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NOVITA'! Due nuovi pamphlet: "Sì, ci hanno rapinato il futuro"
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null "Non è un paese per giovani" (Marsilio)
LIBRO 1. Da sempre sono i giovani la parte più dinamica di una società: sono loro a travolgere le barriere della tradizione, a proporre inedite letture della realtà. Eppure in Italia, per le nuove generazioni, questo non vale. Scopertesi improvvisamente "rapinate" del proprio futuro, non accennano a reagire. Il conflitto generazionale è disattivato. Manca la spinta al rinnovamento e la società rimane rigida, poco reattiva davanti alle grandi sfide. Gli autori analizzano senza sconti le responsabilità di due generazioni, in modo diverso protagoniste in negativo dell'Italia di oggi. Padri che monopolizzano spazi e risorse disponibili, senza curarsi del bene comune; figli che dipendono morbosamente dalla famiglia, senza coraggio né capacità di immaginare un futuro diverso: sono alcuni dei motivi che rendono l'Italia un paese che non cresce, dove i giovani hanno scarso peso e poca voce. Sullo sfondo un interrogativo ineludibile: è ancora possibile, per i figli, un pieno riscatto o appare sempre più concreta l'inquietante ipotesi di un "salto di generazione"?
null "Giovani e belli" (Chiarelettere)
LIBRO 2. Un viaggio lungo un anno attraverso l'Italia, durante il definitivo trionfo di Silvio Berlusconi. Da Verona a Milano, da Roma a Catania, Concetto Vecchio percorre il Paese sfiduciato delle nuove leve, che non diventeranno mai classe dirigente. I praticanti avvocati sfruttati negli studi legali, le donne single per sempre, i "maniaci" delle chat, la grande bolla della comunicazione, il Sud dei concorsi pubblici "monstre", il talento fatto a pezzi, le fughe all'estero. Solo in Italia a trent'anni si torna a vivere con i genitori. Perché i giovani non riescono a compiere il ricambio generazionale indispensabile per uscire dalla crisi? Da dove nasce questa incapacità? Vecchio mette piede a Montecitorio e scopre gli altri trentenni, quelli che ce la fanno: le nuove stelle del berlusconismo come E. S., deputata del Pdl, trentuno anni, che in poche settimane passa da illustre sconosciuta a miss Montecitorio, complice il presidente del consiglio che le farà da testimone di nozze. Un reportage amaro, vivido, pieno di voci e storie, che fotografa il Paese reale. Volete sapere perché è stato scelto G. C. come candidato leader alla Regione Abruzzo? Risposta del premier: "Perché è giovane e bello".
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100 ANNI FA, NEL 1909, USCIVA IL PRIMO NUMERO DI "DIE FACKEL"
"Per l'uomo sano basta la donna. Per l'uomo erotico basta la calza
per giungere alla donna. Per l'uomo malato basta la calza".

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Scandali, mondanità, annunci matrimoniali, omosessualità, femminismo, prostituzione e morale sessuale: nelle sue raccolte di aforismi e polemiche Karl Kraus esprime tutta la sua ironia dissacrante contro la mentalità bigotta e filistea, che nega libertà al singolo nella sfera privata e sessuale, e che permette allo Stato di regolamentarla per mezzo di leggi sul «buon costume».
Vergini, madri, attricette di teatro, letterate, prostitute, le donne sono sempre più intelligenti degli uomini, più dotate dalla natura, ma sono anche irrimediabilmente diverse dall'universo di relazioni degli uomini. E Vienna è la scena su cui, ai primi del Novecento, si gioca una grande trasformazione della cultura, della letteratura, della psicologia e del rapporto fra i sessi.
Cosa direbbe, allora, il mitico direttore della «Fackel» ("Fuck"-El) al cospetto di una società come quella di oggi, ancora basata, dopo un secolo dalla fine della Felix Austria, sugli scandali sessuali, sul giornalismo pettegolo e sull'illusione di una parità nel rapporto fra uomo e donna?
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Karl Kraus (1874-1936) - Giornalista, aforista e poeta austriaco, è uno dei maggiori scrittori satirici di lingua tedesca del secolo Ventesimo. Nel 1899 fondò la rivista «Die Fackel» dalla quale lanciò i suoi celebri attacchi contro l’ipocrisia morale degli intellettuali e dei giornalisti, la corruzione, il nazionalismo pangermanista e le politiche liberiste. Ha scritto diversi volumi di saggi sulla lingua e di aforismi.
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I giornalisti reggiani Francesco Borgonovo e Max Panarari a Torino
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(Satira)
Dopo Palazzo Grazioli / SCANDALO NELLA ROCCA DEI BOIARDO!
Appena eletto, già "provolone": il primo cittadino cede alla tentazione!
NON SOLO PAPI! ANCHE AI DIRIGENTI PD PIACE LA GNOCCA!
MAMMI: IL GIOVANE SINDACO NON SE NE FA SCAPPARE UNA!
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E stasera si insedia il nuovo consiglio comunale di Scandiano

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(Satira) / LA NUOVA GIUNTA E' UNA "MINESTRINA RISCALDATA"!
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L'ex vicesindaco Maffei (con cuffietta Dc) insieme a Franceschini e Rossi

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INEDITO! Reggiolo, una concorrente a "Ruttosound 2009" (ph. Bertozzi)

Riceviamo e pubblichiamo
"Tra i primi atti formali della nuova legislatura del riconfermato sindaco Andrea Rossi, passati al vaglio del consiglio comunale nella sua prima seduta d'insediamento lo scorso lunedì 22 giugno, vi è stata la definizione dei criteri di nomina per il nuovo cda dell'Istituzione Scolastica di Casalgrande. Già l'attività di questo ente è di per sé ampliamente opinabile, visto che non ha portato nessun tangibile contributo positivo al miglioramento dei vari servizi scolastici, garantendo invece all'amministrazione un vantaggio dal punto di vista della stesura del bilancio, venendo esclusa la consistente quota di entrate ed uscite destinate appunto alla gestione di questa importante attività, permettendo un notevole "alleggerimento" dei conti propri alle casse comunali.
Tali critiche motivate erano già state sollevate a suo tempo dagli esponenti d'opposizione Paolo Filippini e Paolo Macchioni, i quali si erano espressi in modo contrario alla creazione di questo istituto.
Si aggiunga a tutto ciò l'inspiegabile revisione "restrittiva" delle forme di pubblicità e condivisione relative alla nomina del nuovo cda, il quale si trasformerà in un "poltronificio" per chi non ha trovato posto nella nuova giunta del sindaco Rossi.
Il gruppo Patto per Casalgrande è infatti già in grado di segnalare il nominativo di chi andrà a prendere la carica di Presidente dell'Istituzione Scolastica, ancor prima che vengano presentate le relative candidature, ben sapendo che questo ente verrà utilizzato come "cimitero degli elefanti" per ex-assessori non riconfermati.
Un'analoga procedura verrà probabilmente adottata, anche se non si tratta di una nomina pubblica, per quanto riguarda la gestione del Teatro De André, ove si assisterà verosimilmente ad un "cambio della guardia" anche qui tra ex-assessori di lungo corso.
Nel sistema a vasi comunicanti che ha sempre contraddistinto l'utilizzo delle nomine da parte delle forze politiche del centro-sinistra, una poltrona non si nega mai a nessuno". (Patto per Casalgrande)
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(Satira politica)
POLITICA & AFFARI / IL SUO 'MENTORE' MONTIPO' DOCET?
GIUNTA-CHOC! / (UNA 'PARTITA' DI LOTTA E DI GOVERNO)
E IL NUOVO VICESINDACO (OGGI CON DI PIETRO... MA PRIMA COL CHIESAIOLO MACCHIONI E ANCORA PRIMA CON LA COMUNISTA BIGLIARDI) VOLEVA COMPRARSI LA REGGIANA CALCIO! (PER CONTO DEL SINDACO PD, IL DALEMIANO ROSSI?)
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L'avv. Stefano Giovannini (dello studio legale del candidato sindaco a Reggio Marco Scarpati ed ex reggente della Croce Rossa provinciale), da Villalunga con furore e già compagno di classe di Zarathustra al "Gobetti" di Scandiano, ha partecipato (cfr. "Carlino" di due giorni fa) alla recente e strombazzata "cordata Bitonti", cioè quattro amici al bar (bar sport, of course) che si erano messi in testa di comprare quel "catorcio" calcistico che è la società Reggiana Calcio, da cui si è appena defilato persino quel 'volpino' di miliardario che è SuperNino Spallanzani.

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Una partecipante si esibisce a "Ruttosound 2009" (foto Corrado Bertozzi)

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Due belle immagini della fotonica Melissa, ultima cover-girl di "Trend"
null 20 PEZZI FACILISSIMI
1) Astinenza da vernissage: vorrei rivedere (nel senso di rimirare) le opere fotografiche di Silvia (solo se accompagnata dalla Rox) e della filosofa Veronica.
2) Tommy ha aperto una risto-pizzeria ad Arceto; nome: Peccati di gola (ex Mediterraneo).
3) Mercoledì scorso, sempre a Scandiano (loc. Pratissolo), è stato inaugurato il Rock Village (ex L'Altra Rock), una mega-pizzeria disposta su più piani, con ampia distesa estiva. Alché, un migliaio di persone ha preso d'assalto il buffet.
4) Vezzano by night, stasera riapre il Pippis Bar. Si vocifera di un blitz di Berlusconi, amante delle belle donne (Palazzo Grazioli e Villa Certosa, si sa, non sono tanto sicuri ultimamente).
5) Il sindaco viveur Cesare Beggi e i suoi compagni di merende cenano sovente al Paprika.
6) Nicola Fangareggi ama cenare da Giuliano Davoli (già Mr. Bristol).
7) L'ex librario Ivo Gazzini, invece, ama cercare ristoro e refrigerio a Marola.
8) L'avv. Fulvio Mediani e l'amata Kathia si sono sposati domenica.
9) Domenica sera Zar., Max Panarari e il "sardo" 'Mirto' Bondioli hanno cenato con madame Princy e Moni a Fogliano (pizza Regina). Lunedì, invece, Zar. e il padrone di Paco (il cane giocoliere) erano attovagliati al Circus.
10) Gianfranco Parmiggiani s'è fatto un'auto nuova: una "Gran Punto" marrone full optional. Insomma, una Bat-Punto coi controfiocchi.
11) Valeria Braglia, invece, s'è fatta una fiammante Qashqai (Nissan, crossover).
12) Maurizio Battini e Simone Russo hanno fatto pace in una pizzeria di Pratissolo.
13) Ieri sera il flautista Andrea Griminelli era ospite di Piero Angela a "Quark".
14) Acquistato oggi "Faq Italia", libro di Francesco Merlo (Bompiani).
15) Sabato sera Ludovico Einaudi suonerà alla Pietra di Bismantova.
16) Il pianista Lang Lang e il jazzista Herbie Hancock suoneranno all'Arena di Verona il 13 luglio.
17) Sto aspettando Gloria chez-moi, ma è in ritardo di un'ora.
18) I fratelli Montanari hanno comprato l'Ex-T (via Emilia, Reggio centro). Apertura a metà settembre.
19) Lunedì Franco Montanari e Zar. hanno pranzato (pesce caldo!) al ristorante Ideale di Bosco.
20) Domani sera si insedia il nuovo consiglio comunale di Scandiano. Tra i banchi dell'opposizione siede anche l'outsider Filippo Moretti, che è riuscito a farsi eleggere grazie al lavoro del comitato cittadino "Basta multe", di cui fanno parte anche i tre zii del promettente giovane.

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Adesso siamo in ferie... ma appena rientriamo in pista la facciamo noi!!!
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(*) La rottura epistemologica è un concetto elaborato dalla tradizione francese. È Gaston Bachelard il primo pensatore a proporre questa definizione, che sta a indicare una discontinuità radicale all'interno della ricerca sociale e scientifica. Criticando l'idea di un progresso continuo, di uno sviluppo lineare verso una soluzione unica e certa, Bachelard sostiene che ogni disciplina scientifica (e culturale - ndr) proceda per strappi e discontinuità. Sono le diverse problematiche a far costruire, costituire un oggetto di ricerca, mutate queste istanze si ha appunto una rottura epistemologica, e dunque una visione ben diversa di oggetti che, apparentemente, possono essere ritenuti ancora simili e nominati con lo stesso nome.
Di questo concetto si è servito Louis Althusser, allievo di Bachelard, per sottolineare la rottura epistemologica che a suo avviso opera Marx nei confronti di Hegel a proposito della dialettica.
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Cercasi ragazza (atletica) per partitella su erba o terra battuta
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(*) Il tennis (italianizzato in pallacorda durante il fascismo) è uno sport che vede opposti due giocatori (incontro singolare) o quattro (due contro due, incontro di doppio).
I giocatori utilizzano una racchetta al fine di colpire una piccola palla. In passato le racchette avevano un telaio in legno, poi in leghe leggere ora in materiali polimerici, con una rete rigida di corde verticali e orizzontali, fissate al telaio. Scopo del gioco è colpire la palla per far sì che l'avversario, posto nell'altra metà del campo da gioco, non possa ribatterla dopo il primo rimbalzo o battendola finisca con il commettere fallo. Per fare questo sport bisogna avere una grande resistenza fisica perché è molto stancante.

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(Satira politica) / REFERENDUM, UNA GRANDE PRESA PER IL QUORUM!
DEMOCRAZIA A' LA CARTE (FINO A 2.000 EURO A "CONSULTAZIONE")
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"Papi l'Aprostata" s'è incamminato sul 'via...gra' del tramonto?
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Bella e dolce vita? Galanteria? Cafonal? Voyeurismo? Satiriasi? Priapismo?
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FREE BLOGGER! / "Tacciano i fucili". Ma l'Occidente sta alla finestra...
Zarathustra solidarizza con i manifestanti anti-regime:
"No alla repressione, sì alle proteste contro i brogli elettorali"

ONDA VERDE: SPARI SULLA FOLLA, TEHERAN VERSO LA GUERRA CIVILE
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Quando i moderati e liberatori hanno scheletri sanguinanti nell'armadio
LE VERITA' CHE LE 'VERGINELLE' DEL POLITICALLY CORRECT TACCIONO
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Da Rushdie alla creazione di Hezbollah: così il “riformatore” ha esportato la Rivoluzione iraniana e perseguitato i dissidenti...
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Ai primi di maggio agenti in borghese del regime iraniano hanno cercato di distruggere le prove del massacro di 30 mila prigionieri politici. Hanno smosso il terreno di parte del cimitero di Khavaran, a sud-est di Teheran, trasferendo i resti delle vittime. Hanno utilizzato scavatori e camion per sollevare il terreno dove si trovano enormi fosse comuni. Hanno cominciato a sostituirle con terreno fresco. I familiari delle vittime hanno scoperto resti di scheletri lasciati in superficie. I mullah sono stati costretti però ad abbandonare il progetto di fronte alle proteste dei familiari. Nel 2006 il presidente Ahmadinejad aveva ordinato la demolizione delle lapidi appartenenti ad alcuni dei prigionieri politici uccisi. I resti risalgono al luglio 1988, quando l’Iran conobbe il più spaventoso massacro nella storia della Repubblica islamica. Trentamila morti, erano riformatori, dissidenti, apostati, ribelli, oppositori politici.
I loro nomi, ricostruiti dopo molti anni, sono oggi reperibili in rete. All’epoca il primo ministro con diretta responsabilità su quelle esecuzioni era Hossein Moussavi, il principale avversario di Ahmadinejad alla guida della Repubblica islamica.
Moussavi, che reclama anche una discendenza dal settimo imam sciita, si è messo alla testa di un movimento politico di cui non conosciamo effetti e conseguenze. Dietro alla sua figura incensata di “riformatore” si cela un curriculum sinistro, come è ben spiegato in un articolo di Kenneth Timmerman, direttore della Foundation for democracy in Iran. Moussavi è stato uno degli architetti del ministero dell’Informazione creato nel 1984, il responsabile della scomparsa, dell’uccisione e della persecuzione di migliaia di dissidenti. Il Mois, questo il nome della gestapo iraniana, fu costruita modellandola sul Kgb con l’aiuto di consulenti sovietici. Moussavi reclutava spie e informatori, autorizzava torture e arresti politici. In un’intervista al magazine Payane Enghelab del 1981, poco prima che diventasse primo ministro, Moussavi spiegò l’importanza di una milizia sciita libanese contro i “sionisti”. “Siamo pronti a combattere Israele con una forza armata”, disse Moussavi.
Due anni dopo creò Hezbollah, oggi in prima fila nell’uccisione di ebrei in tutto il mondo, da Buenos Aires a Tel Aviv. Il 10 luglio 1981 il New York Times riferiva che Moussavi, da ministro degli Esteri iraniano, promosse una “purga” di diplomatici avversi al regime o fedeli del deposto Abolhassan Bani-Sadr.
Il 26 ottobre di quell’anno la Reuters diffuse la notizia che Moussavi era contrario a ogni tipo di contatto fra Iran e Stati Uniti, “se non c’è un cambiamento radicale negli Stati Uniti”. Quattro giorni dopo l’Associated Press spiegava che la scelta di Moussavi come nuovo premier era “il segno che Teheran vuole esportare la rivoluzione islamica”. Su mandato di Khomeini, Moussavi prese in mano il principale quotidiano del regime, Jomhuri-e-islami, opponendosi al rilascio dei prigionieri americani e promuovendo l’ideologia talebana sciita, tra cui la messa al bando del gioco degli scacchi. Dopo la fatwa di morte contro lo scrittore Salman Rushdie, Moussavi annunciò che i fedeli della Rivoluzione avrebbero preso “misure necessarie” per portarla a termine. Nel 1991 la fatwa e i dettami di Moussavi diedero i primi frutti: a Tokyo venne ucciso a pugnalate il traduttore giapponese dei “Versetti satanici”, Hitoshi Igarashi. Trentasette ospiti di un albergo a Sivas, in Turchia, vengono uccisi nei tentativi di linciaggio del traduttore turco di Rushdie, Aziz Nesin. Anche il traduttore italiano di Rushdie stava per essere ucciso.
Moussavi indisse un giorno di lutto nazionale per protestare contro “la cospirazione sporca e sinistra del Grande Satana nel pubblicare materiale velenoso che insulta l’islam, il Corano e il benedetto Profeta”.
Durante il lungo premierato di Moussavi, iraniani hanno anche messo a segno alcuni degli attentati più eclatanti: trecento morti a Beirut contro gli americani, le uccisioni del cittadino statunitense William Buckley e del bibliotecario all’American University di Beirut Peter Kilburn, l’esecuzione del sociologo francese Michel Seurat e la sommossa alla Mecca del 1987 che costò la vita a quattrocento pellegrini.
("Il Foglio", 18 giugno)

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50° anniversario. Zarathustra sta rileggendo un saggio del '59, pubblicato (in Italia) da Adelphi nel '64. S'intitola "La vita contro la morte" ed è uno studio del Freud più eversivo e antirepressivo, portatore di una rivoluzione culturale che ha cambiato (mai abbastanza, purtroppo) i connotati dell'ormai vetusto concetto di civiltà: una psicanalisi della storia che, contrariamente al dictum leghista, ci fa dire che "nessuno è padrone in casa nostra", ovvero che nessuno sfugge alla dittatura dell'inconscio (individuale o collettivo che sia). L'essenza dell'uomo (il motore dell'attività psichica, della vita, della storia), poi, consiste nel desiderare e non, come sosteneva Cartesio, nel pensare.

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Già: un'altra sentenza rende onore al buon senso e alla logica formale!
GIUSTISSIMO! Finalmente un arbitro della legge saggio e imparziale...
Guida con il cellulare in mano. Il giudice di pace: «Non si può multare»
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Guidare con il cellulare in mano non è un comportamento «propriamente corretto», ma non è un motivo per sanzionare il conducente. Questa, in sostanza, la tesi che emerge da una sentenza del giudice di pace di Belluno che ha annullato il verbale elevato a un automobilista che rischiava di perdere cinque punti della patente e pagare circa 150 euro.
Il conducente era stato bloccato dai carabinieri che gli avevano contestato che stava facendo una chiamata, mentre l'uomo aveva sostenuto che aveva solo il cellulare nella mano sinistra che, come la destra, era appoggiata al volante.
Secondo il giudice di pace, «forse tale comportamento - recita un passo della sentenza - non è propriamente corretto se entrambe le mani non sono tenute sul volante (cosa che il ricorrente nel caso di specie peraltro nega), ma, per la stessa ragione, si dovrebbe sanzionare chiunque tenga una mano appoggiata sulla leva del cambio o su un poggiabraccio».
(Il Gazzettino, 18 giugno)

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NEW YORK, GIUGNO 2009 (foto della reggiana Lisa T.)
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UNICA DIFFERENZA: LUI SE NE VANTA AL BAR, LEI NON LO DICE E BARA!
MIGNOTTOCRAZIA / Le donne fanno le vittime, ma sono loro a tradire per prime (e sempre per davvero, cioè anche col pensiero). Per l'uomo invece non è che una parentesi senza conseguenze ("natura" docet!)
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Peggio la "testa" del sesso! A cena con la collega. Il giudice: è infedeltà
SENTENZA STORICA. Anche se non c'era la prova "fisica" dell'infedeltà è stato valutato il comportamento scorretto del coniuge nel complesso
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Un vecchio proverbio spagnolo dice «la buona fede non è mutevole». E lo dice anche il tribunale di Treviso che ha addebitato la separazione a un marito che aveva taciuto alla moglie la sua amicizia con una compagna di lavoro. Amicizia, che si traduceva in una frequentazione fuori dagli schemi: qualche vacanza, qualche cena tête-à-tête, insomma qualche apparente e ripetuta evasione dalle regole. «E’ solo amicizia trasformata nell’immaginazione e nella fantasia di mia moglie», aveva spiegato il marito al giudice. Una precisazione inutile la sua perché, secondo il magistrato, che ha condannato l’ex marito a pagare l’assegno di mantenimento di 750 euro, l’uomo viaggiando con un’altra donna ha comunque violato l’obbligo di fedeltà, così come previsto dal contratto di matrimonio. In pratica il tribunale ha detto che, se anche la prova dell’adulterio non c’era nella sua interezza, tutto il comportamento del coniuge valutato nella successione degli episodi costituiva una evidente violazione della fiducia nei confronti della moglie. Da qui la pronuncia dell’addebito e la condanna al pagamento dell’assegno di mantenimento in favore della signora. La legge infatti non elenca più, come una volta quando si parlava di separazione per «colpa», le ipotesi specifiche di violazione di doveri (adulterio, eccessi, volontario abbandono), ma si limita a dare una indicazione senza confini. Ora la separazione viene addebitata al coniuge che genericamente viola i doveri che derivano dal matrimonio; e il tribunale di Treviso ha ritenuto che la lesione della fiducia, anche se non consistente in un vero e proprio adulterio, realizzasse una ipotesi di «addebito». Insomma verrebbe da concludere, quasi scherzosamente, che il nostro bel marito, con le sue menzogne, forse innocenti, è stato punito allo stesso modo di chi avesse realizzato un vero e proprio adulterio. Anche nei peccati, forse, vale la pena di andare fino in fondo?
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->Intervista brillante a Melissa, splendida 18 enne di Rivalta!
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LE GRANDI INTERVISTE DI ZARATHUSTRA / Da "Trend" (in edicola oggi)

Scusa, ma sono senza parole: sei stupenda, meglio di un Apollo greco, meglio di un Atollo del Pacifico...
"Grazie".
Ah, sono anche senza prole, e di questi tempi è una fortuna: la vita costa tantissimo... Continua, ti prego: parla tu, che io intanto mi ripiglio dall'estasi (se d'estate un esteta...)...
Ok, tranquillo. Mi chiamo Melissa, ho 18 anni (compiuti il 29 aprile), abito a Rivalta e dopo l'estate inizierò l'ultimo anno di Ragioneria all'Itas “Tricolore”.
Cosa ti hanno regalato per il tuo compleanno?
Tante cose... Ad esempio un nuovo computer, di colore rosa.
“I regali sono continui”, aggiunge sorridendo la madre, presente all'intervista.
Signora, siamo convinti che sua figlia li meriti tutti... Di più: tra un po' m'impacchetto anch'io, e con un bel fiocco in testa.
“Mah, se lo dite voi...”.
E il prossimo 'cadeau'?
Adesso che sono maggiorenne posso guidare... così i miei genitori mi hanno promesso di prendermi la macchina.
Quale?
Una bella Cinquecento Cabrio, ultimo modello... rigorosamente rosa, il mio colore preferito.
Think pink! I miei amici intellettualoidi pensano ai think tank, cioè ai pensatoi politici, mentre qui è giusto che ci occupiamo di pink tank, cioè di passioni femminili... pink power, pink link...
“Meglio pink che punk”, arguisce la madre, che a quanto pare non ama molto la generazione 'no future', men che meno i Sex Pistols di 'Anarchy in the U.K.'.
Signora, God save the Queen?
“Non lo so: di sicuro meglio i Queen di Freddie Mercury che le drag-queen alla Platinette...”.
Buona questa, lei è una vera maestra di calembour... Andiamo avanti: qual è l'indumento femminile che preferisci, scarpe incluse?
Amo molto i completini di intimo, ne ho almeno una trentina.
Io invece colleziono solo giarrettiere: non a caso sono un fan di Keith 'Giarrett'... Sei figlia unica?
No, ho due sorelle molto più grandi, già sposate e accasate.
Alla terza 'sfornata' la mamma ha fatto il suo capolavoro: confessa che sei la sua cocca, il suo gioiello di famiglia...
In effetti sono molto coccolata, anche perché vivo con i miei, che non mi fanno mancare niente.
“E' anche la più viziata”, scherza sua madre.
Lo zio è il padre dei vizi, dice il proverbio...
“No, lo zio non c'entra”.
Bene, cambiano argomento. Le tue prime soddisfazioni di modella. Dicci tutto...
Diciamo che ho fatto alcune sfilate di moda a livello locale, tipo quella di sabato scorso in piazza a Reggio, organizzata dai commercianti del centro. Poi quest'anno partecipo, per la prima volta ufficialmente, al concorso Miss Italia. Mi ero iscritta anche l'anno scorso, ma ero troppo giovane, e così mi hanno assegnato un titolo simbolico, quello di Miss Mascotte.
Non ho l'età, non ho l'età, per sfilare... la mente va a Gigliola Cinquetti.
Già, ma quest'anno ho le carte in regola... e disputo direttamente le fasi regionali, nel senso che mi hanno permesso di 'saltare' le selezioni provinciali.
Un bel risultato, ottenuto sul campo per acclamazione...
Mah, ne riparleremo più avanti, in luglio, quando toccherà a me... e in ballo c'è anche la proclamazione di Miss Reggio, speriamo bene...
Per noi hai già vinto, siamo pronti a scommetterci (incrociamo le dita, tocchiamo ferro, spariamo al lupo)... Hai altri titoli nel cassetto?
Sono molto giovane, ho appena iniziato questo mio percorso, che spero di portare avanti al meglio: divertendomi, innanzitutto, e quindi togliendomi le mie belle soddisfazioni, arrivando al professionismo. Detto ciò, due anni fa ho vinto il titolo di Miss Ariosto... e in quell'occasione sono stata notata da Valmer, che mi ha chiamato a fare la valletta a “91° minuto”, la trasmissione calcistica sul calcio dilettantistico, in onda su Telereggio.
Ah, allora sei anche un volto televisivo.
Beh, in un certo senso sì... della tivù locale, da un paio d'anni. Attualmente siamo quattro ragazze: io, Francesca, Jasmine, Federica e l'altra Francesca.
Ti piace il calcio?
Mah, non tanto. E ne so poco, e quel poco l'ho imparato da mio padre, che tifa Inter e Bologna.
Tu cosa tifi?
Milan. Ma ripeto: il calcio non m'interessa granché, non è tra le mie priorità, e seguo poco la serie A o le varie coppe... Invece sono più incuriosita dal calcio locale, di cui sono abbastanza informata, anche perché ho un sacco di amici che giocano nei campionati minori, quindi per forza di cose mi sto appassionando...
Il calciatore famoso che ti piace di più?
Fernando Torres (di origine spagnola – ndr).
E qui in zona?
Beh, faccio due nomi di serie A: Andrea Costa (già da qualche anno alla Reggina) e Luca Cigarini (prima al Parma e adesso all'Atalanta), in quanto sono entrambi di Rivalta, cioè miei compaesani.
Sei mai stata con un calciatore?
No, mai stata... ma in futuro chissà... Anche se a dire il vero non stravedo per loro, specie nel ruolo di fidanzati... meglio starci alla larga, perché a mio avviso sono un po' troppo farfalloni.
Ben detto! A proposito: ce l'hai il moroso?
No, non ce l'ho, sono single, ormai da un anno e mezzo. Adesso non lo cerco, sto bene così.
Però sei molto corteggiata...
Abbastanza, ma non faccio niente per esserlo.
Tutti ti cercano, tutti ti vogliono, sei richiestissima. Su Facebook, ad esempio, hai più di 1.500 amici.
Beh, “amici”... diciamo che sono contatti, anche perché la maggior parte di questi non li conosco proprio. Funzione così, molto semplicemente: loro (soprattutto i maschietti) mi chiedono l'amicizia e io, un po' per educazione e un po' per compassione (sto scherzando, dai) gliela concedo.
Dopo Miss Ariosto e Miss Italia... Miss Facebook! Il titolo te lo assegniamo noi seduta stante.
Ah, grazie.
Sei la perfezione in persona, molto meglio di Noemi, tua coetanea, che è la 18enne preferita da Berlusconi.
Sarà, ma io non chiamo nessuno “Papi”.
Nemmeno Valmer?
No, nemmeno lui (ride – ndr).
Mai stata a Villa Certosa?
No, l'unica 'certosa' che conosco è un formaggio della Galbani.
Signora, lei è mai stata su un aereo di Stato?
“Macché aereo, macché Stato... nemmeno sull'elicottero della Masini, nemmeno sul dirigibile di Alessandri...”.
Melissa: come Melissa Satta, come Melissa P.: meglio fare la velina di Striscia o darsi cento colpi di spazzola prima di andare a dormire?
Meglio essere se stessi, senza spazzole e senza stacchetti...
Dieci e lode, brava! Dove ti vedi tra cinque anni?
Il mio desiderio, almeno oggi, è quello di riuscire a entrare nel mondo dello spettacolo, ma anche di fare l'attrice... nel frattempo, però, mi coltivo un mio 'piano B', ovvero l'iscrizione a una facoltà universitaria (studiare non fa mai male)... dopodiché, se proprio me la dovessi vedere brutta, potrei sempre accontentarmi di un bel posticino in banca, cioè di un posto fisso.
Io di posti fissi non ne ho mai avuti... conosco solo posti mobili, volanti. 'La gonna è nobile, qual schiuma al mento'... è un adattamento del Rigoletto di Verdi. Meglio Verdi (Giuseppe) o Verdone (Carlo)?
“Meglio un bicchierino di Verdicchio”, chiosa con una battutona la madre.
Allora cin-cin, signora, la chiacchierata è finita! (Prosit!)

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Nuove rivelazioni sulle allegre, disimpegnate serate del mitico Premier!
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POST-FRONDISMO: ANCHE FERRARA SI SMARCA (SUONANDO LA SIRENA)
Berlusconi denuncia un piano eversivo contro di lui, regista il gruppo editoriale di Repubblica e settori dell'opposizione vicini a una magistratura sensibile alte sollecitazioni politiche più faziose. Può essere che abbia ragione, tanto più che non parla di un oscuro complotto ma del dipanarsi alla luce del sole di una campagna di feroce inimicizia, che rimesta nel privato e punta al character assassination, al più completo sputtanamento del nemico sul piano interno e internazionale.
Questa rappresentazione della realtà, e chiamatela se volete "funzione di garanzia della libera stampa", nessuno la può onestamente negare. Il problema è che le armi affilate di questa campagna provengono tutte da Berlusconi in persona e dal suo entourage. La prima arma è una licenziosità di comportamento difficile da classificare, con molti tratti d'innocuo divertimento che abbiamo cercato di spiegare e di difendere su queste colonne fin dove possibile, uno stile di vita esposto comunque ai noti meccanismi di condizionamento e di ricatto che, vero o falso che sia il singolo racconto scandalistico, sono la eterna tentazione di coloro che frequentano in condizioni non perfettamente trasparenti gli uomini pubblici.
La seconda arma è un'autodifesa spesso risibile, esposta al ludibrio della stampa italiana e internazionale, difficile da capire nella logica di uno staff compos sui, capace di fare il proprio mestiere. Quando l'avvocato Ghedini, deputato, ammette anche solo per assurdo che possa essere vero il racconto di Patrizia D'Addario, la ragazza che si è non troppo metaforicamente autodenunciata come putain de la République et du premier ministre, e aggiunge che il suo cliente e leader non potrebbe comunque essere perseguito penalmente perché "utilizzatore finale" del corpo della ragazza, non soltanto dice una bestialità culturale e civile, ma riduce anche la storia in cui si cerca di invischiare il suo cliente, il che è veramente grave, a qualcosa di simile a quello che capitò all'onorevole Cosimo Mele.
Il presidente del Consiglio dei ministri, per quanto sfolgoranti siano le sue doti anomale di leader di un'Italia politica sburocratizzata, inventiva, orgogliosa, liberale, giocosa e un po' pazza, non può comportarsi come un deputato di provincia preso con le mani nel vasetto della marmellata.
Se non vuole stendere un velo di penosa incompetenza sull'insieme del suo lavoro di uomo di stato, per molti aspetti ottimo, Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all'insieme della sua opera e delle sue funzioni.
Il premier non si fa rappresentare da dichiarazioni slabbrate, non naviga per settimane tra mezze bugie che alimentano sospetti anche e soprattutto sugli aspetti più candidi del suo comportamento, non si dà per accessibile al primo che passa: un capo di governo parla al paese, agisce sulle cose che contano, evita di farsi intrappolare nello scandalismo, parla un linguaggio di verità capace di indurre il grosso della nazione, o quella parte di essa che non ha portato il cervello all'ammasso dell'antiberlusconismo più fazioso, a voltare pagina e stroncare le provocazioni.
Altrimenti si andrà avanti con questo 24 luglio permanente, in un clima di sospetti di palazzo arroventato da un establishment sempre pronto a tutte le incursioni corsare e anche da una classe dirigente di maggioranza e di governo attenta alle proprie convenienze e opportunisticamente piegata, orecchio a terra, a captare i rumori e i rumors di un imminente declino.
Siamo da molti anni amici politici non servili di Berlusconi, figura importante di un cambiamento italiano tuttora incompiuto, e abbiamo fatto il possibile, e talvolta l'impossibile, per razionalizzare il suo comportamento e valutarlo con la fairness che gli è negata dai molti farabutti che lo avversano. Ma ora tocca a lui tirarsi su da questa incredibile condizione di minorità civile in cui si è ficcato, e reagire con scrupolo, intelligenza e forza d'animo. La situazione si è fatta grave, e perfino seria.
(Giuliano Ferrara, "Il Foglio" di oggi)

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Uno scatto inedito (non sequestrato) della villa di Berlusconi in Sardegna

(*) Il termine "fine tuning" ha ormai acquisito stabile cittadinanza nel mondo della marca. Tanto da essere considerato, oggi, come una delle più importanti leve competitive sui mercati. Significa sintonia con il consumatore. Procedere a correzioni millimetriche, ma costanti, della mano del sinotinizzatore - come si fa con le radioline - per mantenere la giusta lunghezza d’onda.

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DOMANI SERA, A REGGIOLO, APPUNTAMENTO CON IL "RUTTOSOUND"!

L'esile ma non esiguo 'Fatuo' Filippi (Pdl) ha finalmente rivelato qualcosa di profondamente condivisibile e illuminante, e cioè che quella chiacchierona e ipercinetica della 'Vandea' Giampaoli, già fan del bibliofilo Dell'Utri e non estranea a un certo e talvolta ingiustificato protagonismo politico-mediatico, alle recenti elezioni pare proprio che abbia appoggiato il sindaco Delrio e la coalizione di centrosinistra, addirittura (endorsement a parte) 'sponsorizzando' precisi e contigui nomi in lista... nomi di "infiltrati" berluscones magicamente insufflati nelle fila del Pd, in barba a una solo presunta ma perentoriamente ostentata coerenza (integrità) politica della giunta uscente.
La quale, non a caso, spaventata dall'ipotesi del ballottaggio e dunque a caccia di stampelle e/o di gregari di rango da inglobare o cannibalizzare, e non senza lanciare un messaggio provocatorio quanto ambiguo (per non dire contraddittorio) alle segreterie di partito, non ci ha pensato due volte a sparigliare i giochi delle appartenenze e delle apparenze ideologiche, praticando una politique d'abord (una realpolitik) a dir poco machiavellica. Lanciando, cioè, una campagna acquisti a tutto campo (roba da calcio-mercato, forse anche da bancarella del pesce fresco) e a narici debitamente occluse (della serie: meglio turarsi il naso che farsela in mano o magari lasciarci il culo), con l'obiettivo, poi raggiunto, di "svuotare" (neutralizzandola) sia l'area catto-Udc che guardava alla Spaggiari (piazzando in squadra nientemeno che Manu Caselli, la Binetti de' noartri), sia l'area sinistrorso-comunista che non si è mai accodata alle scelte "graziane" di Teo Sassi.

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RIGORE A PORTA VUOTA. Il sindaco di Reggio sta perfezionando la "squadra" di governo (un 'cream'-team...): una giunta tuttifrutti, frittomisto, multitasking, multiculti, meltin' pot, pot-pourri; insomma, per accontentare un po' tutti (tranne Pol Pot)... Domanda: riuscirà lo stopper Delrio, già calciatore provetto, a centrare tutti gli "obiettivi" che si è dato? Riuscirà a segnare la rete della vittoria?

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Bet (sempre più elegante) e Jac: Albachiara c'è e lotta insieme a loro...

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Il bellissimo film "La cambiale" (1959) festeggia i suoi primi 50 anni...

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12/06: BREAK

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POTREBBE SEMBRARE BANALE... IN REALTA' E' UN PEZZO BELLISSIMO
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Il rocker Graziano Romani ha scritto un libro su Zagor

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Domani il leader degli Sdroncocobus Axl Frex compie 43 anni

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Il voto (deludente) aumenta le divisioni interne. Il consigliere con il record di preferenze (430) affonda il coltello nella piaga elettorale: "La candidatura di Fabione non è stata gradita..."
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Filippi al 30%? Tranquilli, "nessuna conseguenza"...
LE HA 'SPARATE' GROSSE? "A Reggio si trova un libro con la stessa facilità con cui in altre città si trova una pistola" (G.D.)
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Lo scarso risultato ottenuto dal Pdl al comune di Reggio riporta a galla le mai sopite o risolte frizioni in seno alla coalizione reggiana. E' il consigliere Marco Eboli, rieletto in Sala Tricolore per la quinta volta consecutiva, a invocare "una riflessione pacata ma severa sul responso delle urne, decisamente al di sotto delle aspettative".
"Fabio Filippi - dice Eboli - ha fatto una campagna elettorale generosa, e per questo lo ringrazio, ma dobbiamo prendere atto che la sua candidatura non è stata gradita dal nostro elettorato e la politica dei proclami roboanti del 30% si è scontrata con la realtà della metà dei voti annunciati". Lo storico esponente del centrodestra ricorda anche di essere stato "l’unico del direttivo provinciale ad astenersi sulla frettolosa decisione della sua candidatura".
Dopo aver ricordato il sorpasso della Lega e di Alessandri, Eboli è sferzante: "Quando si perdono 6 punti percentuali tra elezioni europee ed elezioni comunali, significa che chi guidava la lista non ha avuto la fiducia degli elettori". Il consigliere rincara: "Il coordinatore provinciale Massimiliano Camurani aveva dichiarato in una intervista ad un quotidiano locale che un insuccesso di Filippi sarebbe stato un suo insuccesso. Chiedo quali conseguenze vorrà dare a queste sue parole".
"Penso che la strategia politica di Camurani e Tommaso Lombardini - scrive ancora Eboli -, i quali si sono blindati nei collegi più sicuri della Provincia, decidendo autonomamente la composizione delle liste per il Comune di Reggio e per i Collegi provinciali, con criteri di selezione, soprattutto per la provincia, mai spiegati, sia da mettere in discussione in una prossima riunione degli eletti, considerato che l’esecutivo provinciale è stato esautorato già nella fase di definizione delle liste per il Comune e la Provincia".
In conclusione, il consigliere rincara: "L’amico Liborio Cataliotti ha ricordato che 10 anni fa, quando non eravamo al governo e il clima era decisamente più sfavorevole, la mia candidatura a sindaco in Comune e la sua in Provincia fruttarono 11 consiglieri per il centro destra in Comune, mentre oggi siamo a 6... ed erano 8 in Provincia, e oggi siamo a 6. Penso vi siano argomenti sufficienti per aprire una serena discussione che porti a lavorare proficuamente con gli alleati della Lega, con i quali si sono conseguiti importanti risultati a Viano e Guastalla, ma con l’orgoglio di rappresentare, beninteso, con il Pdl, il maggior partito italiano, anche a Reggio Emilia".
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TRE "DIVERTENTISSIME" (?) VIGNETTE PRESE DAL SITO DI FABIO FILIPPI

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ANTEPRIMA/La cover del nuovo numero di Trend, in edicola venerdì
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SCONTRO / RESA DEI CONTI DOPO IL FLOP DELLA LISTA CIVICA
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(Riceviamo e pubblichiamo)
“ADELMO HA SBAGLIATO E SI E' MESSO (E MOSSO) FUORI DALLA LISTA CIVICA: IL NOSTRO AVVERSARIO, INFATTI, NON ERA L’EX SINDACO”
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"Il consiglio direttivo di Scandiano Democratica, prendendo atto delle accanite posizioni di un promotore della sua lista riguardo l’utilizzo degli spazi della Rocca, interviene con la seguente nota: "Pur ribadendo, come Scandiano Democratica, l’assoluta contrarietà allo spostamento degli Uffici Comunali all’interno della Rocca, la rimessa in discussione del suo contratto di affitto e l’assurda spesa di 19 milioni di euro (che noi avremmo voluto destinare a fondi per la promozione del lavoro e delle famiglie con persone a carico non autosufficienti, argomento che riprenderemo puntualmente in mezzo alla gente), riteniamo che le posizioni di Adelmo Bassi siano state più contro le ambizioni dell’ex sindaco Angelo Giovannetti, il quale non era il nostro avversario, che non, invece, a un'assoluta priorità dei cittadini emersa durante la campagna elettorale. Ringraziamo comunque Bassi, che è stato tra i promotori della nostra iniziativa politico-amministativa, e auguriamo a lui di realizzare il suo campo da golf, e gli riconfermiamo la nostra stima personale e il rispetto delle (sue) idee.
Portare avanti un progetto, però, significa collegialità, e non esasperato personalismo come quello di aver preteso la stampa di migliaia di folders, con i soldi degli altri, e il loro volantinaggio, riferiti alla Rocca di Scandiano: un'iniziativa non condivisa dalla maggioranza di tutti noi, ma accettata per evitare a Bassi di remarci contro, come peraltro ha fatto, negli ultimi giorni della campagna elettorale, con grave danno di immagine per la lista stessa e delle sue candidate"."
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C'E' ODORE DI SAGRESTIA DIETRO LA CARESTIA DI VOTI DELLA DESTRA!
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Il neo-acquisto delriesco, non si sa bene se estratto dal cilindro o da un'acquasantiera, ossia la candidata Emanuela Caselli (già insegnante di matematica di Zarathustra alle superiori, a Scandiano, sul finire degli anni '80), espressione profonda dell'Azione Cattolica cittadina, ha drenato un fiume di voti nel mare magnum della coalizione di centrosinistra, conquistando altresì la 'recordship' delle preferenze per il comune di Reggio: 835 voti personali.
Amaro in bocca, invece, sul fronte opposto, quello, cioè, del gruppo editoriale cartaceo e televisivo vicino alla Spaggiari e al centrodestra, laddove l'eminenza grigia è, tra i tanti peones, l'ottimo giornalista e analista Dario Caselli. Morale: l'opposizione ne deve fare ancora parecchia, di strada, ma anche di autostrada, per strappare il comune a quei 'volpini ridens' dei castagnettiani.
E il consiglio di Zarathustra (affinché il viaggio non si trasformi in infinita Odissea), peraltro già raccolto e messo a frutto da quel "bravo e pulito pretino scarpinatore da campeggio di boy-scout in Val di Fassa" che è Graziano, è questo: ricordate di fermarvi ogni tanto in autogrill... perché i chilometri sono molti e i "caselli" (autostradali... ma anche con la C maiuscola) sono tanti, eccome se ce ne sono: fin troppi. E qualcuno, come s'è visto, ha pagato dazio. Disappagando Dario... e tra un dazio e un Dario, così come tra il dire e il fare..., c'è sempre di mezzo il mare, cioè l'affondare.
(c.a.p.)

FLOP. Ben 4 dei 9 candidati sindaci non entrano in consiglio comunale
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PD: 22
IDV: 1
SINISTRA-VERDI: 1
Tot. 24
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LEGA NORD: 7
PDL: 6
SPAGGIARI: 2
(di cui 1 UDC)
LISTA GRILLO: 1
Tot. 16


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ANCHE A SCANDIANO UN FAMELICO PD FA STRAGE DI SEGGI
E il Pdl guidato da Filippini ha ceduto fior di consensi alla Lega Nord!
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Il 24enne Filippo Moretti (Lega Nord, 31 preferenze) ce l'ha fatta!

PD: 13
IDV: 1
(Grillenzoni/quota Grillo)
Tot. 14
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PDL: 4
(Filippini, Pagliani e Nironi/quota AN + Beltrami/quota PSI)
LEGA NORD: 2 (Ferrari e Moretti)
Tot. 6

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Tutto come prima o quasi, oh madama la marchesa. La coalizione di centrosinistra stravince con il 65,57% dei consensi e il Pd fa man bassa di seggi (13 su 14). Il centrodestra si ferma al 31,29% e prende i 6 seggi che spettano all'opposizione. Lista civica a bocca asciutta. Boom della Lega Nord, che raggiunge il 13% dei voti (due consiglieri). E in consiglio comunale, in minoranza, entra anche un socialista (by Gianni Mattioli).

SCANDIANO MON AMOUR!
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Record di preferenze per Giuseppe Pagliani (Pdl: 272) e Corinna Montanari (Pd: 294). Al terzo posto Massimo Bizzocchi (Pd: 199).
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(Satira) Pizzeria di Casalgrande, ore 22.30: ieri sera il neo-riconfermato sindaco Rossi (la cui coalizione ha aumentato la percentuale di consenso rispetto a 5 anni fa: da 61,76 a 62,93%) ha stappato bottiglie per tutti.

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Casalgrande-decadence. Ecco i due consiglieri di centrosinistra che hanno ottenuto più preferenze (189 il primo, 179 la seconda): si tratta del Rossi-boy Alberto Vaccari (ingegnere di Sant'Antonino, già co-fondatore di "Quisipuò" nel lontano '93 nonché primo presidente de "L'Occhio", anno 1996) e della bella, brava e assolutamente "sfingea" Rossi-girl Ilaria Guidotti (insegnante ed educatrice... punto di forza della scuola materna "Santa Dorotea", istituto storicamente gestito da un gruppo di suore). L'Occhio ha portato fortuna a entrambi...

***

BALLOTTAGGIO ADDIO
Hanno tenuto Comune e Provincia con poco più del 52% dei consensi
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BOOM! Motti è l'unico reggiano ad aver ottenuto un seggio a Strasburgo

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Per rastrellare voti Castagnetti ha chiesto aiuto all'ex comunista Putin...

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EUROPEE/CRESCE LA LEGA, RADDOPPIA DI PIETRO. AFFLUENZA IN CALO
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CASALGRANDE. E’ scomparso nella tarda mattina di oggi il consigliere comunale dalla lista “Uniti per Casalgrande” Luigi Smiraglio. Gigi, com’era chiamato da tutti, era nato a Catanzaro il 1 Luglio 1950 e viveva a Casalgrande dal 1956. Era sposato con Ivana Ferretti e aveva due figli: Isabella, 33 anni che proprio ieri aveva accompagnato all’altare, e Marcello di 29 anni. Dirigente di un noto istituto di credito da pochi mesi a riposo e da sempre appassionato militante della sinistra locale, ha ricoperto la carica di assessore al personale e al bilancio nella Giunta guidata da Luciano Branchetti dal 2003 al 2004. Nello stesso anno è stato eletto consigliere comunale ed è capogruppo con il sindaco Andrea Rossi nella legislatura che si chiude oggi. Persona preparata e mite, disponibile al dialogo Gigi era molto impegnato anche nelle tante manifestazioni politiche e ricreative a partire dalla festa dell’Unità del Parco Secchia a Villalunga alla Notte al Castello, dove da sempre gestiva l’antica osteria.
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“Sono profondamente scosso e addolorato - ha dichiarato il sindaco Andrea Rossi -, anche se sapevamo che le sue condizioni si erano fortemente aggravate negli ultimi giorni. Prima di perdere un importante riferimento politico e istituzionale ho perso un caro amico. Di Gigi ci mancherà la sua lucidità politica, la sua competenza tecnica e di amministratore, la sua misura e la sua presenza a tutti i più importanti appuntamenti istituzionali, politici e culturali di Casalgrande. Ma soprattutto ci mancherà la sua dimensiona umana, il suo sapere stare con gli amici e con le persone, il suo sapere fare gruppo con spontaneità e intelligenza. L’amministrazione comunale si stringe con affetto alla moglie, ai figli e a tutti i suoi famigliari”. I funerali si svolgeranno martedì 9 giugno alle ore 10.00 presso la chiesa di Casalgrande Alto.
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“Davvero difficile trovare parole appropriate per ricordare e descrivere Gigi”. Queste le prime parole del segretario del Pd di Casalgrande Alda Iori alla notizia della scomparsa di Luigi Smiraglio, capogruppo in consiglio comunale della lista “Uniti per Casalgrande”, già assessore al personale e al bilancio e dirigente del partito. “E’ stato prima di tutto un amico, un collaboratore prezioso, puntuale e sempre disponibile, lungimirante e propositivo. Ciò che ci mancherà maggiormente è l’amicizia che ci ha sempre accordato, il lavoro che ha svolto con impegno e serietà all’interno delle istituzioni locali, l’importante contributo che fino all’ultimo ha dato alle attività del partito fino agli ultimi giorni di questa campagna elettorale. Voglio poi ricordare, continua Alda Iori, la professionalità e la competenza che ha sempre dimostrato negli incarichi di governo, oltre alla sua simpatia e al buonumore con cui, armato di pennello, si presentava puntualmente alla festa di Villalunga a tinteggiare pannelli e a preparare gli stand”. Il Pd di Casalgrande, con questi ricordi, esprime il più sincero cordoglio e rinnova i sentimenti di amicizia alla moglie Ivana e ai figli Isabella e Marcello.
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Il capogruppo della lista Patto per Casalgrande, nonché candidato sindaco Paolo Filippini, anche in veste di segretario politico della Lega Nord per la zona ceramiche, esprime il suo sincero cordoglio per la prematura scomparsa di Luigi Smiraglio, capogruppo della lista Uniti per Casalgrande, presentando le più sentite condoglianze alla famiglia e all'intero consiglio comunale. Un altro grave lutto ha quindi colpito l'amministrazione comunale di Casalgrande, dopo che solo pochi mesi fa era scomparso l'assessore Antonio Grossi, attivista storico del Partito della Rifondazione Comunista.
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Per le signore invece è meglio scegliere un partner di pari età
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Gli uomini che sposano donne giovani vivono più a lungo. Che scegliersi come partner una signora con parecchi anni in meno potesse essere «vantaggioso» lo hanno capito anche diversi personaggi dello star-system come il sessantacinquenne Michael Douglas, che da quasi dieci anni vive con la bellissima Chatherine Zeta-Jones, o come «l'icona» Hugh Hefner, patron di Playboy, che nonostante le ottantatrè primavere, da parecchio tempo ha al suo fianco donne poco più che ventenni. Adesso ad avvalorare in termini di «salute» la bontà della scelta di questi personaggi arriva una ricerca dell'accreditato «Max Planck Institute for Demographic Research» di Rostock, uno dei più importanti centri di ricerca demografica al mondo. In un articolo pubblicato sulla rivista online dell’Istituto il professore Sven Drefahl presenta infatti le conclusioni di un suo lungo studio intitolato «How does the age Gap between Partners affect their survival» (come la differenza di età tra partner influenza la sopravvivenza). I risultati? Gli uomini che sposano una donna più giovane hanno, statisticamente parlando, più probabilità di raggiungere la vecchiaia senza problemi, mentre per le donne, sempre stando ai «freddi numeri», pare un migliore affare unirsi in matrimonio con un coetaneo.
GLI UOMINI. Lo studio ha preso in esame le persone decedute in Danimarca tra il 1990 e 2005. Secondo i dati raccolti gli uomini legati a donne più giovani di 7-9 anni hanno l’11% di probabilità in meno di morire prematuramente e questa cifra aumenta fino al 20% se la partner ha circa 15-17 anni meno. Ma quali sarebbero i motivi all'origine di questo vantaggio? Ovviamente la discussione è aperta, però una spiegazione plausibile potrebbe essere ricercata in una sorta di «selezione naturale all'origine». In altre parole è più facile che uomini di per sè in salute, di successo e con qualità singolari possono attrarre donne tanto più giovani. Naturalmente vi sono anche altre possibili spiegazioni. Ad esempio - secondo l'autore - una donna giovane potrebbe essere più efficiente nel prendersi cura di un partner anziano: «E innegabile - spiega il professore Drefahl – che una donna giovane abbia potenzialmente maggiori energie per offrire attenzioni al suo compagno». E ciò potrebbe avere ricadute sullo stato di salute del medesimo . Inoltre, secondo il professore, non bisogna dimenticare il fattore psicologico: avere una donna molto più giovane accanto trasmette spesso energia e voglia di vivere.
LE DONNE. Se per la longevità dell’uomo avere una partner più giovane sembra quindi poter essere un buon investimento in termini di sopravvivenza, per le donne il discorso pare diverso. Per il gentil sesso infatti sposare un uomo più giovane o più anziano non si tradurrebbe in un vantaggio in termini di longevità. Le statistiche presentate dal professor Drehal sembrano spietate: le donne che hanno una differenza di età di 7-9 anni rispetto al partner hanno il 20% di possibilità in più di morire prematuramente. La percentuale arriva al 30% se la differenza di età tocca i 15-17 anni. Lo studio, invece, dimostra che per trarre giovamento da un matrimonio la donna debba sposare un uomo che ha su per giù la sua stessa età. Secondo il professor Drehal anche in questo caso una spiegazione può essere suggerita: «Le donne generalmente hanno più rapporti sociali degli uomini» scrive Drehal nel suo studio. «Ciò significa che sono molto meno dipendenti degli uomini per tutto ciò che è legato alla salute e alla socialità. Da ciò consegue che una partner giovane può influenzare la longevità di un uomo più anziano di lei , un marito giovane non sarà affatto indispensabile allo scopo a ruoli invertiti». (Francesco Tortora, Corriere della Sera)
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ULTIMI COLPI DI SOLE DA VOTO! Da "La Stampa" di oggi

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(Satira) Ultimi lampi di campagna elettorale. Le opposizioni attaccano: "La giunta inaugura cose già inaugurate o che ancora non esistono". Il sindaco replica: "Non si facciano illusioni, lunedì pomeriggio inaugurerò pure la mia seconda legislatura... e non farò prigionieri".

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Ecco alcuni passaggi dell'inchiesta-verità...
"Ora basta con i trabocchetti". "Autovelox clonati a decine e disseminati qua e là. Parla il presidente dell'Aci: una patologia sconcertante, dovrebbero servire per regolare la circolazione stradale ma vengono utilizzati per 'rubare' ai cittadini"
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Possibile, presidente Gelpi (Enrico)?
«La cosa è sconcertante. Strumenti come l’autovelox, che devono servire per regolare la circolazione stradale, vengono utilizzati per rubare ai cittadini, per fare soldi non correttamente. E’ una patologia del sistema. Ma non solo».
C’è altro?
«E’ anche un segnale che spesso i Comuni, soprattutto quelli piccoli, utilizzano certi strumenti non tanto con scopi di sicurezza e prevenzione, quanto per arrotondare i bilanci. Al Forum delle polizie locali a Riva del Garda la nostra Fondazione Caracciolo ha offerto dei dati, a cominciare da quello di 12 milioni e mezzo come numero complessivo di contravvenzioni in un anno in Italia. Una cifra impressionante. In certi Comuni, anche di modeste dimensioni, ci sono fino a sette autovelox e neanche un etilometro».
Con quali conseguenze pratiche?
«Un comandante della polizia municipale di una città che non nomino mi ha detto: la pre-segnalazione della presenza di autovelox è controproducente, l’automobilista rallenta e si salva. E’ assurdo. La prevenzione serve a evitare comportamenti a rischio più che a sanzionarli una volta che si sono verificati. Questi strumenti vanno usati a scopo preventivo e non soltanto per punire».
Non crede che ci sia una discrezionalità eccessiva?
«Il progetto di legge alla commissione Trasporti della Camera comprende un norma sui luoghi dove non devono essere collocati gli autovelox, per esempio nelle aree extraurbane. Oggi avviene il contrario. Oppure vengono piazzati in posizioni nascoste. Il progetto di legge, sostenuto anche da sentenze della Cassazione, dice che gli autovelox vanno pre-segnalati. Come a dire che non devono essere trabocchetti per automobilisti».
(Gabriele Moroni, "Resto del Carlino")

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RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO...
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IL PD SI AFFIDA AI COMICI: DARIO FRANCES... PARDON, VERGASSOLA SE LA RIDE CON DELRIO E LA MASINI, MENTRE NELLA ZONA CERAMICHE MAMMI (3 giugno) E ROSSI (5 giugno) SI AGGRAPPANO ALLE BATTUTE IN DIALETTO DI ANTONIO GUIDETTI. DOMANDA: FINIRA' TUTTO IN VACCA?
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MAI DIRE MAIL
"Egr. Direttore,
confrontandomi su temi politici in vista delle imminenti elezioni con amici e conoscenti, ho avvertito molte perplessità sulla scelta del Sindaco: spesso infatti ho riscontrato la volontà di votare una lista e un candidato sindaco collegato ad un’altra, visto anche il numero e la varietà dell’”offerta” di potenziali amministratori.
Documentandomi sulle norme relative alle elezioni ho scoperto che per le amministrative nei comuni della dimensione di Reggio Emilia (e di Scandiano - ndr) è possibile il cosiddetto voto disgiunto, che permette di scegliere un candidato sindaco – facendo la croce sul suo nome – e contestualmente dare il voto di preferenza ad un candidato consigliere di una lista differente.
Credo pertanto che il vostro giornale – sempre attento alle esigenze dei lettori, e sempre pronto a fornire informazioni utili alla comunità – dovrebbe fare chiarezza su questa materia, divulgando ciò che la legge prevede e consente. Credo inoltre che questo sarebbe un servizio importante per permettere la corretta espressione del voto, diritto fondamentale della democrazia". Distinti saluti, dott. Ines Nicoli

Zarathustra, se votasse a Scandiano farebbe due "croci" (voto disgiunto): voterebbe il candidato consigliere Filippo Moretti e il candidato sindaco Angelo Santoro.
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COMUNI 'FURBETTI', IL CERCHIO SI STRINGE...
Contravvenzioni per un impor­to complessivo di 11,3 milioni di euro!
La Finanza sequestra cinquanta dispositivi irregolari in 70 Comuni!!!

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Oltre cinquanta autovelox clonati sono stati se­questrati in diverse regioni ita­liane dagli uomini della Guar­dia di Finanza di Sala Consilina su disposizione del procurato­re capo del centro salernitano, Amato Barile. L’indagine sem­bra prospettare una enorme truffa a danno degli automobi­­listi: tra il 2007 e il 2009 gli au­tovelox irregolari hanno fotografato, rilevandone l’eccesso di velocità, 81.555 vetture, e nei confronti dei relativi pro­prietari sono state poi elevate contravvenzioni per un impor­to complessivo di 11 milioni e 300 mila euro.
Al centro dei sospetti una società con sede a Desenzano del Gar­da, nel Bresciano, e titolare di appalti con almeno una settan­tina di Comuni su tutto il terri­torio nazionale. A differenza di Polizia e Cara­binieri, che gestiscono in pro­prio gli autovelox e ne curano anche l’installazione, i Comuni si affidano a ditte esterne. Quando i finanzieri sono andati a perquisirne la sede di Desenzano, hanno sequestra­to numerosi processori (cpu) per autovelox Velomatic 512 ri­sultati clonati. Inoltre gli accer­tamenti delle Fiamme gialle hanno consentito di individua­re sulle strade italiane diversi apparecchi per il rilevamento della velocità che avevano lo stesso numero di serie di altri già in precedenza sequestrati: si trattava quindi chiaramente di impianti clonati. Addirittu­ra funzionavano anche autove­lox che, secondo quanto atte­stato, erano stati rottamati.
A fronte di tanti impianti il­leciti, però, la truffa prevede­va, come spiegano alla Guar­dia di finanza, che sui verbali di contravvenzione venisse ri­portato sempre il numero di matricola di un autovelox au­torizzato, in modo che anche un eventuale tentativo di im­pugnazione davanti al giudice di pace non avesse alcuna pos­sibilità di successo. L’inchiesta del procuratore Barile non è ancora conclusa, né per il momento ci sono provvedimenti nei confronti di persone. Ma l’accertamento di un numero così elevato di contravvenzioni irregolari ha già spinto il Codacons a mobi­­litarsi e a chiedere che chi ha subito le multe sia risarcito dal punto di vista economico e che gli siano restituiti i punti automaticamente sottratti dal­la patente per l’eccesso di velo­cità, anche quando siano sca­duti i termini per presentare i ricorsi. «Si tratta dell’ennesi­mo sequestro che dimostra co­me i Comuni ormai utilizzino strumenti illeciti e violino il co­dice della strada pur di fare cassa», dice l’associazione dei consumatori. E chiede anche che si intervenga per regolariz­zare i semavelox (T-Red, Photored, Vistared - ndr), cioè gli apparec­chi che rilevano il passaggio delle auto ai semafori e che già sono stati al centro di inchie­ste perché collegati a semafori in cui la durata del giallo era stata ridotta drasticamente pe­nalizzando gli automobilisti.
(Fulvio Bufi, Corriere della Sera, 2 giugno 2009)

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