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"Io stasera dopo merenda con amici qua in zona (sarebbe una cena ma si mangia alle 7 che poi loro vanno a teatro), ecco io dopo questa cena che inizia subito dopo il mio pranzo sarei anche libero, se a qualcuno va di prendere un Sanmarzano Borsci al bar e soprattutto di offrirne in quantità alle prime sprovvedute innocenti che sono nel raggio giusto per essere "importunate" da noi la notte di Capodanno, ecco, se vi va sentiamoci, che io al teatro luogo fisico preferisco quel gran teatro che è la vita. E dopo questa, forse vado a letto". (Un amico via FB, poco fa)
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"Caro Gesù che tanto hai sofferto per noi...
Quest’anno ti sei portato via il mio cantante preferito, Michael Jackson.
Il mio attore preferito, Patrick Swayze.
La mia attrice preferita, Farrah Fawcett.
Il mio presentatore preferito, Mike Bongiorno.
La mia poetessa preferita, Alda Merini.
Il Presidente del Consiglio, che dispensa Amore a chi gli chiedeva come le era sembrata Milano, ha risposto:
'Beh! Quello che mi ha colpito di più è stato il Duomo...'.
Il Santo Padre la notte di Natale è caduto...
Mentre c’era chi si apprestava a passare il Natale solo come un cane o in compagnia di p(***).
Dio del cielo, c’è un figuro che ha mandato una lettera a tuo figlio Gesù Bambino, dicendo che al Governo c’è il Diavolo.
Ti chiedo: perché a loro niente?
Risponde l’Altissimo:
'Nell’Inferno non c’è più posto, stiamo ampliandolo del 20% e in base alle leggi avremo uno sconto fiscale; i lavori procedono velocemente, abbi fede, l’anno non è ancora finito... E in ogni caso speriamo nel 2010. Buon anno". Messaggio di fine anno di Pasquino (Monsignor M.G.)
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-> Le scappatelle extraconiugali? «Fanno bene al matrimonio»
«La maggior parte degli uomini non tradisce perché non ama più la propria compagna. Anzi, è il contrario». Occhio ai "monogami patologici"
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Le scappatelle? Un toccasana per il matrimonio. O almeno questo è quanto sostiene Maryse Vaillant, eminente psicologa francese, nel suo libro "Les hommes, l'amour, la fidélité" (ed. Albin Michel), dove riabilita le infedeltà coniugali, definendole il segnale di un «rapporto sano». Basta, quindi, criminalizzare gli uomini per essere dei dongiovanni patentati: un’amante aiuta sempre. Anche la consorte cornificata.
«La maggior parte non è che tradisca perché non ama più la propria compagna», spiega la Vaillant nel libro, «ma, anzi, è il contrario. Semplicemente, questi uomini hanno bisogno di spazio per respirare ed essendo in realtà monogami convinti, per loro l’infedeltà diventa quasi inevitabile. Una volta che le donne francesi accetteranno il fatto che "il patto di fedeltà non è naturale, bensì culturale” e che l’infedeltà è essenziale al “funzionamento psichico” di certi uomini che sono ancora molto innamorati, per loro sarà una conquista liberatoria».
«La fedeltà non è, per definizione, una prova d’amore», continua la Vaillant, che ha divorziato vent’anni fa ma che da allora sostiene di aver avuto relazioni «stabili e fedeli» – infatti, in molti casi i «monogami patologici» mancano della forza mentale per avere un’amante. Spesso si tratta di uomini che hanno avuto un padre fisicamente o moralmente assente nella loro infanzia e che ne hanno totalmente idealizzato la funzione paterna. Così, mancano di flessibilità e sono prigionieri di un’immagine che non rispecchia la realtà». (S. Marchetti, "Corsera", ieri)
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(Satira alchemica)nullnullnullnullnull
Solo Ronnie (del Regno di Aztlan) potrebbe sbloccare la fase di scontro!
Dopo le note schermaglie in città, le coalizioni si affrontano nella Bassa
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La politica è un fenomeno extraumano? Niente paura, ecco una tisana...
L'invito è a stemperare i toni e a berci su una sana camomilla della pace
Anche nella nostra provincia si sta cedendo alla tentazione del gossip?

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AGGIORNAMENTO DELLA POLEMICA. Scontro politico, la maggioranza di centrodestra reagisce alle indiscrezioni... Interpellanza-boomerang: la giunta non ci sta, fa quadrato e annuncia querela ai consiglieri firmatari.
"Rischia di diventare anche un caso giudiziario l'interpellanza che i consiglieri di opposizione hanno presentato per richiedere informazioni sulla concessione del comune di Guastalla di patrocini onerosi per tre progetti di pubblico servizio, per una somma di 21mila euro. Contributi forniti tutti a un'associazione con sede a Sassuolo. Le opposizioni hanno manifestato dubbi sulla "correttezza politica" dell'operazione, avanzando richieste sui rapporti personali fra alcuni componenti della giunta e i responsabili dell'associazione (...) 'Ho dato mandato al mio avvocato di agire contro di loro e contro chi ha alimentato in modo scorretto queste notizie, totalmente infondate' (...) Ai consiglieri di minoranza viene poi contestato di aver diffuso dei dati sensibili contenuti in documenti richiesti agli uffici municipali e regolarmente consegnati ai consiglieri (..). 'I consiglieri hanno il compito di controllo - conclude il vicesindaco -, ma sugli atti amministrativi, senza passare nella sfera privata e personale delle persone'...". (Carlino Reggio, 3 gennaio)

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(Satira politica!)
Il "Carlino" di oggi dà conto di un caso politico con venature rosastre...
Nel mirino dell'opposizione ci sono tre erogazioni in poche settimane...
L'affondo: "C'è conflitto d'interesse?". La risposta: "No, è tutto regolare".


La vicenda sollevata dal sito dei seguaci di Grillo (Clicca)

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(Satira mondana!) Mamma Orsa (Mo), 5 aprile 2009. Il pluri-candidato di Guastalla festeggia le future elezioni (insieme ad amici del Carroccio, come documentato in Rete) in un locale fashion del comprensorio sassolese. Presenti diversi ragazzi e ragazze simpatizzanti della Lega.

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(Satira sul Po!) Da Heba all'Haba(nero) il passo ortografico è breve...
* Beato tra le donne! Nella foto (pubblicata su "L'Informazione" il 16 gennaio 2009), il vicesindaco leghista posa insieme a una sua amica di origine straniera, Heba, ragazza egiziana esclusa dal "Grande Fratello".

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(Satira) // O dell'Odio ad personam contrapposto all'Amore universale...
Siamo sicuri che il noto e coraggioso bestsellerista accetterebbe di farsi trascinare in una polemica dal retrogusto elettorale (Di Pietro e Grillo si presenteranno alle Regionali del 29 marzo con le loro belle liste), quindi di venire a Reggio il 7 gennaio? E poi: ma che c'azzecca col Tricolore?
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Reggio è stanca degli Indignati Speciali in servizio permanente effettivo
Il Partito del No (sempre ovunque comunque...) scende ancora in piazza
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Non è che per caso i furbetti del moralismo politico sfruttano l'aura (cioè la popolarità pubblica e l'intoccabilità civile) del bravo e bello scrittore, editorialista di "Repubblica" e protagonista di un appello anti-Premier?
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CHI LA FA L'ASPETTI...
"Prima o poi doveva incontrarlo, qualcuno che lo assillasse allo stesso modo in cui lui tormenta le sue «vittime»: Marco Travaglio ha trovato il «suo» Travaglio.
In un video pubblicato sul blog di Claudio Caprara, direttore di redazione di «Red Tv», si vede il giornalista del "Fatto" incalzato da un ragazzo, al termine di uno spettacolo in teatro, con quesiti sul «signoraggio bancario».
Alle prime risposte elusive di Travaglio il giovane replica con un fuoco di fila di domande tale da far esplodere alla fine il «grillo parlante» in un «hai rotto i co...»".
(Il Giornale, oggi)
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CUORE D'ORO! E il capo-servizio Zambrano trova il tempo per scrivere una toccante letterina al suo 'collega' Gesù Bambino: "Davanti a questo computer c'è qualcuno che ha perso la speranza. Restituiscimela. Amen".

CASSEURS! 6 gennaio 2010: il Partito dell'Odio mette i bastoni tra le ruote (chiodate) al Partito dell'Amore. Il 7 gennaio arriverà a Reggio il presidente del Senato Renato Schifani: ma la Befana (***) e i tre ReMigi (Olivieri, Riva e Fantini, cioè Di Pietro, Grillo e Travaglio) non lo vogliono.

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1) Mr. Obama ha varato la riforma della Sanità Usa (e getta!?).
2) La cer. Marazzi di Iano non chiude e anzi riapre a febbraio.
3) 102 clienti Unicredit (via Gattalupa!) sono stati rimborsati.
4) Il GiornalediReggio non chiude e continua anche nel 2010.
5) Liana Barbati non cede e spinge sul suo antiberlusconismo.
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LETTURA NATALIZIA Nato nel 1915 come giornale di guerra, per anni rivaleggiò con il Canard Enchaîné grazie a un direttore-padrone cazzuto e a validi collaboratori. In odio a case editrici e intellettuali per bene...

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(*) Le Crapouillot était un journal satirique créé en 1915. Son dernier numéro, le 126, a été publié en 1996, après une existence de 81 ans.

In apertura di un nuovo processo per diffamazione a carico di Jean Galtier-Boissière nella sua funzione di direttore del Crapouillot, il giudice di turno fece notare che in quella circostanza era improprio parlare di ennesimo processo, essendo quella esattamente la centesima volta che il suddetto Galtier-Boissière, più noto nel suo ambiente come Venerato Direttore, era citato a giudizio. Il brillante avvocato del Venerato Direttore non perse l’occasione per una battuta: “Signor giudice, come si può non celebrare una ricorrenza così significativa?”.
Il giudice, uomo di spirito, aderì. Il procedimento fu archiviato. Tanto condannare Galtier-Boissière per diffamazione era un’impresa: il Venerato Direttore ai suoi collaboratori concedeva di parlare di chi e di cosa credevano, ma esigeva che verificassero i fatti con il massimo scrupolo. Cento processi in quarantanove anni di direzione di un giornale come il Crapouillot, che aveva nell’anticonformismo una bandiera, non erano poi molti.
Il caporale di fanteria ventiquattrenne Jean Galtier-Boissière aveva concepito e fondato il Crapouillot nel 1915, nella trincea di Neuville-Saint-Vast, nell’Artois, dove i poilus, i fanti francesi, rassegnati al coraggio e disposti al sacrificio, ma non al silenzio, avevano vanificato il sogno tedesco della guerra lampo. Crapouillot, che nel francese civile vuol dire rospetto, nel gergo militare era un nome di un tozzo mortaio, particolarmente efficace per fare danni e morti nelle trincee. I giornali di guerra erano numerosi e anche eleganti. In Francia per esempio c’era la "Baïonette", con sontuose illustrazioni a colori che mostravano signore seducenti vestite secondo i dettami del grande sarto Paul Poiret (il quale partecipava peraltro allo sforzo bellico disegnando uniformi per l’esercito) o addirittura, in copertina, una specie di Giovanna d’Arco in armatura luccicante che sotto i pennacchi di piume di struzzo sfoggiava un sorriso da mannequin di maison de mode. Sorrideva, ma a chi? Ai poilus nel fango o agli imboscati rimasti a casa ad arricchirsi?
Anche i giornali nati in trincea si erano proposti fino ad allora di distrarre i soldati, di fare credere loro che la vera guerra non era quella che vivevano giorno dopo giorno, ma quella che era rappresentata nelle illustrazioni popolari, raccontata dai reportage dal fronte, cantata dai poeti e dagli chansonnier patriottici... (CONTINUA DENTRO)

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UN ELOGIO DEL MISANTROPO SCROOGE E IL VIDEO DI SEXPOLITIK 2010
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(*) Scrooge è il soprannome di Ebenezer Scrooge, l'avaro protagonista del racconto di Charles Dickens "Canto di Natale" (1843). "Scrooge" è nel tempo diventato antonomasia per indicare una persona antisociale, avara e lontana dai valori e dallo spirito del Natale.
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"Non c'è niente da dire né da spiegare: Natale mi fa schifo punto e basta". Pensavate di essere i soli a odiare il consumismo e le feste comandate? Ebbene, questo è solo uno dei tanti messaggi lasciati in rete da quelli che vanno controcorrente. In tutto il mondo sono migliaia i detrattori del Natale, dei regali, delle lucine colorate e delle renne. Coloro che si sentono male al solo pensiero della festa in famiglia, dei pranzi e delle cene spropositati e dei regali del parente sconosciuto: gli immancabili calzini o mutande, o magliette impossibili da indossare.
I detrattori del Natale sono sempre di più, anche se rimangono una minoranza accuratamente nascosta. La maggioranza (gli amanti focosi del Natale) è piuttosto intransigente e isola i detrattori con frasi del tipo "Il Natale piace a tutti" o "Quanto sei insensibile" o "E' un'occasione per essere più buoni", cosa che li fa ancora più irrigidire. Come fare per sfuggire all'orgia di consumismo? In questo tripudio di colori e cene, c'è chi organizza feste alternative o ritiri spirituali lontano dalla calca nei giorni 25 e 26 dicembre.
Alcuni si chiudono in casa e si sfogano on line su siti creati per chi odia questo genere di celebrazioni.
Esistono blog tipo "Io odio il Natale" o cose più internazionali (I Hate Christmas) dove potete trovarvi in buona compagnia. I creatori di tali siti sono davvero arrabbiati con il Natale: arrivando a descrivere i traumi infantili che hanno rovinato questa festa. Alcuni hanno scoperto a 5 anni il padre che montava la casetta delle bambole la notte della vigilia, altri hanno visto morire un capitone in diretta, rimanendo sconvolti. Altri hanno assistito a litigate furiose dei genitori e associano l'atmosfera natalizia ai rapporti falliti. Da novembre fioccano in rete messaggi di sconforto sul Natale: quasi tutti sono delusi perché sta diventando una festa di consumismo e ipocrisia. C'è chi afferma di odiarlo perché "tutti vogliono i tuoi soldi per comprare sciocchezze di cui non importa a nessuno" o perché si trova a casa parenti e bambini molesti che vogliono provare subito la nuovissima playstation. Molti sono stufi dei pranzi infiniti e pesanti e non sopportano più pandori e panettoni, che uno deve mangiare per forza perché "sono i dolci di Natale".
C'è anche una lista di film per chi non sopporta la festa.
Si comincia con Meno di zero, tratto dal best seller di Bret Easton Ellis, per continuare con Die hard, Gremlins, Una poltrona per due e Arma letale. "Prima che Mel diventasse appassionato di croci era un bravo attore di film d'azione" spiega il sito che ha stilato la lista: siamo d'accordo. Immancabile, la canzone cult dei detrattori: I Hate Christmas, pezzo rock amatoriale composto da Rob Highfill, acida e divertente. Potete ascoltarla o scaricarla, c'è anche il testo per fare karaoke con i vostri amici, mentre siete chiusi in casa per evitare il traffico in tilt. I commenti più duri sul Natale si riferiscono però alla presunta voglia di bontà e di cambiamento e al cosiddetto "spirito natalizio" che dovrebbe farci compiere miracoli.
Tutti si sentono buoni, ma poi questa bontà dove finisce? Pochi fanno donazioni o si sforzano di essere meno intolleranti e nessuno si da al volontariato neanche per un giorno. "Il Natale è diventato solo un modo per far girare denaro a valanghe" concludono i disillusi. Siete d'accordo o rimane ancora qualche speranza? (Da Internet)

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SCENE DI PRESEPE REGGIANO - 2 DEVOTI DI SAN SILVIO
ULTIM'ORA! / In attesa della Stella Cometa, ci facciamo una Stella Artois?
L'eremita-scrittore (ex punk) dell'Appennino reggiano, sempre più divino e devoto, scrive al "Foglio". Fa gli auguri, elogia Langone, punzecchia la sinistra e s'impensiera in altre cose degne di nota e di croce. "C'è un Creatore, le creazione, le creature. Creazione e creature vanno difese".

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A destra, Capossela, altro irrinunciabile ospite del Natale nostrano
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Ma non dite a Mimmo (Spadoni, che lo cita sui bigliettini di Buon Anno) e a Giò (Catellani, l'assessore che ha lanciato l'ottima Rorate Coeli), suoi acerrimi e integerrimi estimatori, che il cantante-performer di Mundus e TraMonti lancia frecciatine d'incenso a coloro che definisce "cattolici (di sinistra, ndr) cresciuti e invecchiati in spocchia e coscienza"...
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"Al direttore (Giuliano Ferrara, ndr) - Tengo il “Manifesto della destra divina” sul mio tavolo, a portata di mano destra e la copertina bianca s’è già scollata per l’uso, s’è ombreggiata e imbrunita perché in concomitanza col surriscaldamento globale qui fa un freddo niente male: tutto un maneggiare legna e attizzatoi, giorno e notte. Dovrò rilegarlo in cuoio per salvaguardarlo. Camillo Langone già da tempo s’è intrufolato nei miei pensieri. Se fossi una valle Lui sarebbe un boscaiolo capitato per caso che si è costruito una capanna poi ha seminato l’orto. La capanna è diventata casa e sono spuntati stalle e recinti. Adesso ha eretto solide mura tutt’intorno: è una fortezza.
Al centro dell’insediamento c’è una Chiesa con cripta e campanile, vi si officia una divina liturgia (cinque candele cinque messali). Sui suoi stendardi ha impresso l’arma: difendi conserva prega! Se fossi una valle ne sarei felice e onorata. Sono un uomo, montano italico cattolico romano, leggerlo mi consola, mi sprona, mi rasserena.
C’è un Creatore, la creazione, le creature. Creazione e creature vanno difese, conservate e questo è possibile solo in relazione al Creatore. Le creature, a se stesse, s’infiammano e sopiscono tra i migliori sentimenti e gli istinti peggiori o avvizziscono in insignificanze. La creazione sovrasta e annichilisce ogni creatura. I summit poi, che ridicola figura! Babele aveva una torre, queste son bolle e balle. L’unica armonia possibile è nella causa incausata d’entrambi, cioè Iddio. Il giusto timore non guasta e se c’è salvezza è nell’amore infinito che ha reso possibile l’Incarnazione. Altra verità non c’è. Camillo Langone lo sa e lo dice bene, forte e chiaro. Sa anche dei piaceri: gusto tatto olfatto udito vista, e tocca a lui compilarli in maccheroniche paginate per noi zotici ignoranti.
Nel tempo del tramonto di quella che fu Europa, la Cristianità d’Occidente, come monaco irlandese del tempo dell’alba radiosa dà corpo e voce alla consapevolezza che: Dio è corazza dei forti. Che sia poi l’unico giornalista omofobico dichiarato a commuoversi con le lacrime agli occhi per le parole dell’omosessuale italiano per eccellenza del secolo Ventesimo, a comprenderne l’ineluttabile necessità poetica e sociale, contribuisce a fare di questo nostro paese, la nostra Patria, un patrimonio reale dell’umanità che non può essere lasciato in balia di una salvaguardia con marchio Onu o, peggio, di una Corte costituzionale europea che pretenderebbe di ridurlo, per imposizione giuridica, a uno sciatto scialbo staterello, una specie di Belgio senza neanche il re ma con molti delfini, altrettanto pavidi, bramosi di autoincoronarsi. Roba da invidiare la Svizzera che sta risalendo nella mia classifica e, adesso che si sa: Mariarosa Mancuso è cittadina elvetica, chi la ferma più.
Altra meraviglia di questo nostro paese, la meraviglia contempla sempre un che di stupore e sorpresa, è il presidente del Consiglio, “l’amor nostro”, non mio. L’ho votato, lo voto, ma ogni volta io e mio zio, l’eterno democristiano di famiglia, ci giochiamo chi vota il Cavaliere e chi la Lega. Troppe cose ci dividono da entrambi, solo non vogliamo lasciare il governo nelle mani della sinistra (ex tutto, pro ogni anti) e dei cattolici cresciuti e invecchiati in spocchia e coscienza.
E’ l’impatto estetico che mi rende alieno il Cavaliere, per questo mi sono sentito punito quando l’ho visto sdentato e sanguinante risalire sul predellino: coraggioso. Cribbio! Cavaliere, le mie felicitazioni. Lei è uno scandalo salutare in questo mesto contesto istituzionale. Prego per Lei; che Dio l’illumini e la sostenga. E bisogna pregare per l’Arcivescovo di Milano che non trova una immediata parola per un gesto umanamente odioso e socialmente devastante, compiuto sotto casa usando una riproduzione di quel Duomo di cui è responsabile e garante di fronte a Dio e agli uomini. Un brutto segno dei tempi e non è un problema politico ma, oserei dire, liturgico. L’avvenuta vanificazione di ogni valenza simbolica di parole e gesti. L’accettazione che l’interesse economico, quello politico e una generica bontà sono il solo collante della società. Caro Langone, oltre la “preghiera” quotidiana ti toccherà predicare ogni settimana.
E’ il Santo Natale: dovere dei cristiani non è essere buoni, categoria morale alquanto confusa, ma piegare le ginocchia in adorazione di fronte al mistero della vita, della salvezza: l’Incarnazione.
Suo devoto, Ferretti Lindo Giovanni".
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SCENE DI PRESEPE REGGIANO - 1 DEVOTI DI SAN PRODI
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SCANDIANO
La "elemosina natalizia" copre il 2 per cento dei costi previsti, futuribili, per il restyling dell'esoso, ingombrante e in parte inservibile monstre. La somma portata a casa, pare grazie all'interessamento dell'on. Marchi (Pd), sarà stanziata - spalmata - in tre anni (200+100+100). E ancora: i 400mila euro in arrivo, facendo due calcoli, equivalgono al peso della retta d'affitto per i prossimi 6 anni e mezzo (il 13% sul totale di 50, cioè del mezzo secolo di gestione nostrana stabilito dal penalizzante contratto di utilizzo tra Municipio e Demanio, che vale 60mila euro di uscite sonanti, ogni anno, per le casse comunali).
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(Satire della vigilia)
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99°numero Prima pagina del nuovo numero dell'Occhio, uscito oggi...
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* Ecco la testimonianza arrivataci oggi sull'indirizzo mail del blog
Illustre signor Piccinini (illustre: beh, insomma - ndr),
volevo segnalarle che nel mio studio di docente all'università di (***) è appeso il suo calendario "Sexpolitik".
Non mi ritengo un voyeur, ma avendo letto (su "Panorama") delle finalità politiche del calendario, ne ho comprate due copie.
La seconda l'ho offerta in regalo a vari colleghi con l'impegno di esporla, ma finora nessuno ha accettato (...)
Spesso mi capita di rispondere alle domande di studentesse (...)
Coi migliori auguri di buon lavoro (so che lei è neutrale, nel senso che l'anno prima aveva fatto un calendario pro-Prodi).
(***), ordinario di (***) - Università di (***)
22 dicembre 2009
/// (Il professore si riferisce al calendario 2009, ndr)
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Il dibattito sull'urbanistica calatravico-ipercoopica divide ancora Reggio
Comunismo versus capitalismo: sembra di essere ritornati a 30 anni fa!

(Satira politico-industriale) AMARCORD / COME ERAVAMO
-> DECINE DI INTERVISTE SUL "PADRONE" E SULLE LOTTE PER I DIRITTI
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Già: 22 anni fa usciva "Lavorare e vivere a Max Mara", 72 pagine di inchiesta sulle condizioni di lavoro di operaie e impiegate all'interno dell'azienda. Lo curò la commissione femminile del Pci e l'introduzione della bella ricerca fu affidata a Lorenza Davoli (collaborarono anche Maria Grazia Ruggerini, Linda Montanari e Rossella Selmini).
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"La vertenza aperta tra le organizzazioni sindacali e la proprietà della ditta Max Mara è, per le lotte e gli avvenimenti che l'hanno caratterizzata, una delle questioni allo stesso tempo più dibattute e meno risolte della nostra città". E ancora: "In anni di grandi e rapidi mutamenti... esiste una certezza: Maramotti nella sua azienda non riconosce le organizzazioni sindacali come non riconosce i contratti di lavoro. Da ciò, da molti anni, discendono scelte aziendali unilaterali che si ripercuotono fortemente sui diritti e sulle condizioni di lavoro delle lavoratrici". (Dalla prefazione)

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Dite a Stef. Marches., a Luca e ad Alberto Montan. di fare gli auguri al giornalista sportivo Marco Gibertini, che proprio oggi compie gli anni!
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* Da oggi in distribuzione il numero di dicembre de "L'Occhio"
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RUMORS. L'indiscrezione-boatos ci è arrivata in tarda serata da una fonte vicina al suo entourage. Protagonista della vita politica reggiana da 10 anni (è stato per un breve periodo anche segretario provinciale del Carroccio), il battagliero e preparato politico locale avrebbe informato proprio oggi della decisione la federazione del suo partito e il presidente del consiglio comunale di Casalgrande.
Alla base della clamorosa scelta (non ancora ufficializzata: gli estimatori di sempre si augurano che si tratti di una sottile provocazione o, alla meglio, sperano in un ripensamento o in un respingimento delle stesse), insieme a generiche e plausibili motivazioni personali e professionali, sembra che ci siano più articolate e mature ragioni di natura politica.


null DIECI PEZZI FACILISSIMI

Bettel. e Gianpar, nuova coppia d'inverno, fanno gare di degustazione di birra di qualità nel Regno di Aztlan, ospiti del mitico Ronnie (ex Aqualung). Probabile Capodanno insieme a Berlino.

Strepitosa la pagina dedicata al compianto micione vip sul GdR.

Il Ghiggio ha colpito ancora: la Maniscalco c'è e lotta insieme a lui.

L'avv. Nard. (capogruppo del centrodestra in consiglio a Montecchio) ribadisce, ammonisce e diffida gli organi di stampa.

Ecco il nuovo libro di Nardone: Problem Solving Strategico da tasca.

Il direttore di Reporter ieri ha compiuto i suoi primi 40 anni, festeggiati sabato con un concerto rock a Novellara.

Scambio di auguri natalizi da Aliberti. Curiosamente, disattendendo le consuetudini, Zar. (che si trovava lì, in casa editrice, per ritirare una copia del monumentale "Il caso Genchi", 970 pagine di fatti, nomi e cognomi sui più succulenti intrighi e misteri italiani degli ultimi 20 anni... ma soprattutto, il povero blogger, concentrato sugli splendidi occhi azzurri di Paola) non è stato invitato a rimanere per il brindisino e la fotona di rito. Travaglio, invece, pare che sia intervenuto in video-conferenza per il discorso-sermone di fine anno, sempre taglientissimo, conclusosi con una benedizione urbi et orbi.

Cena del Pdl scandianese, stasera, al Piccolo Mare di Rondinara. Insieme a Pagliani il sen. Balboni e il sindaco di Sassuolo Caselli.

Tradizionale cena di auguri chez Lisa, ieri, ad Albinea. Lasagne ok.

Il Paprika ha messo la pizza C.A.P. nel menu: formaggio brie e speck.

Oggi a Sassuolo ci siamo fatti "La morte del prossimo" (Luigi Zoja).

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C’è destra e destra. C’è la destra grattacielara di Roberto Formigoni e Letizia Moratti, la destra in Chanel di Stefania Prestigiacomo, la destra alla moda omosessualista di Mara Carfagna, la destra opportunista e nichilista di Gianfranco Fini, la destra che entra negli antichi borghi in Suv neri e lunghi come carri funebri, sul sedile posteriore il labrador da pubblicità e il bambino con gli occhi azzurri pure quello da pubblicità, magari comprato nei laboratori della fecondazione eterologa o strappato dall’utero di una nuova schiava con due figli piccoli e il marito scappato con un’altra, la destra ingioiellata che invoca leggi severe contro scippatori e rapinatori ma a sentir parlare di pena di morte si ritrae come una lumaca nel guscio, perché l’Europa non vuole, la destra spaventata dai maomettani in preghiera in piazza Duomo a Milano che però il giorno dopo anziché a messa è andata al centro commerciale e al multisala, la destra che si commuove quando c’è l’inno nazionale e poi ordina champagne, la destra che non ha una lingua sua e per dire stranieri dice “extracomunitari” e per dire omosessuali dice “gay”, tale e quale la sinistra, la destra che invece di fare figli va in vacanza, che invece di leggere guarda la televisione, che invece di comportarsi virilmente va dall’avvocato, la destra delle villette a schiera, la destra che colleziona orologi, la destra che dice “weekend” e poi addirittura li fa, la destra che ci tiene alla tradizione e che la tradizione sarebbe l’albero di Natale in giardino e il panettone in tavola, la destra dei ristoranti di pesce di mare sul lago, la destra del tonno scottato e dello Chardonnay, la destra che per dire limetta dice “lime”, la destra che per dire ateo dice “laico”, la destra che dice “ok”, la destra che chiama Croazia la Dalmazia, la destra che manda il figlio unico a studiare all’estero, la destra che divorzia e si mette con le slave e le sudamericane, la destra che dice “centrodestra”, la destra che va alle mostre pensando che siano arte, che siano bellezza, la destra che a vent’anni punta alla laurea e a cinquanta alla pensione, la destra degli occhiali da sole firmati…
Io con questa destra dall’egoismo infantile e senile, talpesco, cieco, con questa destra di ciucci presuntuosi, come si dice a Trani, con questa destra di furbi fessi non voglio avere nulla a che fare. Ho sempre sospettato l’esistenza di due destre ma la cosa mi si presentò in tutta la sua evidenza solo all’alba degli anni Zero, quando conobbi a Parma una giovane donna, benestante e politicante, eletta nelle liste di un partito che usurpava la nobile parola di nazione... (CONTINUA DENTRO...)

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IL PD GONGOLA (ANCHE SE IN GONDOLA!) E T-REMA (TRAMA) A VISTA: FANTUZZI SE NE FREGA E DELRIO SE LA PREGA (AIUTO!)
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Era dal 2005 che non succedeva. Stasera brinderemo al lieto evento
Incredibile ma vero: stavolta siamo d'accordo con Del Bue!
Mauro, tieni duro! E volano stracci anche su Pierfederici e l'Idv Riva
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* Il politico reggiano fa barba(ti) e capelli alla sua ex "delfina" Psi!

-> Scazzo tra assessori socialisti: riformisti contro giustizialisti
-> Intanto i magistrati se la prendono col già assessore Nizzoli!


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La cultura dell'odio politico attecchisce, talvolta stecchisce...
Di sicuro c'è chi si arricchisce...! Ma alla fine prevarranno umanità, lucidità e verità. E trionferanno il rispetto e l'amore


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"Cuori", olio (mica odio) su tela, 1981 / By Mario Schifano (1934-1998)
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* Una società senza fili (senza feeling) è una vita di reti senza rete sotto
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Il vuoto di valori (o la fine delle ideologie) favorisce la deriva solipsistica
Il segreto sta nello sparire, nell'abbassare i rumori di fondo, quindi nel disimpegno creativo, nella decrescita infelice e nella sconnessione facile
*Facebook accorcia le distanze... sì: anche quelle tra verità e suggestioni
*La velocità-immediatezza azzera il distacco critico tra egotismo e realtà
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COMUNICARE A TUTTI I COSTI, L'ANSIETA' DI LASCIARE UNA TRACCIA DI NOI NELLA NON-VITA DI ALTRI ZOMBIE: LA TV CI HA ROVINATI, MA IL METADONE DEL WEB NON CI SALVERA' DALLA DROGA DEL SAPERE I FATTI ALTRUI NE' DALLA RIMOZIONE DI UN DIFFUSO COMA SOCIALE E CULTURALE. L'ECONOMIA CI HA FOTTUTI E LA POLITICA SE LA SQUAGLIA
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LE GRANDI (INUTILI?) PROVOCAZIONI DI ZARATHUSTRA!
-> E se invece fosse uno "sfogatoio" socialmente necessario?

Le parole sono pietre... ma almeno non possono essere fisicamente scagliate e quindi rompere nasi! Le pagine Facebook, i blog e i forum, oltre a essere specchi (talvolta umorali, quindi deformanti) dell'ego in eco, sono stanze di decompressione, camere sfatte di compensazione: servono a decongestionare le tensioni-tenzoni interiori (psicodinamiche genuinamente psicopatologiche) e i tratti-atti nevrosici, che per Freud hanno sempre - nel profondo - un'origine libidica (altroché politica!)
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Pacco-bomba ieri all'università Bocconi. Sopra, un volantino minaccioso
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SEMPRE PIU' ALLUSIONI, ILLAZIONI, PROPALAZIONI CALUNNIOSE. QUINDI I PRIMI CASI DI STALKING, MOBBING E LA PRASSI (CRUENTA E FEROCE, IL PIU' DELLE VOLTE INTERESSATA, FALSIFICANTE E AUTOASSOLUTORIA) DELLE CAMPAGNE VIOLENTE E VIOLANTI A OLTRANZA ("CHARACTER ASSASSINATION"), ANCHE IN ITALIA. I FANATICI SIANO DISARMATI.
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LA SALVAGUARDIA DELLE ELEMENTARI GARANZIE DEMOCRATICHE NON SIA USATA A MO' DI FOGLIA DI FICO PER ALLESTIRE VERI E PROPRI LINCIAGGI MEDIATICI. ALTRIMENTI SIAMO ALLA BARBARIE SODOMITICA.
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DELLE DUE L'UNA: O I REATI DI IRRADIAZIONE DELL'IRA O D'ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA E QUELLI DELL'IGNAVIA D'OPINIONE (INCURIA, INGIURIA, VILIPENDIO, DIFFAMAZIONE, SPUTO, VOMITO) VENGONO DEPENALIZZATI (ALMENO PER I SECONDI SAREBBE ORA, VISTE LE TRASFORMAZIONI E DECOSTRUZIONI DEL LINGUAGGIO, LE NUOVE CONSUETUDINI E/O RINATE TOLLERANZE SOCIALI E CULTURALI, LA PERDITA D'AUTORITA' E AUTOREVOLEZZA DEI VECCHI MEDIA, LA CAPILLARE CAPACITA' DI ACCESSO ALLA CONNETTIVITA'...), OPPURE E' GIUSTO E URGENTE CHE QUEL POTENZIALE FOCOLAIO D'ODIO, O COVO-ROVO DI FRUSTRAZIONI O FOGNA-ROGNA NARCISISTICA A CIELO CHIUSO MA A MONITOR SEMPRE APERTO DI INTERNET (USATO COME CORPO CONTUNDENTE E INFAMANTE GRAZIE SOPRATTUTTO ALLA FORMULA DELL'ANONIMATO O ALL'UBICAZIONE ALL'ESTERO DELLE SEDI DEI SERVER PIU' IMPORTANTI, E CIO' RIGUARDA PIU' DEGLI ALTRI I SOCIAL NETWORK E "GREZZ-WORD") VENGA SUBITO REGOLAMENTATO, MONITORATO, OSCURATO E QUINDI OVE NECESSARIO REPRESSO.
LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI, ANCHE PER GLI INTERNAUTI (L'AZIONE DELITTUOSA, QUALORA RISCONTRATA, VA PUNITA-PULITA E IL DANNO RISARCITO, A PRESCINDERE DAL MEZZO CHE SI USA PER OFFENDERE E QUINDI DIFFONDERE L'OFFESA: I NEW MEDIA, POI, SONO MOLTO PIU' VIRALI, VELOCI, POTENTI E IRREVERSIBILI DEI TRADIZIONALI STRUMENTI DELLA CHARACTER ASSASSINATION). CON L'AGGRAVANTE CHE NELLE RETI QUASI NON ESISTE IL "DIRITTO ALL'OBLIO" E COL PERTURBANTE CHE IL PIU' DELLE VOLTE IL PASSARE DALLE PAROLE-TAGLIOLE AI FATTOIDI O ADDIRITTURA AI FATTI DI PIAZZA E AI FALLI DA DIETRO (CIOE' DALLO SCONTRO POLITICO ALLA GUERRA PERSONALE TOTALIZZANTE E QUINDI IN SE STESSA TENDENZIALMENTE CALUNNIOSA) E' MOLTO SEMPLICE E PURTROPPO CONVENIENTE. PAROLA DI UNO SPIRITO LIBERO. PAROLA DI UN SEMI-BLOGGER TUTTO SOMMATO ANCORA UMANISTA: ABBASTANZA SCRUPOLOSO, MOLTO DUBBIOSO, GENERALMENTE RISPETTOSO, SPESSO DISPETTOSO, UN TEMPO CONTROCORRENTE. FORSE PENTITO.
(c.a.p.)
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"Ora che quel Killing Berlusconi invocato su altri mezzi di comunicazione si è concretizzato, è il caso di riflettere su Internet, capire se la rete sia diventata un problema serio e non più soltanto lo specchio della società. Non più uno strumento neutro come il telefono, buono o cattivo a seconda di chi lo usa, ma qualcosa di più, capace non solo di amplificare, ma anche di creare fenomeni nuovi e potenzialmente pericolosi. Qualcuno ora pensa di limitare l'uso della rete, proprio mentre il Parlamento europeo ha riconosciuto l'accesso al Web come un "diritto fondamentale".
E' un'idea che circolava anche ai tempi del centrosinistra, tecnicamente non impossibile, ma nella pratica irrealizzabile. Nei regimi dittatoriali Internet è l'arma dell'opposizione. Nelle società libere, tali perché vige il principio del free speech, è uno strumento di circolazione di idee, ma anche un veicolo di comunicazione per i propagandisti d'odio, oltre che il ricettacolo del ciarpame di queste ore: non solo i fan di Tartaglia, ma anche chi invoca giustizia sommaria per l'attentatore del Cav. Non è solo colpa di Internet. Tutti gli avanzamenti tecnologici, oltre a portare irrinunciabili vantaggi, fanno perdere autorevolezza alla parola scritta e avviano un'irreversibile tendenza alla leggerezza, ovvero a spararle grosse, maledette e subito. Anche prima del Web c'era chi scriveva letteracce ai giornali. In redazione però c'era qualcuno che le cestinava. Non era censura, era selezione".
(Il Foglio)

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Clicca qui per leggere l'INTERVISTA
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EXPERTISE OLTR'ENZA! Viaggio speciale intorno alla donna. Oggetto o soggetto? Otto personaggi "del ramo" (quattro donne e quattro uomini) si confrontano sulla solita aria soffritta, tra macroscopiche ipocrisie e posizioni vetero-ideologiche. Oltre al blogger e profeta reggio-persiano sono stati intervistati il polemista televisivo Platinette, un attore dei film di Tinto Brass, una vice-velina, un fotografo anti-sessismo, un avvocato anti-violenza, un'attrice di teatro e una pittrice di nudo.

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ECCE DUOMO!!! «Grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e affetto. Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri. L'amore vince sull'invidia e sull'odio» (Silvio B.)

«Io conosco bene Berlusconi. È un uomo di fi­ducia e di fede. Conosce il vero insegnamento di Ge­sù: 'Amatevi l’un l’altro co­me io ho amato voi'. Berlu­sconi ama tutti, anche i suoi nemici. È incapace di pensie­ri o parole cattivi... Mi ha detto: 'Perché a me? Perché mi odiano tanto, al punto da volermi ammazzare? Io voglio il bene del Paese, il bene di tutti. Tu don Luigi lo sai che è così. Perché non se ne rendono conto?'».
(Don Verzè, fondatore della clinica "San Raffaele")
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Una scelta saggia, rispettosa d'un uomo aggredito e ancora in ospedale
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->Patrizia D'Addario e Maddalena Tulanti, autrici del libro 'Gradisca, Presidente', insieme con la casa editrice Aliberti, esprimono piena solidarietà al premier Silvio Berlusconi e ritengono opportuno rinviare la presentazione del libro fissata a Roma per domani, 15 dicembre, presso l'Empire Palace Hotel di Roma, a data da definirsi. (Adnkronos)
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* La battuta "il sangue dei tinti" l'abbiamo trovata sul sito Dagospia...

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"Woma Jazz 2009" (jazz al femminile) inaugura la stagione ospitando la mostra personale della pittrice reggiana Graziella Schenetti ("Anima") al Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme (fino al 5 gennaio)

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Il sindaco di Casalgrande sta per rientrare da una vacanza sulle piste da sci delle Dolomiti. Nel frattempo, via Facebook, oltre a disquisire sulla qualità della neve e sulle previsioni meteo, si dilunga appassionatamente sulle imprese non proprio esemplari della sua amata Juventus, che quando può segue ovunque allo stadio (altroché satellite)...

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Una proposta seria per Reggio: l'incontro di domani sera del ciclo I Lunedì del Mulino sia dedicato a una sincera e pacata riflessione sull'incivile aggressione (stavolta ben poco dialettica) subita oggi dal Premier italiano. Sarebbe un'ottima occasione, politica ma soprattutto culturale, sociale, per ragionare sulla necessità di svelenire certe ataviche contrapposizioni, quindi di fare un passo indietro (cioè, in realtà, un grande passo in avanti), urgente, qui e ora, a proposito del surriscaldato dibattito pubblico nazionale. E il campananello d'allarme risuoni dapprima a Reggio, città storicamente non estranea al sangue dei vinti e dei vincitori nonchè, ancora oggi, incline all'allegra esasperazione delle tinte e dei toni da parte delle fazioni che si contendono il potere (basti pensare all'ultima campagna elettorale...). Altrimenti saremo candidati a essere insigniti, tra le tante zone grigie e le note pagine nere del nostro passato, della medaglia d'ira della Desistenza.

Sabato 19 uscirà il numero di dicembre del periodico L'Occhio!
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L'on. reggiano in passato è stato insegnante e giornalista pubblicista!
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Sta per uscire un nuovo bestseller dopo l'importante volume di Saviano

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(Satire natalizie) / UN PO' DI GOSSIP DEL MENGA, RACCOLTO QUA E LA'...

1) L'ottima Vanina Cocchi (già Delrio, Pagani, Spaggiari e Carlino) è la nuova addetta-stampa della Uil reggiana. Già: "We Uil rock you!", come direbbero i Queen.

2) E' ufficiale: come anticipato da Zar., Saverio Migliari (già Carlino) è il nuovo addetto stampa del Pd. Una scelta voluta dal "secondo tragico Fantuzzi".

3) Venerdì sera, al Caminetto di Viano, c'è stata la cena di Natale della redazione del GdR; presente anche il direttore Umberto Bonafini, che pare si sia rivolto ai commensali così (un po' per scherzo, un po' sibillino e molto scaramantico): "Mangiate tutto quel che riuscite... non si sa mai che sia l'ultima cena". Molto apprezzate, dal decano, le tagliatelle al tartufo. Ghiggini, Bettelli e Della Porta, invece, hanno festeggiato altrove: "Peccato non averlo saputo prima... ci hanno detto che i tortelli al forno di Papi sono ottimi". Tuttavia una cosa è certa: tutti mangeranno il panettone, anche quest'anno.

4) Il cronista sportivo Nick Bonafini pare si sia fatto una Volvo 2000.

5) Lorenzo "bum-bum" Chierici continua a mietere vittime su Meetic.

6) Gianfranco Parmiggiani ha festeggiato il giorno dell'Immacolata "Concessione" attorniato da cinque fascinose ragazze della palestra Eden (Giulia, Sara, Lilli, Ceci e Monica) alla Cantina Garibaldi di Cavriago, locale slow-food e forse slow-footing. "Allora, ci andiamo o no a Berlino per Capodanno?", ha chiesto il neo-pod (podista) agli amici, lui che da tre mesi va spesso all'harem...baggio! Stamane, quindi, per non trascurare gli impegni atletici, ha partecipato alla tradizionale maratona del Tricolore (senza Tele davanti), impiegando 3 ore e 44 minuti, suo record personale (14 minuti in meno che a New York). E oggi è casa sul divano, coperto da un panno, a smaltire l'ipotermia.

7) Fonti molto vicine al passaggio a livello tra via Edison e via Gattalupa ci informano che continua la fortunata "tournée" del neo pluri-direttore responsabile Corrado Guerra, impegnato su e giù per la provincia (nelle vesti di presentatore-intervistatore) al seguito dell'esordiente e promettente scrittore Riccardo Caselli, figlio del presidente di Mediainvest, società che controlla Rete 7 (E'tv e L'informazione) e che a sua volta è controllata dal Gruppo Spallanzani. Motivo di cotante date mondano-letterarie (l'ultima ieri a Castelnovo ne' Monti, cioè non proprio dietro l'angolo) la promozione del bel libro "L'Italia in vacca". Il debutto della coppia lit-rock, davanti a decine di fan in delirio, è avvenuto il 19 ottobre alla libreria All'Arco.

8) La giornalista Cristiana Boni presenterà il suo primo libro, scritto a quattro mani (anche su due piedi?) con Gino Badini, il 20 dicembre (ore 17) al teatro Bismantova di Castelnovo ne' Monti. Titolo: "I Carabinieri a Castelnovo ne' Monti - 150 anni di presenza ed eroismi". Sottotitolo: "1859-2009: da Luogotenenza a Compagnia".

9) Gole profonde e gole buongustaie dicono che Cristian Strano (ex L'Informazione di Reggio), Paolo Mainini (ex ufficio stampa del Comune di Scandiano, sostituito dalla bersaniana Valeria Montanari) e Diego Oneda (ex Reporter) stanno perfezionando il loro bel progetto eno-gastronomico. In bocca al luppolo!

10) Sempre più giornalisti reggiani avvistati ai tavoli del Pippis Bar, noto locale della rive gauche frequentato da filosofi esistenzialisti, nonché circolo letterario (Club Voltaire) animato dai migliori intellettuali e artisti della destra europea, jazzisti lettoni compresi. Tuttavia i semplici collaboratori "a pezzo" non possono permettersi certi lussi, pagati pochi euro ad articolo come in effetti sono, eh già. Quelli della Gazzetta, ad esempio, stando a quanto ci ha riferito un collega del giro, pare che dal 2010 percepiranno di meno, poco più di 2 (due) euro lordi a pezzo (oggi ne prendono 4).

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Polis e mondanità. Nella foto sopra, alcuni politici del Pdl in festa...

Dite a Emergenzio Barbieri che domani, 14/12, il "ragazzotto" (come lo chiamò lui) Mad Max Panarari compie 38 anni (auguri!)... e ditegli anche che, per darsi una botta di vita, li festeggerà moderando un altro incontro dei mitici "Lunedì del Mulino" (Bianco). A proposito: venerdì sera il politologo, che collabora col Comune di Reggio, dopo aver presenziato alla serata di gala della rivista "Reset" a Milano, ha incontrato il (per noi stranamente) desaparecido Francy Borgonovo ("Libero"), col quale pare abbia "scorrazzato" in taxi su e giù per la capitale "da bere". Max, per caso t'ha detto qualcosa il Borgo?
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Paese del menga, giustizia ingiusta, futuro cazzuto: anche un "bullo" ha il diritto di difendersi e di esprimere le proprie opinioni, perbeniste-paracule o ciniche-irrituali che siano. Come (e anche più) di un Premier...

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FARISEI E FILISTEI A DIGIUNO DI PROFONDITA' UMANA E SENSIBILITA' LETTERARIA FINGONO DI NON CONOSCERE O MAGARI TRASCURANO LA DIFFERENZA ABISSALE (SOSTANZIALE, STANZIALE) CHE C'E' TRA ESSERE UN INTERPRETE-COMPARSA E, AL CONTRARIO, ESSERE IL REGISTA-SCENEGGIATORE DI UN REALITY-CHOC.
FABRIZIO E' SOLO UNA PEDINA DURA E PURA, NON L'ISPIRATORE E NEMMENO L'IDEOLOGO DI QUESTI ANNI DI STERCO CHE GLI STRATEGHI DELLE MASSE STANNO TRASFORMANDO IN DIAMANTE (cfr. DE ANDRE'). SE E' VERO, COM'E' VERO, CHE NON E' TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA, E' ALTRETTANTO VERO CHE NON E' TUTTA PLASTICA CIO' CHE NON LUCCICA.
DAL MOMENTO CHE, PURTROPPO O PER FORTUNA, NON (R)ESISTONO MORALI PIU' "ETICHE" DI ALTRE, E CHE TUTTI SIAM BRAVI A FARE I PROCI CON LE PENELOPI DEGLI ALTRI, PUO' ESSERE (ED E') CHE LA BUONA EDUCAZIONE E I BUONI PROPOSITI DI CUI CI RIEMPIAMO LA BOCCA E CON CUI CI TAPPIAMO LE ORECCHIE SI SIANO RIVELATI, ALLA PROVA DEL TEMPO NUDO E DELLA REALTA' CRUDA, COME LE PIU' ATROCI DELLE ILLUSIONI E PRESUNZIONI IN CUI SIAMO CRESCIUTI E CON LE QUALI ABBIAMO IMPARATO A GIUDICARE GLI ALTRI PUR DI ASSOLVERE NOI STESSI.
GLI ULTIMI FORSE NON SARANNO I PRIMI, MA NON SONO NEMMENO "PRIMATI" DA ZOO FUORI PORTA, ANCHE SE AGLI OCCHI DEI SEPOLCRI IMBIANCATI IL VITALISMO DEI PARVENU E' LI' (LA CATARSI!) PER FAR CADERE IL VELO MORTIFERO DELLE COSCIENZE IN SONNO. LA LEGGE, SI SA, E' UGUALE SOLO NELL'ATTIMO IN CUI LA SI (RI)SCRIVE.
(c.a.p.)
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CACCIA ALLE STREGHE. Dare addosso a chi si trova in difficoltà, poi, è segno di cattivo gusto, vigliaccheria e banalità mediatica. Meditate...
Demonizzato a priori, per partito preso: non fa niente per sembrare migliore. Tuttavia non è certo il peggiore figuro del teatrino italiano, come gli inventori di mostri da prima pagina vorrebbero far credere ai gonzi. La creazione di un capro espiatorio per farci sentire diversi, più difendibili e più presentabili. Sennonché fare i guasconi non è reato...

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Elogio della vita activa (e autentica) di un personaggio sopra le righe (e sottomesso a nessuno) che non vuole piacere per forza e, anzi, sta antipaticissimo ai professorini paraculi e mortiferi di casa nostra, i quali antepongono al divo muscolare e figaiolo (ossia ciò che loro non saranno mai) i soliti luoghi comuni in tema di morale e civismo, quindi un politically correct davvero peloso e insopportabile. Ha ragione Dago!

-> VITALISMO PLATEAL-TEATRALE (SELF MADE MAN E ONE MAN SHOW!)
«Non me ne frega un cazzo di fare il carcere». «Quel che c'è scritto in tribunale (la legge è uguale per tutti - ndr) è una grandissima stronzata. Non ho fiducia nella legge. Viviamo in un paese di merda. Mi vergogno di essere italiano. E non è che me ne vado perché scappo. Me ne vado perché in questo paese non ci voglio vivere. Ripeto: mi vergogno di essere italiano».
(Fabrizio Corona ieri, dopo essere stato condannato a 3 anni e 8 mesi)
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"CORONA È COATTO NON PER SFIGA MA PER SFIDA: IL PIT-BULLISMO HA ORIGINE DALL'INSOPPORTABILITÀ CHE SPRIGIONA IL FIGHETTISMO DA TIPINI FINI DEL RADICAL-SCICCHISMO DE' NOANTRI...".
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Sempre con quell'espressione "impunita" di chi non ha ancora preso a schiaffi qualcuno, Corona irrompe sul verdetto del tribunale con un coattismo che fa vomitare Lor Signori, da sinistra a destra, da Serra e Gramellini a Paolo Granzotto, ormai completamente risucchiati dal pianeta dell'ipocrisia borghese-fazista. Superata la folla di prescrizioni stilistiche e proscrizioni classiste (vedi quelle facce in polistirolo del radical-scicchismo con pulloverino mortaccino e puzza sotto il nasino che smaniano una vita per diventare più nevrotici di Margherita Buy, e poi si ritrovano alle prese con la posta del cuore e il lunario di Branko), Fabrizio Corona è l'esemplare protagonista dell'immagine vincente e fiammeggiante della "prolo-star", ossia stella proletaria apertamente vitalistica, reale senza infingimenti, popolare e sincera, che le ha viste e intraviste tutte: dalle scuole catatoniche al mercato della carne del mondo dello spettacolo, da Lele Mora a Woodcock, dalla balera alla galera. Attenzione, però: Corona è coatto non per sfiga ma per sfida. Nel corso del tempo ha stupito tutti scodellando dichiarazioni da angiporto, tra abitucci da gangster della domenica, tatuaggi pirateschi, occhiali con montatura assassina, tra una paparazzoli e una vallettopoli.
Massì: questa nostra (antica) infatuazione collettiva per il pit-bullismo alla Corona ha origine dall'insopportabilità che sprigiona il fighettismo da tipini fini del radical-scicchismo de' noantri. Velleitari e arroganti, con il vestitino griffato e quella boccuccia a culo di gallina che si agita per libri mai letti, film mai visti, mostre mai frequentate.
Che la salvezza mentale e nazionale dipenda paradossalmente dalla visione di uno stile di vita rovente, svalvolato, quindi una lingua ricca di fermenti sadici, dunque un fenomeno di irriducibilità psicologica e di incurabilità sociale? (Roberto D'Agostino)
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Questo blog si prende una "pausetta" fino a sabato: a presto boys&girls!
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«Nella città vivono o sopravvivono persone invisibili che ogni tanto passano in prima pagina ma vengono sfruttate fino all'ultimo». «E' un meccanismo perverso quello dell'informazione. Le città sono pericolose: prima nascondono e poi espongono. Senza pietà». «Ogni individuo va accolto come persona, ogni storia umana è una storia sacra. La città siamo tutti noi, ciascuno contribuisce alla sua vita in bene e in male. Ciascuno di noi passa il confine tra il bene e il male e nessuno può giudicare gli altri. Piuttosto dovrebbe migliorare se stesso». «Non dobbiamo essere spettatori come se il male riguardasse gli altri, invece siamo tutto attori». «Spesso ci lamentiamo dell'inquinamento della città, l'aria è irrespirabile. Tuttavia c'è un altro inquinamento, quello delle spirito, che rende i nostro volti meno sorridenti, più cupi che ci porta a non guardarci in faccia. La città è fatta di volti se viviamo in superficie, le persone diventano dei corpi, diventano oggetti senza volto, scambiabili e consumabili». (Benedetto XVI, ieri a Roma)

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(Satira politica involontaria) PECUNIA NON OUTLET! (Il soldo tira!)
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Tutto sommato, finalmente un dibattito più o meno autentico a Reggio! Domanda: c'era bisogno di interessi economici e finanziari così forti in ballo (le suggestioni del potere edificatorio cooperativo e la soggezione del circuito mediatico verso un aristo-danaroso capitano d'industria) per riaccendere un minimo di dibattito in questa città dormiente e deludente (magari anche un po' demente, chi lo sa?), dispersa tra Parma e Modena (cfr. Giovanardi)??? Iper o non Iper, ci ha pensato il mitico don Bedogni a tagliare la testa al toro (e al torto), spostando lateralmente l'asticella della polemica, ovvero: "Vade retro, centri commerciali! Guai a voi se andate a far spesa la domenica, giorno consacrato a Dio: fuori i mercanti dal tempio!". Già: ci mancava solo l'intervento della Curia...
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Il maestro di Baobab replica piccato alle perfide stilettate dell'Assessore!
"So benissimo che a quella inaugurazione si entrava solo per invito. Non a caso nel pezzo ho scritto: "Certo non fu un caso". Forse potevo essere più esplicito, è vero. Resta tuttavia il dato di fatto che l'assessorato alla Cultura e l'assessore al Centro Storico, appunto, non c'erano perchè non furono invitati. E mi pare che questo fosse significativo e descrivesse in qualche modo un rapporto tra Comune e Maramotti, almeno allora, non proprio idilliaco. Se oggi tali rapporti sono poi migliorati, ne sono sinceramente felice. E non perchè penso a "portate" messianico-rivoluzionarie di chicchessia. P.S. Per evidente ulteriore snobberia non aggiungo altro riguardo l'accusa di snobberia. Volendo, ne parleremo a voce". (Giuseppe Caliceti)
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Siamo alle comiche finali? Catellani (ex assessore allo Sport) difende lo scambio Comune-Coop pro-Palasport. Intanto il suo successore Del Bue lancia una proposta-boutade: "Il Palasport? Lo costruisca Max Mara e lo progetti Calatrava". (Aiutooo!!!)
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A sinistra, Ivan Soncini (Ccpl); a destra, il sindaco Delrio e il presidente di Unieco Mauro Casoli. Sopra, a sinistra, l'industriale della moda Luigi Maramotti; a destra, l'insulso topolino della pubblicità del marchio Parmareggio. In alto, l'assessore Catellani esprime perplessità circa i "paletti" (i 7 pilastri di saggezza) messi dall'industriale (foto: Reporter.it)

-> Magistrale risposta-sfottò di Giovanni Catellani a un'arringa pro-Maramotti redatta dal narratore che fino a qualche anno fa divideva i reggiani in "vagine" e "suini". "Giuseppe, suvvia, tu quoque!... tu che sei uno degli intellettuali più robusti (e più fedeli e pagati - ndr) del mio assessorato, ti sei per caso dato al formaggio?". (Ma che bel siparietto!)
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Il capo della Cultura reggiana si toglie pure un sassolino dalla scarpa (rivelando un aneddoto per interposta persona): "L'esimio e raffinato industriale non ha invitato né me né Mimmo all'inaugurazione della sua Collezione... E poi, ti prego, scendete giù dalla brocca: cerchiamo di non rivestire di portata messianico-rivoluzionaria una conferenza stampa".
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"Caro professor Caliceti, ebbene sì: il giorno dell'inaugurazione della Collezione Maramotti brillavo per la mia assenza. E con me Mimmo Spadoni. La tua perplessità è legittima: cosa ci sarà stato dietro la nostra assenza? Un impeto ideologico contro Maramotti?
Un amore cieco e viscerale per le Coop antagoniste? Un odio profondo per l'arte contemporanea? La silente anticipazione di uno scontro di classe sull'area nord? Una inarrestabile idiosincrasia nei confronti dei cappotti Max Mara? La snobistica predilezione dell'eternità rispetto alla questione del formaggio? O forse sia io che Spadoni quel giorno eravamo al Fidenza Village o in uno dei tanti supermercati che rovinano il mondo?
Caro Giuseppe, mi dispiace deluderti, ma non si trattò di nulla di tutto ciò. Purtroppo la realtà è a volte più banale delle domande e delle perplessità degli intellettuali. Devi sapere che quel giorno, all'inaugurazione, si entrava solo con l'invito.
Ebbene, io non ero stato invitato. Tutto qui, tutto molto banale e semplice, l'assessore alla Cultura non era stato invitato. E neppure quello alla Città Storica. Da allora il tempo è trascorso, Maramotti ha molto apprezzato Fotografia Europea e abbiamo cominciato un dialogo a distanza creando un minimo di collaborazione. Oggi le cose sono ulteriormente cambiate e l'invito di Maramotti è molto importante per il futuro. Cerchiamo però di non rivestire di portata messianico-rivoluzionaria una conferenza stampa su una questione che richiede filosofia, ma anche e soprattutto amore per la città. E sotto questo profilo, ti garantisco che la sveglia a Delrio non la dà nessuno. Infine ti prego di non essere troppo snob: proprio tu, che sei uno degli intellettuali più robusti del mio assessorato e della città, ti metti a patrocinare l'idea di una cultura legata al formaggio e all'alta velocità? Ma lo sai quanto costa il grana di Calatrava?
Ciao Giuseppe". (Da un commento sul sito Reggio24Ore)

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"C’è bisogno di qualità nell’area nord? Certo che sì. C’è bisogno di un quadro d’insieme e non di interventi singoli? Assolutamente sì. C’è bisogno di un tavolo comune per concertarli? Come si fa a non essere d’accordo. Parliamo di una zona che diverrà strategica per Reggio nei secoli dei secoli. Bella responsabilità per i contemporanei, dunque. Luigi Maramotti su questo ha straragione. Come non è da escludere a priori nemmeno l’idea di una sorta di moratoria dei diritti acquisiti e di benefici pubblici da applicare sugli indici edificatori. Le due cose mi paiono, se non ho capito male, per la verità un pò contraddittorie. La qualità non è prerogativa dei ponti e dev’essere negata ai supermercati? Dipende la chi li progetta, da cosa c’è attorno, dal quadro d’insieme. Sarebbe stato molto più convincente Maramotti se avesse lui proposto di costruire il Palasport per la città. C’è una proposta della società Aurora (cioè del movimento cooperativo). Semplice, trasparente, che offre il Pala in cambio dell’inserimento nel Poc (Piano operativo comunale) dell’area che già il Psc prevede commerciale e di dimensione extraprovinciale. Perchè Maramotti non ci espone una proposta tangibilmente diversa? Credo che sarebbe apprezzata da tutti. A Treviso Benetton ha costruito il palazzo dello sport a sue spese. Perchè il più grande imprenditore reggiano non può fare altrettanto? Un palasport di grande qualità, naturalmente, un Palasport magari progettato dallo stesso Calatrava (come ad Atene è accaduto per lo stadio Olimpico). Il Pala Max Mara. Magari senza scambi. Come contributo alla città del suo imprenditore di successo. Sponsorizzato dalla sua grande ditta. Mi aspetto davvero una proposta del genere. Anche per rendere ancora più convicente il ragionamento di Luigi Maramotti. Lo scrivo fiducioso". (Mauro Del Bue)
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(Satira urbanistica) / -> IL TALLONE D'ACHILLE (MARAMOTTI)
(E il pallone che Delrio non calcia, come il Nino classe '68 di De Gregori)


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A 30 anni dagli epocali conflitti e dai plateali picchetti, in città, tra i sindacati degli operai e l'azienda leader del tessile, torna (finalmente!) la "stagione dello scontr(in)o" (dell'antipatia sociale, della diffidenza ideologica... e del 3x2 alla cassa) tra gli ex comunisti del partito egemone e il figlio del più grande industriale reggiano del dopoguerra.
E i giornali locali, generalmente faziosi ma in questo caso spiazzati come il famoso asino di Buridano, non sanno né vogliono sapere da che parte pendere o per chi propendere: entrambi le fazioni in campo, infatti, immerse in un braccio di ferro sotterranneo che almeno mediaticamente sembra all'insegna del fair-play, rappresentano un potere forte, fortissimo (nonché un potenziale pubblicitario non indifferente per le asfittiche casse dei fogli locali), di fronte al quale sarebbe rischioso schierarsi o anche solo scrivere una parola di troppo o una frase che suoni ambigua.
Sennonché, persino il sindaco pauperista e biciclettaro, che nella sua giunta ha voluto sia i consulenti delle coop rosse sia gli innamorati di Berlino, cioè il Delrio primus inter "partes", per non sbilanciarsi e dunque per non scivolare nelle sabbie mobili di una gatta non facile da pelare (ah, comunque le "gatte morte" della politica politicante fanno i gattini cechi... e a volte anche slovacchi!), non può che fare surf dialettico - e galleggiare palleggiare polleggiare molto ma molto più a raso che non i celebri tre metri sopra il cielo dell'area Nord - con dichiarazioni all'acqua di rose e senza dare il sospetto (o senza sputare il rospetto) di alcuna guerra dei Roses, ovvero con pourparler di circostanza che accarezzino ora il cerchio ora la botte, ora il cemento abitativo ora il nulla estetico alla Isozaki.
Ma come si sa, prima o poi sarà costretto, obtorto protocollo, a uscire dall'attendismo e a sconfessare se non addirittura scontentare qualcuno, in quanto non si può avere la bitumiera delle coop piena e l'araldica moglie ubriaca per aver "bevuto" le sette tavole della legge che vorrebbe trasformare un monumento allo spreco in un museo del formaggio.
(c.a.p.)

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(Satira bancario-rock) Il nuovo singolo del... Banco del Mutuo Soccorso!
-> "Con la Mani" (di Zucchero Fornaciari - Cesare Geronzi)

Con la Mani sbucci, i risparmi.
Me li sento addosso, sa aumentarli.
E accarezza il conto, la mia Mani.
Alla Mani tu devi, dire sempre di sì.

Far provare nuove operazioni.
Farle negoziare, o bond o azioni.
È un lavoro per lei, macché Ortolani.
E la Mani se c'è, fa salire il Pil.

La mia Mani così, all'improvviso.
Mi ha portato fin su, in Paradiso.
Ma che donna pia, in Gattalupa.
Se s'incazza lei, tutti in gat-ta-bu-ia.

Con la Mani preghi, il Signore.
Guarda un po' che cifre, guardale.
Non ti serve un fido, con la Mani.
Con la Mani se vuoi, un foglietto e via.

Per provare nuove transazioni.
Far fruttare tutto e zero spie-ga-zio-ni.
Un caprone espiatorio, questa Mani?
Lei che giura: "Neanche un euro per me".

La mia Mani così, che bei quattrini.
Milionate a iosa, coi pizzini.
Eseguiva al volo, sotto dettatura?
Poi salta tutto e puff!, che fregatura.

La mia Mani così, in quella banca.
Minacciata e muta, sulla "banda".
La mia Mani chissà, sola e denigrata.
Ma c'è chi dice: "Lei non è un'ingrata"...
(ad libitum)
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Le destre politiche e 'bottegaie' (Confcommercio) hanno un nuovo idolo!
Finalmente uno che c'ha avuto il coraggio di dire 'panealpanevinoalvino'
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UBI MAX (MARA) MINOR CESSAT. Bocciato il fil-rouge tra politica&affari?
L'er mejo industriale 'de Regio' mette in riga i furbetti dell'ipermercatino
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PSC e Area Nord: progetti spezzati e sogni spazzati via? La delusione dei sempre più spiazzati Delrio-Catellani-Vecchi-Cigarini: 'Big Boss' Luigi smentisce i rumors, "Non si farà né una città della moda né un outlet...".

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I primi dieci anni del Terzo Millennio ci lasciano in eredità tanti dubbi e una certezza: è stato il decennio di internet. Una rivoluzione continua, sotto l’insegna del web 2.0, che ha cambiato il nostro modo di stare nel mondo: dall’intrattenimento all’informazione; dalle connessioni in movimento al nostro modo di comunicare. Dal XX secolo analogico, siamo sbarcati nel nuovo mondo digitale con la nostra vecchia cassetta degli attrezzi. Impreparati, ma generosi, ci siamo buttati nella mischia. E non è un caso che il decennio si chiuda con scosse di assestamento: dalla tenuta della privacy alla prova dei nuovi strumenti di condivisione, alla distribuzione del valore tra chi produce contenuti e chi li veicola in rete. La ricerca di un nuovo assetto, con regole condivise, è in corso.
E, allora, Facebook, che ha raggiunto l’invidiabile cifra di 350 milioni di iscritti, si rende conto che occorrono nuove regole più rispettose della privacy. Lo fa alla sua maniera, con una lettera aperta del fondatore Mark Zuckerberg che, facendo proprie critiche e suggerimenti degli utenti, annuncia un sistema migliore di registrazione per consentire alle persone “di avere un maggiore controllo sulle proprie informazioni”. Con la nuova procedura i profili personali saranno sempre condivisi, ma solo con persone “fidate”.
Anche Google, coinvolto in un lungo braccio di ferro con gli editori, sta lavorando per trovare soluzioni che possano consentire a chi produce contenuti di riceverne maggiori ricavi di quanto non è avvenuto in passato. E’ questo il senso del perfezionamento del programma “First Click Free” che consente agli utenti di Google di trovare anche articoli a pagamento o sotto registrazione e di leggerne gratuitamente alcuni prima di decidere se iscriversi o sottoscrivere l’abbonamento al sito.
Per gli editori che vorranno mettere i propri contenuti a pagamento si tratta di una opportunità di non perdere visibilità, e quindi traffico, proveniente dal motore di ricerca. Ridefinizione delle regole e redistribuzione del valore, anche di quello generato dagli utenti: sono questi i temi con cui la rete dovrà confrontarsi, perché, è certo, indietro non si torna. (Marco Pratellesi, corriere.it)
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In novembre il blog (.it e .com) ha avuto 44.745 visite, 1.491 al giorno
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Lunedì 7 dicembre (ore 11.30), al bar Prospero di piazza San Prospero a Reggio, verrà presentato il vomune "Storia del socialismo reggiano" di Mauro Del Bue. Si tratta del primo di tre volumi e va dalle origini alla prima guerra mondiale. La presentazione precederà il confronto che sul libro verrà tenuto nei prossimi giorni dal segretario del Pd Pierluigi Bersani e del Psi Riccardo Nencini. Oltre all'autore saranno presenti il sindaco di Reggio Graziano Delrio e il presidente della Provincia Sonia Masini, con storici, studiosi, ammnistratori, dirigenti e militanti politici.
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->Oggi i giornali locali tornano sul caso di via Gattalupa, ma la vicenda appare sempre più incredibile, confusa e intricata, con cifre in gioco ancora tutte da chiarire. Nel pomeriggio la manifestazione dei correntisti
A Reggio, intanto, pare che la creatività contabile ebbe inizio 10 anni fa!
* (Satira bancario-religiosa)/Bipop>Banco di Roma>Capitalia>Unicredit?
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Ah, ma allora è un vizio!?!? Pure là ci sarebbero conti (uno riconducibile allo Ior, cioè al Vaticano) con movimentazioni che non venivano né identificate né registrate. Come direbbe la devota reggiana MCM, "le Viacard del Signore sono infinite...". Da qui lo scherzoso motto: "Se li dai a San Pietro non è detto che li riavrai tutti e subito indietro!"
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"NEL NOME DEL DIO TRINO E QUATTRINO? TOH, NELLA SEDE DELLA BANCA DI ROMA, A DUE PASSI DA SAN PIETRO, C’È UNO STRANO CONTO DELLO IOR CON MISTERIOSI MOVIMENTI CHE NON VENIVANO NÉ IDENTIFICATI NÉ REGISTRATI. PER I PM POTREBBERO ESSERE LO SCHERMO PER TRANSAZIONI CHE NASCONDEVANO REATI... ARRIVATA UNICREDIT, LA POSIZIONE È STATA SANATA DI CORSA..." (Dagospia)
(Sotto, un articolo di Claudio Gatti per "Il Sole 24 Ore")
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Quer pasticciaccio brutto de Via della Conciliazione. È così che l'ha definito una delle persone che lo conosce. Due i protagonisti - due nomi di rango: l'Istituto per le Opere Religiose, e cioè quella che viene comunemente definita come "la banca del Vaticano", e la Banca di Roma, oggi integrata nel primo gruppo bancario in Italia, Unicredit. Con intorno una folla di comparse più o meno minori - da ordini missionari a diocesi, da singoli prelati a privati cittadini. Ma il cuore del pasticciaccio è un mare di assegni di origine e destinazione non chiara. E quindi il sospetto di violazione delle normative antiriciclaggio. A dare l'allarme è stata l'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia, che ha poi mobilitato la Guardia di Finanza, la quale a sua volta ha attivato la procura di Roma. Come hanno rivelato i giornali la settimana scorsa, l'indagine che ne è derivata è ora responsabilità del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pm Stefano Rocco Fava. Il luogo del possibile reato è un'agenzia di banca su Via della Conciliazione, angolo Via dell'Ospedale. A pochi passi dalla Libreria Ecumenica e di fronte all'ambasciata del Brasile presso la Santa Sede. È la filiale Roma 204. Oggi appartiene al gruppo UniCredit ma, come riportavano le insegne color oro sopra le due porte di ingresso, all'epoca in questione faceva parte della Banca di Roma. Un'agenzia come tante. Ma a cento metri da Piazza San Pietro. E quindi dal confine con lo Stato del Vaticano. Una vicinanza che si è scoperto non essere solo geografica. Dall'inchiesta è infatti emerso che presso quella filiale da anni si appoggia lo Ior per molte delle sue operazioni bancarie. Attraverso un singolo conto corrente. Sulla passata attività di quel conto è focalizzata l'indagine. Non tanto per i volumi registrati - soltanto nel corso del 2007, il saldo mensile è oscillato tra i 32 e gli 80 milioni di euro - ma perché, ogni mese, tra la miriade di operazioni di accredito e addebito del tutto normali - nel marzo 2007, per esempio, ve ne sono state più di mille - è stato notato il ripetuto deposito e incasso di assegni che non venivano né identificati né registrati... (CONTINUA DENTRO...)
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ALTRI CINQUE PEZZI FACILI (PER TEMPI UN TANTINO DIFFICILI)
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Non dite all'on. 'Emergenzio' Barbieri che stasera Mad Max Panarari, il (citiamo) "ragazzotto che non conosco", ha moderato l'incontro "L’amore è un Dio", con Eva Cantarella (in centro a Modena).

Dopo tre belle puntate di inchiesta sullo scandalo della filiale di via Gattalupa, il grande Ghiggio sull'edizione in edicola del GdR Settimanale non scrive una riga. Ma alcuni suoi ex giornalisti, dalle parti di via Edison, fanno (via Facebook) il tifo per lui.

Oggi è uscito "Coraggio don Abbondio" ("L'arte di arrendersi e il rischio di resistere in un Paese che sta perdendo l'onore", Aliberti editore), scritto dal 'trop' manager (un'uscita da "faccia di bronzo", secondo i politici Pdl Santadechè e Sfrattini) Pier Luigi Celli, che appena due giorni fa è intervenuto su Repubblica (prima pagina) per invitare il figlio a lasciare l'Italia e migrare subito all'estero. Domanda: non faceva prima a parlargli al telefono o nel tinello di casa? Per dirla con un motto latino: "Luiss in fabula, tabula resa".

Dieghito Oneda pare abbia lasciato il giornalismo reggiano per darsi alla ristorazione.

Berlusconi ha dichiarato proprio ieri di voler trasferirsi a Panama... proprio dove (secondo Telereggio e secondo Radio Città Del Capo) avrebbe sede una fiduciaria collegata in un quache modo a un "Berlusconi emiliano". Citiamo da un sito web: "La società editrice X è interamente controllata da Y. Alla guida di Y c’è Z (...). Y, a sua volta, fa capo a Q di (...), che la controlla in parte direttamente e in parte attraverso W. Quest’ultima è una società anonima lussemburghese costituita il 27/02/1996 con il nome di K attraverso una finanziaria con base a Panama, la J, che versò il 98% del capitale". Boh, sarà vero?

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CLASSE OPEROSA/SPERIAMO CHE L'ALLARME LANCIATO RIENTRI
RUMORS! Durante il CPF (Comitato Politico Federale) di lunedì scorso in quel di Reggio, alla fedelissima Ro. Ri., da Cadelbosco Sopra, storica figura dei comunisti locali e unica addetta in Federazione dalla nascita del PRC (anno 1991), sarebbe stata comunicata l'impossibilità di una normale prosecuzione del rapporto di collaborazione per il 2010, in quanto la crisi economica (unitamente a quella politica, cioè di una sinistra radicale dispersa in mille rivoli e fuori dal Parlamento, nonché spesso anche dalle giunte nostrane) avrebbe ulteriormente messo in sofferenza le casse del partito. Zarathustra si augura che, nel caso l'indiscrezione dei soliti ben informati fosse confermata, si possa trovare un modo (e un po' di liquidità... pecunia non olet e non outlet!) per scongiurarla. Perché se anche i comunisti si trovassero costretti a licenziare, il messaggio di speranza per il futuro dei lavoratori, delle loro lotte e dei loro rappresentanti, nonché di tutta la sinistra (anche a Reggio), risulterebbe fortemente compromesso. Hasta la Nutella siempre ("El pueblo unido jamás será vencido")!

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"Dopo nonno Libero in tv, ecco le super nonne sul lunario. E che nonne! Immortalate in un raffinato bianco e nero da Tiziana Luxardo sono finite a scandire i mesi del nuovo anno con i loro adorati nipotini, e con il doppio piacere di averlo fatto a fin di bene. Ieri per buona parte delle famose protagoniste degli scatti d'autore, a Roma, gran soirée alla Casina Valadier per la presentazione dell'opera, fresca di stampa". Nella foto, monsignor Gioia. (U. Pizzi per Dagospia)

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Toh, chi si rivede... C'erano anche l'on. Lusetti e la gentile consorte alla presentazione del calendario delle "nonne" a Roma. Mentre noi, a Reggio, avremmo pagato qualsiasi cifra per avere Carmelina Maniscalco in déshabillé sulla copertina della nuova edizione del lunario. Il titolo c'era già: "Sexbank 2010 - Senza veli per Erminio". Mica male, no?
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LA BATTUTA: "GIANFRANCO FINI E' PASSATO DAL FASCIO AL FASHION!"
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(Satire politico-editoriali) / Tifone El Nino, nessuno ha ripreso lo scoop
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PIZZINO. Ehi, pssst! Dico a voi, veri o finti o pseudo amici o magari veri o finti o pseudo nemici che siate e ovunque vi troviate. Dite a Sua Emittenza (sì, proprio il Mitico, lui che l'11 novembre scorso è stato sostituito da Corra nel ruolo di direttore responsabile dei cartacei del gruppo Spallanzani: a proposito, un augurio sincero di un buon 2010 a entrambi da parte del povero Zarathustra, blogger non sempre capito e amato, tanto più da quelle parti) che il giovane e promettente esordiente Riccardo Caselli ci ha scritto per ringraziarci dell'ampio servizio (su questo blog e sul blog della casa editrice Aliberti, che curiamo da più di due anni) che molto volentieri e spontaneamente abbiamo dedicato al suo bel libro "L'Italia in vacca", recentemente recensito (con toni entusiastici) anche su "Il Riformista". Diteglielo, dai: così magari ripensa alla non proprio simpatica, empatica accoglienza (almeno così ci è parso... diciamo più accalorata che calorosa, per dirla con una battuta e buttarla anche noi in "vacca" attraverso uno dei nostri celebri calembour) che l'Uomo di Barco, per cui addirittura lavorammo, e bene, anni fa, ci ha riservato l'ultima volta che l'abbiamo incontrato, alla libreria All'Arco, il 19 ottobre scorso, giorno di presentazione del fortunato volume (eh già: erano giorni caldissimi, quelli, per l'ex direttore de L'informazione, alle prese con una trattativa sindacale a dir poco sfiancante e scoppiettante, in cui i nervi - di tutti gli attori in campo - non è difficile che, nelle fasi più cruciali o "crudeli", siano a fior di pelle e che poff!, di tanto in tanto saltino, di qua e di là della barricata, roba di qualche minuto e il sereno o il sorriso tornano, come prima e più di prima). Beh, sì, ci siamo dapprima rimasti male, ma poi abbiamo capito, o meglio, compreso il contesto, il clima di quei giorni. E comunque "shalom", tutto è bene quel che finisce bene, suvvia: un brindisi alla Madonna (l'8 dicembre è vicino) e così sia! Cin-cin! Prosit! Amen!

Gianpar, rientrando dalla gita a Bruxelles, rideva e cantava insieme a Bettelli e Della Porta ("Osteria del Vaticano... paraponzi-bonzi-pò... Magdi Allam è cristiano... paraponzi-ponzi-pò..."). Pare che l'intera delegazione, composta di giornalisti reggiani e non, si sia lasciata andare a un estemporaneo e non meglio precisato "gioco della bottiglia". D'altronde, Rocco 'Bottiglione' da quelle parti (Parlamento europeo, area centrista) è ancora un idolo...

Cosa ci facevano (martedì, ore 15.30) la presidentessa del consiglio comunale di Reggio Manu Caselli e il vice della Masini Pier Saccardi all'Habanero Music Dinner, sulla via Emilia?

Giulio Fantuzzi sta scomodando mare e monti per trovare il nuovo addetto-stampa del Pd. Molte le candidature, ma uno/a solo/a ce la farà. Secondo alcuni rumors in pole position ci sarebbe l'ottimo Saverio Migliari (Carlino).

Gian Luca Rivi, che potrebbe essere uno dei tre candidati vincenti in lizza per le elezioni regionali di marzo (area ex Ds-Bersani, quota "vecchia guardia"), è stato nominato responsabile regionale Pd per l'Economia e il Lavoro.

Gli altri due candidati, secondo gli ultimi listini politici alla Borsa di via Gandhi, potrebbero essere due donne, ovvero Emanuela Caselli (come da noi anticipato) e Valeria Montanari, che in questi giorni, essendole "scoppiato" l'hard-disk, ha il computer fuori uso. La prima (area cattolica, neo-dossettiana e fedelissima del sindaco Delrio, a sua volta "tendenza La Pira") in quota Franceschini, la seconda (anche lei emergente, categoria "giovani-nuove proposte") in quota Bersani. Anche se non è affatto tramontata l'ipotesi Pagani (come da noi anticipato), che potrebbe vedersela proprio con l'ex capa di Azione Cattolica e già "Miss 800 voti". L'indiscrezione sul leader della Cisl è stata ripresa dai quotidiani locali, tanto che l'interessato è poi intervenuto confermando una disponibilità di massima (o meglio: di non avere nulla di così "ostativo") a concorrere per l'ambito posto.

Sabato sera Giuse Pagliani (candidato Pdl in Regione) ha cenato al Caminetto di Viano, dove si è innamorato della crostata alle prugne preparata dalla mitica cuoca Antonia.

Dite a Mazzoni di non scordarsi di fare gli auguri a Cri Fabbri (l'altra bionda de L'Informazione), che venerdì 11/12 festeggerà il suo compleanno con una mega-baracca in quel di Felino (Parma).

Sabato sera, 5/12, presentazione del calendario "Sexpolitik 2010" alla discoteca Kiss di Cavola.

Fermi tutti: domenica si sposa il figlio 38enne di Valmer Varini, volto del "calcio dilettantistico" a Telereggio. A proposito: caro Valmer, mi hanno chiesto di chiederti (ambasciator non porta pena) come mai, l'altro ieri, hai disdetto all'ultimo minuto (al 92°!) l'invito, da te formulato, anche quest'anno, e a più riprese, ad averci in trasmissione, appunto come simpatica e amichevole consuetudine, per presentare "Sexpolitik 2010". E' stata una tua idea, una tua scelta? E' cambiato qualcosa e non ce ne siamo accorti? Se credi, facci sapere...

Sull'esilarante e trafficato blog "malvestite.net" c'è una lunghissima e ironica recensione di "Noi, le ragazze di Silvio", dell'ottima Elisa Alloro. Messo on-line il 18 giugno, lo scritto ad oggi ha totalizzato ben 270 commenti.


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Stasera, al Corallo di Scandiano (ore 21.30), i vecchi amici del fu bar Girarrosto presentano "Amico ci sei", serata revival con la musica di Moreno Rossi (organo Hammond), Roberto Pellati (batteria), Graziano Romani (voce), Mel Previte (chitarra), Antonio Righetti (basso) ed Emiliano Fantuzzi (chitarra). Il ricavato sarà devoluto in beneficenza all'Hospice "Casa Madonna dell'Uliveto".
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(Satira bancario-editoriale)
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INCREDIBILE (MA VERO)! SCANDALONE DI VIA GATTALUPA: "CARLINO REGGIO" ANTICIPA TUTTI (VIA EDISON COMPRESA) E RIVELA IL COGNOME DEL CLIENTE ECCELLENTE FINITO NELLE CARTE DEL GIALLO DELL'ANNO. UN NOME CHE NELL'AMBIENTE SI DICE GIRASSE DA SETTIMANE, TRA ALLUSIONI E INDISCREZIONI, MA CHE NESSUN GIORNALE O TV AVEVA ANCORA OSATO FARE (MEN CHE MENO PRONUNCIARE, SCOMODARE) VISTA INNANZITUTTO LA COMPLESSITA', LA DELICATEZZA E LA GRAVITA' DELLA MATASSA, ANCORA DA SBROGLIARE. MA, PROBABILMENTE, VISTA ANCHE LA POSIZIONE SOCIALE (IN PRIMIS ECONOMICA, EDITORIALE) DELL'INTERESSATO. CHE TRAMITE IL SUO AVVOCATO, DOPO PIU' DI DUE MESI DI SILENZIO (E NEL BEL MEZZO DI UN CASO IL CUI CLAMORE HA VARCATO I CONFINI REGGIANI, INTERESSANDO PERSINO "STRISCIA LA NOTIZIA"), DECIDE DI ANDARE, PASSARE ALL'ATTACCO, DENUNCIANDO DI ESSERE STATO DEFRAUDATO. L'AFFARE 'UNIDEBIT' S'INGROSSA?

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Joanna Krupa, «coniglietta» di Playboy, è stata scelta dagli animalisti della Peta come testimonial della campagna per l'adozione degli animali senza casa (e dei poveri correntisti nostrani cui hanno fatto sparire soldi - ndr). La scelta della testimonial e i simboli utilizzati (ali di angelo, crocifissi e rosari) hanno scatenato negli Usa le vivaci proteste della chiesa americana (dalla chiesa reggiana, invece, ancora nessuna protesta - ndr). (Corriere.it)
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nullZONA CERAMICHE, UNA MANNA! (Riceviamo e pubblichiamo)null

"Nella serata di giovedì scorso il consiglio dell'Unione Tresinaro Secchia ha discusso e votato l'assestamento di bilancio per l'anno in corso. Salta subito all'occhio la più che considerevole cifra di due milioni e quattrocentomila euro derivanti dalla sanzioni al codice della strada comminate dal comando unico di Polizia Municipale sul territorio dei quattro comuni. Il dato emerso supera del 20% la cifra di stimata in sede di previsione che era di "soli" due milioni di euro. Sono quasi cinque i miliardi di vecchie lire in multe che vanno a coprire circa un quarto dell'intero bilancio dell'unione, bilancio che è in totale di poco sotto ai nove milioni di euro.
Di fronte a queste cifre verrebbe da pensare alla possibilità di maggiori investimenti soprattutto nell'ambito del servizio sociale associato, certamente la funzione di questo ente la più sollecitata dall'attuale persistente crisi economica. Invece vengono "risparmiati" oltre 250mila euro in prestazioni di servizi, permettendo così tra le economie di spesa e le maggiori entrate da sanzioni, un minore trasferimento di risorse da parte dei quattro comuni del comprensorio, la cui liquidità è notoriamente ormai arrivata alla canna del gas. Per la Lega Nord risulta per l'ennesima volte più che evidente, come già ribadito in diverse occasioni, quanto l'Unione Tresinaro Secchia sia un baraccone istituzionale nato solo per creare poltrone e per assorbire più risorse di quante ne distribuisce in servizi alla cittadinanza. I consiglieri leghisti si auspicano quindi che si vada verso uno scioglimento di questo ente inutile, lontano dalla gente e nato per mere ragioni di tornaconto politico e partitocratico". (P. Filippini, Segretario Lega Nord - Zona Ceramiche)

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CENTRODESTRA AL LAVORO / In Europa, a Reggio, a Scandiano
I poster elettorali del candidato Pdl sono già stati affissi sul territorio...
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Politica: si voterà il 28-29 marzo per il rinnovo del Consiglio Regionale

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