Il 'lider maximo' del fu Pci nel 1951 si sbarazzò dei deputati nostrani Valdo Magnani (cugino della sua convivente Nilde Iotti) e Aldo Cucchi definendoli sprezzantemente così: «Anche nella criniera di un nobile cavallo da corsa si possono sempre trovare due o tre pidocchi». Olè!

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'FINI, CONFERENZA STAMPA DI UN LEADER DAVVERO DEMOCRATICO: NESSUNA DOMANDA! * TEME DI DOVER DARE SPIEGAZIONI SULLA CASA DI MONTECARLO? CHISSÀ SE CE NE FOSSERO ALTRE, MAGARI NON IN USO A LUI? * GLI EREDI MANCATI DEL TESORO DI ALLEANZA NAZI-ANALE PRONTI A RIVELARE COME EFFETTIVAMENTE ANDARONO LE COSE * DUE FINI, DUE CASE, DUE MISURE * EZIOLO MAURO SUONA L´ORA DELLA MORALITÀ: VIVA L’ETICA DI FINI, ALL’INFERNO LA COTICA DEL PUZZONE DI ARCORE: BENE, BRAVO, BIS! * E A PROPOSITO DELL’EX FASCIO RIMPANNUCCIATO DALLA TULLIANI IL FENOMENO TUONEGGIA DI "PESTAGGIO MEDIATICO SUI GIORNALI DI FAMIGLIA E DI ALTRE FAMIGLIE ASSERVITE" * ORA SULLA CASA A MONTECARLO SCOVATA DA "IL GIORNALE", COME DEL RESTO SUL CONTRATTO RAI DELLA ’SUOCERA’ SVELATO DA DAGOSPIA, SONO LIBERI DI CHIUDERE OCCHI-NASO-BOCCA MA LOS REPUBBLICONES SI RICORDINO DEL LORO "PESTAGGIO MEDIATICO" PER LA CASA DI BERTOLASO (E LASCIAMO PERDERE QUALCHE CASA ACQUISTATA CON SOLDI IN NERO PERCHÉ COSÌ FAN TUTTI, ANCHE QUALCHE MORALISTA)' (Titolazione da "Dagospia" oggi)

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Per risorgere, il premier dovrebbe tornare a fare il Berlusconi del ’94: l’outsider vero, il leader della rivoluzione liberale, l’antipolitico capace di innovare la politica e di salvare la democrazia. L’uomo che ha creato Fini, Bossi e Casini, non quello che li caccia, li subisce o li corteggia a casa di Vespa. Non che averli creati sia stato un merito in sé, anzi. Ma rincorrerli è decisamente peggio. In questi anni, Berlusconi ha perso parecchie occasioni per realizzare il miracolo che aveva promesso. Non ha creato una classe dirigente. Non ha liberalizzato niente. Non ha riformato il sistema. Non ha sburocratizzato il paese. Non ha costretto i magistrati a fare il loro dovere. Non ha diminuito le tasse. Non ha chiuso l’era della concertazione. Non ha trasformato l'Italia in un paese moderno... (CONTINUA DENTRO...)

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ESCLUSIVO! Viva la trifola! Il vice-presidente della Provincia Saccardi posa per l'ultima di copertina di una guida ai sentieri dei funghi reggiani, di cui è espertissimo. Ma non ditelo all'Enci, l'ente cinofilo leghista, sennò gli danno subito una consulenza in tema di cani da tartufo...

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1) Pulitzer Pergolizzi ci fa sapere che il libro sul gruppo Burani non solo era stato dato in visione a un’altra casa editrice, ma anche che questa lo aveva bell'e che impaginato, editato, infiocchettato e per poco pure stampato (prezzo di copertina 15 euro). A proposito: il prossimo libro-inchiesta del giornalista potrebbe avere come tema lo scandalo della filiale Unicredit di via Gattalupa.

2) L’amico Panarari, indaffaratissimo, ci prega gentilmente di sospendere i resoconti sulle sue (fantomatiche) conquiste femminili, dovute al successo del recente e noto pamphlet anti-veline (di cui s'è occupato persino Ghiggio, l'Uomo Nero delle coop rosse e del Comune al verde, che ne dà conto sul GdRS in uscita domani). Richiesta accolta.

3) E’ uscito il terzo romanzo dell’autore di “Parrokkia progressive” Renato Ceres (pseudonimo dietro cui si cela un insegnante reggiano). S’intitola “Istriana blues” (166 pagine, 10 euro) ed è un bel romanzo di formazione psico-musicale (certo: si poteva lavorare meglio di editing e sventare i non tanti ma comunque troppi refusi disseminati nel testo, ma tant’è). Ve lo consigliamo: anche perché nei ringraziamenti siamo ingenerosamente citati nel ruolo di "produzione artistica" (sic!).


S’è accontentato di regnare, invece di governare, proprio come la regina d’Inghilterra. In quattordici anni, con l’aggravante di essere il primo editore d’Italia e un riconosciuto uomo di comunicazione, non è stato capace di creare un modello alternativo, serio e credibile all’egemonia culturale di Repubblica. Dopo l'11 settembre ha avuto il grande merito di mettere l’Italia, come direbbe Obama, dalla parte giusta della storia, con l’America, con Israele, con l’occidente. Ma poi ha cominciato a flirtare anche con il peggio del peggio. Si è messo a fare politica politicante, è diventato lui stesso, e più di ogni altro, teatrino della politica. Combatte da una vita contro i magistrati politicizzati, irresponsabili e violatori della sovranità nazionale, ma non ha mai nemmeno tentato di riformare sul serio il sistema giudiziario italiano, avvicinandolo a quello francese o americano. Ha pure perso la sacrosanta campagna contro lo sputtanamento globale delle intercettazioni a strascico.

Si salva solo perché gli altri sono sempre peggio di lui – meno democratici, più illiberali e più impresentabili – in una corsa verso l’abisso che solo la candidatura di Nichi Vendola potrebbe definitivamente trasformare in farsa. Difficile pensare che Berlusconi possa risollevarsi, con questi precedenti. Non ci sono consigli possibili. Nessuno ce la può fare. Nessuno tranne uno: un pazzo come Silvio Berlusconi del 1994. (C. R., "Il Foglio")