Italia.
Bruciare la bandiera americana si può, ma solo se sei americano perché è un tuo diritto costituzionale.
Bruciare la bandiera americana si può, anche se sei un boyscout americano che partecipa alla cerimonia di addio.
Bruciare la bandiera italiana si può, ma solo se sei un politico un po’ rincoglionito come alcuni quelli di Pontida.
Bruciare la bandiera francese in Francia non si può, perché ti danno una multa di 7.500 euro.
Bruciare la bandiera norvegese si può, se protesti contro le vignette anti-islamiche (settembre 2005), tanto ai norvegesi non gliene importa niente.
Una modella peruviana ha rischiato 4 anni di galera per aver indossato una bandiera del Perù, senza nient’altro addosso, per un calendario.
Gli irlandesi del nord bruciano sempre la bandiera inglese per protesta, e nessuno gli dice niente.
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Bruciare la bandiera israeliana però non si può, perché sennò sei un terrorista
Bruciare la bandiera palestinese, poi, non ne vale la pena, perché tanto non esiste neanche lo stato palestinese.
(Emilianet)
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«L'ironia, un blog e l’amore: ecco la ricetta per resuscitare...»
->Dopo una grave malattia, il Nobel Saramago è tornato alla scrittura...

Una perla dolcissima di Jarrett (un inno di pace all'alba del nuovo anno)


Sì. Un pezzo melodico, un cameo emotivo che allarga e moltiplica le praterie (le nostre liturgie) esistenziali, oltre che sonore. Un intermezzo terapeutico, taumaturgico, che è come se si spalmasse un balsamo miracoloso sulle ferite, tra le feritorie della nostalgia. Un effetto-catarsi, insomma. Ad andamento cullante, dolcissimo, tra venature gospel e tracce new-age. Un inno pulito, commovente, avvolgente, fludificante. Da brivido caldo. Semplice, essenziale, cantabile, ma al tempo stesso perfetto, d'utopia definitiva.
Questa è una cover, eseguita da un "adepto" tra le migliaia di vecchi e nuovi cultori del Nostro, che da anni, religiosamente, seguono e ascoltano (quale voce di dentro, da dentro) quello che è uno dei più grandi pianisti (o genio musicale in senso lato, assoluto) di tutti i tempi.
Il passaggio originale, di due minuti, assolutamente improvvisato, è stato eseguito per la prima volta a Sapporo (Giappone) nel 1976.
Più precisamente, il tema suonato nel video di sopra fa la sua comparsa 'live' tra il 27° e il 28° minuto della prima parte del concerto, che, come gli altri di quel periodo, erano divisi in due lunghissime parti, bis (se c'erano) esclusi. L'esibizione di Sapporo, insieme a quelle di Tokyo, Kyoto, Nagoya e Osaka costituisce la felice (e mai del tutto indagata e capita) serie dei famosi 'Sun Bear Concerts', raccolti in un cofanetto ECM di ben 6 cd-audio (sei!, perché c'è anche quello 'Encores', che raccoglie i "rimasugli" dei 5 eventi, tra cui la bellissima 'Encores Tokio', incrocio e incanto narrativo tra Bach e Chopin).
E' il nostro 'autoregalo' di Natale. Ce lo siamo fatti i primi giorni di dicembre. Già: 80 euro spesi bene. Stazionava lì da Tosi Dischi, tutto impolverato, da tempo. Gli abbiamo fatto la punta per più di un anno, preparandoci psicologicamente (quanto 'training'...) ad accoglierlo in noi. Dapprima costava 92,50 euro, poi, visto che non si vendeva, lo hanno messo a 79,90. Non diteglielo, a Tappo, che avremmo speso anche il doppio, magari rinunciando a scarpe e sciarpe o a una serie di uscite (di entrate) al ristorante.
L'abbiamo ascoltato per quasi un mese, tutti i giorni. Anche perché fanno (sono) quasi 7 ore di musica: dilatata, divagante, non lineare, sospesa o rappresa, spesso di difficile o comunque non immediata metabolizzazione.
Se ne parliamo solo ora, appunto, è perché ci abbiamo messo un po' a capirne la ricchezza e la profondità, a coglierne le sfumature e le limature, i richiami e i rimandi. Ne valeva la pena, sì: perché Keith Jarrett non delude mai, e anche in questo caso, cioè in uno dei suoi piano solo più lontani nel tempo (immediatamente successivo al mitico 'Koln Concert', del 1975, cui seguiranno, tra gli altri, sempre su cd e sempre dal vivo, celebri capolavori come Paris Concert nell'88, Vienna Concert nel '91 e La Scala nel '95) ci sono passaggi, anche minimali, anche marginali, che trasportano in un'altra dimensione, che portano su un altro pianeta, che ridanno un 'motivo' in più (motivo in entrambi i sensi) alla nostra esistenza-resistenza.
Note dal cuore che, come quelle che si ascoltano qui, volgono lo sguardo al cielo e, quale inno ideale di una riscoperta-rinascita interiore, a un azzardo di orizzonte più alto. Note d'amore, comunione e serenità, che (ci) liberano in volo proiettando(ci) lontano.
Note di buon auspicio, di apertura all'universale e 'ripartenza' alla vita, agli altri. Note che valgono il prezzo del biglietto e due minuti d'isolato, concentrato, meditato ascolto.
(c.a.p.)

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Corteo a Milano contro i violenti bombardamenti israeliani a Gaza.
Circa un migliaio di manifestanti, con in testa una folta delegazioni di palestinesi, ha preso il via da porta Venezia per sfilare per le strade del centro gridando slogan contro Israele e gli Stati Uniti. (Corriere.it)

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RISCHIO FALLIMENTO / Le community? 'Giochini' che non danno soldi
Da Facebook a MySpace, stanno tutti attraversando difficoltà di bilancio
La ricetta anticrisi? Far pagare gli utenti. O vendersi ai grandi operatori

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Social network come Facebook e MySpace sono giganti dai piedi d'argilla e molti di loro nel 2009 sbatteranno il muso contro la crisi. Alcuni falliranno e chiuderanno bottega. Oppure si faranno acquistare da giganti del web. Altri dovranno ridurre le pretese e mettere in campo rimedi sgradevoli quanto necessari, come cominciare a far pagare gli utenti per alcuni servizi ora dati gratis. Il problema è che la pubblicità già ora non riesce a coprire le spese, per molti social network, e nel 2009 andrà peggio. Sono stime che vengono dai vari ricercatori esperti di questo mercato.
In particolare a parlare di rischio fallimento sono stati gli analisti di Deloitte Research: fanno notare che i social network si sono fatti prendere da manie di grandezza e ora si trovano stretti in una tenaglia, tra i costi che crescono e i ricavi pubblicitari che non aumentano a sufficienza. Ormai i principali siti pagano 100 milioni di dollari l'anno, ciascuno, per archiviare i dati degli utenti. Hanno permesso loro di pubblicare foto e video in grandi quantità. File pesanti, che occupano spazio su hard disk e server, e che consumano banda. Di contro, secondo Deloitte un social network tipico ricava per ogni utente iscritto solo qualche centesimi di euro... (CONTINUA DENTRO...)
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OROSCOPO / Il 2009 nelle stelle: "Berlusconi
può portare l'Italia fuori dalla crisi" (parola di astrologa!)

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Dal quotidiano francese Le Monde al settimanale inglese The Economist, i più blasonati giornali economici internazionali fanno autocritica: dodici mesi fa avevano sbagliato le loro previsioni, non ravvisando i segnali della crisi che sarebbe scoppiata nel 2008. Al contrario di Grazia Mirti, tra le massime esperte di astrologia finanziaria, che già nel 1999 aveva annunciato nel suo libro “Investire con gli astri” che “il punto di massima debolezza” sarebbe stato “tra il 2008 e il 2009”, sulla base della teoria del nodo lunare (il nodo lunare è l’intersezione tra l’orbita lunare e quella terrestre). In questo momento di incertezza, abbiamo deciso di affidare le previsioni economiche-politiche del nuovo anno proprio alla Mirti, che è stata tra l’altro rappresentante per l’Italia all’ultimo convegno internazionale delle principali associazioni astrologiche, tenutosi il passato maggio a Denver, in Colorado.

Cominciamo dalla domanda che ci facciamo tutti: la recessione è destinata a proseguire o assisteremo nel 2009 a una ripresa economica?
“E’ inutile farsi delle illusioni: non ci sarà un miglioramento della situazione. Il 28 novembre Plutone è entrato stabilmente nel Capricorno e vi rimarrà per 13 anni: non succedeva dal 1776 (che non a caso è l’anno dell’indipendenza americana). Le conseguenze si potranno riscontrare soprattutto nei mutamenti degli assetti del potere a livello internazionale. È possibile che nei prossimi anni la leadership passi da una sponda all’altra del Pacifico. Inoltre Saturno a fine ottobre si sposterà dalla Vergine alla Bilancia e poco dopo Urano lascerà i Pesci per il segno dell’Ariete. Questi tre pianeti saranno conflittuali uno all’altro nel corso del 2009: ecco perché è difficile pensare a una ripresa, anzi. C’è piuttosto da essere guardinghi. Intorno a Pasqua, infine, si verificherà un inasprimento della crisi economica, così come a luglio”.

In tempi duri c’è però sempre chi si arricchisce. Sarà possibile anche nel 2009?
“Sì, certo, anche nel 2009 sarà possibile arricchirsi, ma bisognerà trovare il canale giusto, individuare l’idea sfruttabile. E soprattutto sarà opportuno frazionare i propri rischi”.

Dal macro al micro: Silvio Berlusconi riuscirà a traghettare l’Italia al di là della crisi?
“Penso di sì, è un Bilancia essendo nato il 29 settembre. Ma ci sono delle mine vaganti, come le proteste in Grecia, che potrebbero dare avvio a moti di ribellione da parti delle classi sociali meno abbienti anche in altri Stati. Detto questo, Berlusconi è sempre una sorpresa per tutti anche se dovrà rassegnarsi a invecchiare nel corso dei mesi del 2009. I momenti più difficili per lui saranno tra marzo e maggio, poi risorgerà come al solito grazie alle sue spiccate capacità di pubbliche relazioni a livello internazionale”.

A Giulio Tremonti spetterà il compito di guidare l’Italia nella ripresa economica. Cosa prevedono gli astri?
“Tremonti è un Leone, un lottatore che si lancia nella mischia. I primi mesi dell’anno saranno faticosi, ma dall’autunno in poi il suo ruolo diventerà ancora più importante perché alcune sue teorie saranno particolarmente apprezzate”.

Guardando a sinistra: come sarà il 2009 di Walter Veltroni?
“Un brutto anno: è un Cancro con numerosi pianeti in Gemelli. Sta vivendo una fase di crisi, destinata a peggiorare. Non escludo che verrà emarginato o sostituito all’interno del partito. Comunque non conterà più come in passato”. (Affaritaliani.it)

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Category: General
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CINQUE PEZZI FACILI
1) Stasera Nic. Fangareg. e Marc. Gibertin. a cena al Paprika.
2) Max Panarar. e Massim. Becch. al Rosebud ("The millionaire").
3) Domani Zarathus. e il prof. Nicol. Big. per briefing in centro.
4) Stappato il 31/12 "Il Campanone" magnum (omaggio di Alibert.).
5) Cor. Bertoz. ha ricevuto una lettera dal Principe di Macedonia.

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LUTTI - 1
"Jawaher 4 anni, Dina 8, Samar 12, Ikram 14, Tahrir 17 anni.
Cinque sorelle palestinesi della famiglia Balousha. Vivevano a Jabaliya, vicino a Gaza City. Un campo profughi della striscia di Gaza.
Una bomba le ha uccise. Un F16 israeliano è volato sulle case di Jabaliya e sulla moschea Imad Aqel, le ha sfiorate nella notte, il suo respiro le ha distrutte.
Israele vuole combattere Hamas, ma uccide i bambini.
Si può dire, gridare che chi uccide i bambini, in modo deliberato, ovunque nel mondo, è un assassino?
E che quindi va giudicato per crimini contro l'umanità da un tribunale internazionale? Non ci sono giustificazioni.
Lo scrittore Abraham Yehoshua, una voce tra le più importanti di Israele, ha detto: "Non avevamo scelta". Ma tra la vita di una bambina (cinque bambine) e qualunque altra cosa ci deve essere scelta.
La bambina (i bambini) è (sono) sacra (sacri), il resto non conta.
Già: Israele vuole creare un cordone di sicurezza intorno a sè con i bombardamenti, dal Libano a Gaza. Ma non saranno le bombe a portare la sicurezza. Per ogni civile ucciso, ci saranno cento terroristi in più. Per ogni bambino libanese, palestinese, arabo ucciso, mille terroristi in più. Israele si mette sullo stesso piano dei suoi nemici quando massacra i civili e, per questa ragione, potrebbe non avere domani più amici in Occidente. A Israele si chiede di essere non solo più forte di chi la vuole distruggere, ma anche migliore".
(Beppe Grillo)

LUTTI - 2
Morto a sedici anni il figlio di John Travolta. Stroncato da malore improvviso. Era alle Bahamas con la famiglia. Sono state le drammatiche conseguenze di un arresto cardiaco a provocare la morte di Jett, il figlio sedicenne dell’attore John Travolta, deceduto ieri mentre si trovava in vacanza alle Bahamas. Stando ai media americani, l’adolescente, che era soggetto ad attacchi di epilessia, avrebbe perso i sensi mentre era in bagno nella villa del padre a Old Bahama Bay, sarebbe caduto e avrebbe sbattuto violentemente la testa a terra. Il ragazzo è stato trasportato subito al Rand Memorial Hospital di Freeport ma i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Il ragazzo era il figlio primogenito di Travolta, 54 anni, e della moglie, l’attrice Kelly Preston, 46, che hanno anche una figlia di otto anni, Ella Bleu. Jett si era ammalato gravemente all’età di due anni quando gli fu diagnosticata la sindrome di Kawasaki, una malattia che provoca l’infiammazione dei vasi sanguigni nei bambini.

LUTTI - 3
Un minuto di silenzio, tre giorni senza immagini. In ricordo di Irina. Bella, vulcanica e sensibile ragazza che ha lasciato questo mondo troppo presto, avendo esaurito le forze interiori sufficienti per affrontare il nuovo anno, cominciato da una manciata di ore.
Arrivata in Italia nel 1999, ha vissuto (col marito, sposato il 29 luglio 2000) a San Ruffino di Scandiano. Fino a un anno e mezzo fa. Nell'ultimo periodo, infatti, aveva preso casa a Sabbione, piccola frazione tra Arceto e Reggio.
La vogliamo ricordare come l'avevamo giornalisticamente conosciuta, tanti anni fa: umile, sorridente, simpatica, vitale. Con la battuta pronta e una gran voglia di fare, ballare, conoscere, viaggiare. Una bella persona, dentro e fuori, che sprigionava allegria e purezza, dinamismo femminile e, come tutti, fragilità in filigrana.
Generosa e disponibile al dialogo, in 8 (otto) anni abbiamo avuto la fortuna - professionale e umana - di intervistarla due volte: la prima nel luglio 2000, la seconda un anno fa, a fine gennaio 2008 (l'ultima: sempre che da lassù, avendoci abituati a luminose e talvolta illuminanti, positive sorprese, non trovi il modo di inviare una mail o comunicare via Facebook o chissà cos'altro ancora).
Da allora non l'abbiamo più sentita. Dov'era.
Cosa stava facendo, come se la stava passando. “Com’è andata… il viaggio di una vita lì con te?”, canterebbe Ligabue.
Se aveva ripreso a insegnare inglese a scuola (al "Gobetti" la ricordano ancora con affetto... seria e preparata) o se era tornata a lavorare in ceramica, se era rientrata dai Caraibi o se faceva traduzioni in russo, se aveva ripreso a fare la hostess nelle fiere o se andava ancora in Liguria, se aveva continuato a fare la fotomodella d'autore o se sentiva la mancanza del suo bar di Reggio, se aveva nostalgia del suo paese d'origine (l'Ucraina) o se magari nel frattempo aveva avuto un figlio o vinto all'Enalotto.
Amava raccontarsi e scherzarci su, Irina: dare aggiornamenti sulle tante attività e iniziative intraprese. Tra sogni e realtà, evasione e quotidianità, piccoli e grandi successi o fisiologici rinvii o retromarce che fossero. Sapeva comunicare e trasmettere idee in poche, azzeccate parole: tutto di lei parlava (lo sguardo, la postura, gli stessi suoi silenzi).
Le piaceva il contatto col pubblico (reale e ideale: gente comune, contesti popolari), che la adorava. La sua naturale bellezza, quindi, anni fa, l’aveva portata a essere richiestissima nel ruolo di modella per calendari.
Ne ha fatti cinque: alcuni collettivi e almeno un paio tutti suoi. Il primo nel novembre 2000, insieme alle ragazze scandianesi. Quindi gli altri, realizzati su commissione tra l’Emilia e la Toscana, compreso quello, monografico (13 immagini sue, in bianco e nero, nel 2001), firmato da Luciano Bonacini per un’azienda di Mantova.
Lanciava messaggi o li lasciava cadere. O magari erano sottili autoironie?
Appelli in bottiglia che, col senno di poi, e letti all'indietro e all’incontrario, celavano forse il retrogusto amarognolo di questo o di quell’altro slancio-entusiasmo, di questa o di quell'altra illusione-delusione. Pronta a lottare e a farcela, a fermarsi e a ripartire, a cambiare strada o a farsene una nuova, tutta sua, a ripensarsi o a riprendere da dove lei stessa si era volontariamente autosospesa.
Magnetica e solare, trasparente ed educata.
Sincera con tutti e leale (ma anche severa) con se stessa.
In cerca d'emozioni e lavoro, calore vero e risposte certe.
Risposte che forse non esistono: non in questa società liquida e liquidata, sempre più priva di fiducia condivisa e scarsa di speranze di futuro.
Siamo tutti qui, vicini ma lontani. Senza direzione e vuoti di domande.
Sopravvissuti a qualcosa che in fondo, se c’è, ci sfugge.
(Questa rosa è per lei. Ciao).
(Un giovane cronista locale di allora)

-> E' attivo da qualche ora: l'indirizzo è www.locchiodelbue.it
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ECLETTICO. "Sono pronto a 'cantargliene' quattro a questa giunta..."
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Ecco uno dei primi commenti postati dal parlamentare socialista...
IL CINEMA DI CATELLANI (CHE FILM HA VISTO L'ASSESSORE? - ndr)
"Il Comune gestisce il cinema al Corso ma tra pochi mesi verrà dato in appalto al miglior offerente. Il Cristallo non chiuderà. Lì ci pensa l’Arci. La sala Verdi riaprirà anche come sala cinema. E quanto al D’Alberto e all’Alexander, bè, se c’è qualcuno che ha un'offerta, si faccia avanti. Questo il succo di un intervista rilasciata ieri dall’assessore alla cultura di Reggio Giovanni Catellani. Da fare un balzo. Ma come, D’Alberto e Alexander sono ancora cinema? Ma non erano stati approvate normative per farne centri commerciali, elevando anche la superficie massima in centro storico fino a 1.500 emtri? Mistero. Forse è bene che Catellani chieda lumi all’assessore… alla cultura". (Mauro Del Bue)
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POPEYE / Scade il copyright, Braccio di Ferro è di tutti!
Almeno in Europa, mentre in America è tutelato fino al 2024...
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«I yam what I yam» (io sono quello che sono), diceva Braccio di Ferro (Popeye the Sailor). Tuttavia, dal 1° gennaio il marinaio con la pipa sempre in bocca potrebbe cambiare, perchè scade il diritto di copyright sui disegni dell’autore, e Popeye diventerà di proprietà comune. Come ricorda The Times, la legge europea fissa il limite del diritto di copyright a 70 anni dopo la morte dell’autore e il disegnatore che creò Braccio di Ferro, Elzie Crisler Segar, è morto nel 1938. Così, il personaggio che ha garantito finora profitti da 1,5 miliardi di sterline l’anno, potrà essere usato da chiunque voglia stampare magliette, poster e persino creare nuovi fumetti con la sua immagine. Diversa la situazione negli Stati Uniti, dove la legge riconosce il diritto di copyright per 95 anni dopo la morte dell’autore, salvaguardando così il marinaio fino al 2024.
Tuttavia il marchio «Popeye» è stato tenuto separato dal copyright del disegnatore ed è di proprietà della statunitense King Features: quindi se utilizzare i disegni può essere legale, usare il nome del marinaio per promuovere altri prodotti (come per esempio degli spinaci) può invece costituire una violazione della legge.
Popeye compare la prima volta il 17 gennaio 1929 nella serie ’The Thimble Theatrè. Eroe ai tempi della depressione, ottiene subito un grande successo, tanto che nel 1933 fa il suo debutto nelle sale cinematografiche, risultando più popolare di Mickey Mouse, secondo i gestori delle sale. Negli anni della guerra, furono migliaia i soldati e i marinai che si facevano tatuare Popeye, simbolo di forza unita a buon cuore. Ora, bisognerà vedere se qualche azienda alimentare cercherà di usare la famosa faccia di Braccio di Ferro per vendere i propri spinaci e capire se la questione finirà o meno in un’aula di giustizia.