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Al via il Cersaie. Manfredini: "Nel 2009 calo fatturato del 20%"
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Ieri a Bologna è iniziata la fiera della piastrella. Durerà fino a sabato...
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Nel 2008 la produzione italiana è scesa dell'8%, è diminuito il tasso di occupazione (-3%), si sono spenti alcuni forni (-9%) e chiuse alcune aziende (-5%). Manfredini: "Non si tratta di una crisi del prodotto. La piastrella in ceramica riscuote ancora molto successo, è competitiva e sta conquistando anche nuovi spazi di impiego. Purtroppo questa fase economica ha colpito il settore immobiliare e di conseguenza anche noi". Secondo la 29° indagine statistica sul settore, sono 195 in Italia le aziende industriali produttrici di piastrelle, collocate perlopiù tra Reggio e Modena. Le imprese, che lavorano su 290 stabilimenti, occupano 26.364 lavoratori e nel 2008 hanno prodotto 512,5 milioni di m2 di materiale. Il 2008 ha registrato queste contrazioni: -6,40% nelle vendite oltre confine e -9,92% in quelle in Italia per un fatturato di circa 5 miliardi e mezzo di euro (-4,63%). Detto ciò, gli investimenti continuano a essere costanti: dopo la forte crescita registrata nel 2007 (+18,14%), anche nel 2008 le aziende non si sono tirate indietro e hanno investito 303,8 milioni di euro, con un'incidenza sul fatturato del 5,51%. A giocare un ruolo fondamentale in questo business è senz'altro l'esportazione, che corrisponde al 73,3% delle vendite totali e che ha subito nell'ultimo periodo una frenata del 6,4%. Tra i mercati che ne hanno risentito: Germania, Grecia, Gran Bretagna, Spagna e ovviamente Stati Uniti. Positive invece sono rimaste le esportazioni in Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Russia, Asia e Africa. "Per il 2009 stimiamo un calo del fatturato del 20%, ma non ci scoraggiamo". (Corriere Economia, 28 settembre)

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"La regina del mondo", Jacques Julliard
Il potere dell'opinione pubblica (pref. di F. De Bortoli) - Marsilio (9/09)
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«Un leader democratico non può avere per unico programma quello di essere compreso, e ancor meno quello di essere amato. Ma conduce il popolo a volere ciò che è nel suo superiore interesse. Il riconoscimento, quando e se avviene, non può essere che finale o postumo. La sua ricompensa è quella di ogni maestro: diventare un servo inutile (come Zarathustra - ndr). Per permettere alla regina del mondo di diventare padrona di se stessa». Lo storico e giornalista Jacques Julliard riconosce negli avvenimenti dell’attualità i segni di una rivolta dell’opinione pubblica, la regina del mondo, nei confronti della politica tradizionale. Se i fenomeni d’opinione sono sempre esistiti nei sistemi politici, ciò che colpisce oggi è il carattere permanente della pressione esercitata, tanto da poter parlare di una “doxocrazia”. È in ballo il futuro della democrazia. La partita si giocherà sull’equilibrio che saremo in grado di raggiungere tra le due facce della rappresentanza: la politica e i media. «Una politica che torni ad ascoltare il territorio, a battere i marciapiedi, a sporcarsi le mani con le paure più inconfessabili e i bisogni più elementari – scrive Ferruccio de Bortoli nella prefazione – può avere un futuro. Altrimenti la Rete la seppellirà».
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"Il grande silenzio - Intervista sugli intellettuali"
Alberto Asor Rosa (a cura di Simonetta Fiori) - Laterza (9/09)
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Il nesso tra cultura e politica, indissolubile fin dalle origini dell'Italia unita, in questi decenni è stato polverizzato. Ne è derivato il "grande silenzio" - è un'espressione di Garin -, il vuoto del pensiero critico, travolto dalla "civiltà montante". Intervistato da Simonetta Fiori, Asor Rosa, uno degli studiosi che più hanno riflettuto sulla nostra storia culturale, racconta un Novecento disincantato e a tratti sorprendente e indaga il complesso rapporto tra cultura e politica nella storia italiana, soffermandosi sulla sinistra intellettuale della seconda metà del Novecento. Pagine affollate di personaggi celebri - da Pasolini a Calvino, da Fortini a Eco, da Togliatti a Berlinguer, da Tronti a don Milani - e di riflessioni inattese disegnano l'illusione del ceto colto di poter intervenire sulla realtà e il suo sgretolarsi nella stagione del terrorismo.

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Sei "una cattiva maestra". Si è inferocita, Giorgia Meloni, leggendo Lidia Ravera che sul Corriere della sera, riassumeva la situazione delle donne in politica così: "A destra entrano per meriti orizzontali e sono poche. A sinistra ci sono la Finocchiaro e la Bindi, che non credo abbiano fatto spassare qualche maschietto". La Meloni ha preso cappello: "Leggo l'intervista di Lidia Ravera e trasecolo. Forse non dovrei. Ma che vuoi, dopo circa 17 anni di impegno, di militanza e lavoro - quanto valido non devo essere io a giudicarlo - scoprire di aver fatto un percorso in orizzontale, come ‘tutte' le donne di destra, quasi fossi una collaudatrice di materassi mi lascia perplessa".
La Meloni ha ragione. Non perchè non ci siano donne "orizzontali" a destra (ce n'è molte, alla corte di Papi, e lei dovrebbe dire anche questo), ma perchè la Ravera dimentica che purtroppo ce n'è anche a sinistra. Anna Serafini ottenne dal marito, Piero Fassino, di essere ricandidata contro lo statuto dei Ds (il "lodo Serafini"). E alla Camera, nel Pd, sono sbarcate segretarie di ex ministri (Luciana Pedoto) e cocche di papà (Valentina Cardinale). Fra l'altro, le prime "leader donna" sono arrivate a destra: la stessa Meloni e Renata Polverini. Almeno sul tema materassi, urge "verticalità" bipartisan. (Luca Telese, Il Fatto Quotidiano)
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"Questo uomo prossimo a compiere 73 anni ha la necessità vitale di credere, e di far credere, che delle donne più giovani di mezzo secolo lo desidererebbero per amore e non per soldi, per ricerca di lavoro, per richieste di favori. E' la bugia più grande di tutte, quella che il Berlusconi seduttore sente il bisogno di propinare innanzitutto a se stesso". E avrà pure delle buone ragioni per affermare quel che afferma, il nostro imbufalito Lerner, ma gliele spiega lui, adesso, a Giovanni Sartori e alla sua Isabella? (Andrea Marcenaro, Il Foglio)
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Scandiano, successo della 1° volta di "Arteinfiera", svoltasi nel weekend
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Da sin.: Elena, Romano Giuliani, il principino Ferrari, il duca Zarathustra

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Pratissolo: successo per la festa della coop. Lo Stradello (domenica 27)

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Scampoli di fine estate: è tutta una questione di fasce!. Erika Buteri, 23 anni, segretaria d'azienda di Bordighera (Imperia), è stata eletta sabato sera «Miss Maglietta Bagnata 2009». A sinistra, il sindaco (mister giacchetta asciuttina) alle prese con le grane della fusione Iride-Enìa

-> Giornalisti in ginocchio: la Rai vuole togliere la tutela legale a Report
IL DITO NELLA PIAGA DELLE QUERELE INTIMIDATORIE. "A chi ha il portafogli gonfio conviene chiedere danni miliardari in sede civile, perché tutto quello che rischia è il pagamento delle spese dell’avvocato. Perché non si applica il diritto anglosassone? Ovvero: chiedi 10 milioni di risarcimento per niente? Bene, se perdi rischi di doverne pagare 20
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La giornalista: "Ho una trentina di cause. Non riesco ad avere una polizza per le spese legali. Solo una compagnia inglese e una americana disponibili a rifondere il danno, non le spese"
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Luigi Ferrarella, sulle pagine del Corriere (e di questo blog, ieri - ndr), ha sollevato un problema che condivido e mi tocca da vicino: la pressione politica (che in Italia è particolarmente anomala e pesante) sul condizionamento della libertà d’informazione forse non è l’aspetto più importante, anche se ciclicamente emerge quando coinvolge personaggi noti. Per questo facciamo grandi battaglie di principio e ignoriamo gli aspetti «pratici». Premesso che chiunque si senta diffamato ha il diritto di querelare, che chi non fa bene il proprio mestiere deve pagare, parliamo ora di chi lavora con coscienza. Alla sottoscritta era stata manifestata l'intenzione di togliere la tutela legale.
La direzione della terza rete ha fatto una battaglia affinché questa intenzione rientrasse, motivata dal dovere del servizio pubblico di esercitare il giornalismo d’inchiesta assumendosene rischi e responsabilità. Nell’incertezza sul come sarebbe andata a finire ho cercato un’assicurazione che coprisse le spese legali e l’eventuale danno in caso di soccombenza dovuta a fatti non dolosi. Intanto sul mercato italiano, di fatto, nessun operatore stipula polizze del genere, mentre su quello internazionale questa prassi è più diffusa. Bene, dopo aver compilato un questionario con l’elenco del numero di cause, l’ammontare dei danni richiesti e l’esito delle sentenze, una compagnia americana e una inglese, tenendo conto del comportamento giudicato fino a questo momento virtuoso, si sono dichiarate disponibili ad assicurare l’eventuale danno, ma non le spese legali. Sembra assurdo, ma il danno è un rischio che si può correre, mentre le spese legali in Italia sono una certezza: le cause possono durare fino a 10 anni e chiunque, impunemente, ti può trascinare in un tribunale a prescindere dalla reale esistenza del fatto diffamatorio (anche noi ne sappiamo qualcosina... - ndr).
A chi ha il portafogli gonfio conviene chiedere risarcimenti miliardari in sede civile, perché tutto quello che rischia è il pagamento delle spese dell’avvocato. L’editore invece deve accantonare nel fondo rischi una percentuale dei danni richiesti per tutta la durata del procedimento e anticipare le spese ad una montagna di avvocati. Solo un editore molto solido può permettersi di resistere. Quattro anni fa mi sono stati chiesti 130 milioni di euro di risarcimento per un fatto inesistente, e la sentenza è ancora di là da venire. Se alle mie spalle invece della Rai ci fosse stata un’emittente più piccola avrebbe dovuto dichiarare lo stato di crisi. Visto che ad oggi le cause pendenti sulla mia testa sono una trentina, è facile capire che alla fine una pressione del genere può essere ben più potente di quella dei politici, e diventare fisicamente insostenibile. Questo avviene perché non esiste uno strumento di tutela. L’art. 96 del codice di procedura civile punisce l’autore delle lite temeraria, ma in che modo? Con una sanzione blanda, quasi mai applicata, che si fonda su una valutazione tecnica: «paghi questa multa perché hai disturbato il giudice per un fatto inesistente». Nel diritto anglosassone invece la valutazione è «sociale», e il giudice ha il potere di condannare al pagamento di danni puntivi: «Chiedi 10 milioni di risarcimento per niente? Bene, ma rischi di doverne pagare 20». La sanzione è parametrata sul valore della libertà di stampa, che viene limitata da un comportamento intimidatorio (yeah!). La condanna pertanto deve essere esemplare. Ecco, copiamo tante cose dall’America, potremmo importare anche questa norma. Sarebbe il primo passo verso una libertà tutelata prima di tutto dal diritto. Al tiranno di turno puoi rispondere con uno strumento politico, quale la protesta, la manifestazione, ma se sei seppellito dalle cause, anche se infondate, alla fine soccombi. (Milena Gabanelli, Corriere della Sera, oggi)
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Finalmente ieri su Repubblica il punto di vista di un uomo moderno, Gad Lerner, che le ha cantate al Cav. e a tutti i sessualmente fissati ("il retrogrado galateo di Silvio Berlusconi"). Quelli che considerano le donne "prede da conquistare", "ornamento e oggetto del desiderio" (e non figure angelicate con cui discutere di Proust), e gli anzianotti che si illudono di riuscire nella conquista non per via di denaro, posizione e potere, ma per quel fondoschiena da urlo che a sessanta o a settant'anni fa ancora la sua figura (orrore).
Verissimo: gli uomini sono tutt'altro, sognano tutt'altro, conquistano in tutt'altro modo e per provarlo rivolgeremo a Gad Lerner dieci semplici ma urgenti domande a sfondo non troppo erotico (non rispondere alle quali costituirebbe un ulteriore violento attacco alla libertà di stampa).
1. A che scopo Mao Tse Tung riceveva vergini a palazzo, per rinvigorire il morale delle Guardie Rosse?
2. Per quale motivo Fidel Castro ha invaso il pianeta con undici figli segreti, per dare impulso alla coltivazione della barbabietola da zucchero socialista?
3. John Fitzgerald Kennedy accettò, pur di allietare i figli con le canzoncine di buon compleanno, di intrecciare appassionate relazioni con Marylin Monroe e decine di altre, cominciando durante la luna di miele?
4. Ted Kennedy diventò una specie di maniaco sessuale con annesso incidente mortale (per l'amante) perché troppo sconvolto per la morte dei fratelli?
5. Paul Newman, amante focoso di uomini e donne di ogni età ("Paul scopa praticamente tutto quello che si muove", dalla sua ultima biografia), sacrificò all'arte una vita altrimenti irreprensibile?
6. Roman Polanski (senza scendere nei particolari su Roman Polanski), stava cercando ispirazione per il seguito di "Rosemary's Baby"?
7. Bill Clinton si occupava personalmente della formazione delle stagiste perché un vero capo non delega mai?
8. Valéry Giscard d'Estaing, che ha dichiarato di avere amato Lady D e di essere "diventato, col tempo, più libero nel sesso", si è immolato per la grandeur della Francia?
9. François Mitterrand, numerose amanti e una figlia segreta, aveva grande appeal sulle donne per via di quei pazzeschi bicipiti e pettorali che tutta Europa ancora gli invidia?
10. Alla luce di quanto sopra riportato, signor Lerner, può in coscienza dichiarare di condurre trasmissioni televisive, ultima "L'infedele", esclusivamente per aiutare la rinascita democratica di questo paese, nonostante l'incolmabile vuoto lasciato da Romano Prodi, e assolutamente non per, sbadatamente, incidentalmente, casualmente, platonicamente rimorchiare? (Annalena Benini, Il Foglio, oggi)
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"Chiagne e fotte", vittoria! Obiettivo n.2: ridare la rubricona a don Ranza
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Tanto tuonò... che alla fine non piovve! Tarallucci e vino: ritirato il "piano" delle 37 mobilità. Duccio-duccio sento odor di giornaluccio: torna il sereno al gruppo E'tv-L'Informazione. San Gennaro (l'assessore regionale Pd) ha fatto il miracolo: restano tutti (qui ci vorrebbe un vero trenino per festeggiare la notiziona!). Confermato in pieno il pronostico di Zarathustra, reso noto diversi giorni fa ("Tanto rumore per nulla: poche lacrime e comunque nessun spargimento di sangue, nessun licenziamento"). Decisa solo un po' di solidarietà tra giornalisti sugli stipendi: uno per tutti, tutti per uno... e sulla strada nessuno!

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(*) VENERDI' ESCE IL NUOVO NUMERO BUM-BUM DE "L'OCCHIO"
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30 anni fa Iva! L'Aquila di Ligonchio posò per la copertina di "Playboy"
Gran bella donna! Sopra, due pagine glamour apparse su Eva 3000...

1) Oggi i delegati sindacali di un noto gruppo editoriale sono stati ricevuti dall'assessore regionale Duccio Campagnoli a Bologna. 2) Dite ad Andrea "Budapest" Rossi di fare gli auguri a Bersani, che domani (29/9) compie gli anni. 3) Dite a Giusy Pagliani di fare gli auguri a Berlusconi, che domani compie pure lui gli anni.

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Ieri sera (domenica 27/9), Casalgrande, teatro De André: "Omaggio ad Alda Merini", by Poesia Nuda. Il cast: O. Bigi (pianoforte), G. Ferraccù (voce recitante), F. Bigi (danza moderna), V. Gennari (tango argentino), M. Rivi (tango argentino) e D. Donadelli (fisa). E con la partecipazione del M° Paolo Gandolfi alla fisarmonica (ph. Dario Davalli)

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Domenica scorsa a Scandiano si è sposato Lello del Bananas (con Elena)
Marito e moglie sono ora in luna di miele a New York (Ph.Guido Mattioli)

-> Di contro, non è giusto perseguitare o diffamare senza pagare dazio
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-> "Le querele sono strumento di intimidazione". Basterebbe chiedere una bella nota di rettifica o scuse (e pretendere lo stesso risalto). Il "Corriere" scopre le maxirichieste di danni da parte di chi non rischia alcunché a farle. A meno che...
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I giornalisti che avvertono sempre mag­giori ostacoli all’esercizio della libertà di stampa vengono bruscamente liqui­dati come diffamatori piagnucolanti, che prima devastano le vite altrui e poi pretendono immunità per non ripagare i dan­ni alla reputazione delle persone e aziende che li querelano (nel penale) o chiedono ingenti risarcimenti (nel civile). Non è un caso. Sia perché per alcuni «canto­ri » della libertà di stampa è davvero così. Sia - soprattutto - perché è il prezzo, salato, che l’intera categoria paga per aver lasciato che dilagasse il contagio di prassi giornalisti­che imprecise e superficiali, obliquamente omissive o dolosamente inveritiere, indulgen­ti verso lo «spaccio» di falsità in non sempre «modica quantità», a volte sconfinanti nel manganello a mezzo stampa per colpire l'av­versario politico o economico dell'editore.
Con il risultato che «quando un organo di in­formazione mente, avvelena la collettività, e anche gli articoli degli altri giornali diventano sospetti - anticipava già nel 1981 il mea culpa del direttore del Washington Post per un falso scoop -: il lettore colpito da una notizia si sente autorizzato a valutarla con sospetto, i fat­ti non soltanto vengono messi in discussione ma perdono anche il loro valore di realtà». Pa­rabola che, in salsa italiana, affiorava sin nella parodia che nel 1992 il comico Loche faceva del giornalista «truffa-truffa-ambiguità» che «pare-sembra-forse-non garantisco verità» . Ma ora anche le querele e le richieste di dan­ni hanno perso il loro valore di verità.
Sempre meno strumenti di ristoro della reputazione calpestata dall’errore colpevole o dal dolo scientifico del giornalista, le azioni legali di­ventano così tante e sono spesso talmente in­fondate da essere piuttosto brandite come uno strumento di intimidazione sul cronista («anche se stavolta hai scritto giusto, attento a riscrivere la prossima volta») e sull’editore, al­le prese con rischi di risarcimenti e con spese di difesa tali da mettere in ginocchio il bilan­cio di un’azienda editoriale medio-piccola. Si dirà: c’è un giudice, e se il giornalista sba­glia, è giusto che vada incontro a pena pecunia­ria, reclusione, riparazione pecuniaria, risarci­mento dei danni morali e patrimoniali, paga­mento delle spese di giudizio... (CONTINUA DENTRO)

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NO ALLO SCONTRO A OLTRANZA, TORNIAMO A RIDERE E PENSARE BENE
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(Satira politica)
Fanno le budella d'oro sulla pelle (adesso anche sulle palle!) del Premier
Gridano al "regggime!" ma continuano a sfornare liberamente giornali, programmi, libri, dvd (oltre a essere ospitati con interviste su quotidiani, periodici, radio e tv... per non parlare di Internet, in cui sono fortissimi)
Dalle vicende di mafia alla camera da letto: il filone tira ed è inesauribile

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->Santoro & C.: sacrosanto fare luce su insistite "licenze d'eccedere"
->E Il Giornale e Libero invitano a disdire il canone della tv pubblica

Nessuno in democrazia può porsi al di sopra della regole: se libertà deve essere, com'è giusto che sia, allora valga sempre e non solo per alcuni...

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-> Loro possono attaccare tutti: ma se qualcuno li critica, apriti cielo!
->"ROVESCIAMENTO DI REALTA': GLI INQUISITORI FANNO LE VITTIME"

Il Pdl: "Sottili illazioni, volgari allusioni, tesi precostituite: adesso basta"
Loro unico obiettivo? Far cadere Berlusconi per sostituirsi a lui al potere


(***)

HELP! FERMATE IL NUOVO "ACCADEMICO DELLA CRUSCA"! E MI AUTODENUNCIO: SONO ANCH'IO COLLUSO COL PARLAMENTO”
di Mario Guidetti / (Nuova rubrica di satira socialista!)
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"Egr. Direttore,
Lo "stupratore" (della lingua italiana, sia chiaro) ha sentenziato di nuovo: “Parlamento mafioso”, “…il nostro Paese è in mano a un gruppo di persone massone, piduiste, criminali e mafiose che fanno gli interessi propri ai danni del Paese”. Dopo aver offeso il Parlamento, continua col suo unico argomento: “Dare addosso al Male Assoluto: Berlusconi”. Questo il lessico utilizzato da un “rappresentante del popolo” per dissentire su una legge dello Stato.
Chi scrive ritiene che la legge sullo “scudo fiscale” sia “troppo dolce” nei confronti di chi ha tesoretti esteri. Ma dal dire questo ad affermare “Parlamento mafioso” è come dire che il suddetto è un Accademico della Crusca. Mal gliene incolga anche ai Presidenti del Senato e della Camera e al PD, che si sono “arrischiati” a difendere le Istituzioni rappresentative del Paese! Personalmente ho la grave colpa di conoscere e stimare parlamentari di questo e quello schieramento, e allora mi autodenuncio: sono colluso con la mafia!
Il “nostro” (pardon, il loro: inteso come elettori) ne ha per tutti; solo lui è “illibato”.
Francamente, non ne posso più: help! Elettori, fermate questo “figuro manzoniano", espelletelo da quel luogo “mafioso" che è il Parlamento, mandatelo a Montenero di Bisaccia a emendarsi di tutto attraverso la più nobile delle arti, quella del contadino.
Ovviamente chiedo scusa: “è l’amara satira” di un socialista.
Mario Guidetti, socialista (orgogliosamente socialista - ndr)
(...che con questa nota satirica inizia a collaborare a Reggio Ridens)


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Ieri abbiamo messo sul blog alcune foto della festa di compleanno di alcuni colleghi, come facciamo da sempre. Da quel che ci hanno riferito ieri pomeriggio, in tempo reale, in diversi hanno gradito: tantopiù che ce le hanno inviate loro stessi, dalla redazione, relative alla stessa festa, confermando altresì di avere ben compreso senso e tono scherzoso e amichevole del nostro omaggio. Poi stasera, improvvisamente, abbiamo appreso che, pare, qualcuno non ha gradito molto il rendez-vous, e così, onde evitare fraintendimenti o dietrologie, al momento le abbiamo tolte.
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->E ieri sono intervenuti con una nota Antonio Ricci e Gianni Letta
->Non ci si capisce più niente: come distinguere il vero dal verosimile?
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Immagine da Internet / L'opposizione attacca, il potere para come può

DALLA FORCA ALLA SORCA! / W IL PD (Partito D'Addario)
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I quotidiani antiberlusconiani battono il ferro caldo (rovente, anzi di più: "hot") del giustizialismo e del sesso. Ovvero: ancora con la storia dei prosseneti, ancora coi lenoni...
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Nelle ultime ore i toni della guerra politico-mediatica si sono ulteriormente alzati (a prescindere da "Annozero"). E Cossiga scherza: "L'editore Aliberti guadagna con le mie mattane"
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"Il procedimento all'esame del tribunale dei ministri, che non è altro che un atto dovuto, trae origine da una vicenda che non mi riguarda minimamente e che è già stata superata dai fatti poiché il dottor Di Napoli, con il mio previo concerto, è stato già nominato dal Csm alla guida della procura di Brindisi". Lo afferma, in una nota, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in merito a quanto riportato oggi da un quotidiano (Il Fatto - ndr). (Adnkronos, oggi)
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"Titolando una mia intervista odierna, 'la Repubblica' mi attribuisce un tono da energumeno, come se sfidassi il presidente del Consiglio a querelarmi. Ciò è completamente falso". Lo afferma Paolo Guzzanti in una nota che così prosegue: "Non ho mai sfidato Berlusconi a querelarmi, ma piuttosto ho sfidato tutti i direttori di giornale italiani, compreso quello di Repubblica, a pubblicare tutto quel che sanno e che hanno avuto per le mani, e che hanno invece chiuso in un cassetto, come ha confermato l'attuale direttore dell'Unità ed ex-redattrice di Repubblica, Concita De Gregorio". (Ansa, oggi)
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"Le mie 'mattane'? Incontrollabili! E se qualcuno potesse mai controllarle, non sarebbe certo Sabelli Fioretti". Così il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga commenta l'anticipazione al libro-intervista 'Novissime picconate', apparsa oggi su 'Il Tempo'. 'E poi, né Claudio né l'editore Aliberti dovrebbero dimenticare quanto ci guadagnano, con le mie 'mattane'!", ha concluso Cossiga. (Ansa, oggi)
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PENE PER LA PENALISTA. UN'OPERA BUONA NEL CARCERE DI OPERA: L'AVVOCATESSA SOLLEVA IL MORALE DEL SUO CLIENTE DETENUTO CON UN BEL UN POMPINO. SOSPESA PER SEI MESI PERCHÉ "HA DISONORATO LA PROFESSIONE". LEI SI DIFENDE: "LA SCENA È STATA FRAINTESA, MI ERA CADUTA LA PENNA SOTTO IL TAVOLO (o era il 'cavolo'? - ndr)"
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«Non è come pensa, posso spiegare tutto».
Le imbarazzanti giustificazioni abbozzate da un'avvocata, sorpresa in atteggiamenti inequivocabili con un suo cliente in una sala colloqui del carcere di Opera, a Milano, non hanno per nulla convinto un agente penitenziario.
Lui la sua idea se l'era già fatta: ha preso carta e penna e ha scritto un rapporto, come gli impone il dovere, direttamente al direttore. Galeotta fu la causa (forse) e il rapporto professionale troppo stretto instaurato con il cliente. I guai, per l'avvocato donna, sono iniziati quando un agente di polizia penitenziaria ha sbirciato dalla spioncino per controllare che l'incontro di routine tra legale e detenuto andasse per il verso giusto. Inequivocabile la scena. E se sul piano penale l'avvocato non ha infranto la legge, su quello deontologico i rilievi sono stati molteplici. Si spiega così il provvedimento con il quale l'Ordine degli avvocati ha sanzionato la legale: una sospensione disciplinare della durata di sei mesi per un fatto che risale a diverso tempo fa.
Dal giugno scorso la professionista ha già dovuto lasciare la toga. A nulla è valsa la difesa abbozzata, non senza imbarazzo, davanti allo sguardo perplesso dei colleghi: «La scena è stata fraintesa, mi era caduta la penna sotto il tavolo della sala colloqui». Niente da fare: con i suoi comportamenti, ha sentenziato l'Ordine, la donna ha disonorato la professione. (Emilio Randagio per "la Repubblica", titolo by Dagospia)

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Oggi pomeriggio l'esequie del patron di Smov, Cisa-Cerdisa e Ricchetti
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Folla d'eccezione per dare l'ultimo saluto all'industriale Oscar Zannoni

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Momenti di commozione fuori e dentro la chiesa di Casalgrande Alto
C'era anche il presidente di Confindustria ceramica Franco Manfredini

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Molti giornalisti della carta stampata e della televisione al funerale
Presente anche Sonia Masini. Qui sopra, di spalle, Franco Vantaggi

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Sopra, il taglio del nastro di "Coverings 2009", la fiera di Orlando (USA)
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"Cersaie", la più importante vetrina internazionale del settore ceramico e arredobagno, apre i battenti dal 29 settembre al 3 ottobre 2009 presso il Quartiere Fieristico di Bologna per accogliere i professionisti della distribuzione, gli architetti ed interior designer, i progettisti, le imprese di posa e le grandi società di costruzione provenienti dai cinque continenti.
Un’eccellenza che trova conferma in un ulteriore dato: il 98% dell’intera superficie espositiva utile coperto alla fine di maggio è ora totalmente esaurito.
L’assoluto prestigio dell’evento dal respiro internazionale, giunto alla sua ventisettesima edizione, viene confermato dai numeri: secondo i dati aggiornati al 20 luglio 2009, espongono sui 176 mila metri quadrati di superficie del polo fieristico bolognese 1.010 imprese provenienti da 34 Paesi, in rappresentanza di 5 settori espositivi. Le aziende di piastrelle di ceramica sono 494, di cui 321 italiane e 173 estere (49% del totale espositori), ed occupano una superficie pari a 97.500 metri quadri.
Numeri da primato anche per il comparto dell'arredobagno: presenti 374 espositori (37%), di cui 348 italiani e 26 esteri, per uno spazio espositivo pari a 58mila mq. Per quanto riguarda il settore espositivo delle materie prime e attrezzature per prodotti ceramici, sono 22 in tutto le realtà espositrici (2,2% sul totale), di cui 14 italiane ed 8 straniere, distribuite su una superficie di 2.500 mq. Restano infine il settore dei servizi, con 66 aziende (55 italiane e 11 estere, il 6,5% sul totale) per 2.500 mq di spazio espositivo, e quello delle attrezzature e materiali per la posa e l’esposizione di prodotti ceramici, con 54 espositori di cui 39 italiani e 15 provenienti da oltre frontiera (il 5,3% sul totale espositori), che occupano uno spazio espositivo pari a 15.500 metri quadri.
Significativa come sempre la presenza al Salone delle aziende italiane, che ad oggi hanno confermato la loro partecipazione già in 777: imprese che metteranno in mostra le novità più significative ed esteticamente rilevanti, a conferma del primato assoluto che l’Italia detiene a livello mondiale. Secondo Paese maggiormente rappresentato in fiera è la Spagna, principale produttore e consumatore europeo di ceramiche e prodotti sanitari assieme all'Italia: la delegazione spagnola comprende 107 aziende presenti.
Un’universalità della rappresentanza che Cersaie conferma, ancora una volta, anche nei numeri della superficie richiesta ed assegnata ai diversi settori merceologici: il 57,15% per il settore delle piastrelle, un valore del 35,22% per l'arredobagno; l’1,85% per il settore colorifici ed il restante 5,56% per i produttori di adesivi e materiali per la posa, presenti nelle aree esterne.
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Ieri questo blog ha registrato un piccolo exploit: 1.851 visite!
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Cinque dirigenti del Credem (Abax Bank) che sarebbero finiti sotto inchiesta per il crack Giacomelli (ne ha parlato per il primo IlSole24Ore); il Gruppo Burani che ha convocato il cda e varato un aumento di capitale di circa 100 milioni di euro (smentendo pure la cessione di Antichi Pellettieri); l'avvocato, finanziere ed editore modenese Samorì che, oltre a essere interessato all'editoria locale, starebbe tentando la scalata (lanciando un'Opa) a M&C, al secolo Management e Capitali, il fondo salva-imprese di De Benedetti, editore de La Repubblica (ne ha parlato per primo Il Riformista, quindi Libero, che nello stesso articolo, con grande risalto, qualche giorno fa, ha citato anche il caso della "beffa" del bond Fantuzzi, che "vale 125 milioni di euro").
E per finire, il rinvio a giudizio di Ivano Sacchetti (Unipol) per la tentata scalata alla Bnl. Insomma, c'è del movimento sull'asse finanziario della via Emilia reggiana... e poi dicono che siamo una cittadella dormitorio e senza storia, schiacciata tra Parma e Modena...
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PANICO / NO, NON E' UNA TOGA: E' SOLO UN INNOCUO ERMELLINO!
Laurea americana (in management) per la figlia di Berlusconi...
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La vita continua, la normalità pure. Malgrado l'astio dei soliti oppositori
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Dall'Onu all'università St. John's del Queens. Il presidente del Consiglio Berlusconi ha assistito alla laurea in 'Business management' della figlia Eleonora, 23 anni, nell'ateneo cattolico americano. Berlusconi, a New York per la 64ma Assemblea generale dell'Onu, ha visitato il campus e assistito alla «cerimonia privata» di laurea, si legge. «Adesso mia figlia ha due padri, Berlusconi e padre Harrington della St. John», ha detto il Cav., con riferimento al reverendo Donald J. Harrington (Ap)
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Humour macabro. L'odio politico può arrivare a ciò. Speriamo sia satira!
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Se fosse vera sarebbe la notizia più esplosiva della seconda Repubblica, forse anche della prima. “Berlusconi è morto”, questo il titolo portante della pagina di Repubblica che sta girando per internet.
In realtà il premier è vivissimo (olé), e non si tratta di una clamorosa montatura del gruppo di De Benedetti: qualcuno si è divertito a costruire la pagina del quotidiano diretto da Ezio Mauro immaginandola come sarebbe stata dopo la dipartita di Berlusconi. Esilarante, al di là dei colori politici: la foto di Marco Travaglio con affianco il titolo “Il ricordo degli amici: ha dato un senso alla nostra vita”; o quello “Al tribunale di Milano si buttano quintali di atti processuali: dio è arrivato prima”. E il resto della pagina non è da meno.
("Libero")
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"Ci vuole del talento a fare la vittima, soprattutto se si è il persecutore"
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Per la senatrice Pd alcuni giornali néchicnésnob sarebbero carta igienica

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«Verrà un giorno in cui il popolo italiano farà finalmente piazza pulita di tutto questo ciarpame». La frase è di Albertina Soliani, senatrice del Pd (e nata a Boretto - ndr), che dietro un nome mite cela una clava, usata alla cieca contro il nostro giornale, reo di aver pubblicato un fotomontaggio satirico di Striscia La Notizia (sì, lo so, fa ridere) sul leader in pectore dell’opposizione italiana, Ezio Mauro.
Con sprezzo del ridicolo la sinistra parruccona è scesa dalla terrazza, ha mollato le tartine e lo champagne e s’è indignata parlando di «strategia lesiva della libertà di stampa» (Luigi Zanda) e «meschino attacco personale» (Vincenzo Vita e Fabrizio Morri, in versione coppia di fatto). Non si è mai fatta sfiorare la mente dal fatto che quella pubblicata dal nostro quotidiano fosse un’immagine satirica, non ha mai nutrito il minimo dubbio che quella libertà di espressione con cui si riempie la bocca in questi giorni non vale solo per il suo giornale-partito di riferimento, Repubblica, ma anche per gli altri.
Nessun dubbio. D’altronde, la nostra storia patria ci insegna che i randellatori hanno sempre avuto granitiche certezze e il Partito democratico, almeno in questo, è lo sgangherato erede della tradizione socialista e rivoluzionaria del giovane Benito Mussolini". ("Libero", oggi)
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-> MISTIFICAZIONI / LA LIBERTA' DI STAMPA C'E' E SI VEDE!
TRE AMIGOS! Travaglio in edicola, Santoro in tv, Aliberti in libreria!
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Oggi, col debutto del Fatto Quotidiano in edicola (by la "sporca dozzina", così si è auto-ribattezzata l'eroica redazione... già, ma guai a dire che è un giornale dozzinale, che qui si fa la storia d'Italia o si muore! e poi, scherzi a parte, è un bel prodotto, graficamente lineare), si celebra su tutti i media San Travaglio (tra qualche anno, visti i toni delle premesse, potrebbe diventare festa nazionale, prendendo il posto del 25 aprile, anniversario dell'agognata Liberazione dalla Rai e dal "Puzzone").
I devoti e a lui diversamente collegati Santoro e Aliberti, invece, sono attesi al varco tra poche ore: il primo riparte dalla tanto vituperata Rai con la nuova stagione di "Annozero", mentre l'editore reggiano (proprio domani... mentre il socio Travaglio si occuperà di massimi sistemi, ovviamente criminogeni, quindi per definizione vicini al centrodestra) fa uscire in libreria il volume "Figabook, ossia una moderna fiaba erotica che, semmai ce ne fosse bisogno, certifica una volta per tutte che la "gnocca" piace non solo dalle parti di palazzo Grazioli, bensì tira (nel senso di tirature editoriali, sia chiaro...) e fa vendere anche a sinistra!

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E il socio reggiano di Travaglio manda in libreria la "storia di una patatina in cerca del pisello azzurro"!
null ANTEPRIMA ESCLUSIVA! DAL "FATTO" AL FALLO!
"Il pisello azzurro esiste... Il pisello azzurro è il cazzo perfetto per me: esattamente della mia misura, dolce e forte allo stesso tempo, pensato e creato per soddisfare ogni mio desiderio e farmi godere anche solo sfiorandomi... Prima o poi lo vedrò arrivare... comincerà a baciarmi piano piano sussurrandomi che sono la figa della sua vita.
La Vagina Madre, Papapene, Nonna Gina e persino le amiche mi dicono che dovrei decidermi, che non si è mai vista una figa alla quale piacciano tutti... Sabato c'è la festa di Paperina. Ci saranno tutti, ma proprio tutti i cazzi della scuola, soprattutto quelli più grandi. Quanto vorrei fosse uno di loro il mio pisello azzurro...".

(Incipit di "Figabook", di Valeria Luzi, ed. Aliberti, 128 pp., 9,90 euro)

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Sopra, un fotomontaggio satirico (un po' hot) preso da Internet...
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Uno&trino / E' in edicola il quotidiano del turbo-antiberlusconismo
Marco s'è fatto in tre per ripetere l'esperienza della "Voce" di Montanelli
Francesco invece s'è fatto in quattro per riuscire ad essere della partita

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Il giornale è stato "salutato" con entusiasmo: esaurita subito la tiratura
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-> Il reggiano Aliberti ha una piccola quota nella società che lo edita
-> Lo statuto dice che "nessun azionista può possedere più del 16%"
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Uno&bino Proprio oggi, su "Libero", il giornalista Borgonovo, autore di due libri editi da Aliberti, fa i conti in tasca a Travaglio (socio di Aliberti)
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Proprio ieri, su Facebook, l'editore ha annunciato l'uscita di "Figabook", testo "fondamentale" per capire al meglio le dinamiche uomo-donna
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Libertà di s-tampax: il Premier Nobel ha aderito all'appello di Re-pubica
"Fo dimentica i giorni felici in cui era lui a giocare al Papi con le 18enni"
(*)La Gazzetta è del gruppo Fighegil, il cui editore è lo stesso di Repubb.

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"Aggiungiamo al già nutrito elenco dei finti moralisti un nuovo nome, quello di Dario Fo: sempre in prima linea nel criticare il premier, più indulgente quando si tratta del suo passato (che lo ha visto, lui antifascista di ferro nel Dopoguerra, militare nelle file della Repubblica Sociale Italiana).
Il premio Nobel risulta tra i più agguerriti sostenitori dell'appello di Repubblica sulla libertà di stampa; dalle colonne del quotidiano di largo Fochetti ha spiegato che in Italia esiste un «potere sempre più arrogante che vuole zittire le voci a lui invise».
Secondo Dario, Berlusconi si comporta come un tiranno perché risponde per vie legali ai giornali (la stessa Repubblica e l'Unità) che da mesi portano avanti una campagna sulle sue vicende di letto, accusandolo di essere una sorta di maniaco sessuale oppure un impotente, a seconda dei casi. Attacchi che vengono puntualmente ripresi e rinfocolati dal blog della moglie di Fo, Franca Rame.
Sul sito www.francarame.it compaiono, per esempio, durissimi articoli contro Silvio a difesa dell'ex direttore di Avvenire Dino Boffo. Il quale, secondo la Rame, sarebbe stato eliminato con la clava poiché aveva osato criticare «la vita disordinata del capo del governo».
Da fieri difensori della libertà di stampa, Dario Fo e Franca Rame non si arrabbieranno se ricordiamo un piccolo episodio che li riguarda, a proposito di vicende di letto e «vita disordinata». L'autore del Mistero Buffo e la moglie furono al centro di un caso che ricorda molto da vicino il can can mediatico scaturito dalle dichiarazioni di Veronica Lario a proposito del suo rapporto con Berlusconi, agitate dai giornali di sinistra come emblema dell'immoralità del Premier.
Ecco i fatti... (CONTINUA DENTRO...)...

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Dite a Graziano Delrio di fare gli auguri al castagnettiano Maurizio Battini, che oggi compie 38 anni. E ancora: dite a Giovanni Mazzoni di fare gli auguri al mottiano Pierluigi Ghiggini, che oggi compie 56 anni...
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Gruppo E'Tv, l'agitazione è sospesa? Oggi zero righe su "L'Informazione"
Si dà conto (pag. 9) solo dell'odg dell'Udc approvato ieri in Sala Tricolore
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I no del Cdr? Un capitolo chiuso. Oggi si discute amabilmente in salotto

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-> Stato di crisi: le riunioni casalinghe si protraggono fino a tarda ora...
Il giornalista Gianpar, delegato sindacale nonché esperto e collezionista di fumetti della Marvel, l'altra sera ha incassato la solidarietà di un intero condominio cavriaghese: "Sì... Insieme ad amiconi e inquilini, compresi Monica (del piano di sotto) e Silver Surfer, abbiamo sottoscritto un documento da me ideato e redatto, poi ribattezzato 'Mozione Divano'...".

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Gli effetti della crisi si vedono. Lavoro: la disoccupazione sale al 7,4%. Il numero degli occupati cala di 378mila unità, in flessione dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2008 (Istat)
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PERIODO DI VACCHE GRASSE PER UN CERTO "VACCHISMO" DIFFUSO...
L'unico settore che tira, in tempi di vacche magre, è quello delle escort

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L'impatto della crisi si fa sentire sul mercato del lavoro. Nel secondo trimestre, secondo i dati diffusi dall'Istat, il numero degli occupati è calato di 378mila unità, in flessione dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2008 (-0,3% rispetto al primo trimestre 2009). Il tasso di disoccupazione è salito al 7,4%, in crescita rispetto al 6,7 dello stesso periodo del 2008, segnando il livello più alto dal quarto trimestre del 2005. Il dato tendenziale, spiega l'Istat, è il peggiore dal secondo trimestre del 1994. Il tasso di occupazione, pari al 57,9%, è il più basso degli ultimi 4 anni.
Nel secondo trimestre 2009, sempre secondo i dati Istat, l'offerta di lavoro registra, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dell'1% (-241.000 unità). Rispetto al primo trimestre 2009, al netto dei fattori stagionali, l'offerta di lavoro si riduce dello 0,2%. Nel secondo trimestre 2009 il numero di occupati risulta pari a 23.203.000 unità, in forte calo su base annua (-1,6%, pari a -378.000 unità). Il risultato sintetizza il protrarsi della caduta dell'occupazione autonoma delle piccole imprese, l'accentuarsi del calo dei dipendenti a termine e la nuova riduzione del numero dei collaboratori.
In termini destagionalizzati e in confronto al primo trimestre 2009, l'occupazione nell'insieme del territorio nazionale registra una flessione pari allo 0,3%. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 59,2% del secondo trimestre 2008 all'attuale 57,9%. Il numero delle persone in cerca di occupazione sale invece a 1.841.000 unità (+137.000 unità, pari al +8,1% rispetto al secondo trimestre 2008). In rapporto alla caduta dell'occupazione, la crescita più contenuta della disoccupazione si associa al nuovo sensibile incremento dell'inattività (+434.000 unità, pari al +3,0%) concentrato nelle regioni meridionali e dovuto a fenomeni di scoraggiamento, alla mancata ricerca del lavoro di molte donne per motivi familiari, al ritardato ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
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No: non ce la sentiamo di sottoscrivere un appello monco e interessato
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La libertàdistampa è un tema troppo serio per lasciarlo a giornalipartito
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Cordero, Rodotà, Zagrebelsky, per il bene della mia salute psichica rispondete a questa domanda: come potete voi, illustri studiosi e amministratori del diritto, farvi promotori e garanti di un appello per la libertà di stampa e di opinione, spacciando per domande polpette avvelenate? Per quanto il mio sguardo su Berlusconi possa essere severo e a momenti fin torvo, sono ancora abbastanza sveglio per accorgermi che quelle di Repubblica non sono domande, ma feroci insulti. La condanna di una persona può condurre a questa fenomenale allucinazione collettiva? Temo che questa spaventosa svista sia il frutto di una normalizzazione che invade l’Italia e larghe parti del mondo. Che ci si possa sentire a posto solo aderendo a qualsiasi cosa venga suggerita purché dotata di certi crismi sociali?
Attenzione: gli inquisitori si sentono il diavolo dentro e le pulci addosso.
Sono pronto a tutto contro Berlusconi, perfino a sputtanarlo presso mia zia Erminia, una sua adorante, ma non posso sottoscrivere un documento dove mi si chiede di dire che la pera è una mela...
Però, però... Quasi quasi sottoscrivo anch’io l’appello, così almeno mi sentirò normale, a posto. Tengo famiglia, firmo, firmo… Un due, un due, march! Le ho lette quelle dieci domande, le ho lette davvero. L’ultima riassume le precedenti e così suona: “Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?”. Tradotta e sintetizzata: “Signor presidente, ci dica se lei è pazzo”. Oltre che un’offesa è anche una boiata logica, perché come fa un pazzo a capire se è pazzo? Siamo al famoso paradosso del cretese mentitore e il Cavaliere deve essersi davvero trovato in difficoltà. Si sarà chiesto: “Sono pazzo?”. Forse avrà risposto di sì. Poi avrà pensato: “Sono pazzo a farmi questa domanda; ma se sono pazzo, come faccio a farmi domande sagge?”, e così via fino a sprofondare in un sonno molto ingarbugliato. Ecco, cerchiamo di non farlo impazzire davvero, che ha lui la guida dell’Italia, al momento. La risposta giusta ovviamente è: “Cari signori, le mie condizioni di salute sono pessime. Quando mi sveglio vedo seduto sul comò Belzebù e ci facciamo una lunga chiacchierata. Poi a colazione cerco di dare un pizzicotto al sedere della cameriera ma mi ritrovo tra le dita lo scettro di Ramses IV". E’ comprensibile il silenzio del Cavaliere. Se invece in un luciferino moto d’orgoglio un giorno darà la risposta sbagliata, sbottando in un: ‘Signori miei, mi sento benissimo’, i moralisti scoppieranno in una risata irrefrenabile per poi proclamare: ‘Non solo sei pazzo ma anche bugiardo e stronzo!’. Alto si leva il fumo dei roghi. (Umberto Silva, Il Foglio)
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EROISMI/Il paladino della meritocrazia dà sfogo a un sentimento diffuso
CHAPEAU! SANSONE-BRUNETTA SI SCOPRE DESTRUENS E LANCIA UNA NUOVA RIVOLUZIONE CULTURALE: "BASTA COI FILISTEI, BASTA SPRECHI"
Perle ai porci: i paraculati hanno paura di perdere sovvenzioni e privilegi
Non fanno che sfotterlo per la statura fisica. Ma lui dice cose da gigante
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->UN VIDEO GENIALMENTE CAUSTICO, DA VEDERE PER INTERO

Rambo-Renato trasecola e carica a muso duro i parrucconi: «Ci sono élite irresponsabili, che vogliono un vero colpo di Stato». «La sinistra per bene si liberi di questo abbraccio mortale»
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TONITRUANTE, GRAFFIANTE, ELOQUENTE... IL "PICCOLO PRINCIPE" E LA SUA TRINCEA: NEL MIRINO DEL BAZOOKA CINEMA, BANCHE E GIORNALAI
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Le lobbies che tramano sono quelle «della rendita parassitaria, burocratica, finanziaria, editoriale», «che pensano solo a come far cadere il Governo, che ha cominciato a colpirle»
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«Ci sono elite irresponsabili che stanno preparando un vero e proprio colpo di stato». Lo ha detto a Cortina d'Ampezzo, al convegno del Pdl veneto, il ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta.
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SINISTRA PER MALE E PER BENE. Il ministro ha descritto le élite come quelle «della rendita parassitaria, burocratica, finanziaria, editoriale» e ha messo in contrapposizione quelli che ha chiamato «i compagni della sinistra per bene» e quella che ha definito «la sinistra per male». E per questa ha usato la frase «vada a morire ammazzata». «La povera sinistra sarebbe nata con altri scopi e invece si fa condizionare da un'élite di m...,» ha detto il ministro, riferendosi alle «cattive banche, alla cattiva finanza, ai cattivi giornali». Rivolgendosi invece «alla sinistra per bene», ha invitato a «ritornare alla politica, compagni di sinistra, senza farvi fare la politica dai giornali».
«Stanno preparando un colpo di Stato - ha ribadito -, a cui si risponde a viso aperto parlando con gli italiani, costruendo l'Aquila, con un grande piano per il Mezzogiorno. La vera unità d'Italia è risolvere la questione meridionale». «Abbiamo una grande occasione - ha precisato -, la nostra missione sarà una missione straordinaria contro la cattiva rendita, contro i parassiti dovunque essi siano: nella finta cultura, nella finta cinematografia ideologica e parassitaria, nel finto sindacato, nelle cattive banche, nella cattiva finanza, nei cattivi giornali». «Propongo - ha concluso - una lotta di liberazione per i compagni della sinistra per bene: liberatevi dall'abbraccio mortale di questa cattiva finanza, di questo cattivo sindacato, di questi cattivi gruppi editoriali». «Questa sedicente élite in questo anno di grande crisi - ha aggiunto - ha pensato solo a come far cadere un governo che guarda caso cominciava a colpire proprio le case matte della rendita»... (CONTINUA DENTRO...)

I due super-ministri sono ancora una volta oggetto di attacchi mediatici
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Le loro doverose riforme sono brutalmente ostacolate da caste&baronìe
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Zar. aderisce alla campagna per abolire due indicatori: il Pil e l'audience
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Disco Esseti (Sassuolo): due Tim-girls distribuiscono materiale promo...

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«Le "veline" nascono da una mia idea... dopo aver visto L'Espresso e Panorama mettere corpi di donne (nude - ndr) in copertina per parlare di qualunque tema. Non sono una mia invenzione, io le utilizzo solo come provocazione. È assurdo accusare le veline di Striscia quando sui giornali non si fa che vedere pubblicità con donne (e ragazzine - ndr) utilizzate per scopi commerciali». (Antonio Ricci, ieri)
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Parigi: il cane Mambo ha assistito al processo di chi gli ha dato fuoco...
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Ha assistito al processo ai suoi aguzzini (che hanno cercato di dargli fuoco) nelle braccia della sua padroncina. Con le bende sulle zampe e sul dorso, ancora sofferente, Mambo era presente in aula «in quanto vittima e non per suscitare emozione», ha detto il procuratore della repubblica di Perpignan, la città dove si è svolto il processo.
Due gli imputati: una ragazza di 22 anni e un ragazzo di 17 anni, che il mese scorso a Espira-de-l’Agly, nella regione dei Pirenei-Orientali, «non avendo niente da fare» hanno cercato di dare fuoco a un bastardino che vagava nella cittadina. Uno dei due ha tenuto il cane fermo, mentre l’altro lo ha ricoperto di benzina, prima di appiccare il fuoco.
In aula oggi c’era solo la ragazza che è stata condannata dal tribunale di Perpignan a sei mesi di carcere per atti di crudeltà e barbarie contro animali. Il ragazzo, minorenne, sarà giudicato invece il 17 dicembre prossimo.
La vicenda ha toccato la sensibilità dei francesi che si sono mobilitati per raccogliere le firme sotto la petizione «Giustizia per Mambo», inviata poi alla magistratura. Si sono mobilitate (per sostenere le spese per curare Mambo sono stati raccolti 10.000 euro) associazioni e anche alcune personalità, come l’ex calciatore Zinedine Zidane, l’attore Alain Delon e l’animalista, ex icona del cinema, Brigitte Bardot. (La Stampa)

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(*) Quarto potere ("Citizen Kane" è il titolo originale) rappresenta il primo capolavoro cinematografico di Orson Welles. Citizen Kane esce nel 1941 e, al di là delle polemiche sul soggetto e i suoi riferimenti, viene immediatamente interpretato dalla critica come un'opera che segnerà la storia della cinematografia.
(**) Canea: 1) l'insistente abbaiare dei cani (i giornali astiosi e "golpisti" - ndr) che inseguono la selvaggina; 2) schiamazzo, gazzarra.

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Miracolo! Il fotoreporter Alberici (Carlino) è scampato alla strage a Kabul
(Satirelle politico-editoriali)
No, non è un gestaccio! Silvio sta richiamando all'ordine i finiani locali!
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Sopra, il giornalista Giovanni Vignali (qui in una foto giovanile, Reuters-Vescusio) sta intervistando la sua nuova "primula nera" in occasione del sequel del suo fortunato libro sul cocktail Bellini (ed. Aliberti, ristampa Diabasis), recensito martedì nelle cronache bolognesi de La Repubblica.

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Una foto giovanile (Ansa-Eboli) di sette militanti pro-Silvio dell'oggi Pdl
"Fini? Mi trovo in linea con ciò che il Governo sta facendo e mi sento di dire che appoggio al 100% Silvio Berlusconi" (G. Pagliani, 15/9, GdR).
"Le tematiche poste da Fini rischiano di essere fuori tempo. Prendiamo le posizioni sull'immigrazione: prima di arrivare ad alcune proposte c'è bisogno di una fase di contenimento dei flussi" (T. Lombardini, ibidem).

E' sbocciata una primula rossa ed è già nel nostro immaginario politico!
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Valeria Montanari è un gran pezzo di consigliera comunale, gruppo PD (primadonna). Che eleganza, che portamento, che personalità. Per noi, da oggi, un'icona glamour della politica locale. Di indubbia "fisicità" e silhouette... Le Alloro, le Ferrarini, le Fiorini: belle, sì. Ma lei... Sabato scorso ha fatto colazione al caffé Europa, di fronte al Municipio. Ci hanno colpito (letteralmente stregato) due particolari, due accessori del kit della perfetta progressista cosmopolita, che alle bocciofile di Bersani preferisce una mondanità neo-chic, trasversale e postmoderna, estranea (almeno apparentemente...) al "radical-dossettismo" che tanto piace agli inquilini delle stanze dei bottoni qui a Reggio, ovvero: 1) la lettura de "Il Riformista", 2) il paio di scarpe gialle (un giallo acceso e lucido), soavemente fetish, con tacco di almeno 12 centimetri. Chapeau!

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-> Alcune anteprime su argomenti che tratteremo nelle prossime ore...
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Salvaterra, 13 settembre: foto ricordo per i ragazzi e ragazze dello staff organizzativo dell'ottava edizione del "Tuning Day", organizzata da Stefano Cantergiani & C. e svoltasi nella zona sportiva della frazione.
I numeri della riuscita manifestazione: 61 auto e 11 scooter in concorso e decine di coppe e premi distribuiti.


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Casalgrande: foto di gruppo per le cuoche della festa della terza età

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Fiera di Casalgrande: tutti in posa con volontari comunali e anziani

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Il fotografo (e da qualche mese regista televisivo!) Corrado Bertozzi, attovagliato per una colazione di lavoro in un noto ristorante lungo la via Emilia: "Io sono pronto. Se riesco a convincere quella 'mona vagante' di Zarathustra il gioco è fatto. Ci spero. Come dire: non c'è due senza tre..."
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Porca a porca batte "Porta a Porta". Due foto giovanili di Rocco Siffredi (da poche ore finito nel mirino della Guardia di Finanza, in quanto sospettato di aver occultato all'erario redditi per centinaia di migliaia di euro attraverso la fittizia istituzione di società in paradisi fiscali: un comunicato delle Fiamme Gialle parla in particolare di società in Ungheria, patria dei film porno) e Gabriel Garko, che martedì sera ha battuto il premier nella sfida degli ascolti in tv.

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L'ex sindaco Lanfranco Fradici "sorveglia" le "fumose" mozioni del Pd...
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Come volevasi dimostrare... La bellezza-purezza piace anche a sinistra!
(Satira politico-cooperativa) ///// HABEMUS PAPAM (O PAPI?)
Non solo Silvio: anche Ildo ama circondarsi di belle ragazze!!!
Successo per la tavola rotonda di ieri sui temi cari a Papa Benedetto XVI
L'applausometro ha premiato l'intervento socialista dell'inviato del clero

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La giovane e splendida Marina, segretaria dell'Est in forza a Legacoop

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Le eleganti cooperatrici ("That's glamour!") Raffaella Curioni e Morena Poggioli (fresche di manicure). In mezzo, sorridente, l'appassionato di rubgy neozelandese Stefano Campani (va pazzo per gli All Blacks)

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Il preparatissimo don Gianni Bedogni e l'abbronzatissimo Frank Ferretti piangono l'assenza di don Ranza: "Ci mancheranno sermoni e fiaccolate"

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Sergio Tovagliari (Conad) e Ivan Lusetti (Cir) parlano di Vespa e Garko

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(*) Il Don è un fiume della Russia europea sud-occidentale, tributario del mar Nero; la sua lunghezza lo pone al quinto posto fra i fiumi europei, dopo il Volga, il Danubio, l'Ural e il Dnepr.
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(Satira politica) / CITIZEN KANEA - 4
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(Satira editoriale)
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-> SE SPARTA PIANGE, ATENE SE LA RIDE... / Media monitoring
Il "Giornale di Reggio" sale nelle vendite (anche grazie al panino col "Giornale" di Feltri, che continua a dare notizie e a fare notizia... ma anche grazie a un nuovo pubblico, quello cattolico: non a caso ieri il quotidiano di Motti ha aperto con un editoriale del vescovo Caprioli... Zambrano for president!). Un uccellino ubriaco, poi, ieri ci è apparso in sogno e, cinguettando una canzone di Madonna, anzi no... di Beata Scopelli, ci ha snocciolato all'orecchio i dati di vendita dei quotidiani locali (dell'altro ieri, lunedì 14/9), ovvero: Gazzetta (poco più di 11.100 copie), Carlino (poco meno di 8.800 copie), Giornale di Reggio (poco più di 3.100 copie) e L'Informazione di RE (poco meno di 2.000 copie). Ovviamente, visto che l'ornitologia e l'onirismo non sono scienze esatte, i suddetti numeri vanno presi con beneficio d'inventario...
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"Il sottoscritto Mauro Manfredini, capogruppo del gruppo assembleare Lega Nord Padania Emilia e Romagna, premesso che: come riportato anche da alcuni organi di stampa il gruppo editoriale proprietario del network televisivo E’-Tv (con redazioni a Bologna, Modena e Reggio Emilia) e dei quotidiani “L’Informazione” di Modena, Reggio e Parma, nonché “L’Informazione-Il Domani” di Bologna, da tempo in forti difficoltà finanziarie, si appresterebbe a mettere in mobilità 37 giornalisti; il gruppo editoriale in questione ha anche dichiarato che nessuno dei lavoratori con contratto a tempo determinato verrà confermato dopo la scadenza prefissata; esaurito il programma di procedura della mobilità, i giornalisti in esubero si troveranno senza lavoro e privi di ammortizzatori sociali; considerato che: in occasione della precedente crisi editoriale, che aveva coinvolto il quotidiano di Bologna “Il Domani”, l’intervento della Regione Emilia-Romagna favorì un accordo per scongiurarne la chiusura; in questa occasione le ricadute negative a livello occupazionale sarebbero maggiori, penalizzando un’importante fonte informativa nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia; interroga la Giunta Regionale per sapere:
- se quanto sopra scritto corrisponda al vero;
- quali provvedimenti urgenti l’Assessorato alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna voglia intraprendere per far incontrare tutte le parti interessate (proprietà del gruppo editoriale, rappresentanti provinciali e dei lavoratori) e favorire così un accordo che scongiuri gli annunciati licenziamenti dei giornalisti".
(Bologna, 16 settembre 2009)

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null Ultimissima ora! / CITIZEN KANEA - 2
DURISSIMO COMUNICATO SINDACALE DE "L'INFORMAZIONE DI REGGIO"
Volano stracci, la redazione sul piede di Guerra (anzi no: "g" minuscola)
37 ESUBERI NEL GRUPPO. E LORO:"SETTE GIORNI DI SCIOPERO"
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NOTHING TO ADD. Ecco la nota apparsa oggi (pag. 7) sul quotidiano...

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ULTIM'ORA/IL TORERO SILVIO HA REAGITO E MATATO I TORI DA MONTA
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Berlusconi da Vespino: «Troppi farabutti in politica, stampa e tv». «Delinquenziale dire che la libertà di stampa è in pericolo»
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ROMA. La vera «distorsione» dell'informazione sta nel fatto che «la Rai, pagata con i soldi dei cittadini, è l'unica azienda televisiva al mondo che attacca una sola parte politica, la maggioranza di governo». Non ha affrontato solo il tema della ricostruzione post-sisma in Abruzzo, Silvio Berlusconi, ospite di 'Porta a Porta'.
Il premier ha puntato il dito contro la Rai rispondendo a una domanda di Bruno Vespa, che gli chiedeva se non provochi una distorsione nel sistema dell'informazione il fatto che il presidente del Consiglio, oltre ad esercitare la sua influenza, come altri nel passato su viale Mazzini, sia proprietario anche delle tre maggiori reti private. Berlusconi ha citato in particolare «tutte le trasmissioni» di informazione, da Annozero a Ballarò a Report, «tutte trasmissioni (!?) contro la mia parte politica e contro di me», ha voluto sottolineare il premier. «Io ormai - ha aggiunto - non guardo nemmeno più la televisione, perché per la Rai sembra che Berlusconi sia diventato il simbolo di ogni male. Ma gli italiani lo sanno e, per questo, mi assegnano il 68,4% del consenso».
Per questo, secondo il premier, «la manifestazione per la libertà di stampa che la sinistra promuove è veramente il contrario della realtà: siamo circondati nella stampa, nella tv, nella politica da troppi farabutti» è stato l'affondo di Berlusconi.
«Se si riuscisse a individuare una serie di trasmissioni o azioni di attacco politico sulle reti Mediaset, allora si potrebbe dire» che c’è un conflitto d’interesse per il premier, ha continuato Berlusconi. «Mediaset tratta tutti allo stesso modo, quindi si tratta di accuse comiche.
Dire che in Italia c’è un pericolo per la libertà di stampa» dimostra secondo il Cavaliere «uno spirito anti-italiano», significa «diffamare la stampa e la democrazia»: «tutti i cittadini italiani di buonsenso credo che condannino questo atteggiamento delinquenziale nei confronti degli interessi di tutti noi e si sappiano regolare nell’orientare le loro letture», ha concluso il presidente del Consiglio. (Corriere della Sera)

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(Satira editoriale)
Santoro aveva voluto (e avuto) le bellone Granbassi e Borromeo in Rai...
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...ma nella nuova stagione di "Annozero" le due vallette non ci saranno!
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DAL LETTONE DI SILVIO AL LUTTONE NAZIONALE
Più di Ballarò e Matrix: le vestali&quali lasceranno un vuoto incolmabile
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(Satire dal basso Impero)
Brutta bestia l'invidia!/Attaccano lui affinché non ci si occupi di loro!
->SCONFITTI PER L'ENNESIMA VOLTA I PROFETI DI SVENTURA...
Ad esempio: i soliti e recidivi (poco reci e molto "divi") "sabotatori di realtà e boicottatori di lealtà" continuano a straparlare di 'sto cavolo di (fantomatico) regime mediatico, che "nemmeno Ceausescu" (cfr. Sudario Franceschini)... Ah, a proposito: se a querelare è Silvio si mobilitano i professoroni grandi firme, mentre se lo fa il 'neocompagno' Fini tutto ok, nessun allarme democratico. Ancora due pesi, ancora due misure...

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Normalità da dopo terremoto, primo traguardo raggiunto. Ma gli oppositori (per partito preso, talvolta per partito perso...) non accettano questo successo organizzativo e, anziché complimentarsi per il risultato ottenuto (loro blaterano, lui fa; loro prendono granchi gossipari per mesi, Feltri con due articoli fa centro "smutandando" i noti parrucconi), continuano a rimestare il torbido e a pescare nel sordido.

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(*) Tranquilli: la titolazione qui sopra non vuole essere un'esortazione...
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(Satira cooperativa)
Piove sul Bagnasco / Se Errani è umano, don Bedogni diabolicum est?
->Dopo il caso-Boffo il centrosinistra strizza l'occhiolino alla Chiesa...
->Volti noti e nomi della cultura discuteranno la "Caritas in Veritate"

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Esorcismo elettorale. L'ultima cena di solidarietà organizzata da Boorea

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La cooperativa Boorea (by Stefano Campani) e Legacoop Reggio hanno organizzato per domani, 16 settembre, una riflessione sulla recente enciclica sociale di Papa Benedetto XVI “Caritas in Veritate”, che affronta importanti questioni legate all’economia, al lavoro e all’impresa.
Sono temi particolarmente sentiti dalla cooperazione, e oggi di grande interesse e attualità. L’iniziativa si terrà a partire dalle ore 17 presso la Sala Giardino dell’Hotel Mercure Astoria, in viale Nobili a Reggio Emilia. Dopo l’introduzione del presidente di Boorea e di Legacoop Ildo Cigarini, interverranno Alberto Melloni, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, don Gianni Bedogni, responsabile della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, Giuliano Poletti, presidente nazionale di Legacoop, Aldo Bonomi, direttore del Consorzio Aaster, Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna. Coordinerà l’incontro Gabriele Franzini, direttore del TG Reggio di Telereggio.

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SDOGANAMENTO! Non solo da Re Silvione a Palazzo Grazioli: le belle "gnocche" (foto Ansa-Feltri) vanno anche alle feste degli amiconi del Pd!
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"L'Italia delle querele" è il titolo d'apertura di ieri del quotidiano "L'Altro"
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* Intervista a Sabelli Fioretti: "Fare causa? Basta una smentita"
«Non ho mai ricevuto querele da Berlusconi, ma a "Cuore" sono stato massacrato: da Muccioli a Vittorio Feltri, poi da Vittorio Emanuele II fino a Cesare Previti» (da "Il Riformista")
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Claudio Sabelli Fioretti di querele se ne intende. Chi meglio di lui, quindi, può azzardare un commento a riguardo, in questi giorni in cui Niccolò Ghedini, legale del premier, ha deciso di querelare Repubblica, l'Unità e altri quotidiani europei per le 10 domande che il quotidiano del gruppo Espresso formulò durante il Noemigate.
«Ho calcolato che i soldi spesi in avvocati negli anni di 'Cuore' sono stati pari agli stipendi che ho preso, ragion per cui, si deduce, che ho lavorato gratis», afferma al Riformista.
Ne avrai vinta pure qualcuna di queste cause?
Alcune si sono perse nei meandri della giustizia italiana, altre le ho vinte, alcune le ho perse. Ad esempio una che era partita da Vittorio Feltri.
Di cosa si trattava?
Meglio che non te lo dico, sennò ci querela a tutti e due. Stimavo molto Feltri prima di quel giorno. Abbiamo concordato: sai, lui era bisognoso...
Ma una querela non fa pubblicità ai giornalisti?
Porta pubblicità fino a un certo punto, se alcuni possono permettersela la si può vedere anche così, ma in altri casi assolutamente no. Io preferisco andare in galera che in tribunale. È come l'ospedale, ci entri sano e ne esci malato. In tribunale entri innocente e ne esci colpevole.
Quindi niente marketing?
A volte sì, infatti è uso in Italia minacciare la querela e poi magari non farla. In ogni caso la sconsiglio. E poi a mio modesto parere basta una smentita sul giornale.
Altri problemi della querela?
Per un periodo avevamo lavorato insieme ad altri giornalisti, anche con Marco Travaglio, per chiedere una modifica della legge sulla diffamazione a mezzo stampa. Ci sono diversi problemi, sia nella parte civile che in quella penale. Innanzitutto la causa civile diventa molte volte un affare per gli avvocati che ti difendono. Le parcelle sono spesso proporzionate ai miliardi che ti chiedono... (CONTINUA DENTRO...)...
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10 anni fa La vignetta che costò un querelone a Forattini, poi saggiamente ritirata. Già: cosa dicono i bersaniani di oggi in proposito?

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(Satira politica)
IERI SERA, SUL RING(hio) DI FESTAREGGIO, DADDARIO FRANCESCHINI HA BATTUTO IL FERRO(vecchio) CALDO DELL'ANTIBERLUSCONISMO, QUINDI MARTELLATO LA PLATEA-BUE SUL CHIODO FISSO DEL RISCHIO-REGIME...
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Libertà de (da) "L'Informazione". Anche il direttore Guerra è stato chiamato a moderare un dibattito a Festareggio (sabato sera). Titolo: "Il mondo dopo la crisi...". Quale crisi? Quella del gruppo E'tv? Battutone a parte, prima di lui, sempre al Campovolo (ore 18.30), sabato è salito sul palco il suo ex "sottoposto" e collega Fontanili (oggi alla Gazzetta), che ha intervistato la capa dei senatori Pd Anna Finocchiaro.
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14/09/2008: crisi, un anno esatto fa falliva la Lehman Brothers
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La lunga notte (nera come la pece) de 'La Repubblica'... Venerdì notte, nelle ore in cui si dormono i sonni dei giusti, i soliti "compagnucci della parrocchietta radical-chic" hanno fatto un bel girotondo intorno al fantomatico avanzare della censura berlusconiana. Presente la protesta "Querelateci tutti!"?
Peccato che a inveire (un tantino interessatamente, diciamolo) contro il "Ceausescu" (definizione nemmeno poi tanto scherzosa di Franceschini, ieri sera sul palco con Mentana) di Arcore ci fossero anche certuni figuri molto ma molto vicini (contigui) a politicanti dalla querela facile, i quali, oltre a non aver mai alzato un dito e nemmeno mai solidarizzato con la stampa perseguitata in qualsivoglia paese del mondo, quando devono mettere mano alle carte bollate (anche in città, contro giornali e giornaletti) non si fanno alcuno scrupolo...


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Propaganda mediatico-partitica in difesa della libertà di stampa?
Vabbè, che facciano pure, a ciascuno il giochino che meglio crede o che più merita. Sennonché, i vertici politici del Pd, anche qui a Reggio, se vogliono risultare più o meno definitivamente credibili e dunque al di sopra di ogni sospetto di furberia, comincino ad agire di conseguenza, dando cioè seguito ai loro innati, nobili propositi democratici, al loro pur controverso "afflato" morale e costituzionale (ma attenzione, sono politici: si sa, cane non mangia cane). Come? Ritirando le querele ai giornali non allineati e (se si vuole parlare di atteggiamenti discutibili o comunque incoerenti, inopportuni) smettendo di frequentare leader come Putin, che non sono certo più frequentabili di Gheddafi (nella foto a destra, la giornalista Politkovskaja).
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(Satira editorial-militare)
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Zona sportiva di Salvaterra, ieri pomeriggio, 13 settembre 2009: il Parmiggiani-Day. Il nostro "Independence Day". Una sorta di day-pride della stampa reggiana, in antitesi agli strumentali e tonitruanti appelli-coltelli in difesa di una libertà d'espressione peraltro mai attaccata né venuta meno, e anzi molto ben tutelata in città (magari a senso unico, ma fa lo stesso...) dai custodi dell'ortodossia catto-comunale e accatto-comunista.
Una data storica, il Parmiggiani-Day. Che segnerà un prima e un dopo, soprattutto un "mentre" e un "mai più". Roba da far impallidire l'8 settembre di badogliana memoria, roba che nemmeno l'11 settembre di otto anni fa a Manhattan, che nemmeno la rabbia e l'orgoglio fallaciano...

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E' iniziata la "fase RCA" (Resistenza Catodica Attiva) dei giornalisti più coraggiosi e capaci. I partigiani pre-Liberazione si rifugiavano in collina, si ritiravano in montagna? Bene: valorosi "rinviati" di guerra fanno invece pacifiche incursioni in pianura, dunque azioni simboliche nei parchi-giochi dell'intera provincia reggiana.
Agguati al potere per difendere il buon senso o anche solo anni di duro lavoro e onorato mestiere; allegre rappresaglie per difendere il dovere di esistere e il diritto di trasmettere. La celeberrima Radio Londra, quindi, in collegamento costante con Radio Erre, seguirà in diretta, dalla trincea, le fasi più salienti di questa trattativa.
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DONNE & POTERE - 1
(Satira politica) / Inaugurazione per pochi intimi, per via dell'austerity...
Oggi taglio del nastro per la fiera di Casalgrande, quest'anno sotto tono.
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A sinistra, nella foto sopra, la consigliera comunale del Pd nonché fedelissima del sindaco Rossi, che l'ha voluta a tutti i costi con lui in lista, tanto che è risultata il candidato che ha ottenuto più preferenze (dopo l'ing. Vaccari) alle ultime elezioni.
E' insegnante ed educatrice all'istituto "Santa Dorotea" di Casalgrande Alto, gestito dalle suore. Undici anni fa ha partecipato al concorso-sfilata di bellezza "Valentina", vincendo il premio speciale della critica (voluto e consegnato dal mensile L'Occhio). Non sappiamo se i due amino accodarsi alle "prefiche" (tranquilli, non è una parolaccia...) della presunta moralità pubblica per condannare il "gallismo" e la "imagocrazia" berlusconiani.
Tuttavia amano vestirsi bene (anche se lei, va detto, è molto più sobria, essenziale e "semplice" di lui) e mostrarsi in passerella (nel senso di "occasioni istituzionali", ovviamente davanti ai fotografi, che poi inviano tutto all'ufficio-stampa, che a sua volta spedisce tutto ai giornali) all'apice o agli albori (è la stessa cosa) della loro gioventù alla moda, della loro fotogenìa evidente e vincente (specie in periodo pre-congressuale, il che non guasta), non casuale e anzi "consustanziale" a un'immagine politica che pesca consenso propagandando bellezza.

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Tutto in famiglia. Anni fa accorrevano neo-ministri e politici di primo piano e/o secondo pelo, quindi si brigava per mesi, rallentando a dismisura la macchina comunale, pur di avere un cartellone dignitoso, che rispecchiasse al massimo la logica del panem et circenses. Oggi invece, messo in pensione l'ipercinetico e capace assessore Fabrizio 'Multitasking' Abbati, ci si sveglia tardi e, con il po' di energie e risorse "sopravissute" a quelle Olimpiadi dell'Impero che è la Festa dell'Unità a Villalunga, si butta l'occhio non oltre l'ostacolo, cioè nel cortile di casa e, con fare questuante, ci si affida alla disponibilità dell'industriale della porta accanto, che quest'anno, peraltro, oltre a essere il presidente della più importante azienda della zona, è il presidente della prestigiosa confindustria della ceramica, nonché il 'main' sponsor delle iniziative culturali e sportive locali, comprese quelle promosse dalla giunta.
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DONNE & POTERE - 2
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Giornalismo fasullo e tendenza Frisullo. Tra quintali di fango viene a galla l'ennesima "verità rovesciata": tutte assolvono il Premier, tutte inchiodano (così sembra) il partito dei "moralisti a gettone". Morale: la gnocca non ha colore politico, perché piace sia a destra sia a sinistra!
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CASO-ESCORT: GLI UNICI AD AVER TROMBATO SONO DUE POLITICI PD?
-> Intervista di Guido Ruotolo per "La Stampa", poche ore fa...
-> Terry D. N.: "Nessun rapporto con il Cav., ma con Frisullo sì"
Nega di essere «una professionista del sesso», di aver fatto uso di cocaina, di aver fatto l’amore con il presidente del Consiglio. Nega tutto quello che ha dichiarato Gianpi Tarantini ma ammette di avere avuto rapporti sessuali con l’ex vicepresidente della giunta Vendola, S. Frisullo, e con il capo area gestione patrimonio della Regione Puglia, A. Col. E in cambio di queste prestazioni, di aver avuto «regali» da Gianpi Tarantini, 500 euro per le serate baresi, 1000 per la festa a palazzo Grazioli... (CONTINUA DENTRO...)...

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(Satire editoriali)
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Un "super 11" in campo! Prima di lui hanno detto addio alla redazione reggiana (per scelta o "condizione", come in tutti i giornali del mondo):
C. Strano, A. Colosimo, L. Santini, P. L. Ghiggini, M. Bassi, R. Fontanili, C. A. Piccinini, P. F. Grasselli, E. Grassi, P. Borgognone e C. Reverberi

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-> MI E' STATO CHIESTO IL SILENZIO... STAVOLTA OBBEDISCO"
Altro colpo di scena nel reality-show di via Edison: il parroco di San Francesco saluta il direttore (chi? Mazzoni o Guerra?) e sospende la sua rubrica domenicale di commento al Vangelo (che tanto piaceva ai lettori)
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"Caro amico e direttore,
a Lei e alla sua Redazione un grazie sincero, un grazie per lo spazio datomi nel vostro quotidiano, pagine e fogli bianchi tracciati sempre con mano tremante, come onde del mare della vita che s'infrangono sugli scogli di tutti i giorni. Dovrà in futuro trovare un 'santo prete' per il Vangelo domenicale, perchè con queste righe si chiude la mia storia siglata nei quotidiani locali. Mi è stato chiesto il silenzio e, non nel mio stile, questa volta obbedisco...".

("L'Informazione di Reggio", oggi 13 settembre, pag. 8)

E POI ATTACCA LA FALSA CIVILTA' DELLA GLOBALIZZAZIONE
"(...) Pluralismo religioso non significa esclusione della storia del Cristianesimo e della sua presenza nelle nostre terre, nelle nostre case e nelle nostre aule. Una laicità e una globalizzazione che non rispettano l'identità del singolo e della comunità sono elementi di una falsa civiltà e di una strumentalizzazione fine a se stessa e quanto mai pericolosa; un popolo senza la sua originalità e la sua identità è un popolo perso nei solchi secchi e aridi della vita". (Don Ranza, 13/09/09)

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SCOOPSSS! Vocine di corridoio ci informano che martedì prossimo (15/9) ci sarà l'incontro decisivo tra la proprietà (del gruppo editoriale) e i sindacati (dei giornalisti dipendenti). Nel corso del vertice verrà anche rivelato (magari pure illustrato) il "piano di crisi" proposto, che si articolerà - si dice - in più voci di tagli. "Saranno lacrime e sangue...", commenta con l'amaro in bocca un addetto; "Sono convinto che non lasceranno a casa nessuno", gli fa eco un giornalista... pur toccandosi le parti basse per scaramanzia.
Tre settimane fa, interpellato da "La Repubblica", il manager-direttore Mazzoni si era espresso in questi termini: "Le reti locali tradizionalmente hanno un numero molto ristretto di dipendenti... mentre noi siamo tanti, 60 solo per la tv, molti dei quali giornalisti". Lasciando forse intendere, tra le righe, che esiste anche un problema di "dimensioni" da affrontare... che in futuro potrebbe riguardare la "gestione" (la sorte) di un discreto numero di personale giornalistico in ESUBERO.

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Nel frattempo i dipendenti sognano di passare una notte con la Bindi...
-> CLICCA QUI E GUARDA!

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Già: nell'agenda de "Il Domani", almeno per le prossime settimane, ci sono molti tagli e poche assunzioni. Pigi Castagnetti, invece, si interroga ironicamente in questi termini: "E'Tv... e adesso non è più? Insomma: è o non è, ci è o ci fa...??? Eh sì, perché sia quell'ebreo di Hans Jonas sia quel comunista di Jurgen Habermas hanno posto il problema dell'Essere al centro della loro ricerca filosofica..."
nullULTIM'ORA!
La celebre casa di moda si sarebbe offesa per alcuni passaggi 'strong'...
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L'indiscrezione viene da almeno tre fonti interne alla redazione: se fosse confermata deporrebbe a favore dell'ipotesi di una sorta di "maledizione" passeggera ma intensa, magari lanciata da qualche giornale concorrente. Che ci voglia un vero e proprio "esorcismo" di gruppo, in grado di allontanare gli zampini di quel bischero di Belzebù?

* A proposito: ieri "Il Foglio" ha scritto del caso della maison reggiana...
"(...) Ad essere andato in crisi è il modello del lusso accessibile, tutto marchio e qualità risibile, su cui decine di aziende hanno ricavato margini favolosi per quasi vent'anni ("fino al 400 per cento", sospira un analista finanziario), vedendoseli polverizzare nel volgere di pochi mesi, come ben sa il maggiore interprete italiano del modello, il gruppo Burani.
Esempio di 'venture capitalism' illuminato e decisionista, volendo giusto un po' intenso e non sempre lineare nella strategia e nei ritmi di acquisizione (moda e produzione per conto terzi, ma anche alimentare, ma anche biotecnica, ma anche distribuzione, ma anche outlet così ricchi di capi che nessun buyer ha più voluto la linea di stagione nell'area di Torino), aveva mandato i primi segnali imcomprensibili al mercato con un curioso 'buy-back' di azioni proprie nel luglio del 2008, curioso sia perché in caso avesse voluto cedere una quota rilevante del proprio pacchetto a un nuovo socio, sarebbe comunque stata nelle condizioni di farlo, sia perché nell'operazione, poi conclusa con l'acquisizione di un 15 per cento non risolutivo, aveva comunque buttato 80 milioni che le sarebbero venuti molto comodi quando, a mercato in forte decremento, si è trovata in calo in tutti i principali indicatori e con una perdita semestrale di 142 milioni di euro che, aggiunta alla mancata certificazione dei revisori per due delle sue quotate, ha imposto la sospensione del titolo a tempo indeterminato. Il crac dovrebbe essere scongiurato dalla volontà della famiglia di sostenere un aumento di capitale fino a 100 milioni di euro in cinque anni e dai termini della rinegoziazione del debito, in parte ancora in discussione: certo è che i creditori hanno imposto al consiglio un nuovo amministratore delegato, estraneo alla famiglia, e che molti fornitori iniziano a domandarsi se e coe verranno saldati". ("Il Foglio" di ieri, 12/09)
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Riportiamo per intero il servizio andato in onda ieri sera su Telereggio...
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"Più di 7 milioni di euro persi in due anni e un indebitamento bancario che dal 2003 ad oggi è aumentato di quattro volte. E'Tv, il gruppo editoriale che fa capo all'imprenditore N. S., attraversa una situazione di difficoltà che coinvolge sia il settore televisivo, sia quello della carta stampata. I conti del 2008, approvati qualche settimana fa, registrano un passivo pesante: il buco è di 3,6 milioni di euro, un disavanzo pressoché identico a quello del 2007.
I ricavi pubblicitari sfiorano i 10 milioni di euro, a cui si sommano 3,5 milioni di altri proventi e di contributi pubblici. Ma i costi sono vicini ai 18,5 milioni di euro. L'indebitamento verso il sistema bancario è aumentato l'anno scorso del 58 per cento, avvicinandosi alla soglia dei 10 milioni di euro, quasi tutti a breve termine. Le perdite sono pressoché equamente divise fra emittente televisiva e giornali. E'Tv (5,2 milioni di ricavi pubblicitari, 3,3 di altri proventi e contributi pubblici, 11,7 milioni di costi) ha perso l'anno scorso 1,8 milioni di euro: 800 mila euro in Emilia e un milione di euro nelle Marche.
Analogo il disavanzo del settore giornali, che alla fine dell'anno scorso comprendeva L'Informazione di Reggio, di Modena e di Parma: in media 7.200 copie al giorno nelle tre province in abbinamento con la Stampa. Con 4,7 milioni di ricavi da vendite e pubblicità e 6,5 di costi, nel 2008 le tre testate hanno perso 1,8 milioni di euro. Troppi, per S., che già alla fine dell'anno scorso ha deciso di separare le sorti dei quotidiani da quelle delle emittenti televisive. Dunque E'Tv resta in capo a Rete 7, mentre i giornali sono stati scorporati e conferiti all'Editoriale Bologna. E' la società a cui fa capo Il Domani di Bologna, che S. ha acquistato poco meno di un anno fa dalla Legacoop felsinea. Una società che porta in dote robusti contributi pubblici, ma che l'anno scorso ha chiuso i conti in rosso per 1,3 milioni di euro".
(Gabriele Franzini, "Telereggio")
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Pseudo-break per ripulire la mente dalla fuffa della purea quotidiana...

(...E ADESSO LASCIATEVI CULLARE DA QUESTE ATMOSFERE...)
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Anche la Masini (che non è Silvio, ma sta nel Pd) non ne può più dei "fu" partitini queruli e cespugliosi, né dei quotidiani tignosi e/o "oriented"...

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Meglio essere un Pd in mezzo al guado o un Premier in mezzo al guano?
Menano il torrone, agitano il turibolo, sfiatano nei tromboni... Al lupo!!!
Toni cupi per far credere che esista un problema di libertà d'espressione
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(Satira politica) /// QUALCHE SPUNTINO (TAKE AWAY) DI RIFLESSIONE...
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Sennonché, sul palco, a reggere il moccolo ai neo-paladini (sepolcri imbiancati?) della libertà d'espressione a intermittenza e/o a senso unico (a mo' di foglia di fico, in questa Reggio conformista e doppiopesista, nonché terra d'incontrastato e ininterrotto regime accatto-comunista), ci sarà anche lui, Gianfranco "Lazise" Parmiggiani, il giornalista-poeta querelato da alcuni colleghi locali (noti amanti del sense of humour già attenzionati da Antonella Spaggiari...) più di tre anni or sono.
Il mezzobusto di Teletricolore, da 20 anni al servizio di un gruppo editoriale che sta affrontando sia i marosi sia i 'cheduemaroni' della crisi, intervisterà nientepopodimeno che il deputato-veggente Pierluigi Castagnetti, autore di una recente ma celeberrima profezia sulla chiusura, a breve ("dopo le elezioni"), di almeno due quotidiani locali.


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Il senatore a vita non sembra turbato dal pesantissimo clima politico...
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E STASERA TRA GLI STAND DELLA FIERA PD VA IN SCENA LA "NOTTE BLANDA", ENNESIMO CARAVANSERRAGLIO (PRO SBADIGLIO) CONTRO L'INESISTENTE ATTENTATO ALLA LIBERTA' DI S-TAMPAX DEL PREMIER...
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Ultimamente lo si è visto occuparsi della "pesca gigante" a Festapeggio
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DIES IRAE! L'assessore alla viabilità pare s'infiammi molto facilmente...
Il delriesco Pablito somiglia molto all'attore Paolo Lanza, protagonista del film "Così fan tutte" (di Tinto Brass e con una strepitosa Claudia Koll)
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Sanguigno come Peppone. Proprio nei giorni in cui molti dei massimi esponenti del Pd (tutti ex Ds, mentre gli ex Margherita hanno evidentemente declinato l'invito) si mettono a disposizione dei visitatori di Festareggio nel ruolo di cameriere o di cassiere, c'è un assessore che invece ha avuto un incidente nel relazionarsi con i privati cittadini. Si tratta di (Pablito -ndr) Gandolfi, pure attivo nel ruolo di addetto ai tappi allo stand della "pesca gigante" di Festareggio. Nel corso di un'assemblea pubblica, tenuta il 31 agosto scorso nella Sala Zavattini nella sede della seconda circoscrizione, l'assessore comunale alla mobilità ha spiegato al pubblico tutte le novità relative alla viabilità futura di Reggio.
Con grande arte oratoria e capacità politica di tenere in pugno la situazione, così riferiscono anche i testimoni non proprio in sintonia con l'assessore, al punto che l'atmosfera sembrava estremamente rilassata, nonostante gli argomenti sul tavolo di discussione. La situazione è degenerata quando un cittadino ha preso la parola e contestato l'assessore, specie sulla tangenziale nord. A quel punto Gandolfi ha perso l'aplomb e tirato un pugno al muro, tra la sorpresa dei presenti e l'imbarazzo dell'altro relatore, l'assessore all'urbanistica Ugo Ferrari, che non è riuscito a nascondere il suo stupore.
Non è il primo episodio di questo tipo per Gandolfi, architetto stimatissimo dal curriculum di tutto rispetto, dal momento che è arrivata sino ai giornali una sua discussione con l'assessore Franco Corradini - nel corso di una riunione in Comune - sfociata in un litigio che ha sfiorato il confronto fisico. Nell'era della politica tutta immagine, un carattere fumantino e genuino, dal sapore antico, come quello di Gandolfi è sicuramente apprezzabile, anche se c'è chi pensa che dovrebbe correggere certe spigolosità del carattere se spera di concretizzare le chances di arrivare a guidare il partito o di poter diventare il candidato sindaco per il Pd nel 2014, specie alla luce della concorrenza dell'altro esponente, al momento in pole position, Luca Vecchi, molto più compassato nelle reazioni. ("Reporter" di oggi)
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IL GOVERNO E' UNDER ATTACK MA "CASANOVA" HA SCELTO DI REAGIRE
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Se si abita in Sudafrica e si ha fretta di spedire dei messaggi, è meglio lasciar perdere il computer e affidarsi a un piccione viaggiatore. A provarlo è una gara di velocità organizzata a Durban: il piccione ha portato tutti i dati a destinazione molto prima che linee adsl ne trasmettessero il 4%. Il sito Internet della Bbc spiega che l'insolita competizione è stata organizzata da un'azienda tecnologica di Durban, la Unlimited It: un dipendente, seccato per la lentezza della connessione, ha osservato che un piccione viaggiatore avrebbe impiegato meno tempo. Detto fatto: «Abbiamo la fama di essere innovativi, così abbiamo deciso di metterci alla prova», ha detto una fonte della Unlimited It al giornale sudafricano Beeld.
Winston, il piccione di 11 mesi scelto per la sfida, è stato addestrato per portare una schedina di 4 gigabyte di memoria a 60 miglia di distanza. Centinaia di sudafricani hanno seguito la corsa su Facebook e Twitter, ma non c'è stata competizione: il piccione è arrivato in un'ora e otto minuti a destinazione, i dipendenti hanno scaricato tutti i dati, e due ore dopo, a operazioni concluse, l'adsl era ancora ferma al 4% di informazioni inviate. E, sottolineano gli organizzatori, a Winston non sono stati somministrati semi dopati per migliorare le sue prestazioni di volo.
La Telkom, la più grande azienda web del Sudafrica, ha commentato il risultato della sfida dichiarando di non essere responsabile della lentezza di Internet nella zona di Durban. Il Sudafrica è uno dei Paesi africani che sperano di migliorare le proprie connessioni Internet con i tre cavi a fibre ottiche che saranno dislocati nel continente.

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VULVAS PERSECUTIONIS! LE ALLEGRE GITE A PALAZZO 'GRAZIOSE'
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LE SOLITE POLEMICHE "AD FIGAM"...
TANTO FUMO E NIENTE ARROSTO (...FIGURIAMOCI L'ARRESTO!)
LE PAPI-GIRLS SMENTISCONO IL "TARANTOLATO" TARANTINI: OH, NON UNA (DELLE TRENTA BELLE TIRATE IN BALLO) CHE ABBIA CONFERMATO I PARTICOLARI "PULP" DEL BULLO PUGLIESE
"FALSITA'!", "FESTE, NON ORGE!", "MAI STATA LA'!", "MAI CONOSCIUTO!"
E ancora: "Mai fatto sesso", oppure: "Mai preso soldi", infine: "Quella lì? Mai vista". Lo stesso indagato scagiona San Silvio: "Berlusconi non sapeva che alcune erano pagate per la loro presenza". E il Premier giura: "Mai pagato una donna, solo calunnie cui risponderò colpo su colpo".

Ieri sera la coppia ha intonato "Generale", canzone dedicata a D'Alema
Festapeggio: ai bonghi 'Gato' Barbieri, alla chitarra il sosia di Saccardi!


Franceschini e Marino commentano lo showdown: "Per il Premier nessun illecito penale; dall'ex ministro, invece, un siparietto un po' penoso..."
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->E STASERA A "FESTAPEGGIO" C'E' BERSANI, IL PIU' GRANDE TRA I NANI!
LO SAPETE CHE L'EX MINISTRO PD E BERLUSKAISER SONO NATI NELLO STESSO GIORNO, IL 29 SETTEMBRE (...E SOTTO IL SEGNO DI D'ALEMA)?

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ULTIM'ORA! / VIAGRA A RISCHIO, PANICO TRA I POLITICI
Sì, la crisi economica tocca anche il Viagra: alla Pfizer di Roma 90 licenziamenti. L'azienda farmaceutica metterà in mobilità i dipendenti. Cancellate anche «45 posizioni di ricercatori» in Italia

ROMA - Sarà che come recitava una vecchia canzone di Celentano e Claudia Mori «chi non lavora non fa l'amore», ma la crisi economica che rende incandescente il settembre romano sul fronte del lavoro ha fatto le sue vittime anche alla Pfizer Italia. L'azienda leader in campo farmaceutico, famosa in tutto il mondo per la produzione di Viagra, ha avviato la procedura di mobilità per circa 90 dipendenti della sede di Roma. ("Corriere della Sega", oggi)
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Anche 30 ragazze ai Papi-show: ma il nome della reggiana Alloro non c'è
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->TARANTINI E I VERBALI DELL'INCHIESTA DI BARI OGGI SUL "CORSERA"
«Donne al PD Frisullo in cambio di favori. Le accompagnavo nel suo appartamento. L’imprenditore pugliese: pagai una cena elettorale per D’Alema, c’era anche il sindaco Emiliano»

BARI — Incontri con pro­stitute organizzati per ricam­biare i favori dell’allora vice­presidente della Regione Pu­glia Sandro Frisullo, del Parti­to democratico. C’è anche questo nel verbale di interro­gatorio del 29 luglio scorso di Gianpaolo Tarantini. L’im­prenditore pugliese finito sotto inchiesta per corruzio­ne, favoreggiamento della prostituzione e cessione di cocaina racconta i suoi rap­porti con i politici del centro­sinistra. E ammette di aver pagato il conto dell’ormai fa­mosa cena elettorale alla qua­le presero parte l’onorevole Massimo D’Alema e il sinda­co Michele Emiliano. Rivela i dettagli delle serate organiz­zate in un appartamento di Bari che lo stesso Frisullo aveva affittato e subito dopo specifica quali vantaggi ab­bia poi ottenuto per questa sua disponibilità. Il nome di Frisullo era già emerso nelle intercettazioni telefoniche di­sposte dal giudice, ma lui aveva minacciato di querela­re «chiunque si permetterà di accostare il mio nome a queste vicende».
(Angela Balenzano e Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera, oggi)

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Etero (oppure omo) genesi dei Fini (Gianfranco): Rep. fruga e brama da mesi tra le coulotte e le coquette del Premier, ma lo scoop lo fa il rivale Corriere. Morale: c'è chi (legittimamente, ok) spia dal buco della serratura e chi il "buco" (giornalisticamente parlando) lo dà davvero.

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-> Ennesimo e pugnace intervento per delegittimare la stampa "nemica"!
CONTINUA IL FEROCE CORPO A CORPO TRA IL GIORNALE VICINO AL PD E IL GIORNALE VICINO AL PDL: QUALCUNO LI FACCIA SMETTERE, GRAZIE...
Da 10 giorni la "Re-pubica" ce l'ha su con Feltri, che pubblica cose tabù!
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"(...) La velina si sostanzia solo quando finisce nella mani di qualcuno che vuole "andare sino in fondo". Ma non basta il giornalista pistarolo o il giudice protagonista che resuscita fantasmi... Ci vuole il giornalista velinaro che eleva la spazzatura al rango di notizia tradendo la professione ed il suo orgoglio per vendere copie, per servire un partito, un'area, un´ideologia o solo il padrone che lo paga. Ci sono colleghi che vivono di veline avvelenate e magari muoiono di veleno velinato come accadde a Mino Pecorelli, direttore-editore della rivista (semiclandestina) Op.
I giornalisti sanno che, anche quando dice un po´ di verità, la velina è comunque sordida, rimanda ai marescialli di una volta, picchiatori e diffamatori, alla copia ricalco su carta velina appunto... Mussolini archiviava le informative sui nemici e soprattutto sugli amici che tanto più gli erano fedeli quanto più erano ricattabili. E diciamola tutta: proprio perché ci piacciono i pettegolezzi che sono il sale delle amicizie, il divertimento come farsa plautina, ci pare miserabile la velina che ricatta o infama, mette alla gogna, infanga, distrugge e qualche volta uccide... Ciascun giornalista riceveva la sua velina, oggi la teleindecenza velinara è quasi interamente berlusconiana e la velina - tristissima parola - per la prima volta ha unificato almeno due significati: velina di Stato e al tempo stesso informativa che disinforma e deforma, verità di regime e anonima denuncia di malcostume che male si costuma.
Fosse vivo, Lombroso oggi studierebbe con il suo metodo criminologico-criminalistico non le veline ma i velinari: il talento e i tic di Vittorio Feltri, le ossessioni psicosomatiche e, ostentati come alibi, gli snobismi e l´amore per gli animali, meglio se il nobile cavallo. E, ancora, la sua naturale sintonia con un largo pezzo d´Italia che alla "rivelazione" in prima pagina non sa resistere. Basta che il velinaro solleciti i suoi lettori e subito c´è una stupidità che gli risponde, si indigna e si mobilita perché furbizia e stupidità sempre si ingravidano a vicenda.
Fateci caso: i grandi velinari - tutti - si tradiscono perché velano con l´eleganza esibita la ferocia dello sguardo; rivelano dietro le giacche cucite dai sarti la sofferta libidine per il fango; sanno che basta mettere le mani nella spazzatura per assumere le sembianze della spazzatura e dunque ostentano la cura di sé per meglio "velinare" le puzze che in fondo a se stessi disprezzano, pronti per danaro a mettere in piedi anche il giornale della mafia se la mafia facesse giornali.
È ovvio che, per servire il padrone che meglio li paga, siano lesti ad attingere in quella cultura del sospetto, come sussiegosamente la si chiama, che è nel sangue del Paese. Dunque è grazie alla stoffa del velinaro che la velina - non più parola ma parolaccia - ha oggi preso il sapore dell´olio di ricino. Una dose e un cattolico diventa omosessuale, un intellettuale ruba ai poveri, un antirazzista maltratta la colf, un siciliano è mafioso... Nel mercato delle veline non manca nulla. Basta pagare". (Francesco Merlo, "La Repubblica")
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L'unica cosa che "brucia", in area Pd, è il successo elettorale di Re Silvio!
MA QUALE FAHRENHEIT 451: L'UNICO INCENDIO E' QUELLO DI VENTOSO
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"Du mariage" (sì, in lingua francese) è la preziosa pubblicazione che la famiglia Sacchi Morsiani ha donato agli invitati intervenuti sabato scorso al matrimonio di Giovanni, figlio di Gianguido. "Du mariage. Par un philosophie du XVIII° siècle avec préface par Octave Uzanne" (edizioni dell'Elefante). Il libretto è stato accompagnato da un cartoncino con su scritto: "Il primo libro stampato in Italia, il 29 ottobre 1465, da due chierici tedeschi allievi di Gutenberg, nella stamperia del monastero benedettino di Santa Scolastica a Subiaco, a circa quaranta chilometri da Tivoli, in provincia di Roma. Si tratta del "Lattanzio", tre opere in latino scritte da Cecilio Firminio Lattanzio nel I secolo d.C.".

Gianguido Sacchi Morsiani (Scandiano, 1934), avvocato, professore ordinario di diritto amministrativo fino al 1997 ed autore di molteplici opere di diritto, ha elaborato studi sulle legislazioni dei paesi comunitari in qualità di esperto della Commissione UE. È stato membro del Comitato Tecnico del Ministero delle Finanze e presidente dell’I.C.C.R.I. nonché Presidente di Cassa di Risparmio in Bologna dal 1980 al 2004. Dal 2002 è consigliere di amministrazione di Sanpaolo Imi dove dal 2004 è anche membro del Comitato Esecutivo; attualmente ricopre altresì l’incarico di Presidente di Neos Banca S.p.A.

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(*) "Fahrenheit 451" è un celebre romanzo di fantascienza scritto da Ray Bradbury. L'ambientazione è quella di un ipotetico futuro (dopo il 1960) nel quale leggere libri è considerato un reato per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume. Il titolo del romanzo viene da alcuni riferito alla temperatura di autocombustione della carta (quella a cui brucia spontaneamente), cioè 451 gradi Fahrenheit (232,78° C).
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(Satire di fine Impero)
ULTIMO MINUTO! / LUTTO NELLA TV, E' MORTO MIKE BONGIORNO... MA STAVOLTA PARE CHE FELTRI E BERLUSCA NON C'ENTRINO NIENTE...

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"(...) A Bari è stata aperta un'inchiesta interessante... Mi sono stancato di prenderle soltanto... È follia pura che ci siano frammenti di Procura che da Palermo a Milano guardano ancora a fatti del '92, del '93, del '94... Mi fa male che queste persone pagate dal pubblico fanno queste cose per congiurare contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese... Non sono un dittatore. Un dittatore di solito prima attua la censura e poi chiude i giornali. In questi giorni, invece, in Italia si è dimostrato che c'è stata la libertà di mistificare, calunniare e diffamare". Poi Berlusconi ha elencato le cose fatte dal suo governo, ironizzando anche con coloro che diffondono notizie sul suo stato di salute. «Queste - ha detto Berlusconi - sono tutte le cose che ho fatto per il governo e 'Repubblica' dice che sono malato. Figuratevi cosa avrei fatto se fossi sano!». Ridendo, ha infine chiosato da par suo: "Ci attaccano come tori inferociti, ma qui c'è un torero (ieri era Superman - ndr) che non ha paura di nessuno...".
(Silvio Berlusconi, 8 settembre 2009)
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Satirella enciclopedica
(*) I Proci sono i personaggi dell'Odissea (Italia) che insidiavano il trono di Itaca (palazzo Chigi), contendendosi la mano di Penelope (governo del Paese, potere politico), sposa di Ulisse (libere, regolari, democratiche elezioni). Il termine proviene dal greco e significa pretendente (nemico tendenzialmente eversivo). La narrazione di Omero, che li mostra come parassiti (politicanti faziosi, accecati da rivalità personali e da interessi anche economici), dimoranti nella reggia (Parlamento) per anni, sarebbe incomprensibile a noi moderni se non considerassimo la sacralità della ospitalità presso la civiltà greca. Perciò è rilevante l'astuzia di Penelope (Feltri e/o Belpietro) nel procrastinarne le pretese, il loro disprezzo nei confronti del figlio Telemaco (Pdl) e la loro empietà (doppiezza, petulanza e ferocia). Al ritorno, Ulisse (Silvio B.), che si presenta sotto mentite spoglie (puttaniere), prevale sui Proci in una gara con l'arco (l'Arcore) che si risolve nella loro strage. Eliminati tutti i pretendenti e i traditori itachesi a esclusione dell'aedo Femio (Mauro) e dell'araldo Medonte (Concita), fedeli al re di Itaca (Napolitano), Ulisse (Silvio B.) si rivela (...e li smaschera per benino). (Wiki-tedia zoroastra)

(**) Il cuculo è noto per la sua peculiare caratteristica di deporre il proprio uovo all'interno del nido di altri uccelli. Alla schiusa il piccolo del cuculo si sbarazza delle altre uova presenti nel nido e non ancora schiuse, effettuando una vera e propria opera di parassitaggio, presentandosi quindi nel nido come l'unico ospite. I genitori adottivi vengono ingannati e nutrono il cuculo come se fosse un proprio nidiaceo per 2-3 settimane. La prima osservazione di questo modo curioso di agire è riportata da Aristotele circa 2300 anni fa. In Francia questo comportamento del cuculo ha portato alla nascita del termine "cocu" per indicare una persona il cui partner sia infedele. Con il medesimo significato in Inghilterra si usa il termine "cuckold".

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REP./E' svanito il confine tra realtà fattuale e finzione cinematografica?
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CONTINUA LA BATTAGLIA DI VERITA' CONTRO PALLE E OPPORTUNISMI!
Il notissimo giornalista (già "attenzionato" dai sepolcri imbiancati anti-Premier) fa cadere un altro velo di Maya e chiede finalmente conto al politico di mestiere di una effettiva (per molti sospetta) compilation di dietrofront o contraddizioni, invitandolo alla trasparenza e al rispetto del patto con gli elettori: "Sei per caso diventato un 'compagno'?"
Pane-al pane-vino-al-vino: la lettera aperta del direttore all'ex missino
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"Caro presidente Fini,
sono abituato agli attacchi personali di giornalisti e politici e non mi sono offeso dei tuoi nella circostanza dell’affaire Boffo.
Hai definito i nostri servizi in proposito esercizi di killeraggio, qualcosa di vergognoso, un esempio di giornalismo da bandire; le stesse accuse rivolteci dalle voci e dalle penne di sinistra non più intinte nell'inchiostro rosso, bensì nell’acqua santa; voci e penne che fino ad alcuni mesi orsono erano impegnate a criticare la Chiesa, il Papa, i vescovi, i parroci e anche i sacristi colpevoli di ingerire negli affari interni dello Stato italiano.
Poiché anche tu, come me, sei avvezzo agli attacchi (per lustri ti hanno dato del fascista, a te e perfino a Tatarella, giudicato indegno di sedere al governo perché missino), accetterai quanto sto per dirti con spirito sportivo. Specialmente adesso, che sei amato più dall’opposizione che dalla maggioranza, reputerai civile un dibattito alla luce del sole, addirittura pubblico e con i crismi della democraticità.
Sulla vicenda Boffo ti sei comportato, tu, e non il Giornale, in modo vergognoso. Hai espresso un'opinione dura verso di me senza conoscere, nella migliore delle ipotesi, i fatti. Se li avessi conosciuti saresti stato prudente. Invece hai sparato per il piacere di sparare o per convenienza, che è anche peggio. Ti sei accodato agli intelligentoni del Pd e ai cronisti mondani di la Repubblica nella speranza di fornire un’altra prova che hai le carte in regola per entrare nel club dei progressisti. Non c’è altra spiegazione logica al tuo atteggiamento ostile verso un quotidiano che non ha ficcato il naso sotto le lenzuola ma nelle carte del Tribunale, divulgando un decreto di condanna e non le confessioni di una (bip! - ndr) come ha fatto la Repubblica con il tuo tacito consenso, visto che non risulta tu l'abbia biasimata per la campagna trimestrale, contro il leader del tuo partito, condotta esclusivamente sulla scorta di chiacchiere da postribolo.
Prima di unirti al coro invocante la mia crocefissione in piazza, dato che non sei ancora il segretario del Pd, bensì il presidente della Camera, avresti dovuto informarti. Bastava una telefonata a me, e non sarebbe stata la prima; se non altro, ascoltando l'altra campana, ti saresti chiarito le idee e le tue dichiarazioni sarebbero state più caute. Non ti è neanche passato per la mente che un conto sono i pettegolezzi e un altro i reati. Obietterai. Ma tu hai dato dell'omosessuale al direttore dell'Avvenire. Ti rispondo, caro Fini: l'omosessualità non è un reato; e neppure un peccato, per me non cattolico. Piuttosto tu, amico mio, un paio di anni orsono ti lasciasti sfuggire una frase infelice e memorabile: "Un maestro elementare non può essere gay". Con ciò dando per assodato che un gay sia anche pedofilo.
Converrai, di questo dovresti vergognarti.
(...)
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(...)
Poiché l'omosessualità non è in contrasto con la legge, non mi sarei mai sognato di rimproverarla a Boffo. E in effetti gli ho solo "ricordato" le molestie a sfondo sessuale a causa delle quali è stato condannato dalla giustizia ordinaria, e non da me. Il Giornale si è limitato a riferire un episodio, ciò rientra nel diritto di cronaca (ho scritto cronaca, non gossip). Prendo atto che in un biennio hai cambiato posizione sui gay e non li consideri più - era ora - immeritevoli di stare in cattedra. Però un'altra volta avvisaci prima delle tue virate, altrimenti ci cogli impreparati. A proposito di virate. Sei ancora di destra o da quella parte ti sei fatto superare da Berlusconi? Non è una domanda provocatoria. Nasce piuttosto da una costatazione. Sulla questione degli immigrati, parli come un vescovo. Sul testamento biologico parli invece come Marino, quello della cresta sulle note spese dell'Università da cui è stato licenziato.
Intendiamoci, su questo secondo punto, molti sono d'accordo con te perfino nel Pdl, me compreso. Ma sul primo, scusa, è difficile seguirti. Tempo fa con Bossi firmasti una legge, che porta i vostri nomi, per regolamentare gli ingressi degli extracomunitari. La quale legge, nella pratica, si è rivelata insufficiente per una serie di lacune organizzative e burocratiche su cui sorvolo per brevità. Era ovvio che il governo di centrodestra, non appena insediato, correggesse e integrasse quelle norme introducendo il reato di clandestinità e, grazie alla collaborazione della vituperata Libia, i respingimenti, che non riguardano gli aventi diritto all'asilo politico, ma chi viene qui convinto che l'Italia sia un gruviera in cui ogni topo, delinquenti inclusi, ottiene ospitalità e impunità.
A te la nuova disciplina, benché indispensabile, non va a genio. E vai in giro a dire che è una schifezza, e immagino, tu punti a farla cancellare. Affermi che occorre essere più umani. Edificante. Ma come si fa? Ci teniamo tutti gli immigrati incentivando altri arrivi in massa? E dove li mettiamo? Case, ospedali, scuole, servizi e posti di lavoro: provvedi tu a crearli? Con quali soldi? Buono chiunque a essere umano scaricando sulla collettività - in bolletta - ogni onere. Perché viceversa non ti dai da fare per persuadere l'Europa, che ci fa le pulci, a condividere con noi il problema e a pagare le spese della soluzione? Per esempio con la spartizione, fra i vari Paesi membri della Ue, degli immigrati che approdano alle nostre coste?
A te non premono soluzioni alternative, sennò faresti proposte anziché lanciare critiche alla tua stessa maggioranza. Ti sta a cuore la simpatia della sinistra, che non sai più come garantirti. Il motivo si può intuire; se sbaglio correggimi. Miri al Quirinale perché hai verificato che la successione a Berlusconi avverrà con una gara cui è iscritta una folla. Fare il ministro non ti va; hai già dato. Fare l'uomo di partito, figurarsi; anche qui hai già dato. Continuare ad occupare la presidenza della Camera? Che barba.
E allora rimane il Colle, lì a due passi da Montecitorio.
Per arrivarci servono molti voti, ma non ne hai abbastanza nel Pdl. È necessario raccattarne a sinistra, alla quale, dunque, fai l'occhiolino nell'illusione di sedurla. Oddio. L'hai sì conquistata; lo si è potuto vedere alla Festa dell'ex Unità dove sei stato salutato quale novello Berlinguer. Ma la sinistra ti usa perché le fai comodo; sei il suo tassì. Al momento di eleggere il presidente della Repubblica (la prossima legislatura) ai progressisti sarà passata la cotta. E da loro non beccherai un voto. Consiglio non richiesto: rientra nei ranghi.
Torna a destra per recitare una parte in cui sei più credibile; non rischierai più di essere ridicolo come lo sei stato spesso negli ultimi tempi".
(Vittorio Feltri, "Il Giornale")

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Vogliono svilire il voto e andare al potere a suon d'ipocrisie e bassezze
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A Reggio chi vieta e/o punisce il diritto di critica non è certo Berlusconi!
TOH, LA GRANDE BARZELLETTA SULLA LIBERTA' DI STAMPA IN PERICOLO

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"(...) Si può dubitare fortemente che rientri tra i compiti della libera stampa l’organizzazione di interminabili, feroci campa­gne giornalistiche, non già per invocare - come sarebbe sa­crosanto - che i reati even­tualmente commessi dal presi­dente del Consiglio siano per­seguiti (dal momento che nel suo libertinismo di reati non sembra esservi almeno finora traccia), ma per chiedere di fat­to le sue dimissioni, adducen­do che egli sarebbe comun­que, per il suo stile di vita, «inadatto» a ricoprire la carica che ricopre. In una democra­zia, fino a prova contraria, de­cidere se qualunque persona è adatta o inadatta a guidare il governo, non è compito dei giornali: è compito degli elet­tori e soltanto degli elettori. Anche se la loro decisione può non piacere".
(Ernesto Galli della Loggia, "Corriere della Sera", 7 settembre)
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«Loro intendono la libertà di stampa come libertà di mistificare, insultare e calunniare e quindi sono stato costretto a rivolgermi alla magistratura per difendere il principio importante della libertà di stampa - ha spiegato -. Se c'è un pericolo è quello degli attacchi alla riservatezza delle persone... Esiste una «feroce campagna eversiva» che punta alle dimissioni del governo e del presidente del Consiglio, quindi mi auspico che si interrompa «qualsiasi campagna che attacca chiunque su basi false e calunniose». «Per quanto mi riguarda oltre alla feroce campagna per chiedere di fatto le mie dimissioni contro la volontà del popolo, mi vedo attribuire quotidianamente delle cose che non ho mai detto e neppure pensato. L'ho detto e lo ripeto con forza: con questa informazione, povera Italia». (Silvio Berlusconi, 7 settembre)

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"La calunnia" del Botticelli, 1495
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(Satira precongressual-editoriale)
Presentato a Festareggio il nuovo romanzo di Veltroni (presente l'autore)
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"Walterloo" firma copie su copie del suo redditizio libro (prezzo: 19 euro), già primo in classifica. A destra, una "gnocca" piddina addetta alla collocazione della preziosa opera. I maligni (mariniani) sospettano che la comparsata a Festapeggio non sia che una delle tante tappe-serate di presentazione volute dalla corazzata Rcs-Rizzoli, che difatti pubblica sia il veltronico "Noi" sia i manuali di Beppe Severgnini, giornalista che stasera ha fatto da spalla all'ex leader Pd coadiuvato dal collega reggiano Max Panarari. Una vasta operazione di marketing editoriale, insomma, in cui la politica non c'è o c'entra poco, o meglio, c'entra sì, ma nel ruolo di volano (cinghia-le di trasmissione) di un messaggio implicitamente promozionale, per arrivare dunque a una platea di lettori-elettori già fidelizzata, cui collocare agevolmente un prodotto a pagamento, seppur di dignitosissimo livello. E difatti, sul palco di Festapeggio, tra una pacca sulle spalle e una gag 'simpaticosa', tra la lettura di una pagina e un "haiku" alla Coelho, per una precisa e concordata scelta dell'attualità politica non si è quasi mai parlato... e di sicuro è stato meglio così.

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Dandy-Franco e Lauretta Salsi distribuiscono copie de L'Unità querelata

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La Pignedoli (forte della sua 'allure' montana) flirta con un fan... A destra, la Bergomi prima si concentra (come fosse di fronte a Mike Bongiorno, in una cabina di "Superflash") e quindi, messa mentalmente a fuoco e in fila l'agognata sequenza numerica, detta tutto d'un fiato il suo 'codice' telefonico (magic moment! magic number!) all'ambasciatore Max P. ("ambasciator non porta pene..."), che poi lo passerà al mandante Severgnini, rimasto così stregato, ma così stregato dall'atout (atout, non Hatù, mi raccomando) di Margherita che... che... che nemmeno la direttora Concita e/o nessun'altra così conciata...

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Veltry abbraccia l'ex segretario socialista a Casalgrande Antonio Caroli

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Il secondo tragico Fantuzzi: "Abbiamo il nostro Ventasso nella manica"

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PATETISMI Clamorosa presa d'atto (severo "autodafé") del non-pianista Zarathustra: "Non sarò mai Keith Jarrett... al massimo Keith Giarrettiera!"
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CAST / Si ringraziano: Zarathustra, Angie, Lisa, Glo, Vale, Bibì, Simo, Grazia, Ele, Graziella, Marghe, Betta, Valeria, Linda etc...
E ancora: Lorenzo, Mirko, Gianpar, Simone, Massimo, Hermano etc...
Infine, la decina di presenti di cui non conosciamo il nome.
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Sempre in processione: Delrio cerca a tutti i costi il miracolo!
Il sindaco prodiano: meglio un cattolico adulto di un cattolico adultero
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Sopra, Ligabue a Venezia ieri. A destra, Saccardi fa le veci di Sonia l'africana. Sotto, una foto scattata sabato scorso a Lourdes (by Angela)
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Ciao Boffo, capro espiatorio d'una battaglia politica che si è imbarbarita
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"Grazie a Dio, nonostante le polemiche, e per l'onestà intellettuale prima del ministro Maroni e poi dei magistrati di Terni, si è chiarito che lo scandalo sessuale inizialmente sventagliato contro di me, e propagandato come fosse verità affermata, era una colossale montatura romanzata e diabolicamente congegnata... Perchè , per ricostruire fatti che si immaginano fatalmente miei, devo veder scomodata una girandola di nomi, di persone e di famiglie, forse anche ignare, che avrebbero invece il sacrosanto diritto di vedersi riconosciuto da tutti il rispetto fondamentale? Solo perchè sono incorso, io giornalista e direttore, in un episodio di sostanziale mancata vigilanza, ricondotto poi a semplice contravvenzione? Mi si vuole a tutti i costi far confessare qualcosa, e allora dirò che se uno sbaglio ho fatto, è stato non quello che si pretende con ogni mezzo di farmi ammettere, ma il non aver dato il giusto peso ad un reato «bagatellare», travestito oggi con prodigioso trasformismo a emblema della più disinvolta immoralità". (Dino Boffo)
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La principale responsabile di questo gioco al massacro, che ha in questi giorni prodotto un'altra vittima illustre e, crediamo, sicuramente proba, sbattuta in prima pagina per vecchie e superate vicende personali quando invece avrebbe dovuto prevalere il diritto all'oblio e il rispetto della persona, è la notoria doppiezza, l'insopportabile ipocrisia (per questioni di potere, per interessi economici: non certo per difendere le basi di una morale improbabile, farraginosa e assolutamente retorica) di una certa area politica (nondimeno mediatica) con la puzzettta sotto il naso, che fa la morale agli altri e poi corre a stracciarsi le vesti - manco fosse una povera verginella - quando i "nemici" reagiscono e rendono pan per focaccia (giustamente, o perlomeno comprensibilmente, quale metodo di "decostruzione" della presunta limpidezza e superiorità altrui) cogliendo, nel mucchio dei comuni mortali, noi tutti umani e peccatori, il primo che passa e che magari mostra un po' di marmellata rancida su un ditino, addirittura lo stesso che putacaso qualche minuto prima ha puntato per accusare.
Sarà, ma l'aria che tira si fa davvero pesa. Speriamo che questa vicenda insegni agli uomini "normali", né santi né eroi, cioè moderatamente liberi o intellettualmente (vagamente) onesti l'esercizio della coerenza e l'arte della misura. Pretendere l'amore per la verità o il rispetto della memoria, oggi come oggi, in tempi di lacrime sangue merda, sarebbe chiedere troppo.
(c.a.p.)

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Sabato 12 settembre alle ore 15.30 prenderà il via davanti al Municipio la 7° edizione della cronoscalata Parco “La Riserva”, una classica riservata agli specialisti delle cronometro in salita. “La competizione, che si svolgerà nell’ambito della fiera di Settembre e del calendario Uisp di Reggio Emilia, vedrà la partecipazione di concorrenti provenienti da diverse parti del nord Italia; il percorso, riferisce Umberto Trinelli, referente dell’organizzazione, rimane invariato rispetto alla passata edizione ed è particolarmente insidioso in quanto totalmente in salita e con tratti che sulla nella zona del quagliodromo arrivano al 14% di pendenza. Siamo molto soddisfatti sia della partecipazione che del tlivello qualitativo degli atleti che ogni anno partecipano alla nostra manifestazione e pertanto, anche per questa edizione non mancheremo di aumentare i nostri sforzi per consentire alla macchina organizzativa di assicurare il buon svolgimento della gara”. L’arrivo e le premiazioni sono previsti presi nel circolo Parco La Riserva dove i ciclisti potranno approfittare dell’abbondante ristoro a base di prodotti locali offerti dall’organizzazione. Sul sito www.cronoscalatalariserva.it, tutte le news, le informazione, immagini ed altro ancora.

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Sabato 5 e domenica 6 settembre si terrà la “ritrovata” Fiera di San Donnino, dopo una sospensione durata per decenni. La manifestazione è stata organizzata in occasione del 50° anno di fondazione del locale Circolo Acli, che ancora oggi svolge un importante ruolo di aggregazione e di socializzazione soprattutto per gli anziani della frazione. L’amministrazione comunale ha dato il proprio patrocinio, confermando quindi la buona collaborazione con il circolo, anche attraverso i contributi erogati per i recenti lavori di ammodernamento dei locali della sede e delle strutture esterne. La fiera si svolgerà nella bella cornice agreste, a due passi dalla storica Villa Spalletti, e il programma sarà all’insegna dell'allegria e del divertimento, come da migliore tradizione.
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nullE L'ITALIA SPROFONDO' IN UNA SMUTANDOPOLI SENZA FINE
Virilità vere, virilità presunte: tira aria di "erezioni" anticipate
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"(...) Agli atti del processo vi è poi il clamoroso interrogatorio dell'allora ministro dell'Industria, Renato Altissimo, che al giudice racconta dei rapporti tra Prodi e De Benedetti nell'appalto per la Sme: «Un gruppo americano si disse interessato all'acquisto della Sme, così chiamai l'allora presidente dell'Iri, Prodi, e glielo feci presente. Prodi mi escluse categoricamente che la Sme, pezzo pregiato dell'Iri, sarebbe mai stata venduta. Poi quando pochi mesi dopo De Benedetti mi chiamò per comunicarmi che aveva preso la Sme, parlai nuovamente con Prodi. Ero decisamente sorpreso. Gli dissi perché a Carlo De Benedetti sì e agli altri no, e lui mi rispose secco: "Perché Carlo ha un taglietto sul pisello che tu non hai"...»". (G.M.Chiocci, "Il Giornale", oggi; "Dagospia", oggi)

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Macchè progressismo d'Egitto: l'Italia è un paese senza futuro

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La battaglia politica è degradata a gossip: si colpisce sotto la cintura...

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Comunità Europea: Motti interviene sulle dimensioni delle zucchine...
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Diffamazione a mezzo blog, Motti presenta un’interrogazione urgente alla Commissione Ue. Ovvero: l’europarlamentare reggiano chiede all’Europa di intervenire dopo i nuovi casi di diffamazione in Rete
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BRUXELLES - Tutela della privacy e della dignità della persona contro le offese arrecate tramite i mezzi elettronici, fra cui cui blog, siti internet ed e-mail. Questi i temi della nuova interrogazione presentata alla Commissione Europea dall'europarlamentare Tiziano Motti. L'onorevole reggiano, dopo aver ricordato come il dispositivo della sentenza pronunciata dal giudice di Manhattan (che ha condannato Google a fornire le generalità del gestore di un blog in cui erano contenute offese alla modella canadese Liskula Cohen) abbia sottolineato come "la protezione del diritto di comunicare anonimamente deve essere bilanciata dall'esigenza di assicurare che le persone che scelgono di abusare di questo mezzo possano rispondere di una trasgressione", ha presentato un'interrogazione alla Commissione Europea. Nel documento, Motti (Udc) chiede “se la legislazione comunitaria in vigore preveda già la possibilità, a pari condizioni per ciascun cittadino europeo, di identificare il provider che ospita un blog con “post” diffamatori, nonché il gestore e gli autori degli stessi. In caso negativo - chiede l'onorevole - prevede la Commissione di prendere atto della giurisprudenza che già si va affermando negli Stati Uniti e in Europa, e predisporre provvedimenti, di concerto con il Parlamento europeo, per tutelare dalla diffamazione e da altri reati a mezzo internet tutti i cittadini comunitari?".
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/// "Fun Beer Concerts # 2" (PIANO SOLO)
Di e con (e per) Ciro Andrea Piccinini
Mercoledì 2 settembre (ore 18.15)
Libreria "All'Arco"
Via Emilia S. Stefano n. 3
(centro storico di Reggio E.)
\\\
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(Satira culturale) / INCULPOP!
BIOGRAFIA DI UNA NAZIONE (INFOIATA) // VITA, SORTE, ORACOLI E PHOTOSHOP DEL MINISTRO 'POPULAR' DEL MONARCA AMOR NOSTRO...
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L'OTTIMO MAD MAX PANARARI, SULLA SCIA DI UMBERTO EGO E DELLA SUA NOTA, PRODROMICA "FENOMENOLOGIA DI MIKE BONGIORNO", LANCIA UN SILURO AD ALZO ZERO (IN ZONA PUBE) A RE SILVIO, "SMUTANDANDO" SULLA RIVISTA DELLA BOLOGNA INFELIX (SERIOSO THINK TANK ULIVISTA) LUI, L'AEDO DI ARCORE, IL SOMMO DEMIURGO E TUTTOLOGO (NONCHE' "TETTOLOGO") DEI SETTIMANALI "TV SORRISI E CAZZONI" E "CHI". IL BERSANIANO REGGIANO (CHE PER QUESTO SUO ARDITO E ARDENTE COLPO SOTTO LA CINTURA E APPENA SOPRA LA CERNIERA AL PDL DICE DI TEMERE - SCHERZOSAMENTE - DI FINIRE "ATTENZIONATO" DAL MICIDIALE FELTRUSCONI, PROPRIO COME E' SUCCESSO AL COLLEGA BOFFO) SCODELLA LA SUA ANALISI SOCIO-ANTROPOLOGICA SULLO STATO DI SALUTE DELLA PROPAGANDA IN QUESTO CAFONALISSIMO IRREALITY-SHOW CHE E' IL NOSTRO BELPAESE.
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"RAGAZZI, ECCO LA MIA FENOMENOLOGIA DI ALFONSO SIGNORINI...!"

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(Da "Il Riformista" di oggi)
C'era una volta l'egemonia culturale della sinistra. O forse non c'è mai stata davvero, e suona tutt'al più come un espediente retorico e di polemica politica della destra. Di una cosa si può essere certi, e cioè che oggi essa non c'è più, volatilizzata, un po' come gli spettri di Marx di cui parlava Derrida. E il segno dei tempi non è certo il gravitare dell'Einaudi nella galassia Mondadori. No, il punto è un altro. E riguarda, come Antonio Gramsci sapeva meglio di chiunque altro, le masse. O, se si preferisce, il popolo, assurto nuovamente a centro (fittizio e strumentalizzato) della postpolitica contemporanea. Vale a dire, il tema, annoso e decisivo, dell'egemonia culturale, che proprio il filosofo sardo introdusse nella riflessione su questo nostro complicato Paese.
Mentre il Pd si barcamena nella ricerca di leader e idee, a destra la questione sembra essere ben presente tantissimo tempo. Hanno cominciato, alla metà degli anni 70, i convertiti ex trozkisti statunitensi che, diventati neocon e reaganiani, si traghettarono tra le fila del Partito repubblicano, facendo dell'integralismo di mercato e dell'ideologia radcon la colonna sonora del nostro mondo... (CONTINUA DENTRO...)

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